Il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha partecipato a Palermo agli Stati generali dell’istruzione, che si sono svolti ai Cantieri culturali alla Zisa. L’iniziativa, dal titolo “La Sicilia fa Scuola”, è stata organizzata dall’assessorato regionale dell’Istruzione e della Formazione professionale, in collaborazione con l’Ufficio scolastico regionale per la Sicilia e Indire. Al centro del confronto gli investimenti nell’edilizia scolastica, il contrasto alla dispersione e le opportunità formative e occupazionali per i giovani. Presente anche il presidente della Regione Renato Schifani, che ha rivendicato oltre un miliardo di euro di finanziamenti per scuola, università e formazione professionale. Accanto al bilancio del governo regionale, sono arrivate le richieste dei sindacati e le critiche del Pd.
“Il gap tra Nord e Sud – ha detto il ministro – è stato sensibilmente ridotto. La maggior parte degli investimenti, con i soldi del Pnrr e nazionali, sono stati destinati proprio al Mezzogiorno. Non è un caso che, se noi facciamo riferimento anche alle risorse destinate all’edilizia scolastica e all’istruzione, parliamo di oltre 2 miliardi e 100 milioni in Sicilia”.
Schifani: “Oltre un miliardo per scuola, università e formazione”
“Fin dall’inizio della legislatura abbiamo considerato la scuola, l’università e la formazione tra le priorità del governo regionale. E lo abbiamo dimostrato con scelte precise e con finanziamenti importanti: oltre 700 milioni di euro, tra fondi regionali ed extraregionali, per la scuola e l’università. Una cifra che supera il miliardo se consideriamo anche le risorse destinate alla formazione professionale degli inoccupati e dei disoccupati maggiorenni”, ha dichiarato Schifani. Il governatore ha sottolineato anche il valore della presenza del ministro Valditara, che “dimostra l’attenzione del governo nazionale verso la nostra terra in un settore in cui la collaborazione istituzionale è fondamentale”.
Tra gli interventi illustrati dal presidente della Regione figurano il finanziamento di 247 aule immersive, la realizzazione di aule multisensoriali, laboratori, palestre, mense e spazi comuni. Previsti inoltre 9 milioni di euro per il piano triennale sul tempo pieno e il sostegno a oltre 1.700 progetti dedicati a teatro, arte, didattica immersiva e intelligenza artificiale. Particolare attenzione è stata riservata al contrasto alla dispersione scolastica e alla povertà educativa, attraverso l’avviso “Scuole aperte per il territorio” e il progetto “Liberi di scegliere”. “Offriamo nuove opportunità formative ai giovani, sottraendoli a contesti di disagio e illegalità. Non possiamo accettare che il futuro di un ragazzo venga compromesso dalle condizioni economiche della sua famiglia e dal tessuto sociale nel quale cresce. Siamo orgogliosi che questo nostro progetto sia stato poi apprezzato e fatto proprio anche dal Parlamento nazionale”, ha affermato Schifani.
Lagalla: “A Palermo servizi per l’infanzia dal 7 al 35%”
Anche il sindaco Roberto Lagalla ha partecipato al confronto, tracciando un bilancio degli interventi realizzati dall’amministrazione comunale nel settore dell’istruzione. “In questi quattro anni, l’Amministrazione comunale ha lavorato e continua a lavorare per recuperare il gap infrastrutturale ed educativo accumulato negli anni, attraverso la manutenzione e la riqualificazione degli edifici scolastici, la realizzazione di nuovi plessi e asili e la riapertura delle palestre scolastiche”, ha dichiarato. Tra i risultati rivendicati dal primo cittadino c’è l’aumento della copertura dei posti comunali nei servizi per l’infanzia, passata da poco meno del 7% al 35% per la fascia da zero a sei anni, un dato che, secondo Lagalla, supera il parametro europeo del 33%. “La scuola è un presidio fondamentale di uguaglianza e inclusione. Continueremo a investire per garantire a ogni bambina e bambino, a ogni ragazza e ragazzo, opportunità concrete di apprendimento e di crescita, indipendentemente dal quartiere di provenienza. Perché investire nella scuola significa investire nel futuro di Palermo”, ha aggiunto il sindaco, ringraziando gli organizzatori e il ministro Valditara per la presenza in città.
