Comunali 2027, improvvisa corsa alle case popolari. Vassallo: «Attivismo elettorale pagato con i fondi dello Stato»


Dopo anni di immobili degradati, manutenzioni rinviate e alloggi rimasti vuoti perché non utilizzabili, Palazzo Marino scopre improvvisamente l’emergenza delle case popolari. Il Comune annuncia interventi per un valore complessivo di circa 180 milioni di euro e promette di assegnare entro la fine dell’anno 300 appartamenti ristrutturati. Una corsa contro il tempo che arriva, però, proprio nell’ultima parte del mandato amministrativo e alla vigilia della lunga campagna elettorale per le Comunali del 2027.

A sollevare dubbi sulla tempistica e soprattutto sulla rappresentazione dell’operazione è Franco Vassallo, responsabile Casa di Noi Moderati Milano. «Ogni intervento che restituisce un alloggio dignitoso a una famiglia milanese deve essere accolto positivamente. Non possiamo però ignorare che questa improvvisa accelerazione arriva dopo anni nei quali il patrimonio abitativo comunale è stato lasciato in condizioni spesso indecorose. Per troppo tempo abbiamo visto appartamenti vuoti, infiltrazioni, guasti, impianti non funzionanti e tempi di intervento incompatibili con le necessità delle persone. Ora, a pochi mesi dall’avvio della campagna elettorale, la Giunta si presenta come se avesse appena scoperto il problema e annuncia cantieri, ristrutturazioni e centinaia di assegnazioni. Il sospetto che si tratti almeno in parte di un grande stratagemma elettorale è inevitabile».

Il piano comprende lavori in diversi quartieri della città, da Gorla a Crescenzago, da Giambellino-Lorenteggio a Quinto Romano. Tra gli interventi indicati figurano 15 milioni di euro per viale Monza 142, 18,5 milioni per via Sant’Erlembaldo, 19,5 milioni per gli edifici di via Rizzoli, 57,5 milioni per via dei Gigli, 18,5 milioni per via San Romanello e 45 milioni per le torri di via Tofano. Ma osservando la composizione finanziaria dei singoli progetti emerge che una parte rilevante delle risorse non arriva dal bilancio ordinario di Palazzo Marino.

«La comunicazione costruita intorno ai “180 milioni di Palazzo Marino” rischia di fornire ai cittadini un’immagine profondamente distorta», prosegue Vassallo. «Basta leggere i dati contenuti nella stessa ricostruzione degli interventi. Per via Sant’Erlembaldo 13,9 milioni su 18,5 provengono dal PNRR. Per via Rizzoli 13 milioni su 19,5 sono indicati come fondi PNRR statali. In via dei Gigli circa 48 milioni su 57,5 arrivano ancora dal PNRR. Via San Romanello beneficia per 15,5 milioni del Piano nazionale complementare, mentre una parte degli interventi di via Tofano è sostenuta dal Ministero delle Infrastrutture, dalla Regione Lombardia e da risorse PNC-PNRR. Anche i 3,5 milioni destinati a via Graziano Imperatore vengono dal PNRR. È quindi scorretto trasformare un insieme di finanziamenti europei, statali e regionali in una sorta di generoso investimento autonomo del Comune di Milano».

Secondo Vassallo, il tema non è soltanto contabile, ma riguarda la trasparenza politica con cui vengono presentati gli interventi. «Il Comune ha certamente il compito di progettare, coordinare e realizzare i lavori, ma non può intestarsi politicamente ogni euro che transita attraverso Palazzo Marino. Se il Governo nazionale mette a disposizione risorse tramite il PNRR e il Piano nazionale complementare, bisogna dirlo chiaramente. Se intervengono il Ministero delle Infrastrutture e Regione Lombardia, anche questo deve essere riconosciuto. Altrimenti si finisce per utilizzare denaro proveniente da altri livelli istituzionali per costruire la propaganda elettorale della Giunta uscente».

