Il buono fruttifero a 10 anni per sfruttare l’inflazione e avere un tasso maggiore a scadenza


Per i manuali di finanza non c’è un solo modo per avere inflazione, e può avere origine endogena o esogena al sistema economico sul quale si abbatte. Nel primo caso pensiamo agli exploit della domanda aggregata come nei mesi del post Covid-19, o all’emissione incontrollata di moneta da parte dell’Autorità monetaria. Nel secondo, ecco il classico shock esogeno da offerta come quello che stiamo vivendo da marzo 2026. Una guerra e/o una crisi geopolitica, nel nostro caso entrambe, fanno salire i prezzi delle materie prime strategiche come petrolio e gas.

Cos’è effettivamente inflazione e quando si paga?

Manco a dirlo, l’inflazione è la peggiore tassa occulta per tutti, nessuno escluso. Ricco o povero, imprenditore o dipendente, giovane o anziano, tutti ne sono colpiti senza distinzione alcuna. Prendiamo il caso della benzina. A gennaio 1 litro alla pompa costava mediamente 1,60-1,65 € da Nord a Sud, self o servito indifferente. Ai primi di marzo è iniziato il doppio attacco USA-Israele contro l’Iraq, e quel litro, uguale e identico a quello di gennaio, si è portato a 1,70 € circa. Non solo, ma a maggio era già poco oltre 1,80 €/litro e in estate sui 2,00 €, mentre oggi siamo sui 2,05-10 € (dati: MIMIT).

Bene, ora vediamo invece quanta benzina avremmo potuto comprare con 1.000 € dal 1° gennaio al 18 settembre 2026. A inizio anno, all’incirca 620 (5-10 litri in più o in meno a seconda dei prezzi effettivi), a marzo sui 585, a maggio 555, in estate 500 e oggi 490 litri scarsi.

Ora, la benzina bene o male è sempre la stessa, ottano più ottano meno (quasi) poco importa. Non altrettanto vale per i mille euro, sulla carta immutati ma nel potere d’acquisto no. In 9 mesi, con la stessa quantità di banconote si riesce a comprare meno benzina, che nel frattempo è rimasta uguale. Eccola l’inflazione, in tutta la sua devastante portata.

Il peggior investimento quando c’è inflazione: la liquidità

Come si combatte l’inflazione? Tra titolare d’impresa e dipendente, per esempio, il primo adeguando il listino prezzi e il secondo chiedendo un aumento in busta paga. Tra i risparmiatori, invece, investendo a un tasso almeno pari all’inflazione, per cui chi resta cash paga per intero la tassa occulta del rialzo dei prezzi. Ecco perché l’inerzia, ossia la preferenza liquidità, è il peggiore degli investimenti possibili in periodi di caro prezzi.

Tra le migliaia di possibilità di investimento vediamo il buono fruttifero 10Y per sfruttare l’inflazione e avere un tasso maggiore a scadenza. Tecnicamente funziona come molti altri BFP, ossia emissione alla pari e a rubinetto, taglio minimo di 50 € e relativi multipli, intestazione riservata alle sole persone fisiche. L’emittente li propone in formato dematerializzato e non prevedono costi di gestione, spese fiscali escluse. L’imposta sugli interessi è del 12,50%, quella di bollo al 2X1.000 annui (nei soli casi di Legge), mentre sono esenti dalle imposte di successione. Infine da qualche anno godono dell’esclusione dal calcolo ISEE fino a 50mila €, ma per nucleo familiare e includendo BFP, libretti postali e titoli di Stato.

Al pari dei BFP di medio e lungo termine, prevede una serie di tassi fissi crescenti, cioè step-up come avviene per i BTP Valore. Tuttavia, i buoni postali indicizzati all’inflazione non prevedono premio fedeltà a scadenza, pari a 10 anni dal giorno dell’acquisto, fatto salvo il rimborso anticipato entro i termini di prescrizione.

BTP al 4,15% netto, ma il Future lancia un nuovo alert. I livelli che possono cambiare lo scenario

Quanto rende il buono fruttifero postale legato all’inflazione?

