sicurezza e sovranità tecnologica, l’Italia punta su cyber e dual-use


Spazio, Stati Generali Space Economy: sicurezza e sovranità tecnologica, l’Italia punta su cyber e dual-use

(AGEEI/Aerospazionews) – I settori dello spazio e della cybersicurezza rappresentano un dominio operativo abilitante e trasversale, sempre più strettamente connesso alla sicurezza, alla competitività tecnologica e alla capacità di resilienza del Paese. E’ quanto emerso stamani a Roma durante il quarto appuntamento degli Stati Generali della Space Economy 2026, l’evento promosso dall’Intergruppo Parlamentare Space Economy (IPSE) in collaborazione con Agenzia Spaziale Italiana (ASI), Regione Lazio, LazioInnova, PwC, Bocconi SDA Lab e Inrete. Un filo rosso ha legato i diversi contributi: in un contesto globale sempre più interconnesso e competitivo, la protezione delle infrastrutture critiche spaziali, la continuità dei servizi essenziali e lo sviluppo di tecnologie a duplice uso civile e militare costituiscono elementi centrali tanto per la sicurezza nazionale quanto per la crescita economica e industriale: la rilevanza strategica del comparto, infatti, si riflette anche nella sua crescita economica e occupazionale.

Il dibattito si è articolato attorno a quattro direttrici strategiche che hanno toccato diversi temi con importanti riflessi sulla stretta attualità geopolitica. La prima ha riguardato la sicurezza delle infrastrutture spaziali e la cyber-resilienza. Nel corso del confronto è stata ribadita la necessità di proteggere i sistemi satellitari e le relative infrastrutture terrestri da minacce cyber, interferenze e attacchi ibridi, garantendo la continuità dei servizi essenziali di telecomunicazione, navigazione, osservazione e monitoraggio anche in ambiente degradato o contestato. In questa prospettiva, la resilienza non riguarda soltanto la protezione del singolo asset, ma la capacità dell’intero sistema di assicurare le funzioni operative essenziali, secondo criteri di secure e resilient-by-design. Particolare attenzione è stata dedicata anche alla resilienza delle catene di approvvigionamento, alla riduzione delle dipendenze critiche e alla sicurezza tecnologica e industriale della filiera.

Il secondo focus ha riguardato le tecnologie dual-use e l’innovazione sinergica. E’ emerso come il dual-use rappresenti ormai una caratteristica strutturale dell’ecosistema spaziale: telecomunicazioni satellitari, osservazione della Terra, navigazione, intelligenza artificiale, cloud, elaborazione dei dati e servizi in orbita possono concorrere, con modalità differenti, a esigenze commerciali, istituzionali e di difesa. Il confronto ha quindi approfondito le modalità attraverso le quali le capacità sviluppate dal mercato possano contribuire anche alla resilienza nazionale e alle esigenze della Difesa, garantendo al contempo sicurezza, affidabilità e continuità dei servizi.

La terza direttrice ha riguardato intelligence, Space Domain Awareness e sovranità del dato. I relatori si sono confrontati sulla necessità di consolidare le capacità nazionali di acquisizione, analisi e gestione dei dati spaziali ai fini della sicurezza, nonché di rafforzare la capacità di conoscere e comprendere ciò che accade nel dominio spaziale, individuando tempestivamente anomalie, rischi e possibili minacce. Dati, capacità di calcolo e intelligenza artificiale costituiscono, in questa prospettiva, elementi sempre più strettamente integrati per rafforzare l’autonomia strategica nazionale e la capacità di contribuire efficacemente alle architetture europee ed euro-atlantiche.

Ultimo tema affrontato nel corso della giornata è stato quello della collaborazione tra Difesa, industria e mondo della ricerca. Dal confronto è emersa l’importanza di una concreta sinergia tra istituzioni, grandi gruppi industriali, PMI innovative, start-up, università e centri di ricerca per accelerare l’adozione di tecnologie d’avanguardia, rafforzare e proteggere la filiera produttiva e trasformare più rapidamente l’innovazione in capacità operative. In questa prospettiva, alle istituzioni spetta indicare le capacità e gli effetti strategici che il Paese intende conseguire; all’industria il compito di rappresentare cosa è già in grado di offrire, quali capacità possono essere sviluppate e quali condizioni – tecnologiche, finanziarie, regolatorie o di procurement – siano necessarie per colmare i gap esistenti.

