18 agosto 2026 – ore 12:00 – Premessa – Malgrado il conflitto in Ucraina trovi sempre meno spazio sui media, alcune novità sembrano emergere sia sotto il profilo politico, sia sotto quello diplomatico. Sia Mosca che Kiev sono oggetto di attacchi continui posti in essere attraverso sciami di droni e missili, mentre il principale porto ucraino di Odessa viene continuamente bersagliato da attacchi russi, determinando gravi ripercussioni economiche per la già fragilissima Ucraina. Dal fronte vengono segnalati lenti avanzamenti da parte russa, mentre Zelensky non nasconde più le gravi difficoltà in cui versano le proprie unità, sottacendo abilmente le continue manifestazioni popolari a sostegno dell’ex ministro della Difesa Mykhailo Fedorov, a più di un mese dal suo inaspettato licenziamento.

Sotto il profilo diplomatico meritano di essere segnalate le interessanti dichiarazioni rese dal ministro degli esteri russo a margine di un incontro diplomatico svolto recentemente a Mosca; l’annuncio del Vaticano della imminente visita a Mosca dell’arcivescovo Paul Richard Gallagher, ministro vaticano per i Rapporti con gli Stati, alla quale dovrebbe seguire quella del Cardinale Matteo Zuppi, in qualità di inviato speciale del Papa in Ucraina per le questioni umanitarie, ed infine le dichiarazioni di apertura del Presidente finlandese nei confronti della Russia, decisamente diverse da quelle notoriamente sferzanti ascoltate negli ultimi anni.

Le diplomazie sono al lavoro, in assoluto silenzio, Washington Kiev e Mosca non hanno interrotto i seppur flebili colloqui, si cerca una possibile soluzione, una pace che non sembra tuttavia profilarsi in tempi brevi.

https://kyivindependent.com/march-for-fedorov-reinstatement-held-in-kyiv-as-protests-enter-second-month/ https://www.acistampa.com/story/36477/diplomazia-pontificia-una-preghiera-per-lucraina-verso-il-viaggio-a-mosca-di- gallagher
https://news.inbox.lv/150mgpu-the-president-of-finland-stated-that-he-loves-russians-but-is-not-satisfied-with-the-leadership-of-the-russian-federation?language=lv
https://tass.com/world/2173949

È importante che i comandanti esperti abbiano maggiori capacità di agire – Ci saranno decisioni a livello dicorpo d’armata e di gruppi di forze – Discorso del Presidente ucraino, 17 agosto 2026

Zelensky nel suo consueto discorso serale, dedica ampio spazio alle unità al fronte, facendo trapelare la difficoltà di Kiev nell’arginare la crescente pressione esercitata dalle forze russe. In merito, dobbiamo anche considerare l’impatto negativo sulla popolazione determinato dalla pubblicazione di video redatto da un ufficiale della 121ª Brigata ucraina in cui si evidenziano alcune criticità strutturali delle unità militari di Kiev al fronte. In tale cornice, sia il video che il relativo commento redatto recentemente da Gianandrea Gaiani possono essere visualizzati in due distinti link che vi propongo in descrizione.

Zelensky continua ad invocare la pace, chiedendo con forza il sostegno dell’Occidente. Leggiamo insieme il discorso serale del Presidente ucraino:

Breve riassunto della giornata. Incontro con i vertici militari e il Ministro della Difesa. Il fronte è stato il tema centrale. Abbiamo individuato ulteriori decisioni organizzative e le risorse necessarie per rafforzare le capacità delle nostre unità nel settore di Slovyansk, a Kostiantynivka e nell’area di Pokrovsk. È fondamentale che i comandanti esperti abbiano maggiori capacità operative: verranno prese decisioni a livello di corpo d’armata e di gruppi di forze. Ho inoltre approvato la prima serie di nomine di personale discusse con Mykhailo Drapatyi. Cinque decisioni sono già state prese e altre ne seguiranno. Continuiamo le nostre operazioni a lungo raggio. È stato presentato un rapporto sui risultati del primo semestre di agosto. Le priorità per gli attacchi in profondità fino a settembre sono già state definite. Io ed Yevhenii Khmara abbiamo discusso di ulteriori finanziamenti, ulteriori capacità e ulteriori attacchi di cui l’Ucraina ha bisogno. Oltre alle sanzioni cinetiche – le nostre operazioni a lungo raggio – stiamo lavorando anche su tutte le altre forme di sanzioni. Oggi ci siamo coordinati con le agenzie di intelligence, il Ministero degli Affari Esteri e i servizi segreti su quando e da quali partner ci aspettiamo nuovi pacchetti di sanzioni in quei settori che possono limitare le capacità militari attive della Russia. Alcuni elementi cruciali per l’aggressione russa continuano a essere forniti alla Russia anche da Stati membri del G7 che certamente non hanno alcun interesse a che Putin prolunghi la guerra e intensifichi la portata degli attacchi. Tutti i nostri partner devono comprendere cosa dipende da loro e come ogni misura sanzionatoria contribuisca ad avvicinare la pace e a salvare vite umane.

E ancora qualche altro punto.

Stiamo collaborando con il team per realizzare nuovi scambi di prigionieri. Speriamo di vedere presto dei risultati. Abbiamo anche parlato con Ihor Klymenko: a breve si terrà una riunione del Consiglio di Sicurezza e Difesa Nazionale per affrontare la situazione, purtroppo, che si registra sulle strade ucraine. Oggi nella capitale si è verificato un altro incidente assolutamente sconsiderato: un’auto che procedeva ad alta velocità si è scontrata con un altro veicolo ed è finita sul marciapiede. La persona al volante, francamente, avrebbe dovuto perdere la patente già da tempo. Sono state presentate petizioni e appelli in merito alla situazione stradale, tra cui quello di Oleksii Hlushych, padre di un dodicenne morto in un incidente stradale. Dobbiamo aumentare la responsabilità di coloro che violano sistematicamente le norme del codice della strada e dimostrano disprezzo per la vita umana. Non servono modifiche di facciata alle regole e alle sanzioni, ma misure efficaci. Mi aspetto che il Segretario del Consiglio di Sicurezza e Difesa Nazionale coinvolga i parlamentari, le organizzazioni della società civile e tutte le istituzioni statali necessarie nella preparazione delle opportune modifiche. Dobbiamo proteggere ogni vita e creare le condizioni in cui la vita sia realmente tutelata. Ringrazio tutti coloro che hanno a cuore il nostro Paese e il nostro popolo!

https://www.president.gov.ua/en/news/vazhlivo-shob-dosvidcheni-komandiri-otrimuvali-bilshe-spromo-105857
https://www.youtube.com/watch?v=DLhp7t41K7A&t=7s
https://www.analisidifesa.it/2026/08/il-dramma-della-121a-brigata-rivela-le-condizioni-in-cui-versano-le-forze-ucraine/

Incontro tra il Ministro degli Esteri Sergey Lavrov e il Ministro degli Affari Esteri della Repubblica del Ghana Samuel Okudzeto Ablakwa, Mosca, 17 agosto 2026

Desidero proporvi alcuni ampi stralci di questo particolare incontro sia perché gli storici rapporti tra Mosca e Accra ci ricordano l’epoca del Pan socialismo africano del presidente Kwame Nkrumah (1909–1972), simbolo della penetrazione sovietica nel continente africano degli anni ’60-‘70, sia perché Lavrov ha voluto con forza ribadire l’impegno di Mosca in Africa. Dalla lettura attenta delle dichiarazioni, emerge con forza la crisi divenuta sistemica esistente tra la gran parte dei Paesi europei e la Russia e il contestuale fallimento della strategia europea volta a determinare una sorta di isolamento diplomatico di Mosca sotto il profilo delle relazioni internazionali. La Russia si propone nuovamente con forza in Africa, mentre gli USA sembrano sostanzialmente disinteressarsene, e la possibile futura creazione di un asse strategico sino russo nel continente africano, ricordando le immense risorse africane e il livello della penetrazione cinese in Africa, rappresenterebbe per l’Europa una sconfitta grave e difficilmente recuperabile nel medio periodo.

