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Sabato 3 ottobre queste radio radicale buongiorno a tutti, a Marco Taradash, per stampa e regime, due notizie oggi dominano le aperture dei giornali.
La prima è la manovra, il governo che decide cosa fare, fra l’altro riduce le spese militari, quindi si parla di una manovra prudente, di un Crosetto che si è ha cercato di difendere anche la difesa, diciamo così, e se l’altro tema è Schlein Schlein ieri è intervenuta alla direzione del Partito democratico,
Ha rivendicato, a modo suo, la guida della coalizione, ci dicono i giornali che mettono in risalto una sua frase uno non vale uno frase che ha indirizzato polemicamente, che spiegano nei confronti di Conte che dir la verità non è l’inventore di quella frase ma insomma si capiva che era la diretta la cosa incredibile, dal mio punto di vista, è che quasi nessuno,
Un’eccezione sul Foglio qualche cosa tra le righe, quella sì, domandi o faccia notare come Schlein ha risposto a Conte sul tema che divide il partito democratico e il Movimento 5 Stelle, vale a dire l’invio delle armi all’Ucraina, ieri, come le capita spesso Schlein ha glissato non ha detto una parola su su questo tema soltanto rievocato il sostegno.
All’Ucraina da parte del Partito democratico, ma nulla sulla questione dirimente della politica internazionale. Tra l’altro è riuscita a non citare Putin, se non in relazione alle sue telefonate con Trump è riuscita a non citare l’Iran e la guerra in Medio Oriente, se non la guerra per il Medio Oriente, per attaccare Israele. Insomma, questo il quadro di una parte che non si trova sui giornali, che avrebbe dovuto essere centrale anche dopo il messaggio che aveva indicato Bettini, che aveva inviato Bettini al segretario del Partito Democratico il giorno prima della direzione nazionale, pur silenzio di tomba sui giornali sull’aspetto cruciale della costituzione del campo largo, comunque vedremo se verrà recuperato nei prossimi giorni, ma certo è che oggi le legge, i giornali sembra di guardare un talk show perché appunto la Repubblica Schlein sfida Conte 1
Non vale 1 sulla stampa, che però apre sulla manovra alla sfida di Schlein a Conte noi più voti uno non vale uno e così via
Se i giornali che se ne occupano anche il giornale Schlein sfida Conte uno, non vale uno, ma il giornale aggiunge, ma spunta Gualtieri, che dovrebbe essere il famoso federatore che mette d’accordo tutti, però la l’impressione giornale che ieri Schlein abbia chiuso con quella parte e che voglia andare direttamente alle primarie convinta com’è di vincere, comunque lasciamo perdere i titoli su Schlein, vedremo più tardi. In particolare, vediamo invece come gli altri quotidiani aprono Avvenire risorse molto scarse. Questo è il titolo che riguarda la manovra, ovviamente il Resto del Carlino e gli altri quotidiani del gruppo quotidiano nazionale. Manovra taglio e la difesa, flessibilità per vent’29
Miliardi, poi, molti giornali danno spazio anche la decisione del G 7 che ha liberato le scorte di gasolio per frenare i prezzi. Qualche interpretazione, meno male, altra interpretazione,
Trump vince su questa partita, vediamo il giornale che titola tracolla, all’euro sinistra, da Parigi a Madrid, e le prime pagine dei giornali sono dedicate a quello che sta succedendo in Francia con i disordini di piazza e ne parleremo, e in Spagna, dove ieri è stata messo è stata messa sotto la,
Il se il governo, che però un governo e minoranza e Sanchez, il primo ministro parla di possibile voto anticipato a proposito di questo caso c’è un titolo geniale, veramente oggi sul manifesto, perché il titolo è questo idealista con la foto di,
Di Sanchez, il voto era sulla casa, sul diritto alla casa, sul blocco ristorati idealista, sapete che cos’è e il doppio senso di questa di questa parola,
è un’invenzione straordinaria il manifesto che così commenta, nel sotto al titolo il diritto alla casa, travolto dal diritto alla rendita in Spagna, prese Pedro Sanchez, cade sui decreti Vivien, da forse la sua decisione più popolare contro l’ultimo governo progressista dell’Unione europea, i catalani padronali,
Delle dell’esule più Demont, ve lo ricordate, ve lo ricordate cuius Demont, quello che voleva fare
E il un nuovo Stato in Europa, la Catalogna, e che violò la Costituzione, venne condannato, ci furono le varie proteste a sinistra, come fu, come anche a destra, per la repressione che, dove che dovesse subire, eccolo qua oggi, in questa nuova versione, il manifesto si domanda se ci saranno,
Le elezioni a fine novembre e poi c’è il titolo su Schlein, I che Schlein racconti o il doppio dei voti
Il domani su questo Schlein non anca non incassa più e attacca caro Conte o il doppio dei voti e poi en sulla verità e il partito del Colle tasse e dossier il la verità a una spia o spia semplicemente quello che succede.
Nel palazzo del Quirinale vediamo che cosa dice Grandi manovre all’ombra del piano Garofani nasce più uno alla guida, l’ex Mister Fisco Ruffini è l’ex capo di polizia e servizi segreti Gabrielli, questo per il campo largo che si arricchisce ogni giorno di una nuova idea di vedremo di quante nuove formazioni e intanto Renzi nelle pagine interne non nelle prime pagine però so sia questa un bel po’di spazio perché ieri ha fatto parlare, Vincenzo De Luca. E questo fa notizia certamente a proposito dei titoli
È azzeccati se è vero però il retroscena che il Riformista?
Sostiene c’è anche quello del Riformista, perché secondo il Riformista non soltanto c’è Gabriele a sinistra, ma anche piante, dosi, che dovrebbe guidare una lista civica della della destra. Gabriella scende in campo con Ruffini del centrosinistra Piantedosi, si candida in una lista civica di Meloni dopo i magistrati gran commis la politica sceglie tutor e qual è il titolo prefetti sconosciuti, bello anche questo e sul Riformista c’è l’unico commento che si trova alla posizione di Bettini, che tutto sommato sembra anche quella di Schlein. La nuova pedina del partito russo si muove nel Partito democratico.
Dice Cicchitto, poi non si può dire perché lasciare non si sa mai molto, quando si va a guardare più da vicino le sue opinioni in quello che è certo è che ieri risposta non c’è stata né a Conte che ha detto la questione delle armi è condizione che non si discute e chi si aspettava una posizione del PD è rimasto deluso sul dubbio. Si apre anche qui su questo e si dà più spazio, però anche ad Are, a Renzi degli altri giornali. Ecco, Renzi garantismo, ossia il faro dell’alleanza, dice chiama lo sceriffo De Luca come viene ribattezzato, ma va benissimo sul o insomma, son fatti di Renzi che capace sempre sorprendere sull’altra voce più deficit nella manovra
E poi?
Putin, piano per ridurre all’Ucraina al gelo questo lo troviamo nelle pagine interne dei giornali, altra voce lo mette in risalto, vedremo fra poco anche tutto questo, il il foglio, vedremo l’articolo di Capone sul Luciano Capone sulla manovra.
