Venerdì 25 settembre il Consiglio di Amministrazione di Banca Ifis ha preso atto delle dimissioni con effetto immediato dell’amministratore delegato Frederik Geertman, in carica da quasi sei anni. Al suo posto è stato nominato il manager interno Raffaele Zingone, mentre Fabio Lanza diventa Direttore Generale. Nello stesso giorno sono arrivati gli esiti dell’ispezione di Banca d’Italia, conclusa con un giudizio parzialmente sfavorevole. In parallelo il comitato responsabilità ha proposto ai cda di Banca Ifis e di illimity di avviare l’azione di responsabilità verso il precedente consiglio di illimity, per una perdita di circa 400 milioni di euro. In Borsa il titolo ha accusato un forte calo e nel corso della mattinata è arrivato a perdere quasi il 10%.
Le dimissioni di Geertman e l’arrivo di Zingone
Il Consiglio, presieduto da Ernesto Fürstenberg Fassio, ha “preso atto e accettato le dimissioni, con efficacia immediata” di Geertman dalla carica di consigliere e amministratore delegato, ringraziandolo per il contributo ai risultati raggiunti dal Gruppo. Il manager, con un passato in UBI Banca, ha lasciato anche gli incarichi di consigliere non esecutivo nelle controllate illimity Bank e Ifis Npl Investing.
Al suo posto il board ha cooptato all’unanimità Raffaele Zingone come consigliere non indipendente e lo ha nominato amministratore delegato con effetto immediato fino alla prossima assemblea. Zingone conosce Banca Ifis dall’interno. Entrato nel gruppo nel 2006, ha lavorato in Compliance, pianificazione strategica e controllo di gestione, prima di assumere la responsabilità commerciale. Dal 2015 al settembre 2019 ha guidato Banca Ifis Impresa, la divisione dedicata al credito alle PMI. Dal 2021 è stato Condirettore Generale e Chief Commercial Officer del Gruppo e quest’anno ha preso anche la guida di illimity Bank come amministratore delegato, seguendo in prima persona il processo di integrazione.
Il giudizio di Bankitalia
Il cambio al vertice coincide con la consegna del rapporto sugli accertamenti a spettro esteso condotti dalla Vigilanza tra gennaio e giugno 2026. Le ispezioni di Banca d’Italia si chiudono con uno di quattro giudizi possibili:
- favorevole
- parzialmente favorevole
- parzialmente sfavorevole
- sfavorevole
Per Banca Ifis l’esito è stato un giudizio parzialmente sfavorevole, il terzo livello della scala, accompagnato da rilievi sia di conformità sia gestionali. I rilievi, di conformità e gestionali, toccano l’organizzazione interna, con il governo societario e il sistema dei controlli interni, i presidi antiriciclaggio (AML), il rischio ICT e la sicurezza operativa, le cartolarizzazioni, il processo del credito e degli NPL acquistati da terzi e la sostenibilità del modello di business.
Bankitalia ha chiesto alla banca di adottare un piano di intervento su AML e compliance e un piano di rimedio prudenziale. Il piano prevede tra l’altro la riqualificazione degli assetti di governance, il rafforzamento dei controlli di secondo livello, un nuovo piano industriale di Gruppo e la revisione dei processi su credito, NPL e cartolarizzazioni. Secondo Banca Ifis, queste misure non pregiudicano la prosecuzione della cessione del business NPL né la trasformazione del gruppo già in corso.
L’Autorità ha inoltre avviato il procedimento per fissare requisiti patrimoniali aggiuntivi, che si chiuderà entro un massimo di 90 giorni. Ha anche notificato l’avvio di due procedimenti sanzionatori nei confronti della sola banca, che ha fatto sapere che tutelerà la propria posizione secondo le modalità previste dalla normativa.
La strategia di Geertman e le sue complicazioni
Geertman era arrivato in Banca Ifis nel dicembre 2020, al posto di Luciano Colombini. Sotto la sua guida l’istituto ha avviato un percorso di diversificazione del business per allargare la base dei ricavi oltre il tradizionale settore degli NPL. La strategia puntava a compensare il rallentamento strutturale delle attività di recupero crediti dopo il de-risking del sistema bancario tra il 2015 e il 2020 e a limitare gli effetti del calendar provisioning della BCE. L’acquisizione di illimity, l’anno scorso, ha in parte complicato entrambi gli obiettivi. Ha portato in bilancio un consistente portafoglio di crediti deteriorati e ha allargato l’esposizione della banca proprio al comparto NPL, un aspetto su cui nei mesi scorsi si è concentrata l’attenzione della Vigilanza.
L’azione di responsabilità verso il precedente Cda di Illimity
Il peso dell’operazione illimity emerge anche su un altro fronte. Il comitato responsabilità ha proposto ai consigli di amministrazione di Banca Ifis e di illimity di avviare un’azione di responsabilità nei confronti del precedente cda di illimity, per una perdita identificata di circa 400 milioni di euro. La cifra è legata alle svalutazioni registrate nel 2025 sui portafogli dell’istituto acquisito. La proposta arriva al termine delle verifiche sulla passata gestione avviate dal gruppo nelle scorse settimane per ricostruire le decisioni che hanno portato alle perdite e le relative responsabilità.
Il via libera alla fusione con illimity
Il 23 settembre Banca Ifis ha ricevuto da Banca d’Italia l’autorizzazione, definita “pieno e incondizionato”, alla fusione per incorporazione di illimity Bank. L’integrazione sarà completata entro l’esercizio in corso. Porterà all’iscrizione in bilancio di circa 70 milioni di euro di attività fiscali differite (DTA) e a sinergie annue a regime di 75 milioni di euro a partire dal 2027. Il gruppo ha già completato, secondo il cronoprogramma, le dismissioni di Hype, ARECneprix e Abilio e ha rimodulato i principali contratti IT di illimity. L’integrazione punta ora a valorizzare le competenze acquisite nel Corporate & Investment Banking, nella Finanza Strutturata, nei Capital Markets e nei servizi alle imprese. La nuova divisione Fürstenberg è indicata come asset strategico per lo sviluppo del private banking.
La cessione del business NPL
Sul fronte industriale prosegue il progetto di uscita dagli NPL. Il 24 settembre diversi investitori hanno presentato offerte non vincolanti per l’intero ramo. È partita così la seconda fase della procedura competitiva, che Banca Ifis intende chiudere entro fine 2026 con la firma di un’offerta vincolante, subordinata alle sole autorizzazioni di legge. Secondo la banca l’operazione rafforza il suo profilo patrimoniale. La stessa solidità è confermata, sempre il 24 settembre, dalla rinuncia volontaria all’istanza di riacquisto del prestito obbligazionario emesso da illimity Bank (ISIN XS2361258317).
Le altre nomine e gli assetti azionari
Il Consiglio ha rivisto anche l’assetto organizzativo e ha nominato Fabio Lanza nuovo Direttore Generale. La nomina diventa efficace solo con l’esito positivo della procedura Fit & Proper di Banca d’Italia. Lanza è dal 2021 Condirettore Generale e Chief Operating Officer e tra il 2004 e il 2021 ha ricoperto diversi incarichi nel gruppo UniCredit.
Alla data di oggi, secondo quanto comunicato dalla banca, Zingone detiene 7.173 azioni ordinarie Banca Ifis, Lanza 5.748 e Geertman 108.414. I termini economici degli accordi tra la banca, Geertman, Zingone e Lanza saranno negoziati e sottoposti agli organi competenti nelle prossime settimane.
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