Leggiamo insieme alcuni stralci:

Dichiarazioni introduttive

Siamo molto lieti di ospitarla a Mosca. Questa è la sua prima visita in qualità di Ministro degli Esteri della Repubblica del Ghana. Spero che insieme potremo garantire la continuità delle nostre relazioni. Anche il suo predecessore ha visitato la Russia. Oggi è una buona opportunità per fare il punto della situazione e confrontarci sui progressi compiuti. Firmeremo un documento importante: un accordo sull’esenzione dal visto per i titolari di passaporti diplomatici e di servizio, fondamentale per promuovere i contatti tra i due governi in tutti i settori, ovviamente il Ministero degli Esteri, i Ministeri dell’Economia, del Commercio, degli Investimenti, degli Scambi umanitari e dell’Istruzione.

Il Ghana è per noi storicamente uno dei partner più importanti nell’Africa occidentale. Ricordiamo sempre il vostro primo presidente, Kwame Nkrumah, che godeva di grande popolarità nel mio Paese. È stato uno dei politici più eminenti che hanno guidato il movimento di decolonizzazione. Non posso non menzionare anche Kofi Annan, un altro grande ghanese, mio carissimo amico, che ha ricoperto la carica di Segretario Generale delle Nazioni Unite dal 1997 al 2006. È ricordato come una delle persone migliori ad aver ricoperto questa importante posizione, non schierandosi mai, dimostrando sempre equilibrio e saggezza, e basando le sue azioni sulla Carta delle Nazioni Unite e sui suoi principi, applicati non in modo selettivo, ma nella loro interezza.

Constatiamo inoltre che il presidente John Mahama continua a promuovere un programma di unificazione nel continente africano, nell’ambito dell’Unione Africana e anche negli affari internazionali. Oggi avremo l’opportunità di discutere delle nostre relazioni bilaterali, della cooperazione commerciale, economica, educativa e umanitaria, ma saremmo anche lieti di ricevere una sua valutazione della situazione in Africa, soprattutto considerando che alcune crisi persistono nonostante gli sforzi dell’Unione Africana e della comunità internazionale.

Naturalmente, discuteremo anche delle importanti questioni internazionali in altre parti del mondo, tra cui lo Stretto di Hormuz, la situazione in America Latina e nel continente europeo, dove i nostri vicini europei continuano a minacciare la Russia con una sconfitta strategica.

Dichiarazioni e risposte del Ministro degli Esteri Sergey Lavrov alle domande dei media al termine dell’incontro con il ministro degli esteri del Ghana

Abbiamo avuto una discussione approfondita e franca su una vasta gamma di punti all’ordine del giorno bilaterale, nonché su questioni regionali e internazionali. Abbiamo constatato che le relazioni tradizionalmente amichevoli tra i nostri Paesi si fondano su solide basi di solidarietà e mutua assistenza, basi gettate durante la lotta contro il colonialismo e la costruzione della sovranità e dello Stato del Ghana. Condividiamo l’impegno comune di promuovere le relazioni in tutti i settori su queste solide e affidabili fondamenta.

