La manifattura industriale in Italia 2026


Dopo un 2025 caratterizzato da una prolungata contrazione, il manifatturiero italiano mostra oggi segnali incoraggianti di ripresa. Il PMI manifatturiero, dopo aver superato quota 50 nell’agosto 2025 per la prima volta dopo oltre un anno, ha raggiunto 52,9 a maggio 2026, il livello più alto degli ultimi quattro anni. Anche la fiducia delle imprese è in crescita: nei primi cinque mesi del 2026, quasi 9 imprese su 10 si sono dichiarate fiduciose di mantenere o incrementare i livelli produttivi, rispetto a circa 8 su 10 nel 2025. La ripresa, tuttavia, si inserisce in un contesto ancora complesso. Instabilità geopolitica, volatilità dei costi, pressione competitiva, difficoltà di approvvigionamento, transizione energetica e carenza di competenze stanno ridefinendo le condizioni per competere. Il Manufacturing Outlook 2026 analizza queste dinamiche e approfondisce le principali trasformazioni lungo l’intera catena del valore – Manufacturing & Operations, Supply Chain e Commercial & Service – mettendo in evidenza le leve strategiche che possono rafforzare competitività, resilienza e capacità di creare valore.


Dalla ripresa alla trasformazione: le sfide del manifatturiero italiano

La fase di ripresa non elimina le criticità strutturali del settore. Al contrario, rende ancora più urgente la capacità delle imprese di costruire modelli industriali resilienti e adattivi. Tra le principali sfide emergono l’instabilità geopolitica e macroeconomica, l’elevato costo dell’energia, la volatilità dei prezzi di materie prime e lavoro, la crescente pressione competitiva internazionale e la disponibilità di materiali e componenti elettronici. A queste si aggiungono la crescente dipendenza da fornitori e partner, il rischio di obsolescenza tecnologica, la scarsità di competenze specialistiche e l’esposizione a minacce cyber.

In questo scenario, la competitività non dipende più soltanto dall’efficienza produttiva, ma dalla capacità di governare l’intera value chain in modo integrato, combinando tecnologia, dati, persone e processi.


Smart Operations: la fabbrica diventa un sistema adattivo

La trasformazione digitale sta modificando il modo in cui le imprese progettano, producono e gestiscono le proprie attività. Le Smart Operations superano la logica della semplice automazione per creare sistemi interconnessi, capaci di utilizzare dati e tecnologie per anticipare eventi, supportare le decisioni e coordinare persone, macchine e processi.

Il 90% delle aziende manifatturiere considera la digitalizzazione l’investimento più importante, oggi e in futuro, per incrementare il valore dell’impresa. Le principali priorità riguardano Smart Manufacturing, logistica automatizzata e manutenzione predittiva, con benefici in termini di produttività, qualità, efficienza e resilienza.

Con l’aumento dell’interconnessione tra sistemi e processi, anche la cybersecurity assume un ruolo sempre più strategico, diventando parte integrante delle Smart Operations.


Supply Chain: dafunzione operativa a leva strategica

Le tensioni geopolitiche, le interruzioni logistiche e la dipendenza da filiere globali hanno evidenziato la necessità di ripensare i modelli di approvvigionamento e partnership. Il 77% delle aziende manifatturiere europee produce al di fuori dell’Europa per servire il mercato domestico, mentre per il 37% delle imprese la logistica incide per oltre il 10% dei costi di produzione.

La Supply Chain deve quindi evolvere verso modelli più preventivi, resilienti e data-driven, capaci di anticipare le disruption. Visibilità end-to-end, strumenti predittivi, diversificazione dei fornitori e sourcing strategico diventano leve essenziali per aumentare flessibilità e continuità operativa.

Anche la digitalizzazione delle PMI italiane sta andando in questa direzione: oltre il 60% si orienta verso soluzioni digitali per individuare fornitori alternativi e aumentare l’agilità della propria catena di fornitura.


