Armenia. Putin chiede a Pashinyan di scegliere tra Unione Europea e spazio economico eurasiatico


di Giuseppe Gagliano –

L’Armenia non potrebbe aderire contemporaneamente all’Unione Europea e rimanere nell’Unione economica eurasiatica. È il messaggio rivolto dal presidente russo Vladimir Putin al primo ministro armeno Nikol Pashinyan durante l’incontro di Bishkek, mentre Erevan continua a rafforzare i rapporti con Bruxelles senza interrompere quelli economici con Mosca.
Putin ha riconosciuto che un’eventuale adesione all’Unione Europea rappresenterebbe una decisione sovrana dell’Armenia, sottolineando però l’incompatibilità tra i due sistemi economici per quanto riguarda norme doganali, commerciali, sanitarie e tecniche.
Dietro la questione normativa emerge un problema politico più ampio. Mosca difficilmente accetterebbe di mantenere indefinitamente per l’Armenia tutti i vantaggi derivanti dall’appartenenza al mercato eurasiatico mentre Erevan trasferisce progressivamente verso Bruxelles il proprio orientamento strategico.
La posizione armena è resa particolarmente complessa dalla profondità dei rapporti economici con la Russia. Dall’ingresso nell’Unione economica eurasiatica l’economia del Paese è cresciuta considerevolmente e il mercato russo continua ad avere un peso importante per le esportazioni armene. A questo si aggiungono forniture energetiche, investimenti, rimesse e la presenza di una numerosa comunità armena nella Federazione Russa.
Le imprese russe mantengono inoltre un ruolo significativo nell’economia nazionale. L’Unione Europea può offrire finanziamenti, assistenza tecnica, investimenti e un progressivo accesso al proprio mercato, ma sostituire rapidamente i legami costruiti con Mosca sarebbe difficile e comporterebbe costi rilevanti.
Un eventuale passaggio verso il sistema europeo richiederebbe l’adattamento delle imprese armene alle norme comunitarie, una revisione degli accordi commerciali esistenti e una riorganizzazione delle catene di approvvigionamento. A questo potrebbero aggiungersi eventuali contromisure economiche russe.
Anche la geografia rappresenta un limite. L’Armenia non ha accesso al mare e non confina con alcuno Stato membro dell’Unione Europea. Gran parte dei suoi collegamenti commerciali dipende dalla Georgia e dall’Iran, rendendo un eventuale processo di integrazione europea più complesso rispetto a quello affrontato da altri Paesi.
Il progressivo allontanamento di Erevan da Mosca nasce soprattutto dalla crisi di fiducia seguita agli eventi del Nagorno-Karabakh. Il governo Pashinyan ritiene che la Russia non abbia garantito la sicurezza armena di fronte all’Azerbaigian e questa percezione ha contribuito alla revisione della politica estera del Paese.
Erevan ha quindi intensificato i rapporti con l’Unione Europea e con diversi Paesi occidentali, riducendo contemporaneamente il proprio coinvolgimento nell’Organizzazione del Trattato di sicurezza collettiva guidata dalla Russia.
La ricerca di nuovi partner non ha tuttavia ancora prodotto un sistema di sicurezza alternativo. L’Unione Europea ha rafforzato la propria presenza diplomatica e di osservazione, ma non esiste una garanzia europea di difesa dell’Armenia paragonabile a un’alleanza militare.
La situazione rimane particolarmente delicata per la superiorità militare acquisita negli ultimi anni dall’Azerbaigian e per il sostegno politico e militare fornito a Baku dalla Turchia. L’Iran rappresenta un altro interlocutore importante per Erevan, ma Teheran agisce soprattutto per tutelare i propri interessi, tra cui il mantenimento del collegamento territoriale con l’Armenia e il contenimento dell’influenza turca e israeliana nel Caucaso meridionale.
La presenza militare russa, compresa la base di Gyumri, rimane quindi uno degli elementi del sistema di sicurezza regionale. Un rapido allontanamento da Mosca potrebbe creare una fase di vulnerabilità qualora avvenisse prima della costruzione di nuove garanzie esterne.
La Russia dispone inoltre di numerosi strumenti di pressione che non richiedono un intervento militare. Energia, commercio, investimenti, mercato del lavoro per i cittadini armeni e presenza militare consentono a Mosca di esercitare una significativa influenza sulle scelte di Erevan.
Anche la politica interna armena è diventata parte della competizione. Le critiche russe alle iniziative del governo contro esponenti e organizzazioni considerate vicine a Mosca mostrano quanto il deterioramento dei rapporti bilaterali abbia ormai superato la sola dimensione diplomatica.
In questo contesto si inserisce anche l’ipotesi di sottoporre a referendum la scelta europea dell’Armenia. Una consultazione popolare costringerebbe Pashinyan a trasformare l’attuale politica di progressivo avvicinamento a Bruxelles in una decisione molto più netta.
Il governo armeno sostiene invece che la legge approvata dal Parlamento sul percorso verso l’Unione Europea abbia già stabilito l’orientamento politico del Paese. Tale scelta non equivale comunque a un’adesione e Bruxelles non ha ancora indicato un percorso con tempi e garanzie definiti.
Pashinyan cerca quindi di mantenere aperte più possibilità: conservare i vantaggi dell’Unione economica eurasiatica, limitare il coinvolgimento nell’alleanza militare guidata da Mosca e contemporaneamente approfondire le relazioni politiche ed economiche con l’Occidente.
La questione armena riguarda però l’intero equilibrio del Caucaso meridionale, dove Russia, Turchia, Iran, Unione Europea e Stati Uniti cercano di aumentare la propria influenza. Per Mosca un definitivo spostamento dell’Armenia verso l’Occidente rappresenterebbe un ulteriore arretramento nello spazio ex sovietico. Per Bruxelles un avvicinamento di Erevan costituirebbe invece un successo geopolitico, ma comporterebbe anche nuove responsabilità economiche e strategiche.
L’Armenia tenta così di evitare una scelta immediata tra Russia e Occidente. Le dichiarazioni di Putin indicano tuttavia che, almeno sul piano dell’integrazione economica, Mosca considera sempre più difficile mantenere a lungo questa ambiguità.


#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link

Source link

🚀 #Finsubito | Gruppo Retefin

Affianchiamo imprese e professionisti in tutta Italia nell’accesso alle migliori opportunità di Finanza d’Impresa, Finanza Agevolata, Sostenibilità e Compliance. 🇮🇹

💼 Operiamo esclusivamente attraverso mediatori e operatori autorizzati, offrendo un servizio professionale, trasparente e orientato alle reali esigenze della tua impresa.

Consulenza gratuita e zero costi di istruttoria: analizziamo la situazione della tua azienda, individuiamo le opportunità più adatte e ti supportiamo nella valorizzazione del tuo profilo finanziario e aziendale nei confronti di banche e partner.

📈 Dalla diagnosi iniziale alla strategia finanziaria, siamo al tuo fianco per trasformare le esigenze della tua impresa in concrete opportunità di crescita, investimento e sviluppo.

🔎 Scopri come possiamo supportare la tua impresa. 👉 Contattaci per una prima valutazione.