Rivolgendosi all’economia, al commercio, agli investimenti e allo sviluppo industriale del Ghana, il Ministro ha sottolineato in particolare l’interesse del Presidente John Mahama a creare quanto più valore aggiunto possibile all’interno del Paese, piuttosto che continuare a esportare materie prime affinché altri Paesi ne traggano i principali benefici e lo stesso valore aggiunto. Siamo pronti a sostenere questo obiettivo in ogni modo possibile. 2

Oggi abbiamo discusso dei preparativi per la prossima, la quinta, riunione della Commissione intergovernativa per la cooperazione commerciale, economica, scientifica e tecnica, che si terrà a Mosca entro la fine dell’anno. Le date saranno concordate a breve. Abbiamo discusso di energia, compresa l’energia nucleare, quale uno dei settori promettenti per i nostri sforzi, anche nel contesto dei preparativi per la riunione della Commissione intergovernativa. In questo ambito sono già stati compiuti progressi concreti. Abbiamo inoltre affrontato i temi dell’esplorazione geologica, dell’agricoltura, della fornitura di fertilizzanti, delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione e molto altro. Da parte nostra, accogliamo con favore l’interesse dei nostri amici a sviluppare contatti con operatori economici russi. Pianificheremo a breve le misure appropriate per la realizzazione di progetti specifici. Ripeto: il governo del Ghana ha dimostrato un chiaro interesse, così come molti operatori economici russi. Abbiamo discusso anche di questo oggi. Abbiamo preso atto del positivo slancio dei legami militari e tecnico-militari. I nostri amici dovrebbero a breve completare la ratifica dell’Accordo intergovernativo sulla cooperazione tecnico-militare, che certamente darà ulteriore impulso al lavoro in questo settore. Per quanto riguarda le questioni regionali, abbiamo discusso principalmente, naturalmente, di sicurezza e antiterrorismo nel continente africano, con particolare attenzione alla situazione nella vasta regione del Sahara-Sahel.

Questa situazione riguarda il Ghana e altri paesi dell’Africa occidentale. Siamo pronti a fornire il necessario supporto agli africani, anche per la normalizzazione delle relazioni tra i membri dell’ECOWAS e i tre paesi dell’Alleanza degli Stati del Sahel, che si sono ritirati dall’ECOWAS ma rimangono paesi confinanti. Siamo interessati a normalizzare queste relazioni, così come le relazioni tra i tre paesi del Sahel nell’ambito della loro partecipazione all’Unione Africana.

Il Ghana presiederà l’Unione Africana il prossimo anno e, visto il solido e proficuo curriculum dei nostri amici, non abbiamo dubbi che ciò darà nuovo impulso sia al lavoro pratico dell’Unione Africana sia alla sua unità interna. Ho ringraziato i nostri partner per aver condiviso le priorità che i nostri colleghi ghanesi promuoveranno durante la loro presidenza. In questo contesto, abbiamo anche concordato che il terzo Vertice Russia-Africa, che si terrà a Mosca alla fine di ottobre, rappresenterà una tappa importante nello sviluppo del nostro partenariato strategico con l’Unione Africana. Sono grato al mio collega e amico per avermi informato che il Presidente Mahama ha confermato la sua partecipazione a questo vertice.

Domande dei media

Domanda: Mosca definisce la sua collaborazione con gli stati del Sahel come una partnership di sicurezza. Come valuta la Russia la diffusione dell’instabilità dal Sahel agli stati costieri dell’Africa occidentale? Quale ruolo specifico è disposta ad assumere per prevenire le minacce a Ghana, Costa d’Avorio, Togo e Benin?

Sergey Lavrov: Abbiamo appena affrontato la questione. Il Ministro ha espresso, in termini esaustivi e franchi, la posizione del suo Presidente e quella del Ghana in merito alle modalità con cui l’Africa occidentale dovrebbe impegnarsi per rafforzare la sicurezza, principalmente contro le minacce terroristiche. È universalmente riconosciuto che tale impegno richiede lo sforzo congiunto di tutti gli Stati della regione, compresi sia i membri attuali dell’ECOWAS sia i Paesi che compongono l’Alleanza degli Stati del Sahel.

