Prova scritta, accesso all’orale entro il limite previsto rispetto ai posti messi a bando e valutazione dei titoli. Salvo nuovi interventi normativi, un futuro concorso docenti dovrebbe mantenere l’impianto utilizzato nelle ultime procedure legate al PNRR. Cambierà invece la tabella dei titoli, sulla quale il Ministero ha già fornito un’informativa ai sindacati, anche se il decreto definitivo non è stato ancora emanato.
A fare il punto è Chiara Cozzetto di ANIEF, che distingue la revisione delle tabelle dall’avvio di una nuova procedura concorsuale.
“La struttura generale del concorso non dovrebbe variare, almeno in assenza di interventi normativi”, spiega. L’aggiornamento della tabella dei titoli, precisa, “non significa che domani si avvia una nuova procedura concorsuale”.
Prova scritta e orale, struttura attesa sul modello PNRR
In assenza di modifiche legislative, secondo Cozzetto l’impianto dovrebbe ricalcare quello delle ultime tre procedure PNRR.
“La procedura concorsuale dovrebbe essere strutturata come sono stati strutturati questi ultimi tre concorsi del PNRR”, afferma.
Lo schema indicato prevede una prova scritta, il successivo accesso alla prova orale secondo il limite numerico previsto rispetto ai posti banditi e, infine, la valutazione dei titoli.
Cozzetto richiama in particolare il meccanismo che limita l’accesso all’orale in rapporto ai posti disponibili: “Uno scritto con un numero massimo, quindi il triplo dei posti banditi, per accedere all’orale e una valutazione dei titoli”.
Sul mantenimento di questa soglia, tuttavia, la rappresentante ANIEF esprime una valutazione critica del sindacato, distinta dalla descrizione della procedura.
Tabella dei titoli modificata, ma il decreto è ancora in bozza
La revisione della tabella di valutazione dei titoli è un dossier separato rispetto alla decisione di bandire un nuovo concorso.
“La tabella, come sappiamo, è stata modificata e aggiornata proprio da poco dal Ministero”, riferisce Cozzetto.
Il provvedimento, però, non è ancora definitivo: “Il decreto non è stato ancora emanato. Noi abbiamo ricevuto l’informativa e quindi abbiamo avuto le informazioni generali ancora in bozza”.
Le modifiche rispondono anche alla necessità di adeguare le tabelle del 2023 a norme intervenute successivamente.
“C’erano delle necessarie modifiche per la valutazione dei titoli, per novità normative e per chiarimenti che dovevano essere messi nero su bianco”, spiega.
Classi di concorso accorpate, cosa cambia per un precedente concorso superato
Uno dei punti affrontati riguarda gli effetti del DM 255/2023, intervenuto sulle classi di concorso dopo l’approvazione delle precedenti tabelle.
Il problema riguarda, tra l’altro, la valutazione del superamento di un precedente concorso ordinario quando le classi di concorso sono state successivamente accorpate.
Secondo la ricostruzione di Cozzetto, il titolo derivante dal precedente concorso deve essere riferito allo specifico grado di istruzione per il quale la procedura era stata superata.
L’accorpamento, quindi, non renderebbe automaticamente valido per entrambi i gradi il superamento di un concorso precedente.
Diverso il caso dell’abilitazione. “L’abilitazione vale sempre per tutti i gradi di istruzione delle classi di concorso accorpate”, precisa Cozzetto.
Servizio specifico e classi accorpate
Un altro chiarimento interessa il servizio di insegnamento.
Con l’accorpamento delle classi di concorso, secondo quanto illustrato da Cozzetto, il servizio dovrà essere considerato specifico nelle future procedure anche quando è stato prestato in uno dei diversi gradi oggi ricondotti alla medesima classe accorpata.
La rappresentante ANIEF utilizza l’esempio dell’insegnamento della lingua inglese nella scuola secondaria.
Il servizio, spiega, dovrebbe essere considerato specifico “a prescindere che fosse svolto per insegnare lingua inglese alle medie o alle superiori”, proprio in conseguenza dell’accorpamento introdotto dal decreto ministeriale.
Nuovo concorso, i posti dovrebbero seguire le effettive disponibilità
Sul possibile futuro bando, Cozzetto richiama un altro elemento: il numero dei posti dovrebbe essere collegato alle effettive esigenze di reclutamento.
“Dovrebbe essere bandito sull’effettiva esigenza”, afferma.
Secondo le informazioni illustrate nell’intervento, l’orientamento sarebbe quello di evitare la messa a bando di posti costruiti su disponibilità soltanto previsionali e future.
“È molto probabile che saranno banditi concorsi per le specifiche necessità, con l’effettiva esigenza di posti già vacanti nel contingente”, sostiene Cozzetto.
La tempistica di un eventuale bando, invece, non viene indicata come definita.
Graduatorie esaurite in alcuni territori, ancora utilizzabili in altri
Il fabbisogno cambia sensibilmente a seconda della regione e della classe di concorso.
Cozzetto porta come esempio il sostegno nella scuola primaria in Lombardia, dove, secondo la sua ricostruzione, le graduatorie utilizzabili per le assunzioni risultano esaurite.
“In alcune regioni, per alcune specifiche classi di concorso, già al momento le graduatorie utili sono tutte esaurite”, afferma.
Richiama inoltre il ricorso alle assunzioni straordinarie da GPS e alla procedura di mobilità territoriale sui posti rimasti disponibili, osservando che in alcune situazioni continuerebbero comunque a esserci vacanze da coprire.
Il quadro non è però omogeneo.
“Per altre realtà, invece, le graduatorie dei concorsi già svolti sono assolutamente sufficienti”, precisa Cozzetto.
Elenchi regionali e idonei
Tra i canali che possono incidere sul reclutamento vengono richiamati anche gli elenchi regionali degli idonei, destinati a essere aggiornati secondo la relativa disciplina.
Cozzetto fa l’esempio di un docente risultato idoneo in un concorso ordinario sul sostegno nella primaria che potrebbe utilizzare il canale dell’elenco regionale per concorrere a un’immissione in ruolo in un territorio con posti ancora disponibili.
Sul tema degli idonei ANIEF sostiene una posizione propria: il sindacato chiede che le graduatorie possano comprendere tutti coloro che hanno superato il concorso e non soltanto la quota prevista dalla normativa.
“Ci sono idonei che hanno superato un concorso ordinario: perché creare un’ulteriore graduatoria di merito e un ulteriore concorso?”, osserva Cozzetto. Si tratta, in questo caso, della posizione sindacale e non di una modifica già prevista dal Ministero.
Cozzetto: “La modifica della tabella non annuncia un concorso immediato”
La revisione dei titoli, dunque, non fornisce da sola indicazioni sulla data del prossimo bando.
“Questa modifica della tabella non significa che domani si avvia una nuova procedura concorsuale”, ribadisce Cozzetto.
La normativa prevede procedure con una determinata periodicità e, secondo la rappresentante ANIEF, un nuovo concorso dovrà quindi arrivare, ma dall’aggiornamento delle tabelle non è possibile ricavarne una scadenza immediata.
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