NOTIZIARIO BANCHE & ANTIUSURA Credito, imprese, famiglie, garanzie e contrasto all’usura 21 settembre 2026


Credito, imprese, famiglie, garanzie e contrasto all’usura

20 settembre 2026

A cura del Centro Studi Confedercontribuenti – Imprese Italia

BCE, TASSI ANCORA SU: IL CREDITO TORNA A COSTARE DI PIÙ

La notizia bancaria della settimana arriva da Francoforte.

Il 10 settembre la Banca centrale europea ha aumentato di 25 punti base i tre tassi ufficiali, motivando la decisione con le persistenti pressioni inflazionistiche collegate anche alle tensioni internazionali.

Dal 16 settembre il tasso sui depositi è salito al 2,50%, quello sulle operazioni di rifinanziamento principali al 2,65% e quello sulle operazioni marginali al 2,90%.

La BCE prevede nello scenario di base un’inflazione media del 3% nel 2026 e una crescita dell’area euro dello 0,9%.

Per famiglie e imprese il messaggio è evidente: la stagione del denaro meno costoso subisce una battuta d’arresto.

E per le PMI italiane questo significa prestare ancora maggiore attenzione a tassi, commissioni e condizioni applicate dalle banche.

IMPRESE: IL CREDITO DEVE RESTARE ACCESSIBILE

La questione non è soltanto monetaria.

Un’impresa può avere ordini, mercato e prospettive industriali e trovarsi ugualmente in difficoltà se non dispone della liquidità necessaria per finanziare capitale circolante, fornitori, personale e investimenti.

Per questo il credito deve tornare ad essere considerato una componente della politica industriale.

Le banche devono naturalmente valutare il merito creditizio.

Ma un sistema che finanzia soltanto chi possiede già abbondante liquidità rischia di perdere proprio la funzione economica fondamentale del credito: permettere alle imprese sane di investire e crescere.

FONDO DI GARANZIA PMI: 28,4 MILIARDI DI FINANZIAMENTI

Arriva intanto un dato particolarmente significativo dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

Nei primi otto mesi del 2026 il Fondo di garanzia per le PMI ha accolto 157.408 domande, consentendo finanziamenti per complessivi 28,4 miliardi di euro, assistiti da circa 20 miliardi di garanzie pubbliche.

Numeri che confermano quanto questo strumento sia diventato centrale nel rapporto tra sistema bancario e piccola impresa italiana.

Il 18 settembre il Consiglio di gestione del Fondo ha inoltre deliberato 2.620 operazioni; altre 1.858 domande sono previste nella seduta del 22 settembre.

Il Fondo non eroga normalmente denaro direttamente all’impresa: offre una garanzia pubblica che può facilitare l’accesso al finanziamento.

È una distinzione importante che ogni imprenditore dovrebbe conoscere.

LA GARANZIA PUBBLICA DEVE TRADURSI IN CREDITO REALE

Confedercontribuenti ritiene però necessario fare un ulteriore passo.

Non basta misurare quante garanzie vengono deliberate.

Bisogna verificare quanto credito arriva realmente alle imprese, a quali condizioni e in quanto tempo.

Una garanzia pubblica deve produrre un vantaggio concreto.

Se lo Stato riduce il rischio assunto dall’intermediario, è ragionevole attendersi che ciò possa riflettersi sulle condizioni complessive dell’operazione, compatibilmente con il merito creditizio dell’impresa.

Servono quindi trasparenza e monitoraggio.

ANTIUSURA: IL CREDITO NEGATO PUÒ DIVENTARE UN PROBLEMA SOCIALE

Esiste poi il lato più drammatico della questione.

Quando un’impresa in difficoltà perde completamente l’accesso al credito legale può diventare vulnerabile all’usura.

Il fenomeno non riguarda soltanto persone disperate.

Può colpire commercianti, artigiani, piccoli imprenditori e famiglie che attraversano una crisi temporanea e non riescono più a ottenere finanziamenti attraverso i canali ordinari.

L’usura prospera precisamente nella distanza che si crea tra necessità immediata di denaro e impossibilità di ottenerlo legalmente.

Per questo prevenzione dell’usura e accesso responsabile al credito sono due facce della stessa politica.

BANCHE, CONFIDI E ASSOCIAZIONI: ESISTONO REFERENTI ANTIUSURA

Un elemento importante e ancora poco conosciuto riguarda l’Accordo quadro per la prevenzione e il contrasto dell’usura.