Accogliamo con grande favore il fatto che il Presidente della Repubblica del Ghana, John Mahama, stia dedicando una notevole attenzione alla normalizzazione delle relazioni tra l’ECOWAS e l’Alleanza degli Stati del Sahel. La posizione della Russia è pienamente in linea con questo approccio. Durante una recente visita in Africa – sia nei colloqui con i vertici dell’Unione Africana, sia negli incontri con i ministri degli Esteri dell’Alleanza degli Stati del Sahel – abbiamo sostenuto l’imperativo di superare le difficoltà, per molti aspetti create artificialmente, e di instaurare un impegno costruttivo e positivo basato su un’agenda di reciproco vantaggio. Ciò include tutti i Paesi da voi citati: Ghana, Costa d’Avorio, Togo e Benin. Manteniamo contatti regolari con tutte le nostre controparti, nonché con i vertici dell’ECOWAS. Sosteniamo la necessità di un consolidamento. A tal proposito, la Russia firmerà a breve un memorandum d’intesa sulla collaborazione con l’ECOWAS, anche nel settore della sicurezza. L’interesse in merito è evidente. Il nostro collega lo ha ribadito oggi.

Pertanto, sono convinto che sarebbe nel nostro comune interesse – pur riconoscendo l’imperativo immediato e quotidiano di garantire la sicurezza delle popolazioni nei paesi dell’Africa occidentale – costruire ponti e attuare misure concrete tra l’ECOWAS e l’Alleanza degli Stati del Sahel. Siamo pronti a facilitare questo processo.

Domanda: Come rispondereste alle accuse mosse da alcune organizzazioni occidentali per i diritti umani, che attribuiscono la morte di civili in Mali all’Africa Corps?

Sergey Lavrov: È risaputo che il Corpo d’Africa del Ministero della Difesa della Federazione Russa opera rigorosamente entro i limiti della legalità, agendo in risposta alle richieste ufficiali dei legittimi governi degli stati africani e svolgendo le missioni affidate alle sue unità da queste autorità legittime. Tra questi compiti, il più importante è respingere gli attacchi terroristici, orchestrati, tra gli altri, da alcuni paesi che non riescono ancora ad accettare la perdita del loro dominio coloniale in Africa.

Il coinvolgimento della Francia in questo ambito è un segreto di Pulcinella: il Paese è direttamente coinvolto con gruppi armati illegali, fornendo loro armi, finanziandoli e impartendo loro istruzioni. In particolare, la Francia istruisce questi gruppi a creare difficoltà per quei Paesi – in questo caso, quelli della regione sahariana-saheliana – che hanno deciso, in modo definitivo, di recidere i legami con le loro ex potenze coloniali e perseguono con fermezza questo obiettivo.

È allarmante che coloro che orchestrano e finanziano dall’estero queste operazioni che coinvolgono gruppi armati illegali stiano ora reclutando ucraini, e non semplici mercenari, ma militari di carriera. Non si tratta più di singoli episodi 3terroristici; si tratta di terrorismo di Stato, diretto contro i Paesi del Sahel. In primavera, le suddette formazioni illegali, con il supporto dell’Ucraina, hanno sferrato un attacco significativo contro il Mali. L’Africa Corps ha contribuito a sventare questo attacco. Non conosco i commenti di quelli che lei definisce “difensori occidentali dei diritti umani”, ma sono già caduti in disgrazia.

Abbiamo anche discusso dell’espansione della presenza di RT e dell’agenzia di stampa Sputnik in Africa. Il Ministro degli Affari Esteri della Repubblica del Ghana, Samuel Okudzeto Ablakwa, ha sostenuto una maggiore rappresentanza dei media internazionali nel suo Paese, affinché sia la popolazione che gli Stati limitrofi possano acquisire una comprensione completa di come i diversi organi di informazione valutano gli eventi globali. Per quanto riguarda RT e Sputnik, va notato che, anche prima dei recenti sviluppi, nel 2017, Emmanuel Macron, assumendo la carica di Presidente della Francia, rispondendo alla domanda di un giornalista durante una conferenza stampa sul perché a RT e Sputnik fosse stato negato l’accredito al Palazzo dell’Eliseo, affermò, in sostanza, che non erano affatto organi di informazione, bensì strumenti di propaganda. Tale era il riconoscimento che riservava ai media rispettati in tutto il mondo.

