quanto ha perso Metaplatforms a Wall Street
Mark Zuckerberg

Meta sarebbe in negoziato con alcuni Stati americani per un accordo stragiudiziale nella causa federale sulla presunta dipendenza indotta da Facebook e Instagram. E la domanda che resta sul tavolo è brutale: per le piattaforme più ricche del pianeta, la tutela dei ragazzi rappresenta un principio o una passività da prezzare?

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La risposta dipende da una cifra. Anzi, da molte cifre. E dal potere che hanno di trasformare la sofferenza sociale in una riga del conto economico. Il processo in corso a Oakland coinvolge una coalizione di 29 Stati e ruota attorno a un’accusa pesante: Meta avrebbe progettato Facebook e Instagram per tenere agganciati bambini e adolescenti, minimizzando davanti a genitori e utenti i rischi connessi a dipendenza, salute mentale e sicurezza. Sullo sfondo compare anche il trattamento dei dati dei minori sotto i 13 anni. A guidare il fronte giudiziario figurano California, Colorado, New Jersey e Kentucky. Secondo le informazioni circolate, Meta e vari Stati stanno discutendo un possibile accordo extragiudiziale. Nessun dettaglio pubblico sulle cifre, nessuna conferma sostanziale dei protagonisti. Il punto politico, però, arriva molto prima della firma eventuale: una transazione spegne un processo, limita l’incertezza, evita una sentenza capace di produrre un precedente. E, soprattutto, riduce il rischio che una giudice imponga modifiche strutturali al prodotto. Qui sta il nervo scoperto. Pagare un risarcimento può riparare una quota di danno. Un verdetto può cambiare il modo in cui funziona la macchina.

Il modello: attenzione in vendita

Meta nel 2025 ha realizzato ricavi per 200,97 miliardi di dollari e un utile netto di 60,46 miliardi. La pubblicità ha generato 196,18 miliardi: il 97,6% circa dei ricavi totali. La Family of Apps (Facebook, Instagram, Messenger e WhatsApp) ha portato 198,76 miliardi di fatturato e 102,47 miliardi di utile operativo. Sono cifre che raccontano un sistema industriale di rara potenza: più presenza, più impression pubblicitarie, più inventario in vendita. Nel 2025 le impression pubblicitarie sono salite del 12% e il prezzo medio degli annunci del 9%. Gli utenti giornalieri della famiglia di app hanno raggiunto 3,58 miliardi nel dicembre scorso, il 7% in più rispetto a un anno prima. Ogni discussione sulla sicurezza dei minori deve passare da qui. Perché un feed infinito, le notifiche, la raccomandazione algoritmica e l’ottimizzazione dell’engagement restano architetture economiche prima ancora che elementi di design. Non compaiono per caso sullo schermo. Alimentano il tempo trascorso, affinano i dati comportamentali, ampliano la possibilità di mostrare annunci. I procuratori chiedono proprio questo: limiti di età più rigorosi, abolizione dell’infinite scroll, limiti temporali per gli utenti più giovani, revisione degli algoritmi e cancellazione di modelli e sistemi addestrati con dati dei minori.

Quanto costa davvero?

La sproporzione tra la capacità finanziaria di Meta e le sanzioni già emerse spiega il cinismo che serpeggia attorno alla trattativa. Un giudice del New Mexico ha ordinato a Meta il versamento di 567 milioni di dollari in un fondo per misure correttive, dopo una sanzione civile da 375 milioni: totale, 942 milioni. Una cifra enorme per un bilancio familiare, una cifra seria per qualunque impresa media, una cifra assorbibile per un colosso che nel 2025 ha prodotto oltre 60 miliardi di utile netto. Nel 2025 Meta ha realizzato 200,97 miliardi di dollari di ricavi, di cui 196,18 miliardi provenienti dalla pubblicità, e un utile netto di 60,46 miliardi. I 942 milioni di dollari tra fondo e sanzioni concordati con il New Mexico incidono quindi per circa l’1,6% sull’utile annuale del gruppo, che ha inoltre generato 115,8 miliardi di flusso di cassa operativo. Dunque 942 milioni equivalgono a poco più di cinque giorni e mezzo di utile netto medio, calcolato sull’intero 2025. Non è una multa che mette in crisi il modello; rischia di essere il costo per continuare a farlo funzionare. Meta disponeva inoltre di 81,59 miliardi fra liquidità, equivalenti e titoli negoziabili a fine 2025. Nello stesso anno ha riacquistato azioni proprie per 26,26 miliardi e distribuito 5,32 miliardi di dividendi. Il messaggio ai mercati è trasparente: il denaro c’è, e ce n’è parecchio. La domanda pubblica riguarda il suo uso: finanza per gli azionisti, infrastruttura per l’AI, oppure riprogettazione seria di prodotti frequentati ogni giorno da adolescenti?

Basta pagare

Dire che “basta pagare e si può fare qualunque cosa” coglie una verità morale, con una precisazione necessaria sul piano giuridico. Un accordo stragiudiziale non equivale a una licenza per violare la legge, né assolve automaticamente l’impresa da responsabilità future. Le cause civili, amministrative e penali seguono binari diversi; attività come lo spaccio di stupefacenti ricadono in fattispecie criminali, con responsabilità personali e sanzioni che una normale transazione civile non sterilizza. Ma l’analogia resta potente sul terreno dell’economia politica. Quando un danno prevedibile produce utili superiori al costo atteso delle sanzioni, la multa smette di agire da deterrente. Diventa una variabile di business: probabilità di essere condannati, costo della causa, costo dell’accordo, costo reputazionale. Un foglio Excel molto sofisticato, con vite reali infilate nella colonna delle esternalità. È questo il rischio: non l’impunità formale, bensì la convenienza sostanziale. Si monetizza l’attenzione dei più giovani; si contestano le accuse; si negozia se il processo minaccia di aprire il cofano e mostrare l’ingranaggio. La causa federale può produrre una sentenza consultiva della giuria, mentre la decisione finale spetterà alla giudice Yvonne Gonzalez Rogers. Meta ha avvertito che l’esposizione teorica potrebbe arrivare a 1.400 miliardi di dollari; gli Stati, secondo le ricostruzioni, parlano di richieste più vicine a 200 miliardi. Sono distanze astronomiche, tipiche di una partita dove il numero finale resta tutto da scrivere. Un accordo può garantire denaro per cure psicologiche, prevenzione, scuole e sostegno alle famiglie. Va valutato sui dettagli: entità del risarcimento, vincoli di impiego, controlli indipendenti, durata degli impegni, accesso ai dati, modifiche tecniche verificabili, conseguenze per chi viola l’intesa. Senza questi elementi, la parola “accordo” rischia di significare una sola cosa: silenzio a saldo. A Meta non serve una predica. Serve un conto che non convenga pagare per continuare uguale a prima.


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 Marina Marinetti

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