Il campo in erba sintetica dello Stadio municipale “Nino Lombardo Angotta” di Marsala continua a non esserci. I soldi, però, compaiono nelle carte da parecchio tempo. Molto prima dell’ultima polemica politica, molto prima degli annunci di queste settimane e anche prima dell’Amministrazione Grillo.
La documentazione che Tp24 ha potuto consultare ricostruisce infatti una vicenda amministrativa che parte almeno dal 2018 e che passa attraverso l’Amministrazione guidata dall’allora sindaco Alberto Di Girolamo e dall’assessore allo Sport Andrea Baiata.
Il progetto per realizzare il fondo del campo di calcio in erba sintetica aveva un costo complessivo di 820 mila euro. La somma regionale attorno alla quale ruota tutta la vicenda è invece di 598.272,20 euro. La differenza, poco meno di 222 mila euro, avrebbe dovuto essere coperta dal Comune con risorse proprie.
Otto anni dopo, però, siamo ancora qui. Il finanziamento non si è trasformato nel nuovo terreno di gioco e lo Stadio continua ad aspettare.
I 598 mila euro compaiono già nel decreto del 2018
Per capire la vicenda bisogna partire da una precisazione importante.
Il 26 aprile 2018, con il decreto dirigenziale generale numero 1018/S5, il Dipartimento regionale del Turismo, dello Sport e dello Spettacolo approva definitivamente l’ammissione a finanziamento per 598.272,20 euro di un’operazione “retrospettiva” riguardante lo Stadio municipale di Marsala.
Il decreto fa riferimento ai lavori di manutenzione straordinaria e di adeguamento sismico e funzionale dell’impianto, già inseriti nell’APQ relativo alle aree periferiche a rischio marginalizzazione.
Quindi occorre essere precisi: nel 2018 i 598 mila euro non vengono ancora assegnati direttamente al nuovo manto sintetico. Sono risorse riconosciute nell’ambito di una precedente operazione sullo Stadio. Ma proprio da quelle somme nascerà il percorso amministrativo per finanziare il nuovo campo.
Il 29 maggio 2018 la Regione trasmette formalmente il decreto al Comune e richiama la necessità di riprogrammare le risorse comunitarie così da utilizzarle per nuovi interventi coerenti con le finalità previste.
Ed è qui che entra in scena il sintetico.
Di Girolamo e Baiata: «Facciamo il campo in erba sintetica»
I documenti mostrano che fu l’Amministrazione Di Girolamo a indicare alla Regione la destinazione di quelle risorse per il nuovo terreno di gioco.
In una nota firmata dal sindaco Alberto Di Girolamo e dall’assessore allo Sport Andrea Baiata, il Comune comunica di avere predisposto un progetto di “completamento ed adeguamento dell’impianto sportivo Stadio Municipale L. Angotta di Marsala – realizzazione del fondo del campo di calcio con erba sintetica”.
L’importo indicato è già quello che ritroviamo ancora oggi: 820 mila euro.
E nella stessa nota il Comune mette nero su bianco un altro elemento decisivo: Marsala è disponibile a coprire con fondi propri la differenza rispetto ai 598.272,20 euro regionali.
Tradotto: circa 221.728 euro a carico delle casse comunali.
Non si tratta quindi di un’idea nata negli ultimi mesi e neppure durante l’Amministrazione Grillo. La scelta di utilizzare quelle risorse regionali per trasformare il campo del “Lombardo Angotta” in un terreno in sintetico era stata avviata dall’Amministrazione Di Girolamo.
Nel 2020 viene trasmesso il progetto definitivo
La pratica va avanti.
Il 17 luglio 2020 la Giunta municipale approva, con la deliberazione numero 142, il progetto definitivo da 820 mila euro.
Pochi giorni dopo, il 24 luglio 2020, il Comune trasmette ufficialmente il progetto alla Regione Siciliana.
Anche questa comunicazione porta le firme di Alberto Di Girolamo e Andrea Baiata e richiama espressamente il decreto regionale del 2018 e l’intervento per la realizzazione del fondo del campo di calcio in erba sintetica.
Insomma, quando nell’autunno del 2020 termina l’esperienza amministrativa di Di Girolamo, il dossier esiste già, il progetto c’è, la cifra è definita e l’interlocuzione con la Regione è formalizzata.
