si fanno sempre più debiti per arrivare a fine mese


Il problema è che sempre più spesso, alla fine dello stipendio, “avanza” troppo mese. E così, a Terni le famiglie ricorrono sempre di più al credito per sostenere le proprie spese. Nel 2025 il debito al consumo complessivo delle famiglie della provincia ha raggiunto i 723,5 milioni di euro, contro i 695,7 milioni dell’anno precedente. In un solo anno, l’esposizione è dunque aumentata di 27,9 milioni di euro, pari a una crescita del 4 per cento.

È quanto emerge dall’ultimo rapporto dell’ufficio studi dell’associazione di artigiani e piccole imprese Cgia di Mestre, elaborato sui dati di Banca d’Italia e Istat, che fotografa l’indebitamento delle famiglie italiane nel 2025. E il quadro che emerge per l’Umbria è particolarmente significativo: la regione risulta infatti prima in Italia per debito medio al consumo per famiglia.

A Terni il debito medio raggiunge i 7.062 euro per famiglia, un valore superiore alla media nazionale, che si ferma a 6.657 euro. La provincia occupa così il 36esimo posto nella graduatoria nazionale delle province italiane per esposizione media delle famiglie. Il dato ternano va però letto all’interno di un quadro regionale ancora più significativo. In Umbria il debito al consumo complessivo è arrivato nel 2025 a 2,9198 miliardi di euro, contro i 2,7774 miliardi del 2024. L’incremento è stato di 142,4 milioni, pari al 5,1 per cento. Il risultato porta il debito medio per famiglia a 7.514 euro, contro i 6.657 euro della media italiana.

Questo significa che una famiglia umbra ha mediamente 857 euro di debito al consumo in più rispetto alla media nazionale. L’Umbria è così in cima alla classifica nazionale, davanti alla Toscana, con 7.399 euro, alla Sicilia, con 7.383 euro, e al Lazio, con 7.251 euro.

Terni e Perugia, due livelli diversi di indebitamento

Analizzando più nel dettaglio i dati dell’Umbria, emerge una differenza netta tra le due province. A Perugia il debito al consumo medio per famiglia raggiunge infatti i 7.677 euro, 615 euro in più rispetto a Terni. Nel capoluogo regionale l’esposizione complessiva è pari a 2,1963 miliardi di euro, in aumento di 114,5 milioni rispetto ai 2,0818 miliardi del 2024. La crescita annuale è stata del 5,5 per cento, quindi superiore sia a quella ternana, pari al 4 per cento, sia a quella nazionale, pari al 4,9 per cento.

Terni, con i suoi 7.062 euro per famiglia, si trova dunque sotto la media regionale, ma resta sopra quella italiana. La distanza rispetto a Perugia è di 615 euro per famiglia, mentre rispetto alla media nazionale Terni presenta un’esposizione superiore di 405 euro.

Il dato è particolarmente interessante anche guardando alla velocità con cui è cresciuto il ricorso al credito. Tra il 2024 e il 2025 Perugia ha visto aumentare il proprio debito al consumo del 5,5 per cento, mentre Terni si è fermata al 4 per cento. L’incremento ternano è quindi più contenuto, ma riguarda comunque un’esposizione già superiore alla media italiana.

Perché le famiglie si indebitano?

Secondo la Cgia, dietro l’aumento del credito al consumo ci sono principalmente due fenomeni. Da una parte c’è la necessità di ottenere liquidità per affrontare spese impreviste o difficoltà nel bilancio familiare. Dall’altra c’è il ricorso al finanziamento per acquistare beni durevoli, come automobili, mobili, elettrodomestici e altri prodotti che in passato venivano più frequentemente acquistati utilizzando i risparmi.

Il rapporto mette inoltre in relazione l’aumento del ricorso al credito con la perdita di potere d’acquisto provocata dall’inflazione. Secondo l’analisi della Cgia, per una parte delle famiglie il ricorso ai finanziamenti sarebbe diventato uno strumento per mantenere il precedente livello di consumo nonostante la sostanziale stabilità di stipendi e pensioni e l’aumento dei prezzi.

Il dato, naturalmente, non significa che tutte le famiglie indebitate siano in difficoltà economica. Il credito al consumo può infatti essere utilizzato per finanziare acquisti programmati o investimenti familiari. È però il rapporto tra debito e capacità di rimborso a determinare il grado di sostenibilità dell’esposizione.

La stessa Cgia richiama, a questo proposito, l’indicazione secondo cui l’incidenza complessiva delle rate sul reddito mensile disponibile non dovrebbe superare indicativamente un terzo, cioè circa il 30-33 per cento.

In Italia quasi 178 miliardi di credito al consumo

Il fenomeno non riguarda soltanto l’Umbria. Nel 2025 il credito al consumo complessivamente erogato da banche e finanziarie alle famiglie italiane ha raggiunto 177,5 miliardi di euro, contro i 169,3 miliardi del 2024: un aumento di 8,24 miliardi, pari al 4,9 per cento.

Rispetto al 2016, quando il credito al consumo complessivo era pari a circa 110 miliardi, l’aumento arriva al 62 per cento, ovvero circa 68 miliardi di euro in più. 

Il dato italiano comprende il credito concesso sia dalle banche sia dalle società finanziarie. Se si considera invece l’intero indebitamento bancario delle famiglie, includendo anche i mutui, nel 2025 si arriva a 612,6 miliardi di euro.

Anche il costo del credito resta un elemento da considerare. Il Taeg del credito al consumo, dopo essersi attestato al 9,97 per cento nel 2025, è salito al 10,38 per cento a luglio 2026. Rispetto alla fine del 2025 l’aumento è stato di 41 punti base.

Terni sopra la media italiana, ma lontana dai livelli più elevati

Il dato di Terni assume quindi un significato particolare se inserito nel confronto nazionale. Con 7.062 euro di debito medio al consumo per famiglia, la provincia si trova sopra la media italiana di 6.657 euro, ma ben al di sotto dei valori delle province ai vertici della graduatoria.

A Siracusa il debito medio arriva a 8.437 euro per famiglia, a Massa Carrara a 8.373 euro, a Lodi a 8.280 euro, a Pistoia a 8.168 euro e a Pisa a 8.091 euro. All’estremo opposto si trovano Rimini con 5.155 euro, Trieste con 5.124 euro, Trento con 4.524 euro, Sondrio con 4.400 euro e Bolzano con 3.106 euro.

La fotografia che emerge per Terni è dunque quella di una provincia nella quale il ricorso al credito al consumo è consistente, superiore alla media nazionale, ma con una crescita nell’ultimo anno inferiore a quella registrata a Perugia e in Umbria nel suo complesso.

Il dato più significativo, tuttavia, è forse quello regionale: l’Umbria è prima in Italia per debito medio al consumo delle famiglie. E dentro questo quadro Terni presenta un livello di esposizione di 7.062 euro per famiglia, mentre Perugia arriva a 7.677 euro. Due territori diversi, dunque, ma accomunati da un dato: entrambi si collocano sopra la media italiana.

 


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