Assolombarda, presentati i dati sull’adozione dell’AI nelle imprese; il 49% ha già progetti attivi contro il 20% del 2024


Assolombarda ha presentato i dati sull’adozione dell’intelligenza artificiale nelle imprese del territorio durante l’Assemblea Generale di Milano. Secondo un’indagine condotta con il Politecnico di Milano su 700 aziende, il 49% ha già progetti attivi di AI, rispetto a una quota inferiore al 20% a fine 2024. Un ulteriore 18% delle imprese prevede di adottare queste tecnologie a breve

Si è svolta oggi al Teatro Dal Verme di Milano l’Assemblea Generale di Assolombarda, dedicata alle sfide della competitività e della politica industriale. Al centro della relazione del Presidente Alvise Biffi, la necessità di accelerare la crescita e la produttività, puntando sulla physical AI, sull’internazionalizzazione e sulla capacità del territorio di trasformare l’innovazione in sviluppo industriale.

Alla presenza di imprenditori nazionali e internazionali, istituzioni e rappresentanze diplomatiche sono intervenuti: Alvise Biffi, Presidente di Assolombarda; Giorgia Meloni, Presidente del Consiglio dei Ministri; Emanuele Orsini, Presidente di Confindustria; Giuseppe Sala, Sindaco di Milano; Attilio Fontana, Presidente di Regione Lombardia; Monsignor Vincenzo Paglia.

Crescita e produttività: l’“uno virgola” non può diventare la nostra velocità naturale

“Il titolo che abbiamo scelto per questa Assemblea è ‘Rising Industry’. Crescere. Ed è una necessità per il nostro Paese. Quest’anno, nonostante il contesto incerto, avremo una crescita migliore delle attese, sopra l’1%. È ancora troppo poco. Quell’“uno virgola” segnala un limite molto concreto alla capacità delle nostre imprese e del Paese di avanzare. E non possiamo abituarci, soprattutto quando i Paesi con cui ci siamo confrontati in questi mesi, dagli Stati Uniti ai mercati del Mercosur fino agli Emirati Arabi Uniti, hanno una crescita che corre a ritmi doppi rispetto ai nostri”.

La produttività sia finalmente al centro della politica industriale

“La produttività resta l’unica strada per generare benessere diffuso, a partire dai salari, per questo motivo dobbiamo insistere nel renderla la questione di politica industriale del nostro tempo. Sono diversi i fattori che da tempo bloccano la nostra corsa, tra questi i più importanti sono la dimensione delle imprese, la carenza delle competenze digitali, i pochi investimenti in ricerca e sviluppo, il circolo vizioso salariale e, sempre più, i costi dell’energia”.

Portare l’AI nell’economia reale è la chiave per la produttività

“L’Intelligenza Artificiale è una grande opportunità per invertire questa rotta. Come ha detto Ursula von der Leyen nel suo discorso sullo Stato dell’Unione, la vera partita dell’intelligenza artificiale per l’Europa si gioca nel portarla dentro l’economia reale: nella salute, nei trasporti, nell’energia. Per l’Italia significa un’opportunità imperdibile. Siamo il secondo Paese manifatturiero europeo, con filiere altamente specializzate e una conoscenza dei processi industriali costruita in decenni di produzione. Abbiamo quindi una base industriale sulla quale costruire un vantaggio competitivo anche nell’intelligenza artificiale. E nel Quadrilatero dei territori di Assolombarda – con Milano, Monza Brianza Lodi e Pavia – queste condizioni sono ancora più forti, perché la densità industriale incontra uno degli ecosistemi dell’innovazione più avanzati del Paese. E abbiamo l’industria degli innovation services che coniuga in modo perfettamente sinergico gli ingredienti di questa trasformazione: manifattura, tecnologia e servitizzazione”.

L’adozione dell’AI sta accelerando: il 49% delle nostre imprese già la usa, era il 20% nel 2024

“Abbiamo coinvolto 700 aziende dei nostri territori, di settori e dimensioni diverse per capire a che punto siamo a livello di maturità e diffusione dell’intelligenza artificiale, insieme al Politecnico di Milano: i risultati ci dicono almeno tre cose. La prima è che la sua adozione sta accelerando. Al momento il 49% delle nostre imprese ha già progetti attivi sull’intelligenza artificiale e un altro 18% prevede di adottarla a breve. Si tratta di un buon segno perché a fine del 2024 la percentuale era inferiore al 20%. La seconda è che la dimensione dell’impresa fa la differenza, ma non è l’unico fattore. Lo stato di adozione, infatti, è pari al 40% nelle microimprese, al 41% nelle piccole, sale al 48% nelle medie e raggiunge il 79% nelle grandi aziende, ma nelle startup innovative siamo già al 77%, quasi quanto nelle grandi imprese.

