La riforma fiscale non è finita. La prossima Manovra sarà l’ultima occasione per mantenere le promesse: da un ulteriore passo avanti sull’IRPEF alle nuove flat tax per i giovani e le tredicesime
La prima fase della riforma fiscale è finita, ma il cantiere resta aperto ed entra in una delle fasi più promettenti.
Si va verso una Manovra 2027 che sarà la naturale continuazione dei lavori di revisione del sistema tributario. La prossima Legge di Bilancio è l’ultima occasione per mantenere una serie di promesse ed è centrale per la campagna elettorale che verrà.
Per ora non ci sono punti fermi sul pacchetto di novità che si dovrà comporre nei mesi a venire. Ma la squadra di Governo sembra concordare sulla necessità di mettere in atto una serie di buoni propositi fiscali per concludere il percorso avviato, è il caso dell’IRPEF, o per dare concretezza a intenzioni più volte dichiarate, come la programmazione di nuove flat tax.
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L’evoluzione dell’IRPEF non è finita: la riforma fiscale continua nella Manovra 2027
Già da mesi, infatti, si parla della possibilità di arrivare al 2027 con nuove regole per il calcolo dell’imposta sul reddito delle persone fisiche. Dopo il taglio per il ceto medio dello scorso anno, costato quasi 3 miliardi di euro, l’Esecutivo vorrebbe fare di più, intervenendo sulle aliquote o sugli scaglioni.
L’idea sarebbe quella di estendere la seconda fascia di reddito da 50.000 a 60.000 euro, riducendo di fatto l’aliquota dal 43 al 33 per cento su questa finestra. È una prospettiva tracciata da tempo, ma lo scorso anno l’intervento sull’IRPEF si è fermato alla revisione delle aliquote per esigenze di risorse.
Nelle ultime settimane si è parlato anche di ridurre la prima aliquota dal 23 al 22 per cento. Le possibilità di intervento sono diverse e una nuova correzione all’impianto IRPEF sembra più che probabile. D’altronde, l’idea iniziale era quella di portare il calcolo a due aliquote, un traguardo che si è rivelato sempre meno raggiungibile.
Flat tax tredicesime: nuova e ultima chance con la Manovra 2027
Allo stesso modo la fattibilità del progetto ha compromesso in questi anni la detassazione delle tredicesime, messa in cantiere nel 2023 con l’approvazione della legge delega per la riforma fiscale.
Ogni anno l’ipotesi di applicare una tassazione sostitutiva, e più bassa, sulla mensilità aggiuntiva torna in campo nella discussione per l’approvazione della Manovra: anche questa volta l’idea di una flat tax natalizia è tornata puntuale. La novità non è ancora diventata concreta perché ha un costo molto alto: secondo le stime, il valore fiscale delle tredicesime ammonta a 15 miliardi di euro.
Dopo il primo esperimento del 2024 con un bonus Natale solo per i genitori in determinate fasce di reddito, “nelle more dell’introduzione di un regime fiscale sostitutivo per la tredicesima mensilità”, i lavori si sono fermati.
Ma non c’è più tempo per rimandare e agire in maniera selettiva è l’unica strada possibile: per rendere economicamente sostenibile la detassazione, si deve circoscrivere la platea di lavoratrici e lavoratori beneficiari.
Le intenzioni del Governo sembrano essere quelle di fissare un tetto di reddito tra i 15.000 e i 30.000 euro per poter accedere a questa nuova flat tax.
Anche la cedolare secca tra riforma fiscale e legge di bilancio 2027
Tra le promesse cicliche che arrivano dalla riforma fiscale e che tornano con la prossima Manovra c’è anche la cedolare secca commerciale.
Dopo l’esperienza del 2019, la flat tax del 21 per cento sugli affitti è rimasta nel cassetto delle politiche da adottare e torna in campo con una formula selettiva, che dovrebbe renderla più sostenibile.
Potrebbe essere riservata solo ai locali più piccoli, di modo da escludere le grandi superfici di vendita e la grande distribuzione, concentrando l’investimento su negozi di vicinato, piccole botteghe e attività commerciali di prossimità.
Dalla riforma fiscale arriva anche la flat tax giovani attesa in Manovra
Ma la prossima Manovra è anche l’occasione per ripescare buoni propositi rimasti a lungo nell’ombra.
Fissato l’obiettivo di prevedere agevolazioni fiscali per gli under 30 nella riforma fiscale, le politiche per le ragazze e i ragazzi hanno seguito una direzione opposta. Solo per fare un esempio, il tempo del bonus prima casa è finito nel 2025 e non è stato previsto nessun nuovo trattamento di favore.
E solo lo scorso anno la necessità di prevedere un Fisco più leggero per i giovani ha guadagnato nuovamente interesse, complici anche i dati allarmanti sulle partenze sempre più numerose verso altri paesi.
Maggioranza e opposizione durante i lavori di approvazione dell’ultima Manovra hanno presentato la loro ricetta per far pagare meno tasse ai giovani, ma nessuna proposta è stata approvata.
Anche in questo senso, la prossima Legge di Bilancio sembra essere la volta buona per passare dalla teoria alla pratica, ma sempre fissando specifiche condizioni.
Lo stesso Ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti recentemente ha parlato dell’opportunità di prevedere una flat tax del 5 per cento sugli aumenti di stipendio dei giovani, ma anche della necessità di avere un sostegno da parte dei datori di lavoro per potenziare gli stipendi di ragazzi e ragazze.
Domani 22 settembre i dati Istat sul rapporto deficit/PIL, e quindi sull’uscita dalla procedura di infrazione UE, permetteranno di conoscere il margine di Manovra a disposizione del Governo che dovrà essere ottimizzato al massimo.
Una riforma fiscale monca di alcune promesse importanti si trasformerebbe in un tallone d’Achille per la prossima campagna elettorale.
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