Il Gruppo BCC Iccrea chiude il primo semestre 2026 rafforzando patrimonio, raccolta e qualità del credito. Le nuove erogazioni raggiungono 10,5 miliardi di euro, in crescita di circa il 13% su base annua, mentre i finanziamenti netti alla clientela salgono a 100,9 miliardi. Numeri che assumono particolare rilevanza per il sistema delle imprese e delle PMI: attraverso il modello del Credito Cooperativo e la presenza territoriale delle BCC, il credito torna a essere uno degli strumenti attraverso cui accompagnare investimenti, innovazione e sviluppo delle economie locali.
BCC Iccrea, crescono credito e raccolta nel primo semestre 2026
Il Gruppo BCC Iccrea consolida la propria posizione nel sistema bancario italiano e, soprattutto, conferma la centralità del rapporto tra credito, imprese e territorio.
I risultati consolidati al 30 giugno 2026, esaminati dal Consiglio di Amministrazione di Iccrea Banca, descrivono un gruppo caratterizzato da elevati livelli di patrimonializzazione e liquidità, ma anche da una crescita dell’attività creditizia.
Nel corso dei primi sei mesi dell’anno le nuove erogazioni di credito hanno raggiunto 10,5 miliardi di euro, registrando un incremento di circa il 13% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
I finanziamenti netti alla clientela sono saliti invece a 100,9 miliardi di euro, con una crescita del 4% rispetto a giugno 2025 e del 3,1% rispetto alla fine dello scorso anno.
Un dato particolarmente significativo se letto nella prospettiva del tessuto produttivo italiano, composto in larga parte da piccole e medie imprese e caratterizzato da una forte relazione tra aziende, banche e territori.
Credito Cooperativo, perché il rapporto con le imprese resta strategico
Per comprendere il significato dei risultati di BCC Iccrea non basta osservare gli indicatori finanziari.
Il tema centrale riguarda il ruolo che il Credito Cooperativo può continuare a svolgere nello sviluppo delle economie locali.
Per un’impresa, soprattutto quando si parla di PMI, il rapporto con la banca non riguarda infatti esclusivamente l’accesso a un finanziamento. Significa poter disporre di un interlocutore capace di conoscere il territorio, comprendere le caratteristiche dell’azienda e accompagnarne i progetti di sviluppo.
È proprio su questo terreno che il modello delle Banche di Credito Cooperativo conserva una propria specificità.
La vicinanza territoriale consente di costruire una relazione bancaria nella quale la conoscenza dell’impresa, dell’imprenditore e dell’ecosistema economico locale può rappresentare un elemento importante nella valutazione e nell’accompagnamento dei progetti.
Investimenti produttivi, digitalizzazione, sostenibilità, internazionalizzazione, passaggio generazionale e crescita dimensionale sono alcune delle sfide nelle quali l’accesso al capitale rimane determinante.
In questa prospettiva, il credito cooperativo può diventare non soltanto una fonte di finanziamento, ma una componente dell’infrastruttura economica dei territori.
Finanziamenti alla clientela oltre i 100 miliardi
Lo stock dei finanziamenti netti alla clientela, pari a 100,9 miliardi di euro, evidenzia la dimensione raggiunta dal Gruppo.
Parallelamente continua a crescere anche la raccolta.
La raccolta diretta ha raggiunto 144,3 miliardi di euro, aumentando del 3,1% rispetto a giugno 2025 e dello 0,8% rispetto alla fine dello scorso anno.
Ancora più marcata la crescita della raccolta indiretta, salita a 84,6 miliardi di euro rispetto ai 74,9 miliardi registrati dodici mesi prima: un incremento del 12,9% su base annua, pari a quasi 10 miliardi di euro.
Il rapporto tra impieghi e raccolta diretta, il cosiddetto loan to deposit ratio, si attesta al 69,9%.
Numeri che testimoniano la capacità del Gruppo di raccogliere risorse e, contemporaneamente, mantenere un significativo livello di finanziamento dell’economia.
Patrimonio netto a 18,5 miliardi, CET1 ratio al 26,7%
Particolarmente robusti risultano gli indicatori patrimoniali.
Il patrimonio netto consolidato raggiunge 18,5 miliardi di euro, rispetto ai 16,8 miliardi di giugno 2025 e ai 17,7 miliardi di dicembre.
Il CET1 ratio sale al 26,7%, dal 25,2% di giugno dello scorso anno e dal 26% registrato alla fine del 2025.
Il Total Capital ratio raggiunge invece il 27,1%.
La solidità patrimoniale assume un’importanza che va oltre il dato strettamente bancario: una banca adeguatamente capitalizzata dispone infatti di maggiori strumenti per affrontare le fasi economiche complesse e continuare a sostenere famiglie e imprese.
Crediti deteriorati in calo: NPL ratio lordo al 2,4%
Positiva anche l’evoluzione della qualità del credito.
