Per realizzare l’obiettivo di diventare un centro finanziario ad alta tecnologia entro il 2030, Ho Chi Minh City sta attuando una strategia di sviluppo globale e ambiziosa, incentrata sulla creazione di un ambiente di innovazione di alto livello, sull’attrazione di capitali e talenti internazionali e sulla profonda integrazione delle tecnologie moderne in tutte le attività finanziarie.
Applicazione pionieristica del meccanismo sandbox.
In tale roadmap, il professore associato Dr. Nguyen Huu Huan, docente presso l’Università di Economia di Ho Chi Minh City (UEH), ha sottolineato che la creazione di un centro finanziario internazionale vietnamita a Ho Chi Minh City è un passo strategico, e l’elemento centrale è la creazione di un meccanismo di test controllato (sandbox). Questo meccanismo consente alle imprese, in particolare alle startup fintech, di testare nuovi prodotti finanziari all’interno di un quadro strettamente supervisionato. “Una sandbox non solo favorisce idee innovative come asset digitali, blockchain o intelligenza artificiale (IA), ma aiuta anche le autorità di regolamentazione a valutare e adeguare le politiche in modo rapido e realistico”, ha spiegato il Dr. Huan.
Secondo il professore associato Huân, il Centro Finanziario Internazionale è concepito come un ecosistema completo, che riunisce tutti i settori come quello bancario internazionale, i mercati dei capitali (azioni, obbligazioni, derivati), gli asset digitali, i fondi di investimento, le assicurazioni e soprattutto il fintech con piattaforme di trading digitalizzate. Inoltre, verranno implementati nuovi modelli di servizio come le borse merci, i metalli preziosi, i crediti di carbonio, la finanza verde e la logistica finanziaria, sfruttando il vantaggio del Vietnam come importante esportatore agricolo. “Il Centro sarà un pioniere nell’applicazione di un sandbox su larga scala, consentendo alle aziende fintech di testare nuovi prodotti finanziari in un ambiente normativo separato. Sarà un incubatore per i futuri modelli finanziari”, ha aggiunto il professor Huân.
In particolare, un centro finanziario internazionale rafforzerà la competitività globale del Vietnam e diventerà un “punto di lancio” per l’alta tecnologia e l’innovazione nel paese.
Il dottor Nguyen Duy Quang, responsabile del Dipartimento di Economia Digitale presso l’Università di Economia e Finanza di Ho Chi Minh City, ritiene che per diventare un centro finanziario internazionale, Ho Chi Minh City debba finalizzare rapidamente un quadro giuridico più flessibile che consenta la libera circolazione dei capitali e attragga istituzioni finanziarie globali ad aprire filiali di banche d’investimento, fondi di private equity o fondi di venture capital. “Solo garantendo trasparenza e accesso ai capitali internazionali Ho Chi Minh City potrà rafforzare la propria posizione finanziaria nella regione”, ha sottolineato il dottor Quang.
Presentazione del software di gestione finanziaria e contabile integrato con l’intelligenza artificiale di un’azienda vietnamita all’evento “Business Governance in the AI Era” nel giugno 2025. Foto: LE TINH
Questo esperto ha inoltre suggerito che la città dovrebbe presto sviluppare un mercato di obbligazioni verdi e tecnologiche per raccogliere capitali destinati a progetti chiave nei settori dell’intelligenza artificiale, dei semiconduttori, delle energie rinnovabili, ecc. Questo meccanismo ridurrebbe i costi di finanziamento e attrarrebbe investitori interessati allo sviluppo sostenibile (ESG). Inoltre, politiche di credito preferenziali e garanzie per le startup tecnologiche rappresenterebbero risorse importanti, aiutando le aziende innovative ad accedere più facilmente ai capitali.
“Un meccanismo sandbox per il fintech, la finanza decentralizzata e gli asset digitali creerà un terreno di prova sicuro per le imprese innovative, limitando i rischi legali. Allo stesso tempo, l’obbligo di trasparenza dei dati e di rendicontazione periodica aiuterà le autorità di regolamentazione a monitorare attentamente, incoraggiando al contempo l’innovazione”, ha affermato il Dott. Nguyen Duy Quang.
Il signor Vo Thanh Dang (Danny Vo), vicepresidente dell’Associazione degli imprenditori vietnamiti all’estero, ritiene che nei prossimi 3-5 anni Ho Chi Minh City dovrebbe dare priorità allo sviluppo dell’intelligenza artificiale, dei semiconduttori, dei big data e del fintech per recuperare il terreno perso rispetto alle tendenze globali e creare un rapido effetto a catena, ma un ambiente di sperimentazione (sandbox) rimane un prerequisito fondamentale.
L’esperienza di Singapore dimostra che un ambiente di sperimentazione legale (sandbox) aiuta le imprese a testare nuovi modelli come il prestito peer-to-peer (P2P), il trading di asset digitali o soluzioni finanziarie non tradizionali; gli errori possono essere corretti senza rischi legali, favorendo così innovazioni nel settore fintech. Ho Chi Minh City ha bisogno di creare un ambiente di sperimentazione concreto, non solo formale sulla carta.
Approfitta dell’opportunità.
Secondo gli esperti, la Risoluzione governativa n. 05/2025/NQ-CP, che autorizza la sperimentazione di un mercato delle criptovalute in Vietnam, rappresenta un passo politico importante e tempestivo, soprattutto per megalopoli come Ho Chi Minh City.
Michael Kokalari, direttore dell’analisi macroeconomica e delle ricerche di mercato presso VinaCapital, una società di gestione fondi, ha affermato che circa 17 milioni di vietnamiti sono attualmente coinvolti nel trading di criptovalute, con un valore annuo delle transazioni superiore a 100 miliardi di dollari. Tuttavia, la maggior parte di questa attività si svolge su piattaforme di scambio internazionali.
