Sanofi ad Anagni: incontro su investimenti e life sciences


Si è svolto il 25 settembre 2026, nello stabilimento Sanofi di Anagni, in provincia di Frosinone, l’incontro “Innovazione e sostenibilità per guidare le sfide dell’industria e della salute del futuro”. All’iniziativa hanno preso parte esponenti istituzionali nazionali e territoriali insieme a rappresentanti del mondo industriale e associativo, tra cui Renato Loiero, consigliere del presidente del Consiglio dei Ministri per le politiche di bilancio, Valentino Valentini, viceministro delle Imprese e del Made in Italy, Francesco Rocca, presidente della Regione Lazio, Roberta Angelilli, vicepresidente e assessore allo Sviluppo Economico della Regione Lazio, e Marcello Cattani, presidente e amministratore delegato di Sanofi Italia e Malta. All’incontro si è parlato degli strumenti necessari a rafforzare l’attrattività degli investimenti, le filiere produttive, le competenze e la capacità manifatturiera del settore life sciences in Italia.

Investimenti e competenze al centro del confronto istituzionale

Sono stati illustrati i dati relativi alla presenza industriale di Sanofi in Italia, che secondo l’azienda destina ogni anno circa 70 milioni di euro alle principali leve dell’innovazione, suddivisi in 45,2 milioni per ricerca e sviluppo, 21,9 milioni per la trasformazione dei siti produttivi e 1,6 milioni per la formazione del personale. Secondo uno studio realizzato da Sanofi in collaborazione con Kpmg, nel 2024 le attività dell’azienda nel Lazio hanno generato un contributo al Pil regionale di 62 milioni di euro, coinvolgendo oltre 120 fornitori locali, il sito di Anagni avrebbe contribuito ad attivare complessivamente 1.050 posti di lavoro, con una distribuzione di 55 milioni di euro di reddito alle famiglie dei lavoratori coinvolti.

Trasformazione del sito di Anagni: biotecnologie e sostenibilità

Lo stabilimento di Anagni è impegnato in un percorso di trasformazione che affianca al know-how storico nella sintesi chimica lo sviluppo di soluzioni biotecnologiche avanzate, con un reparto avanzato dedicato alle terapie enzimatiche per le malattie metaboliche rare e l’integrazione della produzione del vaccino Hib. Il processo produttivo è contestuale all’aggiornamento tecnologico e digitale, che comprende attività di upskilling del personale e l’introduzione dell’intelligenza artificiale nei processi industriali.

Passi avanti in materia di sostenibilità aziendale

Sul piano ambientale, l’azienda ha riferito di aver ridotto le emissioni di CO2 del 37% rispetto al 2019, l’uso esclusivo di energia da fonti rinnovabili e l’avvio dell’Idra project, finalizzato al riciclo di circa 100mila metri cubi di acqua all’anno. Negli ultimi tre anni gli investimenti nel sito, sostenuti anche dal ministero delle Imprese e del Made in Italy, avrebbero raggiunto circa 36 milioni di euro, in coerenza con gli obiettivi globali dichiarati da Sanofi di riduzione del 55% delle emissioni Scope 1 e 2 entro il 2030 e di raggiungimento della neutralità carbonica entro il 2045.

Produrre salute componente strategica della competitività di una nazione

Marcello Cattani, presidente e amministratore delegato di Sanofi Italia e Malta, ha sottolineato che «la capacità di produrre salute è una componente strategica della competitività di una nazione. Significa certamente garantire continuità di fornitura e accesso ai pazienti ma anche generare innovazione, occupazione, competenze qualificate, capacità produttiva e valore per i territori. In una fase in cui Italia ed Europa si interrogano su come rafforzare la propria autonomia strategica e attrarre investimenti, crediamo sia necessario riconoscere pienamente il ruolo delle Life Sciences come leva di crescita».

«Industria, istituzioni e territori devono lavorare insieme»

Cattani ha poi osservato che «il confronto che abbiamo voluto promuovere oggi ad Anagni nasce proprio da questa convinzione: industria, istituzioni e territori devono lavorare insieme per creare condizioni capaci di sostenere gli investimenti nel lungo periodo, accompagnare l’innovazione e rendere l’Italia sempre più competitiva. Anagni rappresenta un punto di osservazione ma anche un esempio concreto di evoluzione costante da cui partire per costruire una visione più ampia sul futuro delle scienze della vita in Italia».

Farmaceutico asset strategico per la competitività

Valentino Valentini, viceministro delle Imprese e del Made in Italy, ha spiegato che «il settore farmaceutico rappresenta un asset strategico per la competitività e la sicurezza industriale del Paese. Per attrarre e consolidare investimenti ad alto valore aggiunto servono un quadro regolatorio stabile, strumenti di sostegno efficaci e una collaborazione strutturata tra istituzioni, imprese e territori. La trasformazione dello stabilimento di Anagni dimostra come innovazione tecnologica, sostenibilità e sviluppo delle competenze possano procedere insieme, rafforzando la capacità produttiva nazionale e generando occupazione qualificata. Come Ministero siamo impegnati a creare le condizioni perché esperienze come questa possano crescere e contribuire al posizionamento dell’Italia nelle filiere europee delle scienze della vita».

Lavorare al fianco delle associazioni e delle imprese

Francesco Rocca, presidente Regione Lazio, ha evidenziato che «come Regione stiamo lavorando fianco a fianco con le associazioni di categoria e le imprese, ascoltandone le esigenze di sviluppo: dal sostegno alla componente energetica al rafforzamento del dialogo con il mondo della ricerca. Il protocollo d’intesa firmato con Farmindustria sulle sperimentazioni cliniche va proprio in questa direzione, per semplificare la burocrazia che spesso frena la ricerca e sviluppo delle aziende farmaceutiche. Gli investimenti di Sanofi ad Anagni, insieme ad altri progetti oggi allo studio di grandi multinazionali sul nostro territorio, confermano un interesse costante verso il Lazio: un patrimonio che dobbiamo proteggere, continuando a far sentire forte la nostra voce anche in Europa».


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