Il carovita sarà l’emergenza del 2027. Ecco come lavoreremo in questa direzione


Al penultimo giorno della Festa dell’Unità provinciale, anche quest’anno il sindaco di Bologna, Matteo Lepore, si è confrontato con direttori e capiredattori dei giornali locali, spaziando su diversi temi, dal carovita ai progetti urbanistici, dalle misure a favore dei redditi strozzati, ++ allo stadio e area fiera. Poi scuole, elezioni, Cpr. Il primo cittadino ha così ripercorso in lungo e largo il suo operato ormai giunto nell’ultima fase.

Carovita: dal microcredito, agli sconti sui trasporti e le strisce blu

Alla prima domanda della serata, posta da Mattia Cecchini (Dire) su come si concilierà nell’ultimo anno di mandato il governo della città con la campagna elettorale, e su cosa preoccupi di più i bolognesi, Lepore ha risposto senza girarci intorno: i cittadini fanno fatica a vivere perché i soldi valgono sempre meno e non c’è certezza sul futuro. La preoccupazione più grande, ha aggiunto, riguarda la politica nazionale sulle accise, che rischia di “buttare via” il potere d’acquisto dei cittadini l’anno prossimo. Per questo, ha detto, il suo impegno resta fare il sindaco fino alla fine, completare i cantieri aperti e chiudere tutti i progetti in corso, rimandando a dopo le elezioni la discussione sui prossimi cinque anni: “Dedichiamoci al costo della vita, gli italiani non sanno come arrivare a fine mese e lasciare qualcosa ai propri figli.”

Su questo fronte è intervenuta Anna Matino (Bologna Today), chiedendo a quali iniziative concrete il Comune pensi per aiutare concretamente i cittadini a fronteggiare il carovita –  caro affitti in cima  – e dove si troveranno le risorse. Lepore ha annunciato che porterà in consiglio l’ultima grande manovra di bilancio del mandato, con l’obiettivo dichiarato di aumentare i servizi senza alzare le tasse. Il cuore della manovra è “Bologna ti sostiene”: un microcredito rivolto a lavoratori, famiglie e precari con reddito non superiore a 35mila euro, con colloqui che partiranno già da novembre. Si potrà arrivare a prestare fino a 10mila euro a famiglia, a tasso agevolato o addirittura zero a seconda della banca coinvolta, in un fondo pensato come rotativo: chi riceve il prestito avrà un rapporto non con la banca ma direttamente con il Comune. A questo si aggiungono un fondo da mezzo milione di euro per chi si rivolge agli sportelli comunali in cerca di sostegno per la spesa, e un fondo da un milione di euro dedicato agli studenti universitari per gli affitti. 

Sul fronte mobilità, Lepore vorrebbe dimezzare l’abbonamento per le strisce blu per chi lavora in centro (“i commercianti sono tra quelli che faticano di più con le spese”), e ha annunciato un ulteriore sconto sugli abbonamenti Tper per chi ha un Isee sotto i 30mila euro, misura che a suo dire ha già avuto successo facendo crescere il numero di abbonati. Non senza una frecciata al governo: “Lo faccio in un Paese dove il governo decide di togliere il bollo auto.”

Casa e urbanistica: dal quadrante a Nord del Pilastro all’area intorno a Caab/ex Fico (dove dovrebbe spuntare un centro commerciale)

Sempre Matino ha chiesto al sindaco un aggiornamento sulla annunciata ridefinizione urbanistica del quadrante a nord del Pilastro e fino all’area del Caab /Grand Tour (ex Fico), ricordando come su quest’ultima ci siano realtà private che vantano diritti edificatori risalenti al periodo precedente all’attuale amministrazione,.

Lepore ha risposto partendo dal Pilastro e impegnandosi di completare la linea del tram fino al rione: “anche se il governo non finanzierà l’ultimo chilometro della tratta, lo farà il Comune di Bologna”. A questo si aggiunge l’accordo raggiunto sul Passante, che ha sbloccato l’impasse sul ponte di Sandonino. 