“L’obiettivo del governo è quello di trasformare questa attività da un mercato informale, dipendente da canali esteri, a un mercato formale che possa essere regolamentato fiscalmente e integrato nel sistema finanziario nazionale. L’integrazione degli asset digitali aprirà nuovi canali per la mobilitazione dei capitali, sostenendo la crescita dell’economia digitale”, ha sottolineato Kokalari.
La Risoluzione 05 consente la creazione di una piattaforma di scambio nazionale di criptovalute, aprendo la strada alla tokenizzazione di asset quali immobili, fondi comuni di investimento e oro. Ciò comporta una frammentazione del capitale, abbassando le barriere all’investimento per i piccoli investitori, aumentando la liquidità e riducendo i costi di intermediazione. Insieme al meccanismo del “fintech sandbox”, il processo di raccolta fondi per startup e piccole e medie imprese sarà abbreviato, attirando investimenti esteri a Ho Chi Minh City e creando un forte impulso finanziario per lo sviluppo dell’economia digitale.
Contemporaneamente, la Risoluzione n. 57-NQ/TW del Politburo identifica la scienza, la tecnologia e l’innovazione come la principale forza trainante della crescita. Investire in ricerca e sviluppo (R&S), infrastrutture digitali e risorse umane altamente qualificate costituirà una leva per migliorare significativamente la produttività e il valore aggiunto dell’economia.
La dottoressa Tran Hai Linh, membro del Comitato Centrale del Fronte della Patria vietnamita e presidente dell’Associazione per gli affari e gli investimenti Vietnam- Corea (VKBIA), prevede che la Risoluzione 05 aprirà grandi opportunità per Ho Chi Minh City, consentendole di diventare un polo regionale per la finanza e le tecnologie digitali. “Quando i capitali provenienti dal mercato delle criptovalute verranno immessi nel sistema finanziario nazionale, la città non solo riceverà ingenti capitali, ma promuoverà anche l’ecosistema delle startup, creando opportunità per le piccole e medie imprese. Se combinato con un meccanismo sandbox flessibile per il fintech, Ho Chi Minh City potrà sperimentare nuovi modelli come gli scambi di asset digitali o la tokenizzazione immobiliare all’interno di un quadro di rischio controllato”, ha affermato la dottoressa Linh.
Secondo lui, per sfruttare appieno questa opportunità, Ho Chi Minh City deve costruire un meccanismo trasparente e ampliare lo spazio di partecipazione per le imprese nazionali e straniere. Allo stesso tempo, lo sviluppo di un centro finanziario internazionale contribuirà ad attrarre investimenti diretti esteri (IDE), fondi di venture capital e flussi di capitali privati, creando un impulso diretto per l’economia digitale.
“Un meccanismo aperto, competitivo e interconnesso a livello regionale creerà un ecosistema di innovazione sostenibile in cui le start-up e le piccole imprese potranno prosperare, mentre le grandi aziende saranno incentivate a investire in ricerca e sviluppo. Quando questi fattori saranno sincronizzati, Ho Chi Minh City migliorerà la produttività, incrementerà il PIL regionale e diventerà un vero e proprio polo finanziario e tecnologico digitale della regione”, ha affermato la Dott.ssa Tran Hai Linh.
La regione è conosciuta come la “Valle dei semiconduttori”.
Secondo il dottor Bui Xuan Minh, responsabile del gruppo di ricerca sulla progettazione di semiconduttori e l’Industria 4.0 presso la RMIT University Vietnam, Ho Chi Minh City possiede un enorme potenziale per diventare la “valle dei semiconduttori” del Sud-est asiatico. La città ospita attualmente molte aziende tecnologiche leader a livello globale come Intel, Samsung e Marvell, mentre le province limitrofe vantano vantaggi in termini di terreni industriali, logistica e produzione su larga scala, creando le condizioni ideali per la formazione di un polo industriale ad alta tecnologia completo.
Questa visione è in linea con la Risoluzione 57-NQ/TW, che sottolinea il ruolo rivoluzionario della scienza, della tecnologia e dell’innovazione. La nuova politica apre a maggiori opportunità di finanziamento per la ricerca e sviluppo, incoraggia le partnership pubblico-private e attrae personale altamente qualificato nel settore tecnologico, elementi chiave per l’industria dei semiconduttori.
Il dottor Xuan Minh ritiene che, per realizzare questa visione, Ho Chi Minh City debba attuare con decisione politiche preferenziali sugli investimenti in infrastrutture avanzate per semiconduttori, semplificare le procedure di licenza, ridurre le tasse, fornire sostegno finanziario e incoraggiare le imprese nazionali a partecipare attivamente alla catena del valore. Inoltre, è necessario pianificare in modo completo zone ad alta tecnologia, centri logistici e zone di ricerca e innovazione in tutta la regione. “La città deve concentrarsi sulla formazione di 3.000-4.000 ingegneri altamente qualificati ogni anno attraverso borse di studio, incentivi formativi, attirando esperti internazionali e riformando i programmi di formazione nel settore dei semiconduttori. Se attuate efficacemente, Ho Chi Minh City potrebbe assolutamente diventare un anello cruciale nella catena di fornitura globale dei semiconduttori entro il 2030”, ha sottolineato il dottor Minh.
(*) Vedi il quotidiano Nguoi Lao Dong, numero del 3 ottobre.
Fonte: https://nld.com.vn/dong-luc-tang-truong-moi-cua-tp-hcm-thu-phu-cong-nghe-tai-chinh-19625100418560652.htm
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