Masse miliardarie, ma rating diversi: la pagella di Morningstar sui grandi gestori


Blackrock resta il gigante dell’industra europea del risparmio gestito con 1.842 miliardi di euro di masse. A fotografare lo stato di salute e le dinamiche competitive del settore è l’ultima edizione del Morningstar Fund Family Digest Europe, che analizza le 100 principali società di gestione del risparmio (sgr) in Europa per patrimonio in fondi aperti ed Etf. Un mercato che, pur muovendosi all’ombra dei giganti globali, mostra segnali di profonda trasformazione sotto la spinta della transizione passiva verso gli Etf e dell’innovazione di prodotto. Circa l’80% delle masse di Blackrock è investito in strategie passive (grafico in pagina) trainate dal marchio di Etf iShares: l’Etf iShares Core S&P500, un azionario Usa, ha 130 miliardi di euro di masse, seguito dall’azionario globale iShares Core Msci World, con oltre 125 miliardi.

La forza della casa di gestione Usa è tale che il suo patrimonio in gestione nel perimetro europeo supera la somma di quello dei suoi due immediati inseguitori, il gruppo francese Amundi e lo svizzero Ubs, messi insieme, con rispettivamente, 733 e 724 miliardi in fondi aperti ed Etf (esclusi i prodotti monetari). Con quasi 1.300 miliardi, Blackrock/iShares rimane di gran lunga il principale operatore europeo per masse anche considerando solo gli Etf: il patrimonio detenuto dalla società in questi strumenti è superiore, da solo, a quello complessivo degli altri 97 presenti nella parte bassa della classifica. Intanto alcuni operatori europei hanno registrato un significativo aumento delle loro masse in Etf.

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La crescita dei prodotti passivi e degli Etf in Europa

Ad esempio Amundi e Ubs hanno più del 60% delle masse in strategie passive. Per il gruppo Usa Vanguard, che si piazza quarto in Europa con 538 miliardi, invece, l’indicizzazione rappresenta l’intero modello di business. La classifica dei primi dieci gruppi resta composta da grandi operatori internazionali, in particolare quattro americani, e sei europei (grafico in pagina). Nonostante la mole di questi colossi, la struttura del risparmio gestito europeo continua a distinguersi per una marcata frammentazione per via del peso ancora elevato degli attivi (che contano il 75% delle masse, pur in calo dall’80% del 2025). Un dato che stride con il mercato statunitense, storicamente molto più concentrato e polarizzato. Negli Usa Vanguard da sola rappresenta il 28% delle masse e, con Blackrock e Fidelity, supera la metà degli asset gestiti dai 150 maggiori operatori americani.

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L’ascesa dei gestori tematici e la qualità della governance

Nel frattempo, la mappa registra movimenti significativi: boutique come Fundsmith e Comgest sono uscite dalle prime 100 posizioni. Di contro, si registra l’ascesa di operatori come VanEck, che cattura l’interesse degli investitori europei cavalcando i trend legati ai fondi tematici (in particolare difesa e semiconduttori), pur fronteggiando i dubbi degli analisti di Morningstar preoccupati per l’espansione dell’offerta, il lancio di prodotti legati ai trend del momento e le successive chiusure di alcuni fondi. Oltre alle masse e ai flussi, l’analisi di Morningstar pone l’accento sulla qualità della governance e sulla capacità di gestire nell’interesse dei risparmiatori attraverso il Parent Pillar rating, indicatore che valuta l’abilità delle sgr di trattenere i money manager di talento, la gestione del rischio e la strategia sulle commissioni. Il rating offre agli investitori una bussola per navigare un’industria europea sempre più complessa, frammentata e guidata dall’innovazione degli strumenti.

Su 51 società coperte dalla ricerca degli analisti, solamente sette case di gestione hanno ottenuto il massimo riconoscimento di rating e non tutti sono nella top ten delle masse: Vanguard, Jp Morgan Am (promossa nel 2026 grazie al progressivo rafforzamento dei team e dei processi), Pimco (salita al vertice forte della leadership obbligazionaria come il fondo Gis Income), Dimensional, Capital Group, Wellington Management e Mfs (tabella in pagina).

Se il Parent Rating fotografa la qualità della casa di gestione, il Morningstar Medalist Rating scende a livello di singola strategia. È una valutazione prospettica degli analisti sulla capacità di un fondo di ottenere risultati superiori alla media della propria categoria al netto delle commissioni. La scala va da Gold a Negative. I comparti Gold, Silver e Bronze sono quelli per i quali Morningstar prevede una sovraperformance rispetto alla categoria.

Tra i fondi offerti dalle dieci maggiori società in Europa, le commissioni contenute favoriscono Vanguard. Tuttavia, rileva lo studio di Morningstar, sette di queste grandi sgr ottengono Medalist Rating più elevati per meno della metà delle classi di azioni. Pesando i risultati per le masse, tuttavia, il quadro migliora per alcuni operatori: la quota di asset associata a rating elevati raggiunge il 66% per Nordea e il 53% per Fidelity International.

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I leader per qualità e trasparenza della gestione

Guardando all’intera top 100, anche in questi caso ci sono nomi che non compaiono tra i primi dieci per masse (grafico in pagina). Primo è Phoenix Group, seguito da Cardano, poi Vanguard, Pimco, Northern Trust, Polar Capital, Dimensional, Aegon, l’italiana Arca, chiude Cadelux. Nel giudicare la solidità di una casa, Morningstar guarda anche all’anzianità dei gestori. Solo 18 società su 100 comunicano i nomi dei portfolio manager per almeno il 95% dei propri fondi. In 27 casi i gestori non sono indicati per più della metà dei prodotti. Tra le società con maggiore anzianità dei team spicca Mfs. (riproduzione riservata)


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