Dalle mappe d’artista al teatro, passando per la gestione responsabile delle risorse: nei cinque stelle del Gruppo il soggiorno diventa un modo più consapevole di entrare in relazione con la città.
La certificazione GSTC – Global Sustainable Tourism Council per il Gruppo di cui fanno parte il Grand Hotel Majestic “già Baglioni” di Bologna, Due Torri Hotel di Verona, Hotel Bernini Palace di Firenze e Hotel Bristol Palace di Genova è un abito mentale.
La sostenibilità può iniziare molto prima di una raccolta differenziata o di un risparmio energetico. Può cominciare da una passeggiata invece che da una corsa in taxi, dalla scelta di un ristorante di quartiere, dalla scoperta di un artigiano, dalla curiosità per una storia locale. Può persino salire su un palcoscenico.
È questa la direzione intrapresa da Duetorrihotels, che interpreta la sostenibilità non soltanto come un sistema di procedure e standard, ma come un modo diverso di fare ospitalità: più attento alle risorse, certo, ma anche alle persone, alla cultura e all’identità dei luoghi. Un approccio che oggi trova una prima importante conferma nella certificazione GSTC – Global Sustainable Tourism Council, ottenuta da tutti e quattro gli hotel cinque stelle del Gruppo – Grand Hotel Majestic “già Baglioni” di Bologna, Due Torri Hotel di Verona, Hotel Bernini Palace di Firenze e Hotel Bristol Palace di Genova – e rilasciata da Vireo, organismo indipendente accreditato. Ad affiancare Duetorrihotels nel percorso verso la certificazione è stata Virtou, realtà specializzata nella consulenza e nella formazione per il turismo sostenibile, che ha supportato il Gruppo nel tradurre gli obiettivi di sostenibilità in pratiche concrete di gestione dell’ospitalità.
Ma per Duetorrihotels la certificazione non rappresenta un punto di arrivo. È piuttosto il quadro di riferimento di un percorso che prova a portare la sostenibilità fuori dalle procedure interne e dentro l’esperienza quotidiana dell’ospite.
Una delle espressioni più concrete di questa filosofia sono le mappe d’artista firmate da Marta Iorio, realizzate in esclusiva per Duetorrihotels. Quattro mappe, una per ciascuna destinazione – Bologna, Verona, Firenze e Genova – che reinterpretano le città attraverso il linguaggio illustrato dell’artista e invitano gli ospiti a scoprirle partendo dall’hotel. Non sono semplicemente strumenti per orientarsi, suggeriscono itinerari da percorrere a piedi o in bicicletta, accompagnando il visitatore verso luoghi conosciuti e angoli meno consueti, giardini, piazze, architetture, indirizzi e storie che restituiscono alla destinazione la sua dimensione più autentica. In formato tascabile, ispirate alle vecchie cartoline e ai manifesti di viaggio, le mappe sono pensate anche come piccoli oggetti da conservare.
L’idea è semplice: trasformare la mobilità sostenibile in una parte dell’esperienza e fare dell’hotel non soltanto un luogo in cui dormire, ma il punto di partenza per entrare in relazione con una città.
Se le mappe invitano a uscire dall’hotel, il teatro porta invece la sostenibilità dentro un racconto condiviso. Il tema entra infatti nel programma di “Talenti. Storie di Imprese Straordinarie”, il ciclo di incontri – prossime tappe Bologna, 15 ottobre; Firenze, 26 ottobre; Genova, 4 novembre – promosso da Duetorrihotels per raccontare, attraverso le voci degli imprenditori, storie di innovazione, visione e rapporto con i territori. All’interno del progetto trova spazio “Il lusso di sentirsi a casa”, performance ideata e interpretata dall’attrice sociale e autrice Tiziana Di Masi, che affronta il tema della sostenibilità attraverso il linguaggio del teatro.
Il punto di partenza è proprio l’ospitalità. Che cosa significa oggi sentirsi a casa? E soprattutto: che cosa significa avere cura del luogo che ci accoglie? La risposta chiama in causa risorse, persone, cultura, comunità e futuro. E permette di trasformare un tema spesso raccontato attraverso numeri e procedure in un’esperienza capace di coinvolgere anche sul piano emotivo. È una scelta significativa: per Duetorrihotels la sostenibilità non è soltanto qualcosa che si misura, ma anche qualcosa che si può raccontare, condividere e vivere.
Alla base di questa evoluzione c’è naturalmente un lavoro concreto sulla gestione degli hotel. Negli ultimi anni il Gruppo ha progressivamente introdotto pratiche orientate alla riduzione dell’impatto ambientale: dalla progressiva eliminazione della plastica monouso all’impiego di materiali naturali e riciclabili, dal monitoraggio dei consumi energetici e idrici alla riduzione delle emissioni, fino a una gestione più attenta della raccolta differenziata e alla promozione di forme di mobilità sostenibile. Ma la sostenibilità riguarda anche ciò che accade fuori dalle mura degli hotel. Per questo Duetorrihotels lavora sulla valorizzazione delle identità locali attraverso fornitori, produttori e realtà del territorio, collaborazioni culturali ed esperienze che permettono agli ospiti di conoscere le destinazioni attraverso le loro eccellenze. È una visione che tiene insieme ambiente, cultura, comunità ed economia locale, superando l’idea che la sostenibilità coincida esclusivamente con la dimensione ambientale.
“La sostenibilità, per noi – afferma Franco Vanetti, Managing Director del Gruppo Duetorrihotels – non è un traguardo raggiunto, ma un percorso continuo di miglioramento, innovazione e crescita condivisa. La certificazione GSTC rappresenta un riconoscimento importante, ma soprattutto ci offre un quadro concreto entro cui continuare a lavorare. Vogliamo che la sostenibilità diventi sempre più parte dell’esperienza dei nostri ospiti: nel modo in cui gestiamo gli hotel, nelle persone con cui collaboriamo, nelle città che raccontiamo e nelle esperienze che proponiamo. Perché oggi l’eccellenza nell’ospitalità non significa soltanto offrire il meglio, ma avere cura di ciò che rende possibile quel meglio: i luoghi, le persone e il patrimonio che abbiamo il privilegio di custodire”.
In questa prospettiva, la sostenibilità entra a pieno titolo nella nuova idea di lusso: non rinuncia al comfort, alla bellezza o all’esclusività, ma li interpreta attraverso una maggiore consapevolezza.
Un lusso che non si limita a offrire un’esperienza, ma si prende cura del luogo in cui quell’esperienza accade.
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