Bilancio e Ets, Ue spaccata. Meloni: «Intesa entro il 2026? Difficile»


Al vertice di Bruxelles i leader cercano l’intesa su sostegno all’Ucraina, allargamento, energia e bilancio comune. Tutti gli aggiornamenti

È in corso a Bruxelles il vertice dei capi di Stato e di governo dell’Unione europea. Dopo una serie di riunioni preparatorie, i 27 leader si confrontano tra giovedì 15 e venerdì 16 ottobre su alcuni dei temi chiave per il futuro d’Europa. Ospite del Consiglio europeo nella parte iniziale è il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Il sostegno al suo Paese bombardato dalla Russia e «abbandonato» dagli Usa è in cima all’agenda, ma di Ucraina i leader parleranno anche nella discussione sul possibile prossimo allargamento dell’Ue: gli altri frontrunners di cui chiarire il percorso – sulla base delle recenti proposte della Commissione – sono Moldova, Albania e Montenegro. In tema di politica internazionale i leader Ue faranno il punto anche sulla situazione sempre allarmante in Medio Oriente, e sul lavoro di consolidamento delle capacità di difesa europee – militari, ma anche cyber e d’intelligence.

Energia e competitività, exit strategy cercasi

In materia economica l’emergenza n° 1 cui trovare risposta – per alcuni Paesi in particolare – è il decollo dei prezzi dell’energia in conseguenza alla doppia crisi senza sbocchi, a Hormuz e tra Russia e Ucraina. E se l’Italia punta a una revisione strutturale del sistema ETS (Emission Trading System), prima dell’inizio del vertice i premier di Finlandia (Petteri Orpo), Danimarca (Mette Frederiksen) e Svezia (Ulf Kristersson) hanno inviato una lettera congiunta al presidente del Consiglio europeo Antonio Costa per difendere con fermezza il sistema, definito il vero «motore della transizione ecologica». Più in generale, comunque, l’agenda prevede un’ampia discussione sul futuro della «competitività» in Europa, tra gli allarmi di governi e imprenditori per la deindustrializzazione sotto i colpi della concorrenza agguerrita dalla Cina.

Merz e la proposta irlandese

Sul medio periodo il dossier politico-economico più spinoso è quello del prossimo bilancio comune che regolerà la vita dell’Ue dal 2028 al 2034. Nei giorni scorsi l’Irlanda, che ha la presidenza di turno del Consiglio, ha diffuso una proposta di compromesso tra Paesi “frugali” e “amici della Coesione” che pare aver deluso tutti, o quasi. Ieri Giorgia Meloni ha avvertito in Parlamento che darà l’ok al prossimo Quadro finanziario pluriennale «solo quando sarà giusto per l’Italia». La missione di Antonio Costa, che vorrebbe chiudere la partita entro la fine del 2026 per mettere il prossimo bilancio al riparo da rischiosi cambi di governo nel 2027, a cominciare da quello in Francia, pare tutta in salita.

In copertina: La presidente del Consiglio Giorgia Meloni al Consiglio europeo – Bruxelles, 15 ottobre 2026 (Ansa/Palazzo Chigi)

Bilancio Ue, mandato a Costa per una nuova proposta

Il presidente del Consiglio Europeo Antonio Costa presenterà un nuovo documento negoziale sul bilancio Ue 2028-2034 nelle prossime settimane. Resta confermato l’obiettivo di raggiungere un accordo sul futuro bilancio entro fine anno. È quanto si apprende a Bruxelles al termine della discussione al Consiglio europeo sul Quadro finanziario pluriennale.

