La logistica italiana fotografata dall’Osservatorio Freight Insights


Un sistema logistico nazionale sempre più centrale per l’economia, esposto, però, a nuove forme di pressione quali aumento dei costi, saturazione infrastrutturale e instabilità delle rotte globali, che stanno ridefinendo gli equilibri del trasporto merci. Questo è lo scenario che emerge dal secondo Report 2026 dell’Osservatorio Freight Insights, realizzato per iniziativa del Centro Nazionale per la mobilità sostenibile – Most insieme a Fondazione Cseli (formata da Aiscat, l’associazione italiana società concessionarie autostrade e trafori, Confcommercio, Conftrasporto e Ferrovie dello Stato) e presentato alla camera dei Deputati. Il settore vale oggi 94,3 miliardi di euro, con una crescita contenuta (+1,9% sul 2024), ma è nella qualità di questa crescita che si concentrano le criticità. Negli ultimi anni, infatti, la dinamica dei costi ha superato quella dei volumi, comprimendo i margini e aumentando l’incertezza.

Tra i fattori che incidono maggiormente rientra l’energia. Il costo del diesel per autotrazione registra un incremento vicino al 30% rispetto al 2019, mentre l’elettricità cresce di oltre un quarto nello stesso periodo. A questo si aggiunge l’aumento dei costi operativi del trasporto, che risulta in crescita anche a livello europeo.

“Il Report 2026 evidenzia che, sebbene il settore logistico stia crescendo, le sue fragilità richiedono un’attenzione immediata”, commenta Gianmarco Montanari, Direttore del Most. “Essenziale è trovare misure concrete per migliorare l’efficienza e la sostenibilità della rete logistica. Solo attraverso un’azione coordinata e investimenti adeguati possiamo affrontare le sfide attuali e garantire un futuro stabile e competitivo per l’Italia”.

Trasporto su strada, reti autostradali a saturazione

Il traffico stradale merci che coinvolge, per il 36,4% le autostrade, vede una crescita dell’1,5% dei veicoli industriali. L’89,9% dei veicoli industriali presenti nel campione percorre meno di 300 km al giorno; considerando, invece, come limite massimo, i 200 km al giorno la quota di questa tipologia di veicoli industriali scende a 83,1%.

Proprio la rete autostradale mostra livelli crescenti di saturazione. Questa pressione si traduce in un incremento della congestione lungo i principali corridoi logistici italiani, con effetti diretti sulla competitività delle imprese. Su alcune tratte (A1, A14 e A4) l’incidenza di mezzi pesanti supera il 50% dei veicoli. Considerando i valichi alpini, la percentuale di mezzi pesanti è prossima al 50% per il traforo del Monte Bianco, il Brennero e Tarvisio.

Suddividendo il territorio italiano per macroaree, la domanda di trasporto è più elevata nel Nord-Ovest, dove è maggiore la densità produttiva e la presenza di hub logistici; inoltre è facile l’accessibilità ai corridoi europei.

Il Sud, invece, è votato soprattutto per traffici intrazonali, caratterizzati da maggiore consumo interno, supply chain brevi, minore accessibilità trasportistica a infrastrutture stradali rilevanti.

Portualità, Italia al terzo posto in Europa

La portualità italiana mantiene un ruolo strategico. L’Italia, infatti, si conferma il terzo Paese in Europa per traffici complessivi, con il 14,7% delle tonnellate movimentate nel Vecchio Continente, dopo Olanda e Turchia. Nonostante questo risultato, però, esiste qualche criticità. Il 2025 ha visto una contrazione dei volumi del trasporto via mare Ro/Ro rispetto al 2024, e un sostanziale blocco per l’inizio del 2026, unito al calo per il trasporto container nel primo trimestre dell’anno, con molti porti a rischio saturazione.

Accanto ai problemi di congestione interna, il sistema logistico italiano deve confrontarsi con una crescente instabilità delle rotte globali. Tra il 2024 e il 2025 il traffico del Canale di Suez si è spostato verso il Capo di Buona Speranza, con un allungamento di due settimane nei collegamenti tra Far East e i porti mediterranei.

Luci e ombre su ferrovie e aeroporti

Sul versante ferroviario, il trend resta negativo. Il trasporto merci continua a perdere terreno, con una riduzione di circa il 4% dei treni-km nel 2025. Anche la quota di tonnellate-km è scesa del 3,3% Questo dato evidenzia le difficoltà dell’intermodalità e la necessità di politiche più incisive per sostenere il trasferimento modale dalla strada alla ferrovia.

Riguardo al trasporto aereo delle merci, nel 2025 le tonnellate trasportate sono aumentate dell’1,7% rispetto all’anno precedente. Confrontando il primo quadrimestre 2026 con lo stesso periodo del 2025, le tonnellate trasportate sono scese a quota -2,4%. Nei primi tre mesi del 2026, il traffico import e-commerce, a causa degli effetti negativi della “tassa pacchi extra UE”, è sceso del 50% a Malpensa. Segnali positivi si sono, tuttavia, rilevati da aprile su Roma, Brescia e Bergamo.

Strategico è puntare sulla digitalizzazione

Il mondo della logistica è caratterizzato da: molti attori che si interfacciano, coesistenza di flussi fisici e informativi, esistenza di punti critici (colli di bottiglia), necessità di monitorare lo stato e la disponibilità delle infrastrutture; bisogno di garantire conformità normativa e doganale; bassa prevedibilità.

In questo contesto, la digitalizzazione può confermarsi come uno degli snodi strategici per il rilancio della competitività del sistema, con risparmi su tutta la filiera fino a 18 miliardi di euro, riducendo drasticamente tempi e costi operativi.

Introducendo la digitalizzazione nel settore logistica e merci a livello minimo, con una configurazione base, focalizzata su pochi parametri critici e punti sensibili, si migliora la conoscenza dello stato strutturale e si abilita una prima capacità di rilevazione di anomalie.

Una configurazione di livello intermedio, con maggiore copertura sensoriale e raccolta dati più strutturata, supporta opportune verifiche, alert operativi e migliore pianificazione degli interventi. Una configurazione di livello avanzato, con rete sensoriale distribuita, piattaforma dati e supporto decisionale, abilita la gestione predittiva del rischio, gli interventi tempestivi e la riduzione degli impatti sull’utenza.

Estratto dell’articolo pubblicato completo nel numero di Settembre 2026 de Il Giornale della Logistica


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