E c’è anche un articolo di Lorenzo Bini SBA Sma. Lorenzo Bini Smaghi il prezzo dettasse Namen in aumento, bilancio prudente, risposta monetaria per assicurare, rassicurare i mercati, ma poi c’è anche una sua intervista sul quotidiano nazionale, il tempo mettiamo ai due giornali un po’più spostate a destra, che sono il tempo e la verità, anche se il tempo, come sappiamo, ha un taglio su certi temi più liberale. Oggi a Parigi, domani a Roma, il tempo Francia fare fuoco 2000 fermi, 300 agenti feriti, 100 dice devastati, saldatura tra gauche proprio al e islamici e qui
Landini e Salis soffiano sul fuoco, andiamo a vedere perché la troviamo sulla verità, il titolo a questo proposito no,
Per la verità non è la verità, ma che invece abbiamo visto su cosa apre, il è libero e che su questo dà spazio in parte le tragiche Salis Silvio e stringe la mano alla Meloni e poi fa subito una smorfia di disgusto e invita libero ben guardare il filmato e poi l’aria esalta le proteste violente in Francia facciamo la stessa cosa in Italia, ma è forse il giornale sia il giornale che abbiamo già visto sulla sull’euro of, se essa che tracolla, ma dal giornale Poggi segnalata soprattutto dalla lettera di Marina Berlusconi un boss travestito da pm accusa Papa nemmeno la morte ferma,
Il fango e per di che cosa si parla di Graviano, uno dei capi della mafia di allora, negli anni 90 e precedenti, che dice e che Berlusconi ricevette 20 miliardi da da da da dalla mafia per fondare le sue televisioni. Questa cosa era rimasta un po’nel vago fino ad oggi, perché prima c’erano le bombe che Berlusconi avrebbe messo insieme a Riina, fallisce quella pista. Se ne riapre una più avanzata nel senso del del tempo da segnalare. Il commento e Lirio Abbate che se fosse stato sui giornali che con cui ha su cui ha scritto e in passato avrebbe ripreso l’accusa di Graviano e l’avrebbe sbattuta in faccia a Marina Berlusconi, ora invece Lirio Abbate dalla Repubblica di cui ero vicedirettore, s’è spostato al giornale e fa un articolo, diciamo prudente raccontando soltanto il personaggio, il personaggio Graviano, ma ci pensa poi il Fatto Quotidiano a aprire su questo tema Graviano festeggia già B
Il boss e l’investimento siciliano a fine anni 60 e son passati 40 più ben altre 60 più o meno, e però il tema torna di attualità, Graviano festeggia vi socio di mio nonno. Il documento c’è, ci sarebbe un documento scritto. Cosa vuole l’avvocato difensore Graviano, che si lasci libero il suo assistito per andare a prenderlo il mafioso al processo Baiardo dice non voglio più mantenere i patti, l’avvocato dice se libero prenderà la carta e poi aggiunge il Fatto Quotidiano Marena e Forza Italia strillano tutto l’editoriale di Marco Travaglio, oggi non è un inno a Putin, ma è un inno a Graviano. E un’accusa nei confronti a Marina Berlusconi che, secondo Travaglio
Gabbiano non aveva ancora finito di parlare Giammarino bis strillava alla giustizia e capovolta, dove un feroce boss si Traps resterà ovest veste da pm, insomma, questo è l’ennesima, a cosa servirà uno, se lo può domandare, però, dato che ci hanno investito metà della loro carriera giornalistica in tanti compreso,
Il, l’ex vicedirettore di Repubblica, ma soprattutto, ovviamente Travaglio eh mica può lasciar.
Lasciarsi superare dai fatti e i fatti ci dicono che Graviano, eccetera lo vedremo fra un po’, intanto cominciamo a guardare le notizie sulla manovra e comincio dal ko.
Corriere.
Della sera che?
Ci parla racconta spese extra per 29 miliardi Giorgetti adesso prudenza dice via libera allo scostamento di bilancio per energia e difesa, strano che il Corriere della Sera non ci dica subito che il per la difesa si spenderà di meno e lo dice nella pagina successiva non un euro in più e Meloni con convince Crosetto ha un taglio di 8 miliardi e poi si parla di tensione con la Lega poi c’è una frase anche di Tajani, che ogni tanto viene citato dai giornali qui, perché Tajani ha chiesto al summit di Forza Italia,
Volete il voto a maggio o a settembre. Domanda cruciale in realtà Meloni potrebbe volerlo da un giorno all’altro, insomma per il tempo tecnico, perché ha tutte le carte in mano per decidere però alla fine, poi, chi decide decide,
Formalmente anche quindi, sostanzialmente in una democrazia si spera e Mattarella, e quindi la prudenza anche sull’anticipo delle elezioni va.
Va usata vediamo però il Corriere della Sera, come ci racconta di della giornata di ieri al Consiglio dei ministri.
E ci dice un doppio via libera, che avvia una lunga stagione di campagna elettorale con l’approvazione dei dati tendenziali.
E di previsione sugli obiettivi di finanza pubblica e la decisione di attivare la clausola di salvaguardia per chiedere fino a 29 miliardi di euro di maggiori spese in deficit, il governo fissa i punti fermi della legge di Bilancio, la manovra sarà l’ultima in questa legislatura, un inevitabile test per misurare il consenso dell’esecutivo prima delle elezioni politiche.
E poi si spiega qual è stata la discussione insieme a Giorgetti il quale, al di là del discorso delle elezioni politiche, è stato il la diga rispetto alla spesa eccessiva, che comunque cede le le le le le regole europee ma continua a insistere sulla prudenza c’è una notizia a fianco a questa pa affianco a que a alla alla discussione che ci viene presentata che viene da Bruxelles, l’Unione Europea precisa le richieste di Roma sono ancora da esaminare e quindi non è che è stata bocciata la richiesta di maggiore flessibilità per fare fronte alla crisi.
Energetica, cosa che ieri sembrava quesito. Invece il Corriere della Sera dice no e vediamo invece la questione con all’interno del Consiglio dei ministri. La questione più politica, cioè i confronti che ci sono stati, è l’ultima manovra, quella che guarda al voto scrive Simone Canettieri. Qualsiasi mossa deve essere ponderata. Al millimetro così Giorgia Meloni si presenta in Consiglio dei ministri dopo aver scontentato. Guido Crosetto, assente alla riunione a Palazzo. Chigi per i maligni è un segnale di gelo per chi frequenta il Cdm Consiglio vedesse il forfait rientra in una specie di semi consuetudine tollerata. Il merito non cambia, però il Documento programmatico di finanza pubblica si muove intorno alla frase chiave della Premier, non un euro di più, e cioè lo scostamento di bilancio provvederà a 14,5 miliardi per l’energia e altrettanti per la difesa, costretta a un taglio di 8 miliardi
Non ci deve essere differenze tra i due capitoli, è la linea appunto del premier, che di prima mattina si confronta con la solita franchezza con Crosetto, reduce anche da una telefonata con il collega dell’Economia Giancarlo Giorgetti, quest’ultima prova a convincerlo sui motivi tecnici di questa rinuncia alla Presidente del Consiglio lo porta sul fatto politico, due punti aperte virgolette. Il problema sarebbe con Salvini e con la Lega e commenta Simone Canettieri, per estensione, forse anche con Roberto Vannacci, che va tenuto comunque sempre a bada. Corsetto che lotterà fino all’ultimo. Spiega al premier che gli 8 miliardi sforbiciati
Con l’auspicio che ritornano nel 2028, erano frutto di impegni che aveva preso, tuttavia la decisione presa dal Consiglio dei ministri approva il documento con 29 miliardi di extra deficit e intanto appunto il Btp.