Niente accordo su bilancio e Ets, salta la conferenza stampa

I leader al vertice Ue hanno terminato la discussione sul nuovo bilancio europeo e hanno adottato le conclusioni. L’accordo «minimo» è quello di procedere con i negoziati: il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa lavorerà ulteriormente sui numeri, quindi i leader dei 27 si rivedranno a fine novembre. La premier Giorgia Meloni avrebbe detto ai colleghi di giudicare difficile, anche se non impossibile, un accordo entro l’anno. Nessuna intesa è ancora stata trovata invece sul nodo della revisione dell’Ets. A causa del ritardo nelle discussioni, ufficialmente, è stata cancellata la prevista conferenza stampa di Antonio Costa e Ursula von der Leyen.

Macron pressa i leader Ue: «Accordo sul bilancio entro il 2026»

Ets, prove di compromesso sulla revisione

Germania, Svezia, Danimarca, Finlandia, Paesi Bassi e Spagna hanno presentato una proposta di compromesso sul sistema Ets per sbloccare lo stallo in corso al vertice Ue sulle conclusioni relative all’energia. «Il Consiglio europeo invita la Commissione ad aggiornare la valutazione dell’Ets2, in particolare per quanto riguarda la sua struttura e le relative garanzie, per fornire ulteriori orientamenti sui piani sociali per il clima degli Stati membri», si legge nel documento, visionato dall’Ansa. In sostanza, i Paesi Ue hanno rimosso il riferimento a una «valutazione dell’impatto economico e sociale dell’Ets» richiesto invece nel corso della giornata da Italia, Grecia e i 4 Paesi Visegrad.

Caro energia, Meloni torna alla carica sulla flessibilità Ue

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni, a quanto si apprende da fonti italiane, ha posto il tema della flessibilità nel corso del dibattito sulla crisi energetica al vertice Ue. La premier ha sollevato il tema nei termini già esplicitati nella lettera alla presidente della Commissione Ursula von der Leyen, rimarcando come, nell’ambito delle regole fiscali, l’esecutivo debba considerare l’inflazione come fattore esterno. Nel corso del dibattito tra i 27, fanno sapere fonti italiane, Meloni è stata «apertamente» appoggiata dal suo omologo greco Kyriakos Mitsotakis.

I leader Ue «sgrideranno» Zelensky sui rapporti con Trump

I leader dell’Ue sono pronti a esortare Volodymyr Zelensky a moderare le sue critiche pubbliche nei confronti di Donald Trump, nel timore che le dichiarazioni sempre più taglienti del presidente ucraino rischino di compromettere ulteriormente i rapporti già tesi tra Washington e Kiev. Lo riporta il Financial Times. Le parole dure consegnate stamattina da Zelensky proprio all’Ft avrebbero «colto di sorpresa» i leader dell’Ue, che domani lo incontreranno a Bruxelles e lo esorteranno ad abbassare i toni durante i colloqui a porte chiuse, hanno riferito alla testata britannica tre funzionari informati sui preparativi del vertice. «Potrà anche essere vero, ma non è sempre necessario dirlo ad alta voce», ha riassunto uno di essi.

Zelensky raggiunge i leader Ue

ll presidente ucraino Volodymyr Zelensky è arrivato all’Europa building, dove si stanno svolgendo i lavori del Consiglio europeo, per incontrare alcuni leader, tra cui il presidente francese Emmanuel Macron e i primi ministri di Polonia, Danimarca e Belgio. Il leader ucraino ha già incontrato il Segretario generale della Nato, Mark Rutte, nella sua residenza. Domani, invece, è previsto il suo intervento alla riunione del Consiglio europeo.

Von der Leyen ai leader: «Servono riserve strategiche Ue di gas»

La presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen avrebbe invitato i capi di Stato e di governo a pensare allo sviluppo di riserve strategiche comuni di gas per far fronte al rischio di problemi di approvvigionamento per l’inverno. Lo scrive Politico citando quattro fonti diplomatiche a conoscenza delle discussioni. L’idea messa sul tavolo da von der Leyen riguarderebbe un piano di lungo termine per proteggere l’Ue da rischi sulle scorte di gas, così come i Paesi membri già fanno con petrolio e prodotti raffinati.