Visto che ho accennato alla dimensione ucraina di queste attività terroristiche orchestrate in Africa, vorrei commentare le dichiarazioni del Ministro degli Affari Esteri della Repubblica del Ghana, Samuel Okudzeto Ablakwa, riguardo ai cittadini maliani che hanno firmato contratti con le nostre Forze Armate nell’ambito dell’operazione militare speciale. Comprendiamo che alcuni di loro abbiano agito per solidarietà con una nazione che un tempo li aiutava nella lotta contro il razzismo. Altri hanno stipulato tali contratti per motivi finanziari, e questo non è affatto insolito.

Le informazioni relative ai termini di questi contratti sono facilmente reperibili pubblicamente su diverse piattaforme. Abbiamo spiegato più volte che tutte queste questioni sono sotto lo stretto controllo del Ministero della Difesa della Federazione Russa. Richieste simili sono pervenute anche da molti altri Paesi. Il Ministero della Difesa della Federazione Russa dispone di un dipartimento dedicato che esamina, e sono certo che prenderà in considerazione anche, le ulteriori richieste ricevute oggi dai nostri amici ghanesi.

Domanda: In seguito alla visita del presidente russo Vladimir Putin sull’isola di Iturup, la parte giapponese ha espresso una cosiddetta protesta al nostro ambasciatore a Tokyo. Notiamo che sono trascorsi diversi giorni, ma l’ambasciatore giapponese non è ancora stato convocato dal Ministero degli Esteri russo. Potreste cortesemente chiarire la situazione?

Sergey Lavrov: Sapete, i nostri colleghi e vicini giapponesi hanno certamente oltrepassato il limite della decenza con le loro dichiarazioni del tutto inaccettabili, secondo cui il Presidente della Federazione Russa non può visitare alcuna parte della Federazione Russa. Per inciso, porto sempre con me la Carta delle Nazioni Unite. Sempre. E, come potete vedere, ora mi è tornata utile. Anche il Giappone è membro delle Nazioni Unite, sebbene inizialmente fosse stato designato come “stato nemico” nella stessa Carta. Ha aderito all’ONU dopo aver espiato le sue politiche militariste e il genocidio perpetrato contro numerosi popoli. Entrando a far parte dell’ONU e firmando e ratificando la Carta delle Nazioni Unite, il Giappone ha riconosciuto integralmente i principi ivi sanciti, sia nella loro interezza che nella loro interrelazione.

Spero sinceramente che i nostri vicini giapponesi leggano la Carta nella sua interezza prima di ratificarla, compreso l’articolo 107, che recita: “Nessuna disposizione della presente Carta invaliderà o precluderà le azioni, nei confronti di qualsiasi Stato che durante la Seconda Guerra Mondiale sia stato nemico di uno qualsiasi dei firmatari della presente Carta, intraprese o autorizzate a seguito di tale guerra dai Governi responsabili di tali azioni…”.

Credo che non ci sia nulla da discutere. Se i nostri colleghi giapponesi stanno ora tentando di riscrivere il diritto internazionale per adattarlo ai propri interessi e a quelli degli Stati Uniti, con i quali mantengono una stretta alleanza; se stanno cercando di eludere la responsabilità storica delle loro azioni e se stanno violando la propria Costituzione – o, quantomeno, annunciando l’intenzione di farlo, visti i loro discorsi sui tre principi non nucleari e i tentativi delle loro forze armate di svolgere attività all’estero precedentemente proibite dalla Costituzione – allora questo è, ovviamente, profondamente inquietante. Ma se vogliono distogliere l’attenzione da questa linea militare apertamente aggressiva attaccando la Federazione Russa e, perdonate le parole dure, accusandoci di violare il diritto internazionale, consiglierei loro di farsi gli affari propri. Hanno già abbastanza problemi da affrontare in patria.