Si tratta di un miglioramento significativo rispetto all’anno scorso quando l’adozione riguardava prevalentemente le grandi imprese (39%), mentre le PMI si fermavano al 15%. Il terzo punto riguarda la nostra grande materia prima critica: la qualità dei dati industriali. Persino tra le grandi imprese, circa una su due sta ancora lavorando per migliorare la tecnologia sia entrando nelle imprese ma dobbiamo andare oltre il suo utilizzo solo per efficienza, snellimento di processi e riduzione dei costi operativi. L’intelligenza artificiale deve incidere sulle caratteristiche che distinguono il nostro modello industriale, rafforzando ciò che ci rende competitivi: qualità, specializzazione, capacità di adattamento, conoscenza dei processi, ruolo nelle filiere e presenza sui mercati”.

ForgIA è già realtà: dalla fase pilota corre verso una nuova dimensione industriale

“È esattamente da questi presupposti che eravamo partiti con forgIA, presentandola come una scommessa: creare un ecosistema nel quale le imprese potessero estrarre e raffinare dati industriali e metterli al sicuro rendendoli interoperabili lungo la filiera senza perderne il controllo. Per cooperare dove conviene cooperare e continuare a competere dove è giusto competere, forgIA era un progetto lanciato all’Assemblea Generale dello scorso anno, oggi è realtà: dalla fase pilota corre verso una nuova dimensione industriale. Abbiamo coinvolto 20 imprese early adopter, lavorando con loro sui processi e sui bisogni reali. Sono emersi oltre 60 casi d’uso in cui l’ecosistema forgIA può fare la differenza per l’adozione dell’intelligenza artificiale in specifiche catene del valore e alcuni di questi sono già in fase di produzione.

E sta prendendo forma anche l’Industrial Data Ecosystem: oggi abbiamo una prima piattaforma concretamente accessibile alle imprese, nella quale federare dati e asset digitali in modo sicuro, accedere a servizi di intelligenza artificiale e sviluppare insieme nuove applicazioni. Intorno a questo progetto hanno lavorato l’Advisory Board Artificial Intelligence, il gruppo Innovation Services di Assolombarda e abbiamo costruito partnership nazionali e internazionali importanti, da MIND a Core42, mentre stiamo allargando il lavoro alle filiere, coinvolgendo le associazioni industriali nei settori nei quali vogliamo sviluppare nuovi casi d’uso. Inoltre, forgIA è anche cultura. In sette mesi abbiamo coinvolto oltre 700 persone in incontri dedicati lavorando sulle competenze, sull’adozione e sulla diffusione di una cultura del dato”.

La nuova sfida è la physical AI. Milano e il Quadrilatero Assolombarda sono i territori della nuova industria: diventiamo fabbrica dell’AI

“Ma la frontiera si sta spostando ancora. Adesso l’intelligenza artificiale sta uscendo dagli schermi per entrare nelle fabbriche, nei robot, nei magazzini, nei sistemi logistici, nelle macchine. È la physical AI: l’incontro tra intelligenza artificiale e mondo fisico. E la prospettiva cambia parecchio. Perché quando la tecnologia deve diventare movimento, precisione, produzione, non bastano algoritmi, agenti e capacità di calcolo. Servono robotica, meccatronica, automazione, sensoristica, macchine utensili, componentistica, ingegneria. Serve industria. Serviamo noi.

Questa è la nostra grande opportunità. Questa volta non dobbiamo limitarci ad adottare la tecnologia: possiamo finalmente contribuire a costruirla. Non dobbiamo inseguire Stati Uniti e Cina cercando di diventare una copia di ciò che sono loro. Il nostro spazio è un altro: arrivare per primi alla nuova frontiera della physical AI, facendo leva sulle caratteristiche che distinguono la nostra industria. Perché la misura del successo non sarà quanta intelligenza artificiale avremo adottato, ma quanto saremo capaci di trasformarla in produttività e crescita. Con forgIA abbiamo costruito le basi. Ora vogliamo fare del nostro Quadrilatero la fabbrica dell’AI, un punto di riferimento sulla scena internazionale, al pari della Silicon Valley”.

Legge di Bilancio: fare tutto il possibile per stimolare l’innovazione

“Per diventare fabbrica dell’AI servono strumenti di politica industriale capaci di velocizzare gli investimenti delle imprese: in Legge di Bilancio chiediamo di fare tutto il possibile per stimolare l’innovazione. Il Piano Transizione 5.0 e il nuovo iperammortamento vanno in questa direzione. L’orizzonte triennale e una dotazione finanziaria rilevante danno alle imprese un quadro più stabile nel quale programmare investimenti strutturali.