Commercial & Service: il cliente al centro della creazione di valore

La trasformazione del manifatturiero coinvolge anche la relazione con il cliente. In un mercato sempre più competitivo, ogni punto di contatto — dalla fase commerciale al post-vendita — può diventare un elemento di differenziazione e costruzione della fiducia.

Per 5 aziende su 6 tra quelle intervistate, garantire una relazione continua, trasparente e reattiva lungo il customer journey rappresenta un fattore chiave di competitività. Per 4 intervistati su 6, la digitalizzazione è invece la principale leva per migliorare la relazione con il cliente.

Dati e tecnologie permettono di conoscere meglio la domanda, sviluppare prodotti e servizi più personalizzati e rafforzare attività di aftermarket e assistenza, trasformando la customer experience in una concreta leva di valore.


Intelligenza Artificiale: dalla sperimentazione all’Agentic AI

L’Intelligenza Artificiale sta accelerando la trasformazione industriale, con applicazioni che spaziano dalla manutenzione predittiva alla robotica intelligente, dai digital twin alla gestione della Supply Chain.

Circa il 70% delle PMI manifatturiere italiane considera l’AI un fattore determinante per crescita e competitività, mentre quasi il 90% delle imprese industriali italiane sta già sperimentando agenti autonomi interconnessi.

L’Agentic AI rappresenta il prossimo passo: agenti capaci di interagire con sistemi aziendali e supportare processi e decisioni con un livello crescente di autonomia. Secondo le proiezioni analizzate nello studio, entro il 2028 un terzo dei software aziendali potrebbe integrare funzionalità di Agentic AI.

Per trasformare il potenziale dell’AI in valore servono però dati integrati, sistemi connessi, governance e competenze adeguate.


Sostenibilità, energia e competenze: le condizioni per trasformarsi

La transizione energetica e la sostenibilità stanno assumendo un ruolo sempre più centrale nelle strategie industriali. Oltre il 90% delle aziende manifatturiere europee dichiara di essere in linea o in anticipo rispetto ai propri piani di sostenibilità e circa l’80% ha aumentato negli ultimi due anni i budget dedicati all’economia circolare e alla transizione energetica.

La sfida è ora portare le tecnologie verdi su scala più ampia e coinvolgere l’intera filiera, intervenendo anche sulle emissioni Scope 3.

Parallelamente, la trasformazione tecnologica rende sempre più importante il tema delle competenze. L’indice dei posti vacanti nel manifatturiero ha raggiunto l’1,6% nel secondo trimestre 2025, con un aumento del 70% rispetto alla media del periodo 2015-2019. Formazione e reskilling diventano quindi elementi essenziali per accompagnare l’evoluzione del settore.


Dalla trasformazione alla performance

La trasformazione del manifatturiero non riguarda soltanto l’innovazione tecnologica, ma la capacità di generare valore. L’analisi quantitativa del Manufacturing Outlook 2026 evidenzia una relazione positiva tra performance economica e tre dimensioni: maturità digitale, resilienza energetica e customer satisfaction.

Le imprese caratterizzate da livelli più elevati in queste dimensioni presentano, in media, migliori performance economico-finanziarie, misurate attraverso l’EBITDA.

Il risultato rafforza una considerazione centrale: digitalizzazione, resilienza energetica e customer experience non devono essere affrontate come iniziative separate, ma come componenti di una strategia integrata di creazione di valore.


Una nuova competitività per il manifatturiero italiano

Il manifatturiero italiano entra in una nuova fase. La ripresa rappresenta un’opportunità, ma la capacità di competere nel nuovo scenario dipenderà dalla possibilità di trasformare le discontinuità in innovazione e vantaggio competitivo. Smart Operations, Supply Chain resilienti, AI e Agentic AI, sostenibilità e competenze sono parte di un’unica trasformazione che coinvolge l’intera value chain.


Scopri nel Manufacturing Outlook 2026 le evidenze, le prospettive dei leader del settore e le leve strategiche per affrontare la trasformazione del settore


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