Le dichiarazioni

On. Andrea Mascaretti (Fdi), presidente dell’Intergruppo Parlamentare per la Space Economy (IPSE): “Lo spazio è un dominio strategico e la velocità dell’innovazione ne modifica continuamente capacità, vulnerabilità e rapporti di forza. Intelligenza artificiale, cyber, sensoristica, capacità di calcolo e tecnologie dual-use incidono direttamente sulla capacità dell’Italia e dell’Europa di prevenire e contenere le minacce, proteggere le proprie infrastrutture critiche e rafforzare la propria capacità di difesa. Ucraina e Medio Oriente hanno reso evidente il peso assunto dalle costellazioni satellitari nei conflitti contemporanei: osservazione, telecomunicazioni e disponibilità del dato sono diventate componenti delle capacità operative e dei processi decisionali. Il perimetro da difendere coincide ormai con l’intera architettura spaziale: satelliti e costellazioni in orbita, ma anche infrastrutture critiche a terra, centri di controllo, stazioni terrestri, reti di comunicazione, sistemi di elaborazione e dati. Attacchi cyber al segmento di terra, jamming e spoofing possono compromettere una capacità spaziale anche senza colpire fisicamente un satellite. La sovranità tecnologica si misura anche nella capacità di prevenire le minacce, resistere a un attacco e mantenere operative le infrastrutture e i servizi spaziali essenziali anche in condizioni di crisi.  Per l’Italia significa individuare le tecnologie critiche sulle quali costruire capacità autonome, ridurre le dipendenze strategiche e orientare ricerca, industria e investimenti verso sistemi progettati fin dall’origine per essere resilienti. La competizione nello spazio riguarda tanto il livello delle tecnologie disponibili quanto la capacità di proteggerle e garantirne la continuità operativa”.

Roberta Angelilli, vicepresidente della Regione Lazio e assessore allo Sviluppo economico, Commercio, Artigianato, Industria e Internazionalizzazione: “Un tavolo di lavoro molto concreto con tutti gli attori protagonisti, anche in vista della prossima programmazione europea che mette a disposizione a partire dal 2028 oltre 130 miliardi di euro per tutto il settore dell’aerospazio, difesa e sicurezza. Abbiamo annunciato per il mese di novembre la creazione del nuovo Distretto industriale e tecnologico dell’Aerospazio, Difesa e Sicurezza del Lazio. Per quanto riguarda i bandi partiremo il 9 ottobre con la presentazione del bando Filiere Tecnologiche, che per la prima volta destina una dotazione di 55 milioni di euro alla creazione di filiere tra grandi imprese, PMI, startup e organismi della ricerca”.

Massimo Claudio Comparini, direttore generale della Divisione Spazio di Leonardo: “Lo spazio è ormai un’infrastruttura strategica per la sicurezza, la competitività e l’autonomia del Paese. È a partire da questo assunto, unito alla consapevolezza che l’Italia è un grande Paese spaziale, che abbiamo la responsabilità di valorizzare e far crescere quello che già abbiamo in termini di capacità tecnologiche e industriali nazionali in tutti i domini spaziali, investendo sempre più nelle tecnologie critiche, nelle competenze e in una filiera capace di trasformare l’innovazione rapidamente in soluzioni operative. In questo contesto, Leonardo insieme a Telespazio, Thales Alenia Space ed e-Geos, forte di una presenza lungo l’intera catena del valore dello spazio, contribuisce in modo concreto, con importanti investimenti e lavorando a fianco delle istituzioni per aggregare competenze, accelerare lo sviluppo tecnologico e rafforzare l’autonomia strategica e la competitività nazionale su capacità operative spaziali sempre più sofisticate”.