Lo spread per i Btp lo spread sale a 132. Insomma, queste,
La questione che si è presentata nell’ultima settimana che ovviamente industria, prudenza poi il Corriere ci dà un quadro della manovra start tax, del 5% sugli aumenti delle retribuzioni, e questo per quanto riguarda l’occupazione per le tasse Irpef dal 43 al 33% tra i 40 e 50.000 euro beh, questo mi pare che sarebbe una buona notizia. Certo è che si incrociano tante di quelle tasse,
E livelli nel nostro Paese che è sempre difficile capire se è buono, non è buono se va contro
Seba sbattere con qualche flat tax nascosta, tra le pieghe delle regole, eccetera, e poi c’è anche si parla ancora del buono casa bonus casa aumentare al 65% i bonus casa che dal 2027 scenderebbero fino al 30% se venisse attivata dal clausola deficit per l’energia
E l’UE ha consentisse poi le pensioni, si parla di rivalutazione e cioè di adeguamento al costo della vita, giustissimo, il piccolo problema è che l’Italia spende in pensioni, se non ricordo male, non credo il 42% della spesa pubblica, il che lascia poi poco spazio ah ah, ah ah ai più giovani ma questo,
Il Partito radicale di Pannella ha cominciato a dirlo negli anni 70, non ha mai cessato di dirlo e di farlo anche attraverso il referendum, iniziative e proposte di legge, ma nulla è stato possibile fare e alla fine, in un’Italia che, tra l’altro è molto invecchiata come linea media la spesa per le pensioni finisce per essere di ostacolo allo sviluppo dell’economia italiana che dovrebbe essere più o meno affidata a chi ha meno di 65 anni.
Questo dunque il quadro, però va aggiunto il tema del gasolio Corriere della Sera, a pagina 6. L’Europa libera, le sue rischiose riserve, sia le richieste USA evita il blocco dell’export, poi c’è una frase di Trump credibile come al solito.
Dico io, ma è il la frase, è questa che ci dice il Corriere della Sera.
Meloni, un rapporto molto buono mi è sempre piaciuta, c’è l’articolo Federico Fubini che vale la pena di leggere. A proposito di di tutto questo il titolo è sulla Banca centrale europea. Debiti sovrani e inflazione tira aria di tempesta perfetta e dice Fukui Fubini non è sempre la più alta per intensità Allam, ma la più ampia per varietà di ingredienti, Ingredienti finanziari, politici, geopolitici e di lotta nelle istituzioni. Se questo è il criterio, allora molti nei mercati finanziari si staranno chiedendo se in questo momento ci siamo e nessuno, come Christine Lagarde, la presidente della BCE, che appare ormai quasi in uscita, avrebbe
Mai voluto trovarsi qui non è tanto per l’inflazione di settembre in area euro
Che ieri è uscito al 3,8% più alto rispetto ad agosto, e soprattutto anche rispetto più alto rispetto ad agosto e soprattutto anche rispetto alle attese degli analisti, né solo non è solo per il mercato del lavoro negli Stati Uniti che, salvo revisioni, nel mese scorso, sembra aver registrato una frenata con la creazione netta di appena 29.000 posti in più a preoccupare di più, e resto malgrado il respiro di sollievo di ieri, dopo una giornata sofferta in serata, l’approdo per i titoli di Stato europei è stato positivo. I rendimenti a 10 anni hanno chiuso in calo ovunque. Il Btp ha ridotto lo spread sugli omologhi Bund tedeschi a 114 punti. Aiutano il rilascio di altri 100 milioni di barili di riserve strategiche. Questa richiesta di
Di Trump e soprattutto l’improvvisa debolezza dell’occupazione negli Stati Uniti, che fa sperare in una politica monetaria più morbida da parte della Federal Reserve. Poi continua il suo articolo, ma insomma, questo ci dà un quadro complessivo della situazione. Andiamo a vedere il Sole 24 ore che su questa materia
È ci può aiutare, forse è meglio di altri.
Giornali vediamo il commento.
In seconda
Pagina.
Di.
Pesole.
Che
Ci dice questo, eccolo qua alla seconda pagina.
Sul debito, la mina dei tassi in crescita, il titolo un’incognita non da poco scrive Dino Pesole pesa sul quadro programmatico appena aggiornato dal governo.
L’andamento della spesa per interessi indicatore chiave che misura l’ammontare del premio di rischio che un Paese ad alto debito, come il nostro, deve corrispondere sottoscrittori dei propri bond sovrani al momento non è tanto lo spread, che pure è arrivato a toccare 130 punti base base eravamo a quota 70 80 fino a pochi giorni fa ricorda peso e poi ha chiuso il lo spread 115,9.
Ad accendere. Non è tanto questo ad accendere i riflettori e il ministero dell’Economia, la soglia oltre la quale scatta l’warning, se test oltre 200 punti base preoccupa ed è certamente connesso allo spread, il rendimento del Btp decennale, che staziona attorno al 4 e 69 un livello che non si vedeva da fine 2023 è certo l’effetto delle fibrillazioni che stanno investendo il debito globale per il perdurare della crisi di Hormuz. La Francia nel mirino in una pericolosa spirale e poi, eccetera, eccetera. Poi sua né nel tecnico, volevo vedere l’altro articolo, quello di Gianni Trovati debito, anche debito, su anche nel 2027 si va al 138,5% Giorgetti frena sugli annunci il ministro dice il contesto è cambiato, serve più attenzione sulla manovra, ovviamente
Giorgetti. Pensa al fatto che la manovra ultima prima delle elezioni e quindi la tentazione, sarà certamente molto forte sulla Repubblica c’è Giorgetti in prima pagina prudente sulla manovra difficile pa fare previsioni e poi spiraglio dell’Unione europea. Quello che abbiamo visto
E sul Corriere della Sera poco fa.
E dice a Repubblica, che apre però con con Schlein per molte pagine si va a pagina 10, dice Repubblica che ci sono state scintille con Crosetto la lite sulla Cina, tra Meloni Urso, andiamo a vedere allora
Anche questo
Secondo più fonti di governo, il ministro Crosetto ha tentato fino all’ultimo di evitare il maxi taglio spendendosi al telefono va penso, e poi gli è stato spiegato che era impossibile andare avanti qui, facciamo parentesi, Crosetto l’altro ieri ha inviato una lettera,
Al presidente in Europa, il radicale Igor Boni che aveva sollecitato un intervento dell’Italia e dell’Europa per contrastare il l’aumento impressionante della violenza russa sulle città ucraine, quindi creare una sorta di scudo aereo
Dotando l’Ucraina di quello che è necessario cosiddetto ha risposto ed è stata una risposta molto articolata su vari temi che riguardano la politica di difesa italiana in un Paese normale questa risposta avrebbe avuto eco sulla stampa in Italia e invece no, forse perché era diretta a un’associazione che aveva un nome che non che non è un tempo come si diceva né tu né non negoziabile ma notiziabilità ecco,
E dice ancora Repubblica che ha
Il ministro della Pubblica Amministrazione, tra andando a vedere un altro comparto Zangrillo, presenta comunque un’ipotesi di adeguamento dei contratti, nonostante il blocco,
Annunciato da Meloni, il titolare della Difesa scrive la Repubblica insiste su un PON, su un punto avevamo un impegno, questo è tornata a Crosetto, per Mellone, però non ci sono alternative rispetto alla sforbiciata. Ecco, non si qui, non si parla mai sui giornali del Safe, vale a dire del finanziamento europeo. Non so in che se se ne sia parlato del Consiglio dei ministri, ma anche qui quei soldi dovrebbero essere tenuti in considerazione. Ma chissà come
Il
Vediamo, chiudiamo questo capitolo con la stampa.
Che ha un articolo perché torna alla Fred la febbre del debito, articolo di Gianluca Paolucci, che ci ricorda che la parola spread era scomparsa dalla dai titoli dei media, almeno dalla fine del 2022, Ora però è tornata e potrebbe restarci per un po’eh eh eh come fossero, come ce lo spiega questo fatto.
Racconta?