La Commissione stoppa i governi: «Caro energia? Usate gli aiuti di Stato»

Le sole misure straordinarie contro il caro energia con effetti di breve termine sono gli aiuti di Stato, sul quale l’Ue prorogherà il quadro temporaneo per l’energia. È quanto lascia trapelare la Commissione Ue a margine del Consiglio europeo in corso a Bruxelles. I leader dei 27 vogliono che l’esecutivo Ue elabori nuovi strumenti d’intervento, ma la Commissione stoppa il pressing facendo sapere che al momento «non prevede ulteriori misure straordinarie» in grado di produrre effetti rapidi. Quanto a quelli di medio periodo, la cassetta degli attrezzi resta quella che Ursula von der Leyen ha già delineato negli scorsi giorni e settimane, precisano fonti Ue.

Paesi Ue divisi sull’Ets: negoziati in corso

Sono ancora aperte le conclusioni sul capitolo energia al Consiglio europeo. A dividere i 27 è il paragrafo relativo al sistema Ets, tra i punti più delicati nel dibattito al summit. Da un lato Italia, Grecia e i 4 Paesi Visegrad puntano sulla revisione del sistema; dall’altro il gruppo guidato dai Nordici non vuole passi indietro sul mercato europeo delle quote di Co2. Si cerca una difficile sintesi nel documento conclusivo del vertice.

Fonti Ue: i governi discutono di misure a breve termine sul caro energia

È necessario adottare misure a breve termine per far fronte all’impatto immediato dei picchi dei prezzi e dunque, in tale contesto, i leader riuniti al Vertice Ue hanno espresso «il proprio sostegno alle misure proposte dalla Commissione». Lo fa sapere un funzionario europeo a conoscenza del dibattito in corso. La discussione si è quindi concentrata sulla natura delle misure a breve termine, al di là di quanto proposto dalla Commissione. Ma gli obiettivi a lungo termine dell’Ue, si spiega, «rimangono invariati»: transizione energetica, autonomia strategica, con la necessità di diversificare e sviluppare fonti energetiche interne.

Metsola: «Niente accordo sul bilancio Ue senza il Parlamento»

«Il mio messaggio ai leader Ue è stato che il Parlamento europeo sarà un partner nella ricerca di un compromesso» sul prossimo bilancio Ue 2028-2034, «ma se il Consiglio Ue ha bisogno dei 27 Stati membri, il numero magico per il Parlamento è 361 voti. E non è una maggioranza facile da raggiungere». Lo ha detto la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola in conferenza stampa dopo l’incontro con i 27 leader Ue. «Le posizioni sono distanti tra Parlamento e Paesi Ue ma sono diverse anche tra Stati membri», ha osservato, ma «i leader hanno compreso perfettamente che il Parlamento non è un semplice organo di ratifica e non lo sarà mai e in questo Parlamento è difficile trovare maggioranze».

Meloni, asse con gli alleati Ue sul bilancio: «Non toccate i fondi per agricoltura e regioni»

Prima dell’inizio del Consiglio europeo Giorgia Meloni si è vista con i leader degli altri Paesi membri impegnati a salvaguardare nel prossimo bilancio Ue investimenti costanti sulla coesione (gli ex fondi regionali) e l’agricoltura. La premier ha pubblicato su X le foto dell’incontro, riassumendo così l’asse su cui i 17 Paesi si sono ritrovati in vista della discussione collettiva. «Abbiamo deciso di restare uniti nel negoziato sul prossimo bilancio Ue attorno a quattro priorità: 1) Risorse sufficienti per affrontare tutte le priorità comuni. 2) Salvaguardare Coesione e Agricoltura sia sul piano delle risorse sia su quello delle regole di finanziamento. 3) Contribuzioni eque da parte degli Stati membri. 4) No agli sconti sui contributi nazionali. Continueremo a lavorare insieme perché queste priorità siano riflesse nell’accordo finale!», promette Meloni.