Le banche aderenti devono individuare specifici referenti antiusura, incaricati di seguire l’iter delle pratiche di affidamento connesse all’utilizzo dei fondi e di dialogare con Confidi, fondazioni e associazioni antiracket e antiusura.

Il Ministero dell’Interno pubblica l’elenco aggiornato dei referenti.

Questo meccanismo deve funzionare concretamente.

Un imprenditore che presenta una situazione finanziaria difficile ma recuperabile non dovrebbe essere lasciato in un labirinto burocratico tra banca, Confidi e istituzioni.

PRIMA DELL’USURA BISOGNA INTERVENIRE SUL SOVRAINDEBITAMENTO

L’azione antiusura deve partire molto prima della denuncia.

Quando una persona arriva nelle mani di un usuraio, spesso alle sue spalle esistono mesi o anni di difficoltà finanziarie.

Rate non pagate.

Debiti fiscali.

Scoperti bancari.

Carte revolving.

Fornitori arretrati.

Segnalazioni creditizie.

Pignoramenti.

Per questo serve una vera politica nazionale della prevenzione finanziaria.

Intercettare tempestivamente una situazione di sovraindebitamento significa aumentare le possibilità di salvarla.

CENTRALE RISCHI: CONOSCERE I PROPRI DATI

Famiglie e imprese dovrebbero inoltre imparare a conoscere meglio la propria posizione bancaria.

La Centrale dei Rischi della Banca d’Italia raccoglie informazioni sull’indebitamento della clientela verso banche e intermediari.

L’interessato può accedere ai propri dati attraverso i servizi della Banca d’Italia.

Prima di richiedere un nuovo finanziamento, soprattutto quando esistono precedenti problemi bancari, può essere utile conoscere esattamente la propria situazione.

Un’impresa deve conoscere la propria reputazione finanziaria quasi quanto conosce il proprio bilancio.

ATTENZIONE A CHI PROMETTE FINANZIAMENTI FACILI

Quando il credito diventa più difficile cresce anche il mercato delle false soluzioni.

Bisogna prestare particolare attenzione a soggetti che promettono finanziamenti sicuri indipendentemente dal reddito o dalla situazione debitoria, soprattutto quando chiedono anticipatamente somme significative.

Prima di sottoscrivere qualsiasi operazione finanziaria è opportuno verificare che il soggetto sia autorizzato e controllare gli albi e gli elenchi ufficiali.

E soprattutto bisogna ricordare una regola fondamentale:

chi si trova in difficoltà economica non deve cercare scorciatoie nel credito illegale.

LA BATTAGLIA CONTRO L’USURA SI VINCE ANCHE IN BANCA

L’usura non si combatte soltanto con Carabinieri, Polizia, Guardia di Finanza e magistratura.

La repressione è indispensabile.

Ma quando interviene significa spesso che il rapporto usurario è già iniziato.

La vera sfida consiste nell’impedirne la nascita.

Banche, Confidi, associazioni imprenditoriali, fondazioni antiusura e istituzioni devono quindi costruire una rete capace di intervenire quando la crisi è ancora recuperabile.

LA POSIZIONE DI CONFEDERCONTRIBUENTI – IMPRESE ITALIA

Il credito non può essere considerato un privilegio.

Naturalmente non può neppure diventare un diritto automatico indipendente dalla capacità di restituzione.

Ma tra questi due estremi esiste uno spazio enorme nel quale devono operare una banca moderna e una politica economica responsabile.

Dobbiamo finanziare le imprese sane, accompagnare quelle temporaneamente in difficoltà, utilizzare meglio le garanzie pubbliche e intervenire prima che il sovraindebitamento diventi disperazione.

La nuova stretta monetaria della BCE rende questa missione ancora più urgente.

Alle banche chiediamo responsabilità.

Alle istituzioni chiediamo strumenti semplici e rapidi.

Agli imprenditori chiediamo di rivolgersi ai canali legali appena emergono i primi segnali di difficoltà e non quando la crisi è ormai esplosa.

Perché l’usura si combatte anche così:

facendo arrivare il credito legale prima che arrivi quello criminale.

CENTRO STUDI CONFEDERCONTRIBUENTI – IMPRESE ITALIA

Osservatorio Banche, Credito e Antiusura




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