L’NPL ratio lordo scende al 2,4%, rispetto al 3,1% registrato a giugno 2025, mentre quello netto si attesta allo 0,6%, contro lo 0,8% di dodici mesi prima.
Il coverage ratio complessivo dei crediti deteriorati raggiunge il 75,6%, mentre sulle sofferenze arriva all’89,6%.
La riduzione dei crediti deteriorati rappresenta un indicatore importante perché consente al sistema bancario di liberare capacità finanziaria e concentrare maggiormente le risorse sull’attività creditizia e sul sostegno all’economia reale.
Liquidità elevata: LCR al 293%
Anche gli indicatori di liquidità evidenziano una situazione particolarmente solida.
Al 30 giugno 2026 il Liquidity Coverage Ratio (LCR) raggiunge il 293%, rispetto al 288% di giugno 2025 e al 276% di dicembre.
Il Net Stable Funding Ratio (NSFR) si mantiene invece al 160%.
Le riserve di liquidità immediatamente disponibili ammontano a 44,7 miliardi di euro, contro i 42,8 miliardi dello stesso periodo dello scorso anno.
Utile netto oltre un miliardo di euro
Sul fronte economico, il Gruppo BCC Iccrea registra nel primo semestre un margine di intermediazione di 3,004 miliardi di euro, in crescita del 5,2% su base annua.
Il margine di interesse raggiunge 2,106 miliardi, con un incremento del 4,6%, mentre le commissioni nette salgono a 767 milioni di euro, aumentando del 7,5%.
I costi operativi risultano pari a 1,637 miliardi e il cost/income ratio migliora al 54,5%.
L’utile netto del semestre raggiunge 1,068 miliardi di euro, con una crescita dell’1,5% rispetto allo stesso periodo del 2025.
Fitch alza il rating di BCC Iccrea a BBB+
Nel corso del secondo trimestre è arrivato anche un ulteriore riconoscimento sul fronte del merito creditizio.
Fitch ha migliorato il rating a lungo termine del Gruppo da “BBB” a “BBB+”, portandolo allo stesso livello del rating sovrano italiano.
Secondo quanto comunicato dal Gruppo, si tratta dell’undicesimo miglioramento dei rating ottenuto dalla fine del 2022.
Dalla banca del territorio alla banca per la crescita dell’impresa
I risultati del semestre aprono una riflessione più ampia sul futuro del rapporto tra banche e sistema produttivo.
Per anni il dibattito sull’evoluzione bancaria si è concentrato prevalentemente su digitalizzazione, concentrazioni, riduzione delle filiali e nuovi servizi finanziari. Tutti elementi centrali, ma che non eliminano una necessità fondamentale dell’impresa: avere accesso al credito e poter dialogare con un interlocutore che comprenda il progetto imprenditoriale.
Questo aspetto diventa ancora più rilevante per le PMI.
Una grande azienda può accedere a una pluralità di strumenti finanziari e al mercato dei capitali. Per una piccola o media impresa, invece, il rapporto con il sistema bancario continua spesso a rappresentare uno degli snodi principali per finanziare investimenti, capitale circolante e programmi di sviluppo.
È qui che la prossimità tipica del Credito Cooperativo può trasformarsi in un vantaggio competitivo.
La sfida per le BCC sarà coniugare questa tradizionale conoscenza dei territori con strumenti sempre più evoluti di valutazione del credito, consulenza finanziaria, digitale e accompagnamento agli investimenti.
Il Salotto delle Imprese: credito e territorio per sostenere le PMI
I 10,5 miliardi di nuove erogazioni realizzati da BCC Iccrea nel semestre possono quindi essere letti non soltanto come un risultato bancario, ma come un indicatore della relazione esistente tra sistema finanziario ed economia reale.
Il punto decisivo sarà comprendere quanto queste risorse riusciranno a tradursi in nuovi investimenti, innovazione, occupazione e crescita delle imprese nei territori.
È una questione centrale anche per Milano e la Lombardia, dove accanto alle grandi aziende opera un vastissimo ecosistema di PMI, professionisti, attività commerciali e imprese familiari.
In un’economia sempre più digitale e globale, la prossimità non perde necessariamente valore. Può, al contrario, evolvere: dalla semplice presenza fisica della banca sul territorio alla capacità di conoscere l’impresa, comprenderne i programmi e costruire strumenti finanziari coerenti con le sue esigenze.
Ed è probabilmente proprio questa la sfida più importante per il Credito Cooperativo dei prossimi anni: mantenere il radicamento locale acquisendo, contemporaneamente, la capacità finanziaria e tecnologica necessaria per accompagnare aziende chiamate a competere su mercati sempre più ampi.
Il Salotto delle Imprese – Gazzetta di Milano
Uno spazio dedicato al dialogo tra banche, aziende, professionisti e protagonisti dell’economia, per raccontare strumenti, esperienze e modelli capaci di sostenere la crescita del sistema produttivo.
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