Ma quindi, cosa succede attorno all’area dell’ex Fico?

Più in generale sui piani urbanistici della città, ha rivendicato lo sblocco di diverse aree dismesse, a partire dagli 11 ettari dell’area Ravone accanto alla stazione, acquisiti tramite esproprio: qui è previsto un investimento da 100 milioni di euro di fondi europei per realizzare un grande parco pubblico, edilizia cooperativa (il cui bando Lepore vorrebbe pubblicare entro la fine del mandato) e diversi spazi culturali, in un progetto di parco urbano dedicato alla memoria e alla cultura i cui cantieri sono già partiti, compreso l’acquisto del Dopolavoro Ferroviario, da rigenerare dopo anni che se ne parlava.

Il sindaco ha poi indicato tre accordi che intende rivedere: quello sulle aree attorno al Caab/ex Fico; quello del Lazzaretto, che a suo dire è più un piano particolareggiato ormai superato che un vero accordo; e le intese con Cassa Depositi e Prestiti, in particolare sulla Caserma Sani. Il criterio guida, ha spiegato, sono le due priorità che considera più urgenti: la crisi abitativa e quella climatica. “Abbiamo bisogno di rigenerare aree già cementificate, ma portandoci case accessibili, non speculazione finanziaria e immobiliare: tenerle così com’è oggi è un delitto, degrado, insicurezza, ma vogliamo progetti di interesse pubblico, non ci interessa altro.” Ha ribadito la necessità di più alberi e più aree verde, non meno, e di costruzioni che non rispondano solo ai bilanci dei fondi statali (Ferrovie, Mef), trattandosi, ha sottolineato, di fondi pubblici e non di fondi internazionali, con cui ritiene si possa “discutere alla pari”.

Sulla Caserma Sani, nello specifico, Lepore ha detto di non volere un nuovo quartiere residenziale pensato per la speculazione, nonostante l’area sia strategica per la vicinanza a Fiera e Tecnopolo: la priorità, per lui, è la rigenerazione degli edifici già esistenti, senza abbattere alberi, e la destinazione a usi di interesse pubblico, escludendo esplicitamente l’ipotesi di un ulteriore data center, “che consuma energia e consuma territori”. 

Sui dintorni del Caab/Ex Fico, invece, ha detto che è necessario ridiscutere con i privati che hanno interessi legittimi sull’area, esprimendo fiducia nel trovare un progetto condiviso: le previsioni urbanistiche attuali permetterebbero la realizzazione di un grande centro commerciale della logistica, ma non è quello che il Comune vuole per quella zona. “Penso che ci potremmo trovare a metà strada”, ha ipotizzato.

Lo stadio: niente Comune, spazio ai privati

Ad Andrea Zanchi (Resto del Carlino), che ha posto la domanda sullo stadio, Lepore ha spiegato che tra le priorità infrastrutturali del prossimo mandato ci sono soprattutto le case, in un’ottica di rigenerazione urbana che ha già portato a rivedere il piano urbanistico per contrastare il caro vita, un discorso che, ha detto, vale anche per il Passante. Sullo stadio nello specifico, ha ammesso che il progetto originario è diventato insostenibile per i costi lievitati: se si vorrà costruire un nuovo impianto, dovranno farsi avanti dei privati. L’ipotesi, se si concretizzasse, è che il nuovo stadio sorga in area Fiera, in un unico grande padiglione capace di ospitare anche le manifestazioni fieristiche introdotte in questi anni; il Comune, ha detto, sta cercando investitori. 

A novembre sarà invece inaugurato il nuovo Palazzo dello Sport, e Lepore ha aggiunto che auspicherebbe un collegamento ferroviario diretto tra la stazione e la zona Fiera. 

Quanto alle sorti del Dall’Ara, ha chiarito che resterà di proprietà comunale attraverso un percorso partecipato, per evitare che diventi terreno di speculazione.