Domitilla Benigni, amministratore delegato di ELT Group: “La sicurezza nazionale ed europea richiede oggi un approccio integrato, in grado di connettere cybersicurezza, intelligence, spazio facendo agio sulle possibilità connesse all’uso spettro elettromagnetico, senza dimenticare il contributo delle tecnologie dual use. In uno scenario segnato da minacce ibride e multidominio, la capacità di trasformare dati, segnali e tecnologie in consapevolezza operativa, autonomia strategica è decisiva. Come industria, siamo chiamati a contribuire con responsabilità allo sviluppo di architetture sicure, interoperabili e sovrane, rafforzando competenze, filiere, ricerca e partnership pubblico-private. Innovare significa oggi anche proteggere”.

Luca Rossettini, amministratore delegato di D-Orbit:“L’Italia deve poter proteggere i propri satelliti e i servizi essenziali che dipendono dallo spazio. Significa individuare le minacce, trasformare rapidamente i dati in informazioni utili a decidere e intervenire per mantenere operative comunicazioni e infrastrutture critiche. Per farlo occorre integrare sorveglianza, cybersicurezza e capacità di intervento in orbita, sotto il controllo delle autorità competenti. Servono programmi pluriennali e contratti che portino queste capacità in servizio, con tempi e responsabilità definiti. E’ su questo che si misura la sovranità tecnologica italiana ed europea: sulla capacità concreta di decidere e agire anche durante una crisi”.

Carlo L’Imperio, executive director Defence Business di Argotec:“Lo spazio è divenuto un dominio strategico da presidiare per la sovranità e l’indipendenza nazionale. La sicurezza non è più relativa ai soli domini terrestre, aereo e marittimo, ma si gioca anche in orbita, dove infrastrutture satellitari intelligenti, autonome e cooperanti devono essere considerate piattaforme di elaborazione in grado di garantire una sorveglianza continua e trasformare grandi quantità di dati in informazioni utili a pubblica amministrazione, enti di protezione e Difesa. È una leva strategica per la sicurezza, la competitività e lo sviluppo di ogni Paese: investire oggi nello Spazio significa costruire l’autonomia di domani e non perdere il treno dell’innovazione”.

Simonetta Di Pippo, direttore dello Space Economy Evolution Lab (SEE Lab) di SDA Bocconi e presidente del consiglio di amministrazione di D-Orbit: “La Space Economy globale ha raggiunto 626,4 miliardi di dollari nel 2025 e potrebbe superare il trilione entro il 2034. Nello stesso anno, la spesa governativa mondiale per lo spazio ha raggiunto 137,4 miliardi di dollari, con il 54% destinato alla difesa. In questo quadro, attività commerciali e sicurezza nazionale sono sempre più interconnesse. In scenari di crisi o conflitto, poter contare sull’accesso continuativo a dati e servizi satellitari commerciali può diventare un fattore strategico anche per le attività di intelligence”.

Mario Cospito, commissario straordinario dell’ASI: “Le tematiche affrontate nella tappa odierna degli Stati generali della space economy hanno un peso e una specificità strettamente legata allo spazio e alle sue applicazioni. Questo è ancora più evidente nell’attuale contesto caratterizzato da diverse situazioni di crisi in campo internazionale. Il binomio tra Difesa/Sicurezza e Spazio è un nodo cruciale per il futuro e per la sovranità nazionale ed europea. La centralità di questo legame è sancita sia negli indirizzi di Governo in materia di spazio e aerospazio sia nel Documento di visione strategia dell’ASI approvato dal Comint la primavera scorsa”.

Alessio Ponte, Aerospace and Defense Engineering Executive Commercial management director di RINA: “In un contesto in cui tecnologia, sicurezza e competitività industriale sono sempre più interconnesse, RINA è impegnata a sviluppare competenze e capacità in grado di accompagnare questa evoluzione. La sfida è progettare sistemi e infrastrutture dual-use fin dalla loro concezione, rafforzando sovranità tecnologica e autonomia strategica. Governare dati, software, supply chain e dipendenze tecnologiche è oggi parte integrante della sicurezza. Il vantaggio competitivo sarà nella capacità di integrare rapidamente le tecnologie in sistemi sicuri e resilienti: la superiorità strategica nasce dall’integrazione, non dalla sola proprietà della tecnologia”.

www.statigeneralidellaspaceeconomy.it
 
www.ageei.eu





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