«La mia Via Lattea tra i baobab in Botswana»: l’italiano Stefano Pellegrini vince il più grande concorso di astrofotografia


Il fotografo conquista la categoria «Skyscapes» del prestigioso concorso “Zwo Astronomy Photographer of the Year 2026” con «Botswana Star Trail»

Il cielo notturno del Botswana, illuminato dalle scie delle stelle sopra i rami dei baobab. È questo lo scatto che ha conquistato il primo posto nella categoria Skyscapes dello Zwo Astronomy Photographer of the Year 2026, prestigioso concorso organizzato dal Royal Observatory di Greenwich. A realizzarlo il fotografo milanese, classe 1989, Stefano Pellegrini (@pels_photo), già autore di tre immagini selezionate dalla Nasa come Astronomy Picture of the Day. Il primo premio come miglior astrofotografo dell’anno è andato ad Ali Al-Obaidli per l’opera The Quiet Predator, che ritrae la nebulosa Squalo nel cielo del Kuwait.

La fotografia di Pellegrini è stata realizzata il 24 agosto 2025 nel Parco Nazionale di Nxai Pan, dopo quattro ore di lavoro e 340 scatti, poi uniti per dare vita all’immagine finale. «Era la notte del 24 agosto 2025. Ho posizionato la fotocamera quasi a terra, rivolta verso l’alto, per catturare l’intreccio dei rami dei baobab e il cielo sullo sfondo. Ho lasciato l’apparecchio in funzione per quattro ore, ottenendo 340 scatti a 30 secondi – con le mie solite impostazioni – che ho poi unito. Sembrava di trovarsi all’interno di una cattedrale gotica: i vecchi alberi robusti fungevano da colonne, mentre i loro rami creavano volte e archi», racconta al Corriere. «Ho passato dieci giorni solo nel Paese, con una jeep, perché il mio obiettivo era ritrarre la Via Lattea sopra i baobab. Mi sono trovato in un ambiente incredibile, in mezzo a tronchi che per la loro grandezza sono difficili da abbracciare, e assomigliano a creature preistoriche, a elefanti o disonauri, per la loro maestosità. Senza dimenticare  le rocce e la distesa bianca di un lago salato, ormai asciutto. I colori delle stelle, poi, legati ai gas, sono un’altra cosa meravigliosa, che a occhio nudo non si coglie», aggiunge, sottolineando la meraviglia delle sfumature riprese. «L’idea era quella di seguire la Via Lattea al Sud, e all’inizio avevo pensato al Sud Africa, poi scartato, per la quantià di luce artificiale presente».




















































Consulente di marketing e innovation designer, noto in particolare per aver collaborato alla creazione e allo sviluppo di ENGINE Gin, il celebre gin biologico italiano racchiuso in una confezione ispirata alle latte d’olio per motori degli anni ’70 o Di Saronno Velvet, ha sempre fatto della creatività il filo rosso della sua vita. «Amo la montagna, mi piace viaggiare e scoprire posti nuovi, ma sempre con l’obiettivo di scattare fotografie. Dedico grande cura al location-scouting con lunghe scalate alla ricerca del punto perfetto, cercando appositamente inquadrature dove la Via Lattea sia co-protagonista della scena», aggiunge. Tanto che per inseguire l’inqudratura perfetta si è licenziato e ha aperto la partita Iva. Una passione per la fotografia notturna nata durante il periodo del Covid, tra le Dolomiti. Un luogo già conosciuto e frequentato, ma osservato questa volta sotto una prospettiva completamente diversa: quella del cielo buio. «Ho sempre fatto foto e viaggi», spiega Pellegrini , sottolineando come la fotografia notturna gli abbia permesso di unire due passioni e di trasformare ogni uscita in un progetto complesso, fatto di studio, pianificazione e attesa. «L’idea non è quella di concentrarsi esclusivamente sul cielo profondo, sulle nebulose o sull’astrofotografia pura. Al centro rimane il paesaggio terrestre. Rocce, montagne, tende, persone e alberi diventano parte della composizione insieme alla Via Lattea. L’obiettivo è creare un’immagine nella quale primo piano e cielo siano naturalmente collegati. È un approccio che mi porta a cercare luoghi capaci di raccontare storie differenti: dalle Dolomiti ai campi di lavanda di Valensole, fino agli scenari molto più lontani del Botswana», chiarisce. La fotografia diventa così, nelle sue parole, una forma di disegno: «La fotografia è disegnare con la luce. Prima di partire, però, bisogna studiare il luogo, osservare immagini già realizzate da altri, anche non professionisti – io ad esempio guardo tante fotografie di escursionisti sui social e decido di voler andare lì, al buio- e stabilire che scatto si vuole ottenere». 

Anche la logistica, insomma, diventa parte del progetto. Pellegrini cerca di massimizzare il bagaglio, portando con sè più cavalletti e macchine fotografiche, senza rinunciare agli elementi utili per affrontare ambienti difficili come una tenda («che spesso diventa protagonista dei miei scatti» e non solo «un luogo dove dormire»), una torcia e la pazienza, lo strumento più importante. Per chi fotografa il cielo notturno, la Luna può diventare una presenza ingombrante («è un soggetto che piace, ma se c’è non vedi un tubo. È un romanticismo che non ho mai avuto: è un faro, non ti fa vedere le stelle. Se è piena, per me significa non uscire e stare a casa a Milano»). Mentre molti astrofotografi la considerano un soggetto interessante, «in questo tipo di fotografia la sua luce può impedire di vedere pienamente le stelle. Per questo preferisco lavorare quando la Luna non è presente o quando le sue condizioni non compromettono la scena. La programmazione dei miei scatti diventa quindi fondamentale. La finestra utile può ridursi a pochi giorni al mese, quando l’assenza della luce lunare coincide con condizioni meteorologiche favorevoli. Una combinazione tutt’altro che semplice da trovare che mi ha spinto, come dicevo, anche a scegliere di aprire la partita Iva», conclude, ricordando due personalità che hanno influenzato il suo lavoro: Fabio Antenore e Bruno Pisani, che «con la sua tenda sulle Dolomiti mi ha spinto a passare notti fuori sotto il cielo».

Una passione per la fotografia notturna che «mi ha spinto negli anni a inseguire imprese estreme e complicate e giocare con la creativà, senza fermarmi al “semplice” scatto di nebulose o deep sky. Mi ricordo – ad esempio – quando ho scalato il monte Paterno , sulle Dolomiti, portandomi dietro una tuta da astronauta che mi ero costruito in casa per ricreare il set dell’allunaggio».

21 settembre 2026 ( modifica il 21 settembre 2026 | 20:47)


#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link

Source link

🚀 #Finsubito | Gruppo Retefin

Affianchiamo imprese e professionisti in tutta Italia nell’accesso alle migliori opportunità di Finanza d’Impresa, Finanza Agevolata, Sostenibilità e Compliance. 🇮🇹

💼 Operiamo esclusivamente attraverso mediatori e operatori autorizzati, offrendo un servizio professionale, trasparente e orientato alle reali esigenze della tua impresa.

Consulenza gratuita e zero costi di istruttoria: analizziamo la situazione della tua azienda, individuiamo le opportunità più adatte e ti supportiamo nella valorizzazione del tuo profilo finanziario e aziendale nei confronti di banche e partner.

📈 Dalla diagnosi iniziale alla strategia finanziaria, siamo al tuo fianco per trasformare le esigenze della tua impresa in concrete opportunità di crescita, investimento e sviluppo.

🔎 Scopri come possiamo supportare la tua impresa. 👉 Contattaci per una prima valutazione.

เติมเกม