Dei prezzi del tutto quanto che sono aumentati per delle cose che sappiamo è uguale alla Francia, Germania, eccetera, eccetera arriviamo a ieri quando, dopo la fiammata della vigilia, i rendimenti dei titoli di Stato sono scese a livello globale dagli USA alla Germania fino alla tribolata Francia perché percepita da Francia ormai dai mercati come più rischiosa dell’Italia. Anche il rendimento dei titoli italiani è sceso, ma un po’meno
E dice tutto questo dovrebbe insegnare due cose la prima lo spread è un campanello d’allarme, in questo momento sta suonando sempre più forte la seconda con i nostri livelli di debito pubblico, non basta gestire finanze statali con cura, attenzione e financo con parsimonia uno shock esterno in qualunque momento ci espone a grandi rischi il debito che continua a salire
Non è solo un peso per le generazioni future, ma un rischio concreto per il presente. Dilazionare la sua riduzione può pagare in termini elettorali, ma solo finché va tutto bene anche intorno a noi
Questo l’articolo. Naturalmente noi sappiamo che
Che di tutto questo si parla da decenni, che c’è sempre un momento in cui i nodi vengono al pettine, però, quando vengono allora si parla del complotto, deve deve inserirsi un tecnico metti, Mario Monti e la situazione per un po’si si rimette in ordine. Vedremo se anche nel nostro Paese succederà il
Il problema è che però il l’avvicinarsi delle urne non rende né gli uni né gli altri molto sensibile alla questione, però, Alessandro Barbera, sulla sulla stampa ci dice che in un mese lo scenario è cambiato, il governo teme il giudizio dei mercati e ci parla appunto delle preoccupazioni di Giorgetti e analizza sotto questa luce quello che ieri è stato deciso.
Cos’altro c’è da segnalare su questo secolo, vederli intervista, Bini Smaghi che compare sul?
Quotidiano nazionale, che magari è più chiara anche del suo intervento sul foglio e poi da chiudere con Capone l’economista Bini Smaghi, così non si rassicura il mercato dice è difficile che la ricetta dello scostamento rassicuri i mercati non è la decisione migliore dunque quella presa ieri dal governo di dare via libera allo scostamento di bilancio per l’energia difesa secondo Lorenzo Bini Smaghi, economista ed ex membro del Comitato esecutivo della Banca centrale europea la cosiddetta flessibilità europea
Che la che la Presidente del Consiglio del reclama dice Bini Smaghi non è altro che un ulteriore aumento del debito pubblico italiano. In una fase di tensione sui mercati finanziari e con lo spread oltre i 120 punti, rischia di gettare benzina sul fuoco e di preoccupare ancor più o meno i mercati sulla capacità di risanare le finanze pubbliche
E il problema, appunto, resta sempre il solito risanare le finanze pubbliche, però il un tema che qualche anno fa era abbastanza e attualità, tanto che perfino si pensava di affidare a qualche figura non partitica la riduzione o almeno il calcolo della spesa pubblica che poteva essere ridotta, boh
Completamente completamente scomparsa da dalla discussione, dalla discussione
Pubblica
Adesso lasciamo.
I con Capone la manovra 2 flessibilità, la prima flessibilità è arrivata ieri nel pomeriggio, dopo una riunione straordinaria, eccetera, E è quella del rilascio di scorte strategiche fino a 100 milioni di barili di petrolio e diesel nei prossimi quattro mesi, un intervento pensato per allentare la pressione.
Sui prezzi dei carburanti, proprio mentre lo shock energetico rischia di complicare la legge bilancio. La decisione ha placato le tensioni sul mercato petrolifero. La seconda flessibilità è quella prevista dalle regole europee che il governo italiano chiederà al Parlamento e la terza, quella chiesta dal premier Meloni nella lettera di ieri alla Presidente della Commissione, al momento rinviata ai prossimi vertici dell’economia. Il ministro dell’Economia Giorgetti più prudente del solito ha annunciato che il DP è, eccetera, approvato dal Consiglio dei ministri. Conferma in termini programmatici il sentiero di spesa previsto e concordato con l’Europa va be’insomma, questo ora vedremo poi nei prossimi giorni che cosa succederà se ci saranno modifiche. Passiamo alla seconda questione, che sta sulle prime pagine da dire Schlein e il suo intervento
In direzione su questo apre
Aprono diversi giornali in un modo o nell’altro, offrendo Repubblica che tra i maggiori a su questo il, il titolo e il titolo è questo Schlein sfida Conte, uno non vale uno, la segretaria Pd rivendica la guida della coalizione, il presidente 5 Stelle replica primarie senza alternativa dalla direzione dem l’attacco a Meloni quattro anni per 10 fallimenti deve andare a casa, va be’,
Se l’opposizione non.
Dice che il governo deve andare a casa, non si capisce cosa ci sta a fare, a dir la verità, l’opposizione di solito chiede che questo o quel ministro, un giorno quello un giorno quell’altro si dimetta che è un modo di fare politica meno serio di chi dice deve andare a casa il governo e allora andiamo a vedere più nel dettaglio, Giovanna Vitale cambia strategia. Elly Schlein basta porgere l’altra guancia, ignorare l’escalation di Giuseppe Conte contro il Pd e la sua segretaria, ma pure le pressioni di quel pezzo di establishment. Queste prose virgolette che non vuole un governo progressista.
O di chi qui siamo fuori virgolette dentro fuori e briga per trovare un leader diverso da lei finora dice dritta l’inquilino del Nazareno. Finora avete perso tutte le vostre scommesse spoiler ha detto, continuerete a perderla e dice dritta l’inquilino del Nazareno, aprendo la direzione nazionale che segna una decisa accelerazione di marcia nella corsa verso le politiche. Ora di aperte virgolette, togliersi qualche sassolino dalle scarpe annuncia Shoah Schlein a chiusura di una relazione
In cui, per la prima volta, reclama alla guida della coalizione sulla base dei rapporti di forza, detta le sue condizioni agli alleati. Ora questo è molto divertente. Avete sentito voi che attraverso Radio Radicale magari avete seguito la relazione e Schlein questa dettatura. Io l’ho ascoltata tutta, credo con qualche attenzione, ma che abbia detto qualcosa in contrasto con qualcuno dei suoi possibili alleati, francamente no, anche perché sono sostanzialmente, mi pare d’accordo su tutto quanto tranne che sulla questione più importante di tutta la politica internazionale, che però non Schlein ha liquidato in poche battute. Comunque torniamo
A vedere cosa dice Repubblica per giustificare quella frase sulle sue condizioni agli alleati all’inizio come da prassi. Attacca il peggior governo della storia repubblicana, snocciolando tutti i fallimenti, Giorgia, Meloni, da record di pressione fiscale e salari più bassi. D’Europa, con tanto di avviso di sfratto vada a casa. Dice cui la premier replica in tempo reale risponde oggi con 10 falsità, una domanda che le ho fatto quasi due settimane fa. Con questi ritmi ce la vedo bene risolvere,
I problemi degli italiani, questo Meloni
E quindi si torna però a Schlein smonta smonta colpo su colpo.
