ecco come la soluzione al caro benzina


Il sostegno contro il caro carburante si trasforma in un’abolizione del bollo auto, almeno secondo gli annunci che promettono di infiammare la campagna elettorale. La sospensione per ora vale solo per il 2027 ma non mancano criticità applicative

Il cantiere della prossima Legge di Bilancio si infiamma: il Governo approva la sospensione del bollo auto nel 2027 per tutti gli automobilisti con vetture di potenza inferiore agli 80 kW e per tutte le due ruote, con la promessa di rendere strutturale l’abolizione appunto con la prossima Manovra.

L’annuncio della misura è stato un fulmine a ciel sereno ma un provvedimento che sostituisce i ripetuti interventi sulle accise era atteso da tempo.

Non sono mancate le critiche e i dubbi su una possibile applicazione, non tanto per il solo 2027 quanto a tempo indefinito. Per la sospensione della tassa automobilistica di un anno la spesa stimata è di 2,3 miliardi di euro, risorse che il Governo ha reperito dai risparmi del PNRR e che dovrà restituire alle Regioni a compensazione del mancato gettito.

Per il futuro si vedrà.

Stop al bollo auto per il 2027

Il prossimo anno gli automobilisti non dovranno pagare il bollo su moto e auto con potenza fino a 80 kW.

La misura è stata introdotta con il nuovo decreto carburante approvato in Consiglio dei Ministri e la Premier Meloni ha assicurato che il taglio verrà reso strutturale con la prossima Legge di Bilancio.

Una manovra che dunque a conferma della tradizione si preannuncia espansiva – e quindi con molte agevolazioni – come accade sempre per le Leggi di Bilancio pre elezioni politiche nazionali.

In molti hanno accusato il Governo di aver messo in campo una vera e propria mossa elettorale, puntando proprio su quella che la stessa Premier ha definito “una delle tasse più odiate dagli italiani”.

Effettivamente lo stop al pagamento del bollo su auto e moto annunciato il 16 settembre ha un sapore fortemente elettorale anche se la Presidente Meloni in conferenza stampa ha chiesto “di non interpretare i provvedimenti del Governo come dei provvedimenti che guardano a interessi di carattere elettorale” ma come una risposta efficace a un problema con certezza, quello del caro carburante.

Il decreto approvato il 16 settembre non prevede solo l’abolizione del bollo per il 2027 ma anche l’ultima proroga del taglio delle accise sul gasolio, che resterà in vigore fino al 5 ottobre sebbene in maniera progressivamente ridotta: 12,2 centesimi fino al 25 settembre e poi 6,1 centesimi fino al 5 ottobre.

Poi resterà solo il meccanismo delle accise mobili.

Come funzionerà la sospensione del bollo?

L’esenzione, come detto, per ora vale per il solo 2027 e si applica a tutti i motocicli e alle auto con potenza non superiore a 80 kW. Si tratta di circa il 70 per cento del parco auto che circola sulle strade italiane che comprende utilitarie, compatte e anche alcuni modelli di baby Suv.

Solo per citarne alcuni rientrano tra i veicoli esenti la Fiat Panda o la 500 ma anche la Kia Picanto e la Hyundai i10 oppure la Toyota Aygo, la Ford Fiesta e la Renault Clio.

La regola è che la sospensione del bollo spetta una sola volta per ogni intestatario di un veicolo. Nel caso in cui se ne possiedano più di uno, pertanto, si applica solamente ad un mezzo.

Come anticipato per mettere in pratica l’esenzione dal pagamento sono stimati costi per 2,3 miliardi di euro che, ovviamente, dovranno essere restituiti alle Regioni a compensazione dei mancati introiti.

Secondo quanto previsto dal decreto Carburante, i dettagli sui meccanismi di compensazione saranno precisati in un apposito decreto a firma MEF che dovrà essere adottato entro il prossimo 31 marzo, ben oltre il 1° gennaio, data dalla quale in teoria si applica lo sconto. Il rischio è che lo sconto possa partire con qualche mese di ritardo creando situazioni di difficile interpretazione operativa.

Lato coperture da più parti sono emersi dubbi su un possibile allargamento della platea, e quindi della spesa, nel caso in cui chi possiede più di un veicolo decida di trasferire la proprietà magari ad un familiare così da ottenere una doppia esenzione. Il rischio c’è ma va detto che risulterebbe più concreto se effettivamente la tassa venisse abolita definitivamente e non solo per il 2027. Il passaggio di proprietà per un solo anno sarebbe più costoso dell’esenzione dal bollo.