Kallas: «Approccio Ue diverso da Usa, fare pressione su Mosca»

Rispetto agli Stati Uniti «abbiamo sicuramente un approccio diverso a questa guerra (in Ucraina, ndr). Riteniamo che dobbiamo fare pressione sull’aggressore per fermare la guerra, non sulla vittima per arrendersi. Spremere l’Ucraina non è l’approccio giusto ed è per questo che l’Europa è vicina all’Ucraina. E tra l’altro, questo va avanti da oltre un anno e mezzo, e l’Europa è stata vicina all’Ucraina e per questo la Russia non ha raggiunto gli obiettivi che voleva, anche attraverso gli accordi che ci sono stati, perché l’Europa è il giocatore forte qui. E per questo ho anche proposto ai ministri degli Esteri, e abbiamo avuto le discussioni sulle nostre richieste alla Russia, di inviare un chiaro messaggio che tutte queste cose a cui sono interessati, i beni congelati, la revoca delle sanzioni, spetta all’Europa decidere e queste cose non sono concesse gratuitamente. Quindi l’Europa è il giocatore forte e deve dimostrarlo». Così l’Alta rappresentante Ue Kaja Kallas arrivando al Consiglio europeo.

Metsola, il nodo bilancio: «L’Ue non può fare di più con meno risorse»

Nella proposta irlandese sul bilancio 2028-2034 «siamo rimasti molto sorpresi nel constatare l’assenza di progressi in materia di risorse proprie e di tagli nei settori dell’innovazione, della difesa e della competitività. Per dirla in parole povere, non possiamo fare di più con meno risorse». Lo ha detto la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola all’arrivo al Consiglio europeo a Bruxelles. «Se non si interviene sulle risorse proprie e ci si limita a operare tagli lineari, non saremo in grado di trovare maggioranze necessarie al Parlamento europeo per il via libera», ha avvertito Metsola. La presidente dell’Europarlamento ha detto di auspicare una conclusione del negoziato entro la fine del 2026: «Abbiamo ancora tempo per lavorare il più possibile per riunire tutti i paesi. Non è una sorpresa che ci siano grandi divisioni tra i paesi, direi più che mai. Ma il nostro messaggio principale è che manterremo la rotta finché non troveremo un accordo».

Tajani: «Rafforzare Aspides»

«Chiediamo con grande forza che venga rafforzata la missione Aspides per garantire la libertà di navigazione attraverso il Canale di Suez, il Mar Rosso e lo stretto di Bab el-Mandeb». Lo ha detto il vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri Antonio Tajani, a Bruxelles, a margine del pre-vertice Ue del Partito popolare europeo. «È fondamentale che l’Europa acceleri i tempi: ci sono state alcune risposte positive e ora si tratta di trasformarle in azioni concrete», ha aggiunto Tajani, ricordando che nell’area transita «circa il 40% del traffico marittimo commerciale italiano e il 60% dell’export dei nostri prodotti manifatturieri verso l’Asia». «Gli Houthi continuano i loro attacchi. È tempo di svegliarsi e accelerare», ha concluso.

Merz: «Bilancio Ue da ridurre, sarà negoziato difficile»

«Dobbiamo ridurre significativamente il bilancio comune rispetto alle proposte: nessuno Stato membro dell’Ue può permettersi di versare contributi di questa entità». Lo ha detto il cancelliere tedesco Friedrich Merz al suo arrivo al summit Ue a Bruxelles, prevedendo negoziati «molto, molto difficili». «Ringrazio la presidenza irlandese del Consiglio per la proposta negoziale, ma essa è ancora molto lontana da dove dobbiamo arrivare», ha ribadito Merz. «Mi augurerei che riuscissimo a raggiungere un accordo sul quadro finanziario pluriennale entro fine anno, anche se attualmente le posizioni all’interno dell’Unione europea sono molto distanti». Secondo il Cancelliere la formulazione attuale comporterebbe un incremento del 50% per il contributo tedesco rispetto all’attuale quadro finanziario.




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