L’interesse del sistema produttivo è forte, ora è importante garantire un’attuazione efficace, chiara e tempestiva del Piano snellendo gli oneri burocratici. E c’è un punto sul quale crediamo sia utile intervenire: reintegrare la possibilità di acquisire software in modalità Software as a Service, come già previsto in passato. Significa allineare la misura al modo in cui oggi le imprese si digitalizzano, evitando che un limite formale finisca per penalizzare chi utilizza modelli in abbonamento rispetto a chi può capitalizzare gli investimenti. E soprattutto, lasciare aperta la porta alle nuove modalità di utilizzo dell’intelligenza artificiale che si stanno sviluppando e che continueranno a evolvere. Il nuovo iperammortamento rappresenta già anche un primo sostegno alla physical AI. Tra i beni agevolabili rientrano, infatti, robot e umanoidi, le infrastrutture di calcolo necessarie ad addestrarli e i software che li rendono intelligenti, capaci cioè di imparare, adattarsi all’ambiente, interagire con le persone e prendere decisioni in autonomia. È un segnale importante perché la physical AI sarà uno dei principali driver di crescita del manifatturiero nel prossimo decennio e accogliamo con favore la crescente attenzione che questo tema sta ricevendo nel dibattito pubblico nazionale. È tempo di alzare l’ambizione”.

Nel Quadrilatero di Assolombarda la produttività cresce ma le piccole rimangono indietro: digitalizzazione e competenze le chiavi per accelerare

“L’Italia deve diventare uno dei luoghi europei in cui la physical AI viene progettata, industrializzata e prodotta. Noi siamo pronti a fare la nostra parte, mettendo a disposizione del Ministero delle Imprese e del Made in Italy i casi d’uso delle nostre imprese, in sinergia con forgIA e con le sue evoluzioni. E se vogliamo fare davvero questo salto, dobbiamo trasformare un’opportunità enorme in sviluppo industriale. I primi segnali ci sono. Se guardiamo ai numeri di tutte le nostre imprese associate, nel 2025 la crescita di produttività è stata del +5,6%, a conferma che siamo tra le realtà più dinamiche e vivaci del Paese. Però anche da noi le micro, così come le piccole e le medie imprese industriali, sono rimaste indietro.

Per loro, purtroppo, l’incremento in un anno è stato di appena l’1,3% e non è ancora riconducibile allo sviluppo dell’intelligenza artificiale. Dobbiamo portarla più in profondità nei processi per tradurla in produttività e crescita. Per accelerare ci sono almeno due leve sulle quali possiamo agire subito: digitalizzazione e competenze. Quando un’impresa intensifica gli investimenti negli strumenti digitali, la probabilità che introduca l’intelligenza artificiale cresce di 6 punti percentuali, e quando investe sulle competenze delle persone aumenta di 9 punti”.

Un’impresa su tre che usa l’AI prevede di aumentare l’organico. Nel nostro territorio sono 750 mila i lavoratori coinvolti dalla trasformazione dell’AI

“C’è un’altra evidenza importante: non sono soltanto le imprese che partono da livelli di produttività più elevati ad adottare l’intelligenza artificiale. Questo significa che l’AI può diventare una leva di produttività diffusa, capace di raggiungere una parte molto ampia del nostro tessuto imprenditoriale. E gli effetti si vedono anche sul lavoro. Un’impresa su tre, tra quelle che hanno già progetti di intelligenza artificiale attivi, prevede di aumentare il numero dei dipendenti nei prossimi dodici mesi. Nel nostro territorio sono circa 750 mila i lavoratori coinvolti dalla trasformazione dell’AI: un terzo della forza lavoro complessiva. E già oggi la domanda di competenze legate all’intelligenza artificiale è 1,4 volte la media nazionale. Se la tecnologia corre, le competenze devono tagliare il traguardo per prime”.

Trattenere talenti e attrarre nuovi lavoratori sono questioni cruciali: bene una tassazione agevolata sugli aumenti retributivi degli under 35

“La demografia ci dice che avremo sempre meno persone a disposizione, soprattutto giovani. Nei prossimi anni attrarre e trattenere talenti sarà una delle questioni decisive per la competitività delle nostre imprese. Dobbiamo quindi creare le condizioni affinché lavorare e costruire qui il proprio futuro sia una scelta concretamente possibile. Per questo guardiamo con interesse alla proposta del Governo di una tassazione agevolata sugli aumenti retributivi degli under 35”.




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