Per quanto riguarda i nostri ambasciatori, l’ambasciatore russo è stato convocato al Ministero degli Esteri giapponese, dove gli è stata consegnata questa protesta. Non appena abbiamo appreso come il Primo Ministro Sanae Takaichi e il suo Ministro degli Esteri avevano descritto la visita del nostro Presidente nel suo Paese per incontrare i cittadini, abbiamo convocato l’ambasciatore giapponese.

La risposta che abbiamo ricevuto dall’Ambasciata giapponese è stata alquanto vaga. Hanno esitato e poi hanno spiegato che non sarebbe stato in grado di venire venerdì 14 agosto, né lunedì 17 agosto, cioè oggi. Ci è stato detto che non si trovava a Mosca o che non stava bene. Non abbiamo ben compreso la situazione. Questo è davvero sorprendente, dato che l’ambasciatore è noto per la sua inesauribile energia. È arrivato qui un paio di anni fa ed è costantemente impegnato a cercare di incontrare qualcuno. Recentemente, senza chiedere autorizzazione né informare il nostro Ministero, ha portato qui una delegazione di imprenditori con un programma poco chiaro e un elenco altrettanto poco preciso di persone che intendevano incontrare. Rappresentanti sia del nostro Ministero che del Ministero dell’Industria e del Commercio russo li hanno incontrati. Poi, improvvisamente, è emerso che verso la fine della visita l’ambasciatore aveva organizzato una sorta di oscuro gruppo di lavoro. Dopodiché, hanno iniziato a accampare scuse, affermando che non era corretto. 4

Con un’energia così inesauribile, forse non sorprende che a volte ci si possa sentire poco bene. In ogni caso, abbiamo convocato l’ambasciatore, che è atteso al Ministero degli Esteri. Discuteremo del comportamento della leadership giapponese in relazione alla visita del presidente russo Vladimir Putin sull’isola russa di Iturup, nonché di come un ambasciatore dovrebbe comportarsi nel paese ospitante, nel rispetto sia delle leggi locali sia delle procedure stabilite per i diplomatici stranieri – in questo caso, in Russia.

https://mid.ru/en/foreign_policy/news/2133441/

Stefano Silvio Dragani già generale di Brigata dell’Arma dei Carabinieri. Laureato in Scienze Politiche e in Scienze della Sicurezza, ha ottenuto anche un master di II livello in Studi Africani. Dopo incarichi operativi in Italia, ha svolto missioni internazionali in AlbaniaKosovoGhanaSomaliaRuanda e Belgio, lavorando come esperto di sicurezza e stabilizzazione in aree di crisi, anche per conto dell’Unione Europea. Ha tenuto docenze e seminari in Italia e all’estero – dall’Università di Padova alla Scuola Ufficiali dei Carabinieri, fino ai congressi ONU sul terrorismo globale – ed è stato special advisor sia del Ministro della Sicurezza della Somalia che delle forze di polizia di Rwanda e Uganda.

È autore di cinque saggi pubblicati da Fawkes Editions, casa editrice romana: “Frammenti di vita”(2022), dedicato alla sua lunga esperienza africana; “La Cavalleria: uno stile di vita” (2023), un affresco storico-militare; “Conflitti e parole”(2024), centrato sui rapporti tra Africa e grandi potenze; “Un altro mondo” (2025) e “Ultimo Miglio” (2026), un’analisi attuale delle crisi in Medio Oriente e Ucraina. Ha vissuto sedici anni in Friuli Venezia Giulia, cinque dei quali a Sistiana, alle porte di Trieste, città a cui è profondamente legato. La sua visione internazionale si coniuga con una forte consapevolezza del ruolo strategico dell’Italia e del nostro territorio nel contesto geopolitico globale.

Articolo di Stefano Silvio Dragani




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