Ma non solo. Dubbi emergono anche sul piano prettamente operativo. Un’attenta analisi del testo rivela elementi di rilevante complessità applicativa, vuoti interpretativi e asimmetrie sistemiche.

I primi quesiti che stanno giungendo riflettono una profonda incertezza dei contribuenti sulla estensione oggettiva del bonus, sul perimetro soggettivo legato a cointestazione titolarità di partita IVA e sulla reale natura temporanea o strutturale del provvedimento.

Anche dal punto di vista pratico qualcuno potrebbe obiettare che l’eliminazione del bollo non rappresenti la soluzione definitiva alla questione del caro carburante, che ormai da mesi affligge il Paese. Con la sospensione del pagamento nel 2027 si stima un risparmio medio di 165 euro. Con gli attuali prezzi alla pompa difficilmente chi utilizza molto la machina potrà vedere un effettivo e consistente risparmio.

Tra bonus in arrivo e bonus in scadenza

La sospensione del pagamento del bollo auto e moto scatterà nel 2027 ma anche in questa fine d’anno è utile tenere il polso sullo stato di una serie di agevolazioni per cittadini e cittadine, in partenza o in scadenza.

Partiamo da quelle in scadenza dove è utile sottolineare la scadenza per le imprese agricole e dell’autotrasporto che intendono richiedere il credito d’imposta a sostegno della maggiori spese sostenute per l’acquisto di carburante. Le prime hanno tempo fino a fine mese per fare domanda, le altre fino al 20 settembre. Data che è però già stata oggetto di proroga e potrebbe esserlo nuovamente considerata l’estensione del periodo agevolato decisa in Consiglio dei Ministri.

Restando sulle imprese è bene evidenziare la scadenza di settembre per ottenere i vecchi bonus per l’assunzione di giovani, donne e nella Zes e per richiedere gli arretrati da gennaio dopo l’apertura delle domande per la nuova versione.

C’è ancora tempo infatti per ottenere i bonus del decreto Coesione (per assunzioni tra il 1° luglio 2024 al 31 dicembre 2025). Chi non l’avesse ancora fatto e rientra nei requisiti può fare domanda al massimo entro il 30 settembre.

La denuncia Uniemens di settembre, inoltre, segna il termine ultimo per ottenere gli arretrati da parte di chi ha assunto giovani, donne e nelle aree della Zes da gennaio 2026 (con i nuovi incentivi del decreto Lavoro). Dato che le domande si sono aperte a luglio questa è l’ultima possibilità per ottenere gli arretrati da gennaio.

Per quanto riguarda i bonus in arrivo, l’approvazione del decreto direttoriale per la distribuzione della carta dedicata a te 2026 ha avviato le procedure di assegnazione del bonus spesa: i tempi di attesa per l’accredito sono scanditi dallo scambio di dati tra INPS, Comuni e Poste Italiane.

Quest’anno la carta dedicata a te arriverà a 1.177.597 famiglie distribuite sul territorio nazionale. Come sempre, le prepagate da 500 euro saranno assegnate in maniera automatica.

Stando alla data riportata nel provvedimento, le procedure di assegnazione dovrebbero concludersi appena in tempo per rispettare la tabella di marcia prevista e, quindi, entro la fine di ottobre.

C’è grade attesa anche per il bonus genitori separati e il bonus psicologo 2026. Partiamo dal primo.

L’agevolazione prevista dalla Manovra 2026 ha preso forma nel decreto attuativo. I genitori separati o divorziati con figli o figlie a carico potranno richiedere un bonus affitto per il 2026 pari a un importo massimo di 500 euro per ogni mensilità. Il contributo è destinato a coloro che hanno un reddito fino a 35.000 euro e può arrivare fino a un massimo di 6.000 euro, l’importo a cui si ha diritto sarà erogato in un’unica soluzione. Non essere assegnatari dell’abitazione familiare, dopo la separazione o il divorzio, è la principale condizione necessaria per accedere alla misura di sostegno.

Se il bonus affitto è in partenza non c’è ancora una data per l’invio delle domande per il bonus psicologo. Continua, quindi, l’attesa per conoscere la nuova data del click day che darà il via libera alla presentazione delle domande per il contributo fino a 1.500 euro a sostengo delle spese per sedute di psicoterapia.

Lo scorso anno la procedura è stata avviata il 15 settembre, ma l’avviso di apertura era arrivato già ad agosto. Per il 2026 ancora tutto tace ma l’agevolazione dovrebbe partire a breve. Sarà come di consueto l’INPS a comunicare la data di apertura della piattaforma informatica da utilizzare per richiedere il contributo


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