INCHIESTA SPORT / 1 — Finanziamenti pubblici: chi controlla il denaro dello sport


CONI, Sport e Salute, Dipartimento, Corte dei conti e Guardia di Finanza intervengono con competenze diverse. La verifica deve ricostruire chi assegna, chi controlla, chi può contestare e chi può recuperare.

La stessa società, nella propria rendicontazione di sostenibilità, si definisce soggetto incaricato di attuare le scelte di politica pubblica sportiva, con particolare riferimento all’erogazione dei contributi destinati alle Federazioni e agli altri soggetti indicati dalla legge n. 145/2018. Per questa attività è previsto un sistema separato sotto il profilo contabile e organizzativo.

Per questo il prossimo passaggio dell’inchiesta deve essere quantitativo: quanti controlli sono stati effettuati dal 2021 al 2026, su quali categorie di contributi, quanti hanno prodotto rilievi, quali somme sono state recuperate o revocate e quanti procedimenti si sono conclusi senza alcuna irregolarità.

Nei criteri 2026 compare una novità che merita attenzione: la digitalizzazione del processo di rendicontazione delle risorse allocate agli organismi sportivi. Il modello non serve quindi soltanto a calcolare quanto assegnare.

La documentazione ufficiale di Sport e Salute sui criteri 2026 indica, fra le principali novità, la digitalizzazione del processo di rendicontazione dei contributi attraverso un aggiornamento del software collegato al modello.

Sport e Salute pubblica gli atti di assegnazione dei contributi 2026. Per capire cosa succede dopo l’erogazione servono però convenzioni, manuali, regole sulle spese ammissibili, controlli e procedure di recupero.

Sport e Salute mette a disposizione nella propria sezione trasparenza i criteri 2026 e gli atti relativi all’assegnazione dei contributi agli organismi sportivi; la stessa sezione pubblica anche provvedimenti specifici riguardanti ulteriori contributi e, per alcune linee, atti concernenti la rendicontazione.

Lo Statuto CONI richiama le competenze dell’Autorità di Governo sul controllo e sulla revoca delle risorse. L’inchiesta chiede ora al Dipartimento per lo Sport quanti procedimenti siano stati avviati dal 2021 e quanto denaro sia stato effettivamente recuperato.

Per ogni Federazione o organismo esaminato, e per ciascun anno dal 2021 al 2026, dovranno essere registrati: contributo assegnato, eventuali ulteriori risorse pubbliche individuate, vincolo di destinazione, soggetto erogatore, modalità di rendicontazione, controllore competente, verifiche effettuate, richieste di integrazione, rilievi preliminari e definitivi, somme non riconosciute, sospensioni, riduzioni, revoche, recuperi e restituzioni.

Sul portale della società è possibile seguire numerosi provvedimenti di assegnazione del 2026. La vera frontiera della trasparenza diventa però ciò che accade dopo: rendicontazioni, verifiche, contestazioni e recuperi.

Nel Bilancio di sostenibilità 2023 il CONI dedica una sezione specifica ai «Controlli sulle FSN da parte del CONI».

Ma la delibera ANAC n. 436 del 2025, già acquisita dall’inchiesta, introduce una precisazione determinante: l’approvazione dei bilanci federali costituisce una forma di controllo indiretto sull’attività economica e non equivale a un potere generale di amministrazione della Federazione.

I criteri 2026 di Sport e Salute annunciano la digitalizzazione del processo di rendicontazione dei contributi attraverso l’aggiornamento del software collegato al modello di allocazione. Ma resta da capire quali controlli produca la piattaforma.

Nel documento sui criteri di allocazione 2026, Sport e Salute indica fra le principali innovazioni la digitalizzazione del processo di rendicontazione dei contributi.

Sport e Salute utilizza parametri e rating per l’allocazione 2026. Una riduzione dell’importo rispetto all’anno precedente non può però essere automaticamente interpretata come punizione per un’irregolarità.

I criteri ufficiali 2026 ricordano che, per il finanziamento di FSN, DSA, EPS, AB e gruppi sportivi militari e civili, Sport e Salute istituisce un sistema separato ai fini contabili e organizzativi che provvede al riparto delle risorse.

Il documento ufficiale sui criteri 2026 richiama espressamente che, nell’ambito del controllo sull’utilizzo delle risorse da parte degli Organismi Sportivi, l’Autorità di Governo competente in materia di sport può avvalersi di Sport e Salute.

I criteri Sport e Salute 2026 richiamano da un lato la possibilità dell’Autorità di Governo di revocare totalmente o parzialmente risorse in presenza delle condizioni previste; dall’altro ricordano il potere di commissariamento del CONI nei casi contemplati dalla disciplina richiamata.

Il 31 luglio 2026 è stata trasmessa la relazione della Corte dei conti al Parlamento sulla gestione del CONI relativa all’esercizio 2024, pubblicata come Doc. XV, n. 631.

Il 31 maggio 2024 il Dipartimento per lo Sport e la Guardia di Finanza hanno sottoscritto un protocollo di collaborazione.

SPORT E SALUTE — assegna risorse agli Organismi Sportivi attraverso il sistema previsto dalla normativa e pubblica criteri e atti di assegnazione; il quadro normativo richiamato nei criteri 2026 contempla inoltre il suo possibile utilizzo da parte dell’Autorità di Governo nel controllo sull’impiego delle risorse.

Sappiamo che il Fondo 80 milioni ha riguardato 131 progetti; Sport e Salute riferisce circa 500.000 partecipanti e oltre 20.000 attività; nel 2024 risultano 142 rendicontazioni intermedie/finali per €29,041 milioni; e il ciclo successivo utilizza anche informazioni relative allo scostamento tra risorse assegnate e spese rendicontate e ai target di partecipazione.

Una relazione CONI sui processi di governance ricorda che dal 2013 è stata introdotta una vigilanza preventiva annuale sulle FSN con una logica anche di supporto, finalizzata allo sviluppo dei sistemi di risk management e controllo interno.


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