Tutte le obiezioni piovute addosso negli ultimi mesi sul programma, innanzitutto per negare le accuse di inadempienza va affinato, dice con tutti coloro che vogliono contribuire a costruire l’alternativa non nelle stanze dei partiti, indica il metodo Schlein, ma tra le persone a confronto con il terzo settore il mondo produttivo, sindacale e associativo che aspettano solo una chiamata, ecco per noi questo è un punto irrinunciabile. Spiega ed è ciò che ho proposto agli alleati a novembre dell’anno scorso, a coronamento della nostra campagna d’ascolto attraverso il Paese iniziata a febbraio, altro che stiamo aspettando il Pd. Non possiamo certo ritenerci da soli come l’avevo canzonato Conte scrive Repubblica, noi siamo pronti
Dice Schlein già da un pezzo si spazientisce così il segretario, prima di lanciare la stoccata più dura contro il leader 5 Stelle, ha allora mettetevi dritti, anche voi ascoltiamola. Il programma si scrive con tutta l’alleanza centrista compresi, che il rivale vorrebbe escludere sapendo bene dice Schlein, che bisogna essere inclusivi, ma che uno non vale uno, eccola qua e così il mantra frou fondativo del movimento è servito a noi compagni e compagne incalza, lisciando l’orgoglio della platea, nessuno ci ha regalato niente se siamo saldamente il primo partito d’opposizione,
è perché ce lo siamo guadagnati con la fatica, l’impegno a convincere i cittadini che ci hanno consegnato il doppio dei voti delle altre. Forse qui l’applauso diventa occupazione, ma non è finita. Voglio fare una domanda. Prosegue l’ex ragazza di OccupyPd, se fossimo rimasti al gennaio 2023, quando eravamo al 14% nei sondaggi e quindi seconda forza di opposizione qui mi permettono una parentesi, perché infine di relazione
Schlein, pensando probabilmente all’ultimo sondaggio di Pagnoncelli sul Corriere della Sera, che la metteva metteva il Pd al 19 qualcosa e il Movimento 5 Stelle al 14. C’è qualcosa, non quindi il doppio, come lei ha detto Jean ha detto, e non fidatevi dei sondaggi. Beh, perché allora può accettare un sondaggio del 2023, quando il Pd l’anno prima, aveva preso alle elezioni, quindi con voti veri, il 22%, insomma un po’di rispetto anche per gli antenati, poi non così remoti, c’era letta alle
Alle elezioni va be’comunque, queste son fatti del Pd e però va è utile precisarli in una lettura dei giornali
Se fosse rimasta al gennaio 2023, quando eravamo al 14% in sondaggi e quindi seconda forza di opposizione, pensate che avremmo avuto lo stesso dibattito di oggi? Non credo generose, si ingenui, no, taglia corto, potrebbe bastare e invece vorrei ancora s più cara, insiste a riprova di una misura. Non è colma in qualsiasi Paese europeo normale che a guidare la coalizione. Sia il partito che prende un voto in più non è egemonia, è democrazia bacchetta. Ancora una volta lo sfidante. Poi, se c’è qualcuno che non riconosce questo principio, pungere
Ma come ritrova queste formule? Giovanna Vitale va be’funge. Noi siamo anche disponibili alle primarie. Se le faremo, le vinceremo ora, fino a oggi che leggiamo queste cose, noi eravamo convinti che non fosse una disponibilità quella di Elly Schlein, ma una richiesta precisa di andare alle primarie. No, era una disponibilità. Abbiamo capito male
E torna a Giovanna Vitale, ora può rientrare nei binari ricordare le tante battaglie fatte insieme in Parlamento e nelle piazze, le proposte comuni, ma soprattutto quelle che il Pd ha piazzato in cima alle priorità, senza trascurare la politica estera.
Ah, senza trascurare la politica estera, ha.
Cui però dedica giusto un accenno e come, senza trascurare la trascurata, se dedica solo un accenno che la cosa più importante, un nuovo, riterrebbe con quello che sta succedendo in Europa. No, un accenno per ribadire il sostegno all’Ucraina assicura che troveremo una sintesi alta bene, ma non abbastanza per i riformisti, che infine non voteranno la sua relazione parentesi ora. In realtà i riformisti non hanno votato il suo re relazione. È vero, non hanno nemmeno votato contro, non hanno messo in luce però la parte sull’Ucraina, ma quella sulle primarie, perché vorrebbero che uno di loro Gori, si candidasse, vorrebbero pure le primarie a doppio turno. Queste, mi par di capire, è stata la posizione dei riformisti sull’Ucraina, mentre Guerrini si è detto soddisfatto che veniva
Che veniva confermato il sostegno del Partito democratico all’Ucraina, Quartapelle ha fatto notare che non si è parlato proprio della forma del sostegno, che è l’unica cosa che divida il Movimento 5 Stelle dal Pd, perché è chiaro che anche il Movimento 5 Stelle a parole,
Come tutti i punti finiani dicono, sono preoccupati più per i morti ucraini che dare di tutto il resto e quindi il sostegno all’Ucraina. All’anno a parole, però però non li voglio mandare le armi su questo no, non c’è stata risposta, vado a chiuderla. La lettura dell’articolo di Giovanna Vitale che più o meno fra le mie interruzione avete capito com’è impostato. La chiusura è il manifesto della giornata Elly Pride l’hanno ribattezzata al Nazareno. Abbiamo rilanciato il partito, siamo cresciuti a ogni tornata elettorale e giù l’elenco e successe avevamo scommesso che ci saremmo scisse, avevano scommesso che ci saremmo scisse e invece siamo più uniti che mai dice Schlein e che non sarei durata sei mesi e invece sono arrivati in fondo al mandato, puntavano sui nostri litigi per impedire la costruzione di un’alternativa a Meloni. Ora manca l’ultimo miglio, il più importante che dobbiamo fare insieme. La paura che suscitiamo in chi detiene il potere ci dice che la strada,
È giusta, chiuse, virgolette e come si chiude l’articolo vitale, ma il messaggio è stato più chiaro, quel pezzo establishment che non la vuole al governo, che tifa per il pareggio, le larghe intese, sappia che il Pd andrà Chigi solo vincendo le elezioni in sala i big si spellano le mani da Orlando Bonaccini, tanti già pregustano poste a capolista è grisaglie ministeriali e qui cieca del l’articolo era tutto, va bene, così il più soddisfatto sembra Dario Franceschini. Oggi chiudiamo una fase, basta con questo tormentone del federatore che in campo non c’è sentenzia, l’ex titolare della cultura, faremo le primarie
Che non è detto che siano divisive per candidarsi, bisognerà sottoscrivere dei punti programmatici comuni e poi, che vinca il migliore sotto c’è l’articolo sui riformisti, strappo dei riformisti, su regole alleanze, servono chiarimenti, la minoranza non vota, Guerrini dice apprezzato lo scatto d’orgoglio, ma ancora non va e Goria insiste sul doppio turno ai gazebo, leggiamo l’articolo sempre di Giovanna Vitale,
La tregua dura il tempo di una relazione 80 minuti all’incirca, poi, quando arriva il momento di votare riformisti, si sfilano, non si schierano contro la segretaria, ma nemmeno a favore,
E per evitare che il nazismo vanti una unanimità che invece non c’è la senatrice Sandra Zampa chiede che la scelta venga messa a verbale, un gesto politico formale, perché va bene l’altolà di Schlein acconti e soprattutto la conferma netta della linea fin qui tenuta su Kiev no, ora non si può dire.
Una cosa del genere mi dispiace se vado a prendere il testo.
Del della parte che Schlein ha dedicato in una sola direzione a Kiev ve lo leggo e poi è più facile giudicare, anche attraverso non soltanto la lettura dei giornali e ma la lettura delle cose, anche sulla politica estera e molto più quello che ci ha visti uniti con le altre forze di opposizione che è quello che ancora ci divide che affronteremo che discuteremo e su cui sono fiduciosa che troveremo una sintesi alta certo che ci sono su alcuni punti sensibilità diverse alcuni punti sono anche su punti dirimenti. Se così non fosse, saremmo semplicemente uno, uno stesso partito
E dice, ma parto dagli elementi in comune, la convinzione che occorre rilanciare il multilateralismo e difenderlo dall’attacco della destra nazionalista, che vuole sostituire il diritto internazionale con la legge del più ricco del più forte, non lo consentiremo poi per andare all’Ucraina, ecco la parte abbiamo sempre sostenuto e continueremo a sostenere il popolo ucraino
Che subisce un’aggressione criminale da parte della russa. Siamo convinti che l’Europa debba rendere più chiaro il proprio impegno per una soluzione diplomatica in negoziale ed esercitare un’iniziativa che fin qui è mancata, perché per costruire la pace non possiamo aspettare che cada l’ultimo fucile. L’Unione deve nominare adesso un negoziatore unico europeo e non lasciare alle ambiguo e telefonate tra Trump e Putin una discussione che riguarda il futuro degli interessi e sicurezze ucraini ed europei. Guardate, voglio essere chiara, un’Europa che lavora per una pace giusta sta bene ed è forse l’unica che può
Davvero sapere fino in fondo che una pace giusta non è la resa alle ragioni dell’aggressore, che continua più purtroppo, a intensificare la sua offensiva, è chiaro che non saranno le telefonate tra Trump e Putin da assicurare gli interessi di sicurezza europei ed ucraini, ci vuole l’Europa, ma sono fiduciosa che troveremo un punto di sintesi all’altezza della responsabilità che abbiamo e del quadro europeo in cui ci muoviamo, in cui tutti condividiamo l’ambizione di portare una svolta appunto, questo è stato il passaggio di Schlein è chiaro che Lou l’hanno già trovata l’Unione. Su questo cos’altro c’è da cercare, va be’il
Il la Repubblica, intervista con Francesco BEI, il responsabile organizzazione del Pd, Igor Taruffi, sul programma, dice l’Onu, ormai l’intesa è sicura, primarie a inizio 2027.