Resta poi il tema degli alloggi vuoti. Il Comune punta a completare circa 300 assegnazioni entro la fine dell’anno, mentre l’assessore alla Casa Fabio Bottero ricorda che negli ultimi dieci anni sarebbero stati investiti oltre 300 milioni nella manutenzione straordinaria degli immobili. Numeri che, per Vassallo, rendono ancora più urgente una verifica sui risultati effettivamente ottenuti.

«Se in dieci anni sono stati investiti più di 300 milioni di euro, i milanesi hanno il diritto di sapere quanti appartamenti siano stati realmente recuperati, quanto sia costato ogni intervento e quanti alloggi risultino ancora oggi inutilizzabili. Non basta indicare la cifra complessiva e parlare genericamente di manutenzione. Occorre pubblicare dati chiari, edificio per edificio: numero degli appartamenti vuoti, tempi medi di ristrutturazione, costi, data di inizio dei lavori e data dell’effettiva assegnazione. Solo così è possibile capire se le risorse siano state amministrate bene oppure se una parte dei problemi attuali sia il risultato di ritardi, inefficienze e cattiva programmazione».

Anche l’obiettivo delle 300 nuove assegnazioni viene accolto con prudenza. «Trecento case recuperate sono una buona notizia per trecento famiglie, ma non possono diventare il fondale di una passerella elettorale», insiste il responsabile Casa di Noi Moderati Milano. «Bisogna sapere quante di queste abitazioni fossero vuote da anni, perché non siano state sistemate prima e come mai si concentri proprio adesso una simile accelerazione. Quando un’amministrazione governa Milano per quindici anni non può presentarsi alla fine come la soluzione di problemi che ha avuto tutto il tempo per affrontare. Se gli alloggi erano disponibili ma non assegnabili per la mancanza di interventi da 25 mila euro, come dichiarato dallo stesso assessore, allora occorre spiegare perché non sia stata organizzata molto prima una manutenzione ordinaria e continuativa».

Per Vassallo servirebbe un modello capace di superare gli annunci episodici e la logica dell’emergenza permanente. «La casa pubblica non si governa con le inaugurazioni concentrate alla fine del mandato. Occorrono un censimento costantemente aggiornato degli appartamenti vuoti, tempi certi per il ripristino, accordi trasparenti con gli operatori e una rendicontazione pubblica delle risorse. Ogni alloggio lasciato inutilizzato mentre una famiglia attende in graduatoria rappresenta un fallimento amministrativo e sociale. Milano non ha bisogno di una fiammata di attivismo prima delle elezioni, ma di una politica della casa seria, stabile e verificabile».

«Noi Moderati vigilerà affinché gli interventi annunciati vengano realmente completati e gli alloggi siano consegnati nei tempi promessi», conclude Vassallo. «Sosterremo tutto ciò che può dare una casa a chi ne ha diritto, ma non accetteremo che i fondi dello Stato, del PNRR, del Piano nazionale complementare e della Regione vengano presentati come una concessione della Giunta comunale. I milanesi meritano case dignitose, non propaganda costruita con i soldi messi a disposizione da altri».


#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link

Source link

🚀 #Finsubito | Gruppo Retefin

Affianchiamo imprese e professionisti in tutta Italia nell’accesso alle migliori opportunità di Finanza d’Impresa, Finanza Agevolata, Sostenibilità e Compliance. 🇮🇹

💼 Operiamo esclusivamente attraverso mediatori e operatori autorizzati, offrendo un servizio professionale, trasparente e orientato alle reali esigenze della tua impresa.

Consulenza gratuita e zero costi di istruttoria: analizziamo la situazione della tua azienda, individuiamo le opportunità più adatte e ti supportiamo nella valorizzazione del tuo profilo finanziario e aziendale nei confronti di banche e partner.

📈 Dalla diagnosi iniziale alla strategia finanziaria, siamo al tuo fianco per trasformare le esigenze della tua impresa in concrete opportunità di crescita, investimento e sviluppo.

🔎 Scopri come possiamo supportare la tua impresa. 👉 Contattaci per una prima valutazione.