Nuovo stadio in fiera, Calzolari: “Entro fine mese decidiamo se sì o no”

Scuole ed emergenza climatica

Alessia Angellotti (Radio Bruno) ha posto il tema delle scuole nel contesto dell’emergenza climatica, ricordando che gli scienziati avevano previsto ondate di caldo come quella di quest’estate solo tra dieci anni. Lepore ha definito la questione climatica un’emergenza che richiede fondi e investimenti, auspicando che in futuro, quando una città decide di costruire una scuola nuova, ci sia più condivisione nella progettazione: le scuole costruite un secolo fa, ha detto, “non vanno più bene”. 

Quest’anno il Comune ha investito su 20 scuole, di cui 5 già inaugurate dal sindaco e altre 3 in arrivo. È in preparazione anche un piano di raffrescamento: non basta l’aria condizionata, che peraltro, ha osservato, “non è sempre sana”; servono anche rifugi climatici, ombreggiature e nuove strutture, oltre a più fondi per i centri estivi e nuovi alberi piantati in città.

Bologna sottosopra, viaggio nelle viscere della città: tra spie, gallerie e bunker

Sicurezza, Cpr e il caso Bolognina

 Tommaso Romanin (Ansa Emilia-Romagna) ha chiesto al sindaco un commento sull’indagine di Ravenna che coinvolge il sistema sanitario. Lepore non è entrato nel merito dei fatti contestati, limitandosi a una difesa politica generale: ha rivendicato il sistema sanitario come “una risorsa di cui siamo orgogliosi”, ha detto di non volersi far “trascinare nel fango” e ha ribadito piena fiducia nella magistratura.

Sul fronte migratorio, il sindaco ha citato le parole di Franco Gabrielli, ex capo della polizia, per sostenere che i Cpr “non funzionano” e che le persone trattenute vengono trattate “in modo disumano”: solo il “10%” di chi transita nei centri viene effettivamente rimpatriato, mentre tutti gli altri restano sul territorio senza lavoro né risorse, scaricando sui Comuni la gestione delle conseguenze.

Bologna in piazza per i medici del Cpr: “Nessuno idoneo a un luogo disumano” | VIDEO

Più nel merito, ha rivendicato il lavoro fatto sul quartiere Bolognina insieme all’assessora alla sicurezza Emily Clancy (un esposto in Procura della Repubblica frutto di un anno di lavoro, discusso anche al comitato per l’ordine pubblico), e ha rivendicato di aver chiesto e ottenuto collaborazione dal ministro dell’Interno Piantedosi nonostante le distanze politiche: un posto di polizia pagato dal Comune con 15 agenti stipendiati dal Viminale, una caserma dei carabinieri costruita dal Comune al Pilastro, la riqualificazione di piazza XX Settembre e un percorso condiviso sulle “zone rosse”, strumento che Lepore ha detto di ritenere in generale inadeguato ma su cui ha comunque scelto di collaborare con la Prefettura. Ha definito questo approccio un “modello bolognese efficace” che vorrebbe fosse riconosciuto e replicato in altre città, criticando chi invece continua ad attribuire ogni problema di sicurezza “colpa del sindaco”.

Il campo largo, gli sfidanti e le primarie

A Olivio Romanini (Corriere Bologna), che ha chiesto un giudizio sul fronte avversario in vista delle elezioni comunali 2027, Lepore ha risposto di vedere “un gran rimescolo” e “pochi progetti” tra gli sfidanti, pur riconoscendo rispetto per chi si mette alla prova e giudicando positivo il fatto di avere un centrodestra o liste civiche che pongano una sfida. 

Ha rivendicato di aver mantenuto gli impegni del programma e annunciato l’intenzione di costruire una coalizione larga, aperta alla società civile attraverso una lista civica e un percorso pensato anche per chi non è dentro un partito: “Non siamo una scatola chiusa.” Ha citato in questo senso il lancio del bilancio partecipativo.