La la domanda.
Parte dalla premessa se domani alle Shrine dovesse andare a Palazzo Chigi Igor Taruffi sarebbe il suo Gianni Letta, l’uomo che risolve il problema e responsabile organizzazione del Pd, senza fronzoli, come gli emiliani d’Appennino Taruffi Venco così lo chiamano nel partito mette alcuni punti fermi su primarie e dintorni chiede bei allora anche Giuseppe Conte ne ha preso atto si va alle primarie,
Risponde Taruffi, i modi per scegliere la guida del campo progressista sono sempre stati due o con il principio che chi ha più voti
Indica il candidato alla presidenza del Consiglio oppure si fanno le primarie, non ci credo drammi domanda, la discussione sul possibile federatore erano le sembra diventato un modo per dire che Schlein non va bene risposta, la discussione sul federatore, per quanto mi riguarda, non è mai stata all’ordine del giorno domanda, ma è stato proprio Giuseppe Conte a riaprire all’idea di un terzo nome condiviso per evitare gazebo.
Taruffi risponde, sono settimane che gira questa storia, ma per noi si deve fare come in tutte le democrazie occidentali e, ripeto, le strade sono solo quelle due domanda davanti alla direzione dem c’è stato uno scatto d’orgoglio di Schlein quando ha detto che uno non vale uno e le e le idee del partito più grande devono contare per Angelo Bonelli è un modo sbagliato porre la questione.
Come risponde che ci sono tutte le condizioni per trovare un accordo programmatico di legislatura, l’abbiamo fatto e nelle regioni in cui governiamo insieme, perché non dovremmo riuscirci a livello nazionale, veniamo da anni di battaglie comuni in Parlamento, a domanda c’è sempre l’IFEL l’elefante nella stanza, il sostegno all’Ucraina osserva Francesco BEI che Conte vuol fare cessare anche su questo è possibile un’intesa.
Con i 5 Stelle è qui vediamo una risposta Taruffi, perché la più interessante fra le domande ovviamente sarà la più interessante fra le risposte, dice Taruffi, non c’è dubbio che sia stato giusto Sos che sia stato
Non c’è dubbio che sia stato giusto sostenere chi glielo dico Kyiv ma Kiev di fronte all’aggressione della Russia, ma non c’è dubbio che sia stato giusto sostenere Kiev di fronte all’aggressione della Russia, ma è altrettanto evidente che è necessario trovare una via diplomatica del governo italiano e l’Unione europea da questo punto di vista sono stati carente e non vedono un elemento insormontabile che neghi l’intesa anche dentro il centrosinistra.
Domando ancora B, ma se nemmeno Trump riesce a mitigare le pretese del suo amico Putin, perché dovrebbe riuscirci un europeo Taruffi? Non sappiamo se potrà riuscirci, ma siamo certi che bisogna comunque tentare. È evidente che senza le armi europee o americane, oggi la cartina dell’Ucraina sarebbe già disegnata in un altro modo, ma è altrettanto chiaro che no, che non se ne esce senza una via diplomatica, che oggi non è nemmeno tentata domanda. Il Movimento 5 Stelle ha presentato i suoi 20 punti che aspettate ad aprire il tavolo del programma. Noi dice Taruffi, siamo pronti a tempo e sono sicuro che nelle prossime settimane questo avverrà, ma qualcuno dovrebbe anche iniziare a chiedere al presidente del Consiglio se intende portare avanti la legislatura oppure pensa di dimettersi dopo la sessione di bilancio, perché, come abbiamo visto prima gli ha chiesto a Tajani riguardo ai tempi, dice Taruffi, non è una decisione secondaria, è sbagliato ottenere appeso il voto agli interessi del centrodestra anziché a quelli del Paese le primarie. Come se la immagina come una festa popolare con una grande partecipazione si potrà votare anche on line come chiedono i 5 Stelle, lo vedremo insieme agli alleati. Mi pare davvero l’ultimo dei problemi quando si faranno per l’organizzazione necessaria a una manifestazione del genere. Qualche mese servirà, diciamo all’inizio dell’anno prossimo, non è troppo tardi a chi parla in ritardi. Faccio notare che, nella migliore delle ipotesi, alle elezioni mancano sette mesi, ma non è escluso che si arrivi ad un anno
E va be’e, poi si dice, sarà la segretaria di decidere, però mi pare che ieri l’abbia già detto, che ci sarà un solo candidato del Pd ben insiste di nuovo sul programma. Se non ci sarà l’accordo alle primarie, si farebbero lo stesso, è impossibile dice Taruffi, che non si trovi un accordo, nessuno di noi può permetterselo, lo impongono le condizioni. Se non ci fossero i fondi del PNRR, saremmo in decrescita. Ai laboratori hanno subito una riduzione dell’8% del potere d’acquisto. Ci sono stati 34 mesi di Carlo. La produzione industriale. Siamo il Paese che in Europa investe di meno in istruzione e ricerca, per non parlare del costo dell’energia dei cambi e dei carburanti. Siamo tutti consapevoli che nessuna forza politica si può sfilare di fronte alla responsabilità di un nuovo governo che dia al Paese le risposte di cui ha bisogno. E beh non cede e dice davvero. Non crede che Conte si possa sfilare all’ultimo risponde Taruffi nella maniera più assoluta. Sono veleni che vengono diffusi da chi ha interesse che in Italia non ci sia un governo di sinistra. Va be’questo, dunque il Partito Democratico su questo da leggere c’è ancora
Almeno una cosa.
Vale a dire sul domani un con me to the Emanuele Felice alla parte economica su quella su cui mi pare ieri abbia più puntato la segretaria, allora andiamo
A vedere il il domani.
Scrive Emanuele Felice sotto il titolo l’economia e le tasse, la battaglia delle idee che dem non fanno.
Elly Schlein ha salvato dal Partito democratico e da un declino che sembrava irreversibile, ne ha risanato i conti, lo ha riportato in salute dal punto di vista elettorale, della partecipazione degli iscritti lo ha ammesso.
Al centro, se non proprio alla guida di una coalizione che può vincere le elezioni, una coalizione che prima non esisteva.
E di cui il Partito Democratico e oggi, senza dubbio, la forza principale
E ricordiamo che nel
Nel febbraio 2023, prima che Schlein vincesse a sorpresa alle primarie, 5 Stelle avevano superato il Pd nei sondaggi, questi non sono risultati da poco in un Paese normale o anche solo in una coalizione di persone di buon senso, basterebbe fare di Schlein la candidata naturale alla Presidenza del Consiglio così però,
Non è la coalizione di centrosinistra o alleanza progressista, o addirittura campo largo, il nome peggiore deve ancora costruire un programma comune, dopo questo dovrà passare per le primarie che saranno vere, aperte dal risultato non scontato, tanto più che la naturale leadership di Elly Schlein continua a venire messa in discussione finanche da un’aula da un’ala per quanto minoritaria del suo partito.