Veniamo ora alla parte più succulente per un risparmiatore, i ritorni attesi a scadenza. Diciamo subito che è uno dei pochissimi buoni dai guadagni variabili. Essi dipendono dai tassi minimi fissi lordi già noti a priori, più un extra rendimento variabile a seconda del futuro tasso di crescita medio dei prezzi. In termini più semplici, il titolo rende tanto quanto l’inflazione media dei prossimi 10 anni, più un minimo di interessi che già si sanno in partenza. Nello specifico quest’ultimi sono pari a (serie numero: IL110A240307, disponibile dal 24/07/2026):

  • 0,25% lordo nei soli 1° e 2° anno;
  • 0,35% nel 3° e 4°;
  • 0,45% nel solo 5° anno;
  • 0,50% nel solo 6° anno;
  • 0,70% nel settimo;
  • 0,90% nel solo 8° anno;
  • 1,00% nel 9°;
  • 1,25% (sempre lordo) nel solo 10° anno.

Alla luce di questa progressione, il rendimento effettivo a scadenza, cioè al termine dei 10 anni, è dello 0,60% lordo e dello 0,53% netto.

La Tabella B del Foglio Informativo, invece, mostra i coefficienti fissi utili per il calcolo degli importi minimi lordi e netti dovuti al termine di ogni bimestre, a partire dalla data di acquisto.

Ecco quanti soldi hai perso tenendo €10.000 sul conto corrente dal 2020 ad oggi (colpa dell'inflazione)

Ecco il buono fruttifero 10Y per sfruttare l’inflazione e avere un tasso maggiore a scadenza

Il vero extra rendimento, però, sta nel suo futuro tasso di crescita dei prezzi. Maggiore sarà questo trend e più ricchi saranno i potenziali guadagni a scadenza. In verità sarà quasi tutta protezione del potere d’acquisto, e solo in piccola parte crescita reale. Detto ciò, immaginiamo un capitale di 10mila € e un tasso di inflazione annuale medio implicito del 2%, del 3% e del 4% da qui a settembre 2036. Nei tre casi, i tassi annui di rendimento effettivo a scadenza sarebbero (Tabella C):

  • 2,61% lordo e 2,32% netto;
  • 3,62% e 3,22% lordo e netto;
  • 4,62% lordo e 4,14% annuo netto.

I rispettivi coefficienti complessivi lordi a scadenza si attesterebbero a 1,29407152, poi 1,42668734 e 1,57141169. Su 10mila € di partenza, quindi, i montanti lordi sarebbero pari a 12.940,7 €, poi 14.266,8 € e infine di 15.714,1 €.

Laddove l’inflazione media dei prossimi 10 anni dovesse risultare nulla o negativa, allora il guadagno coinciderebbe con i tassi fissi già visti prima.

Se invece si decidesse di restare liquidi, cioè non investiti, si sopporterebbe per intero la perdita da tasse più l’inflazione media di periodo. A ben vedere, anche la preferenza per la liquidità è una chiara, precisa e voluta scelta di investimento. Perdente, ma pur sempre una libera scelta.




#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link

Source link

🚀 #Finsubito | Gruppo Retefin

Affianchiamo imprese e professionisti in tutta Italia nell’accesso alle migliori opportunità di Finanza d’Impresa, Finanza Agevolata, Sostenibilità e Compliance. 🇮🇹

💼 Operiamo esclusivamente attraverso mediatori e operatori autorizzati, offrendo un servizio professionale, trasparente e orientato alle reali esigenze della tua impresa.

Consulenza gratuita e zero costi di istruttoria: analizziamo la situazione della tua azienda, individuiamo le opportunità più adatte e ti supportiamo nella valorizzazione del tuo profilo finanziario e aziendale nei confronti di banche e partner.

📈 Dalla diagnosi iniziale alla strategia finanziaria, siamo al tuo fianco per trasformare le esigenze della tua impresa in concrete opportunità di crescita, investimento e sviluppo.

🔎 Scopri come possiamo supportare la tua impresa. 👉 Contattaci per una prima valutazione.

เติมเกม