Quello che manca – ed è esattamente quello che manca ancora oggi – è riuscire a chiudere il percorso amministrativo e trasformare quelle carte in un cantiere.
Poi arriva l’Amministrazione Grillo. Ma il campo resta sulla carta
Negli anni successivi la pratica passa naturalmente nelle mani dell’Amministrazione guidata da Massimo Grillo.
Ed è proprio su questo punto che nelle scorse settimane si è aperto lo scontro politico. Il movimento Liberi, vicino all’ex sindaco, ha annunciato che lo sblocco delle risorse regionali sarebbe ormai vicino, rivendicando il lavoro compiuto dalla precedente Amministrazione e parlando del progetto del sintetico come di uno dei percorsi nati dalla propria programmazione.
Ma la documentazione racconta una storia più lunga.
Il progetto non nasce con Grillo: era stato avviato e formalizzato negli anni dell’Amministrazione Di Girolamo. L’Amministrazione successiva ha certamente seguito la pratica, così come ha lavorato sulla possibile copertura della quota comunale e sull’affidamento dello Stadio. Ma la genesi del finanziamento e la scelta del sintetico sono precedenti. E, soprattutto, rimane un piccolo particolare: il campo ancora non c’è.
Gandolfo: «Non c’è ancora nessun risultato da festeggiare»
A contestare la ricostruzione di Liberi è anche il consigliere comunale Michele Gandolfo, che durante l’Amministrazione Grillo è stato assessore allo Sport.
Gandolfo conferma a Tp24 che la disponibilità delle risorse regionali e il percorso per destinarle al manto sintetico risalgono all’Amministrazione Di Girolamo.
E pone una questione molto semplice: dopo tutti questi anni, il finanziamento non è ancora materialmente sbloccato.
«Quei fondi erano già in procinto di essere finanziati perché accordati all’Amministrazione Di Girolamo», spiega Gandolfo, che invita quindi a evitare rivendicazioni premature.
Ma il consigliere va oltre e collega il ritardo anche all’altro grande dossier aperto sul “Lombardo Angotta”: l’affidamento pluriennale dello Stadio.
«Questo prolungarsi dell’iter di finanziamento e dei lavori – dice – sicuramente incide anche sull’affidamento dello Stadio alla società». Poi la stoccata politica: «Non c’è stata e non c’è fino adesso la volontà politica di sbloccare questi fondi. Speriamo che entro la fine del mese di settembre si possa sapere qualcosa di più e si possano finalmente sbloccare».
E adesso cosa manca?
È questa la domanda vera. Liberi sostiene che l’iter regionale sia ormai vicino alla conclusione e che occorrano l’approvazione del Rendiconto regionale, il riaccertamento delle somme, la loro reiscrizione in bilancio e infine il decreto che renda effettivamente disponibili le risorse.
Passaggi tecnici, certo. Ma dopo anni di attesa è difficile liquidarli come semplici formalità.
Perché questa vicenda insegna proprio il contrario: tra un finanziamento individuato, una somma riprogrammata, un progetto approvato, un decreto annunciato e un’opera realizzata possono passare molti anni. A Marsala ne sono già passati parecchi.
La partita dei meriti interessa meno del campo
La ricostruzione delle carte serve soprattutto a mettere ordine nella cronologia.
I 598.272,20 euro hanno origine in un decreto regionale del 2018. L’Amministrazione Di Girolamo, con l’assessore Baiata, propone di utilizzare quelle risorse per il campo sintetico e si impegna a coprire la differenza rispetto agli 820 mila euro necessari. Nel 2020 viene approvato e trasmesso alla Regione il progetto definitivo. Negli anni successivi la pratica continua, attraversando l’Amministrazione Grillo, ma senza arrivare fino ad oggi all’apertura del cantiere.
È quindi difficile attribuire la paternità del progetto a una sola stagione politica. Ma è ancora più difficile rivendicare come risultato un’opera che deve ancora cominciare.
E adesso la pratica arriva davanti all’attuale Amministrazione comunale e, ancora una volta, alla Regione.
I partiti possono continuare a discutere su chi abbia avuto l’idea, chi abbia trovato i soldi e chi abbia fatto più telefonate a Palermo.
Per gli sportivi marsalesi la questione è molto meno sofisticata: dopo otto anni di decreti, delibere, note e comunicati, vorrebbero semplicemente vedere il campo.
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