Ma perché siamo ancora a questo punto? Quel che è mancato alla coalizione, dice Emanuele Felice in questi anni è stata una chiara e condivisa idea del mondo e dell’Italia, è un’idea che doveva partire con forza e autorevolezza, soprattutto dal Pd, cioè dal partito maggiore e Von, è fondata ovviamente su un discorso di verità non demagogico, ma non era facile, dato che lo stesso Pd è profondamente diviso su entrambi questi temi e io credo che Schlein abbia sul mondo e sull’Italia più o meno le idee giuste, ma non è riuscito ad affermarlo, è pienamente del partito democratico e poi da lì, nella coalizione nel Paese, al di là di singole proposte condivisibili, non è stata ingaggiata su questo una grande battaglia culturale. Anzi, questa sfida per l’egemonia culturale è stata semplicemente accantonata, forse perché andava affrontata innanzitutto nel Partito democratico
è qui il vero nodo,
Prendiamo il secondo tema, non a caso a malapena sfiorato nella direzione di ieri, il declino dell’Italia, sia economico che demografico, oltre che democratico, aggiunge Felice.
E che si intreccia con le disuguaglianze profonde, con la gravissima crisi ecologica, ovvero il futuro del nostro Paese, l’idea d’Italia, il Pd, ha elaborato su questo una visione coerente, condivisa, alternativa a quelle a quella delle destre si domanda Emanuele Felice, irrealistica tanto da poter rivendicare anche per questo la guida della coalizione. Per intenderci, va bene rafforzare la sanità pubblica, l’istruzione e la transizione ecologica, ma con quali risorse la situazione dei conti pubblici è molto difficile già adesso. L’Europa non è disposta a darci credito e le spese per interesse stanno aumentando
L’unica risposta possibile è quella, peraltro, che dovrebbe essere nelle corde di un partito di sinistra e di tutta la coalizione scrive Emanuele Felice. Si chiama equità fiscale d’Italia. Oggi un’evasione cerca 100 miliardi di euro. Le nuove tecnologie consentirebbero di abbattere drasticamente per destinare risorse a ridurre le tasse per chi le paga. Onestamente, il ceto medio è tartassato
E i beni pubblici di cui abbiamo bisogno è ancora, abbiamo un sistema fiscale profondamente ingiusto, i super ricchi pagano meno tasse, in percentuale sul loro reddito, pagano meno tasse in percentuale sul reddito di tutti gli altri contribuenti, non è un problema solo italiano, infatti la gran parte delle forze progressiste nel mondo oggi parla di una tassa sulla ricchezza degli ultrà milionari.
In Italia se ne potrebbero ricavare 7 8 miliardi per una misura che colpirebbe poche migliaia di persone senza scalfire, peraltro la loro ricchezza
E poi il superamento dell’attuale sistema gotico dell’Irpef in cambio di uno o più razionale, realmente progressivo, come in Germania e senza più favoritismi e rendite una grande riforma fiscale. Oggi serve a costruire un’Italia più giusta e anche più innovative. Serve in parte a dare risorse gambe a tutte le altre proposte, ma che posizione hanno su questo il Pd e il centrosinistra beh? Le domande sono interessanti, poi uno può dire, la risposte sono sbagliate. Tassare gli per ricchi non è possibile quelli se la danno a gambe e così via. Però è anche vero che lassù, sulla seconda proposta, un maggiore accordo ci potrebbe essere cioè riformare un sistema fiscale tassando in modo davvero progressista progressivo, sulla base dei redditi reali delle persone. Però su questo invece la e le risposte non arrivano
Due commenti sui giornali fuori gara, diciamo particolari, anche se più o meno simpatizzanti con la sinistra, vediamo sorge sulla stampa
Che
Che dice, fra parentesi, vi segnalo dalla stampa euro non avrò sicuramente tempo di leggerlo, ma è messo in risalto una intervista a Franco Bernabè.
Già amministratore delegato di Eni e di Telecom Italia, che dice tutto il denaro e nelle mani di Big Tech, siamo già in emergenza democratica.
E dice non c’è più tempo, i fascismi sono nati dalla crisi delle classi medie, è interessante l’intervista, uno potrebbe sintetizzare il problema che abbiamo, che è che ormai sono i capitali, e non le capitali, perché in effetti anche Trump,
E si è tirato via da da da da da dal gioco, vuole che vadano avanti, vadano avanti e non si fermino mai convinto com’è che quello che viene da lì, dalla intelligenza artificiale e è di per sé buono, per fortuna ci sono alcuni organi di controllo non solo in Europa ma ora anche gli Stati Uniti cominciano a preoccuparsi, e anche alcuni questi capitani d’industria famosi, che vedono il rischio non soltanto della de de della autogestione, diciamo così, dell’intelligenza artificiale sull’uso e se stessa ma anche quello de il rischio economico perché gli investimenti sono sempre più alti vedremo se da questo si potrà,
E fare qualche marcia indietro, però, a ben ragione, Bernabè a dire che se tutto il denaro è lì.
Poi ogni giorno ce lo dimostra Musk, che fa quello a quella proposta, e pretende di governare anche le elezioni degli altri
Paesi, ma andiamo a vedere l’articolo di Marcello Sorgi Lim, l’impasse delle scelte di Elli e dice c’è una ragione di fondo per cui l’accordo tra Pd e Movimento 5 Stelle sull’Ucraina si rivela giorno giù dopo giorno più difficile e meno male che almeno sorge se ne renda conto e in un certo senso antitetico alle primarie, che Schlein sicura di vincerle vuol celebrare e Conte timoroso di perderle vorrebbe sostituire con la scelta di un terzo nome, di un federatore che serve a chiudere la partita. Il Pd di Schlein ha ereditato da d’Alema Veltroni, Franceschini, e così via. La linea di politica estera scelta ai tempi in cui i post comunisti si riconoscevano il leader occidentali come
Clinton e Blair e pensavano che la terza via fosse la strada più breve per chiudere definitivamente con la vecchia armatura filosovietica che già Berlinguer aveva approvato a smontare. È caduto in quei modelli e consumata a quell’esperienza, malgrado Prodi, prima come premier, e poi come presidente della Commissione europea, proseguisse nel muro contro muro con Putin, Putin, appena insediatosi al Cremlino a sinistra. Quella premessa poi arriva finalmente a sinistra. Anche dentro il Pd era cominciato il ripensamento, sintetizzate nella famosa frase di d’Alema oltre la sinistra c’è la destra, è in questo perimetro che si è adagiato Conte-bis, scoprendo il pacifismo e flirtando con il mondo propaga, cosa che Schlein innamorata il voto giovanile ma consapevole dei doveri filo occidentali di aspirante inquilino di Palazzo. Chigi, invece, non può fare. L’impasto del leader del Pd è tutta qui
E la confusione per cui fino a qualche settimana fa sembrava convinta che il programma dovesse precedere le primarie, mentre oggi è tutta proiettata sul voto dei gazebo, nasce da una inguaribile e fiducia in se stessa e dalla convinzione che se vince la gara per la guida della coalizione ed è possibile che ce la faccia osserva sorge tutti gli altri ostacoli saranno superati in un modo o nell’altro, però Schlein e conti dovrebbero cominciare a fissare qualche data sul calendario, non foss’altro perché la campagna di Meloni è cominciata da tempo e benché le difficoltà sul cammino della leader del centrodestra si stia rivelando sempre più complicate,
L’unica cosa che potrebbe garantire la vittoria del alla Premier sarebbe una rottura, sorelle Giuseppe, alla vigilia della presentazione delle liste, né più né meno, come accadde nel 2022, malgrado i disperati sforzi di Enrico Letta. Questo sorge
E in altre parole, con altri modi, non credendo, io credo, a nessuna delle cose che ha scritto.