Campo largo, la sinistra si interroga: pregi e limiti dei cinque anni di Lepore secondo la coalizione

Ad Andrea Chiarini (Repubblica), che ha posto la domanda sull’utilità delle primarie, Lepore ha risposto spostando l’attenzione sul piano nazionale: la priorità, per lui, è “mandare a casa questo governo”, richiamando la mobilitazione vista al referendum contro la riforma costituzionale. Sulle primarie in sé, ha detto che la leadership non è il problema principale del centrosinistra (ricordando che nel 2021 mancavano “proposte abbastanza radicali” e che, se ci si fosse presentati uniti, si sarebbe vinto), e ha invitato a concentrarsi prima sul programma e sulla legge elettorale.

Ha definito “stucchevole” il dibattito sulle primarie se serve solo a escludere indirettamente la segretaria Pd Elly Schlein: “Se non la volete, ditelo e basta.” Le primarie, ha assicurato, si faranno comunque se necessario, come sempre accaduto in passato, anche se un accordo preventivo tra i leader sarebbe per lui accolto positivamente.

Il bilancio dei cinque anni: l’errore di comunicazione sulla Città 30, l’orgoglio per la scuola

Nella parte conclusiva dell’incontro, alla domanda su quale sia il provvedimento di cui va più orgoglioso e quale invece rifarebbe diversamente, Lepore ha indicato come punto critico non la scelta in sé, ma la comunicazione della Città 30: una misura di cui resta convinto (ha ricordato che ha dimezzato i morti sulle strade cittadine) ma che non tutti hanno compreso, venendo percepita da una parte dei cittadini come ostile verso gli automobilisti. Ha però osservato che, con un pizzico di ironia, che nessuno ha perso il lavoro o fatto tardi per colpa della Città 30, e che il tema vero non è se applicarla ma come migliorarla ulteriormente.

Conte alla Festa dell’Unità: “Su Lepore giudizio positivo”. De Maria: “Il campo largo è già realtà”| VIDEO

Sul fronte di cui è più orgoglioso, Lepore ha indicato senza esitazioni la scuola: l’azzeramento delle liste d’attesa per i nidi tra i 9 e i 36 mesi, l’apertura pomeridiana in 22 istituti comprensivi cittadini (49 nell’intera città metropolitana, grazie anche ai fondi della Regione Emilia-Romagna), l’anticipo di due settimane del calendario scolastico, il potenziamento dei pedibus, la realizzazione di sei nuove piazze scolastiche pedonali (con altre in programma), un’ora aggiuntiva di apertura pomeridiana per le scuole statali, la riqualificazione di cortili scolastici sostituendo il cemento con alberi, erba e giochi, e le risorse comunali destinate a garantire un educatore a ogni bambino disabile, sia durante l’anno scolastico sia d’estate. 

Ha rivendicato anche l’apertura di nuove aree gioco accessibili in tutti i quartieri e ricordato che Bologna fu la prima città in Italia a istituire un asilo nido comunale. Ha collegato questo impegno alla scelta, fin dal primo giorno di mandato, di considerare bolognesi a tutti gli effetti i bambini nati da famiglie di origine straniera. Ha chiuso l’intervista dicendo che la soddisfazione più grande, girando per la città, è essere fermato per strada dai bambini e dai ragazzi, “perché sanno che per loro stiamo lavorando”.


#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link

Source link

🚀 #Finsubito | Gruppo Retefin

Affianchiamo imprese e professionisti in tutta Italia nell’accesso alle migliori opportunità di Finanza d’Impresa, Finanza Agevolata, Sostenibilità e Compliance. 🇮🇹

💼 Operiamo esclusivamente attraverso mediatori e operatori autorizzati, offrendo un servizio professionale, trasparente e orientato alle reali esigenze della tua impresa.

Consulenza gratuita e zero costi di istruttoria: analizziamo la situazione della tua azienda, individuiamo le opportunità più adatte e ti supportiamo nella valorizzazione del tuo profilo finanziario e aziendale nei confronti di banche e partner.

📈 Dalla diagnosi iniziale alla strategia finanziaria, siamo al tuo fianco per trasformare le esigenze della tua impresa in concrete opportunità di crescita, investimento e sviluppo.

🔎 Scopri come possiamo supportare la tua impresa. 👉 Contattaci per una prima valutazione.

เติมเกม