Turano: “Non si organizzavano da 25 anni, coinvolti tutti i territori e gli enti locali siciliani”
“Gli stati generali della scuola siciliana non si organizzavano da 25 anni. Abbiamo coinvolto tutti gli ambiti territoriali, gli enti locali e il ministro dell’ Istruzione, Giuseppe Valditara che ringrazio per essere stato presente oggi. Grazie alle somme messe a disposizione dal governo Schifani, e dal presidente della Regione in particolare, siamo riusciti a organizzare tutta una serie di iniziative che hanno coinvolto le scuole e gli studenti siciliani e che stanno lasciando il segno sul territorio. Sono molto contento di vedere questo entusiasmo. So che restano tante altre cose da fare, con la nuova legge finanziaria saremo pronti, ancora una volta, a fare la nostra parte”. Lo ha detto l’assessore regionale all’Istruzione e alla formazione professionale Mimmo Turano, partecipando a “La Sicilia fa Scuola – Stati Generali dell’Istruzione”.
La Uil: “Non bastano i cantieri, servono scuole sicure e personale stabile”
Dai sindacati arriva la richiesta di accompagnare gli investimenti annunciati con un piano strutturale per la sicurezza degli edifici e la stabilizzazione del personale. Emanuele Ronzoni, commissario della Uil Sicilia, e Claudio Parasporo, segretario generale della Uil Scuola Sicilia, riconoscono l’impegno del ministro Valditara e dell’assessore regionale Mimmo Turano per la ricostruzione della scuola Alcide De Gasperi di Marsala, devastata da una tromba d’aria, e per il riconoscimento del coraggio dei docenti e del personale che hanno tutelato gli studenti. Ma avvertono: “Gli investimenti sull’edilizia scolastica, pur importanti, non bastano. La Sicilia ha bisogno di un piano straordinario, continuativo e programmato per messa in sicurezza, riqualificazione e ammodernamento di tutte le scuole con particolare attenzione alle aree più fragili e ai territori colpiti dalle emergenze climatiche”.
Per la Uil resta aperta anche la questione degli organici, a partire dalla mancata stabilizzazione del personale di sostegno e dai tagli al personale Ata, che secondo i sindacalisti hanno ripercussioni sui servizi di pulizia, accoglienza e sicurezza. “Una scuola moderna non si costruisce solo con i cantieri. Serve personale stabile, adeguatamente formato e in numero sufficiente”, sottolineano Ronzoni e Parasporo, chiedendo risorse certe per la ricostruzione dell’istituto di Marsala, investimenti sull’intero patrimonio scolastico siciliano e un piano di stabilizzazione.
Giambona (Pd): “Gli Stati generali non siano una passerella autocelebrativa”
Critico anche il deputato regionale del Partito Democratico Mario Giambona, che invita a non trasformare l’iniziativa in una celebrazione dei risultati del governo. “Bene la presenza del ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, agli Stati generali della scuola in corso oggi e domani a Palermo. Ma guai a trasformarli in una passerella autocelebrativa”, afferma. “La scuola siciliana è ancora ostaggio di problemi irrisolti, e nessuna vetrina può nasconderli”, aggiunge il parlamentare, richiamando l’attenzione sulle condizioni degli edifici scolastici, sulle difficoltà del sistema educativo da zero a sei anni, sull’integrazione degli studenti di origine non italiana e sulla necessità di adeguare l’offerta formativa alle esigenze dei territori. Tra le questioni aperte Giambona indica anche la valorizzazione del personale, le mense, le palestre e la presenza delle pluriclassi in alcune aree interne. “La nostra proposta politica prevede che al centro dell’azione complessiva ci sia la scuola pubblica e non quella privata, come di fatto avvenuto con i finanziamenti previsti nelle ultime leggi di bilancio”, sostiene il deputato del Pd. Da qui la richiesta di destinare, già con la prossima variazione di bilancio regionale, maggiori risorse alla riqualificazione delle strutture scolastiche e al rafforzamento del collegamento tra istruzione, università e mondo del lavoro. “Auspichiamo che gli slogan si traducano finalmente in pratica”, conclude Giambona.
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