Bettini, è questo il richiamo che ha fatto da Ashleigh mettersi d’accordo con Conte Bettini anche suggerire suggerito una soluzione. Diciamo che inviamo le armi di difesa a all’Ucraina, quindi è un compromesso tra la posizione che è giusta quella di inviare le armi, ma non è mai stata, a dir la verità, di tutto il centrodestra e quella di Conte che dice nulla di nulla Conte ha subito risposto, non se ne parla proprio nemmeno una fionda Schlein abbia ha risposto come abbiamo visto
E c’è poi sul Corriere della Sera. Francesco Verderami, a sinistra è iniziata la lotta di potere. Finalmente si fa sul serio, all’ombra dello scontro sul programma e sul metodo di voto alle primarie. Nel campo largo inizia a emergere il tema degli assetti di potere, cioè la questione delle poltrone
E
Scrive
Verderami che
Non c’è nessuno scandalo, la distribuzione degli incarichi a parte o mediazione tra alleati in vista delle elezioni politiche.
E una sicura è un’assicurazione per coprire gli imprevisti.
È appena Giuseppe Conte, ha sentito affiorano nel Pd la discussione interna sull’egemonia perduto, ha capito a cosa gli alleati dem si riferissero prima, ha lanciato un segnale in una intervista al Fatto, spiegando in un inciso che al Quirinale potrebbe anche essere eletta una personalità di ispirazione conservatrice ma visto che la battuta non era,
è stata accolta qualche giorno fa, è stato più diretto, così il leader del Movimento 5 Stelle, giocando sul filo dell’ironia e al limite al limite del sarcasmo, si è scagliato contro dottrina del Pd, pigliatutto perché dovrebbero porsi dei limiti, perché sulla presidenza del Consiglio e la Presidenza della Repubblica magari ha detto sorridendo potrebbero prendersi anche il ministro degli Esteri e quello dell’Economia quando sarà il momento la nomina del prossimo commissario europeo questo ha detto Conte,
Cade l’ultimo velo, dice invece Verderami al tavolo delle trattative del campo largo va bene,
Questo sul Pd, poi c’è il centro che cerca di formarsi con Ruffini, beh Ruffini è stato il responsabile delle entrate e quindi potrebbe lui dare una risposta,
A Emanuele Felice sul cosa fare quando davvero si creasse questo gruppo di centro.
Che non si sa bene riuscirà a presentarsi da solo oppure dovrà presentarsi con Renzi per la legge elettorale che dovrebbe essere approvata la prossima settimana, comunque c’è, fra gli altri, oggi intervista hardcore dal Corriere la sera, Vincenzo Spadafora, che fu deputato del ministro del Movimento 5 Stelle che dice il centro faccia un bagno, in realtà uniamoci, restiamo,
Allo zero virgola e poi c’è Renzi pagina 19 ore sul Corriere della Sera, lo vorrei con noi, Renzi, arruola De Luca, ma lui attacca il Pd, i voti non aumentano, mai agisce e secondo Renzi la risposta Adl ha contestato puro buonsenso, benone.
Di questi.
D di questi temi si è parlato molto.
Segnaliamo sulla giustizia, ben c’è stato questa richiesta di arresto in Sicilia, all’ex vicepresidente della Regione il problema è che il marito.
Della dottoressa Bartolozzi, che era il numero due, dopo Nordio al ministero della Giustizia e che si è fatta avanti nell’ultimo tempo per entrare dalla porta principale nella politica, qualcuno vede?
In questo riaprirsi di certi meccanismi, così come, naturalmente, la questione Baiardo e
E l’altro e Graziano non si sa bene in realtà chi pensi di colpire, ma.
Torna a mettere in luce il ruolo di Silvio Berlusconi, volevo soltanto dal giornale citare almeno un passaggio, ritrovo il giornale.
Cosa non eccolo qua, molto sottile, in realtà
è un passaggio dell’articolo di Lirio, Abbate che dice sul punto l’articolo è posto accanto all’in service alla lettera inviata da Marina Berlusconi che
Messa a pagina 17, ma non lo so.
Non lo so, il giornale di un tempo lo avrebbe messo in seconda o terza no, A pagina 17, fango e teoremi su papà e lui non può difendersi. L’intervento Marina Berlusconi, il processo che fa scempio delle regole dello Stato di diritto nemmeno alla morte ha messo fine all’accanimento e dice Marina Berlusconi nelle aule del tribunale di Firenze la giustizia si è capovolta un feroce boss, si è travestito Pubblico ministero per rilanciare le sue infame accuse senza il minimo contraddittorio e se permettere trascinato sul banco degli imputati. Chi non può nemmeno difendersi, Travaglio dice, ma cosa 10 Marina c’è, c’è, c’è la difesa
E cosa e anche il pubblico ministero aggiunge, tra l’altro, qual è il giornale, non mi ricordo che ci fa sapere che una Pubblica Ministero che era intervenuta.
Oh oh, oh oh, giudice che era intervenuto durante il referendum, per dire che il pubblico ministero deve lavorare anche a vantaggio del dell’imputato, quando invece si è trattato di imputati a cui erano stati sottratti dal Pubblico Ministero delle prove a discarico ha detto che non contavano nulla ma questo,
Lo lo lo ritroveremo sui giornali.
E Marina Berlusconi dice questo è diventato il processo fiorentino contro Salvatore Baiardo, un monumento all’ipocrisia giudiziaria perché Baiardo, accusato di ko di calunnia è soltanto un pretesto. I veri imputati sono Silvio Berlusconi, accanto a lui, Marcello dell’Utri, costretti a un processo surrettizio, che fa scempio delle regole dello Stato di diritto e poi c’è Lirio, Abbate che dice Giuseppe Graviano, parla, è questo che può trarre in inganno, perché siamo abituati a pensare che un boss che parla beh ha cominciato a rompere con la mafia non è necessariamente così Graviano, non è uno qualunque, è stato un sanguinario Brancaccio e il suo territorio Riina il suo riferimento partecipata dalla stagione nella quale cosa nostra decise di trasformare la violenza mafiosa in un attacco allo stato condannato per le stragi di Falcone e Borsellino. È stato lui a premere il pulsante in via d’Amelio per le bombe del 1993 per l’omicidio di padre Pino pugliese e come mandante anche per il sequestro e l’assassinio del piccolo Giuseppe Di Matteo. Questo è Graviano e di questi diritti non si è pentito scusato con i familiari delle vittime, anzi se ne è vantato con i suoi simili. Da 32 anni in carcere non ne hanno fatto un collaboratore di giustizia, non ha scelto la strada di Gaspare Spatuzza che era un suo killer e decidendo e collaborare affidate ai magistrati. I nomi delictis, responsabilità e soprattutto se stesso Graviano parla, ma non compie il passo decisivo. Non collabora, non consegna il proprio patrimonio di conoscenza alla giustizia, non offre prove e riscontri delle sue affermazioni, non R. Efficienza e strategia. E poi conclude, si può dire che il boss ha una sensibilità politica non nel senso nobile della parola sensibilità del mafioso per il potere, ne studia le debolezze, cerca le crepe, vi si incunea un protagonista protagonista di un piano che ha sostituito la parola alle bombe, continua a muoversi dentro una visione mafiosa della realtà in cui ricostruisce, suggerisce il compito della giustizia resta quello di cercare la prova e il riscontro. Il carcere può togliergli la libertà più difficili a sottrargli il modo mafioso di esercitare il potere. Questo Lirio Abbate e vi assicuro che non è quello che conoscevamo con questo. Chiudo ringrazio
Per l’ascolto mi scuso per non poter trattare oggi di politica internazionale, ma sarà certamente per un’altra volta grazie un saluto a Marco.
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