Come avere un’autovettura nuova e con servizi inclusi per chi ha un ISEE sotto 30mila euro: requisiti, rottamazione obbligatoria, domanda e regole del nuovo noleggio sociale.
In piena estate 2026, è nata una nuova e inedita misura: il noleggio sociale auto, che consente di prendere una vettura, in formula a lungo termine, con soli 100 euro al mese, senza anticipo e con assicurazione e manutenzione comprese. In questo articolo ti spieghiamo cos’è questo nuovo sostegno, chi può richiederlo e come funziona. Ci soffermeremo in particolare sui requisiti e sulla domanda da presentare per ottenere la macchina nuova a un prezzo basso, con la formula del noleggio sociale auto a lungo termine: il programma sperimentale destinato alle famiglie con ISEE inferiore a 30.000 euro che devono sostituire una vecchia automobile con una nuova.
La misura, promossa dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) e gestita dall’ACI, punta infatti a raggiungere due obiettivi: facilitare l’accesso alla mobilità delle persone con minore capacità economica e, nello stesso tempo, favorire la sostituzione delle auto più vecchie e inquinanti.
Il programma è sperimentale e resterà in vigore fino al 30 giugno 2030. La prima dotazione finanziaria ammonta a 50 milioni di euro.
Attenzione, però: avere un ISEE basso, e precisamente inferiore a 30.000 euro, non basta da solo per ottenere l’agevolazione. Il decreto MIMIT del 3 luglio 2026 stabilisce una serie piuttosto articolata di requisiti e impone, tra l’altro, la rottamazione di un’autovettura fino a Euro 4 posseduta da almeno un anno.
Vediamo allora chi può ottenere il noleggio sociale, quanto costa, quali auto sono disponibili e come si presenta la domanda.
Cos’è il noleggio sociale auto
Il noleggio sociale è una particolare forma di noleggio a lungo termine agevolato.
Invece di acquistare l’automobile o finanziarne il prezzo attraverso un prestito, il beneficiario utilizza per tre anni un veicolo messo a disposizione da ACI e paga un canone sociale mensile non superiore a 100 euro, IVA compresa.
Non è quindi un bonus in denaro e neppure uno sconto da utilizzare liberamente presso un concessionario.
Le auto vengono acquistate dall’ACI attraverso una procedura pubblica e successivamente assegnate ai beneficiari che hanno presentato domanda e superato la verifica dei requisiti.
Alla fine del noleggio il beneficiario potrà restituire il mezzo oppure, se vuole tenerlo, avrà una corsia preferenziale per acquistarlo a un prezzo scontato.
Chi può richiedere il noleggio sociale
Il requisito più conosciuto è quello economico: occorre avere un ISEE inferiore a 30.000 euro.
Ma questo è soltanto il primo requisito, e da solo non è sufficiente.
Alla data di presentazione della domanda il richiedente deve possedere contemporaneamente tutte le condizioni previste dal decreto. In particolare deve:
- essere una persona fisica residente, anche fiscalmente, in Italia;
- avere un ISEE inferiore a 30.000 euro;
- avere un contratto di lavoro a tempo indeterminato oppure percepire una pensione oppure avere presentato la dichiarazione dei redditi in ciascuno dei tre precedenti periodi d’imposta;
- essere titolare di un conto corrente bancario o postale e di una carta di credito;
- non avere carichi pendenti e non risultare protestato o con procedimenti amministrativi a proprio carico;
- non essere segnalato presso la Centrale dei rischi;
- possedere almeno la patente di categoria B;
- non avere già beneficiato del programma, anche attraverso un familiare convivente;
- non avere già usufruito dei contributi auto previsti dai DPCM 6 aprile 2022 e 20 maggio 2024.
Sono quindi condizioni molto più restrittive del semplice limite ISEE.
Un esempio
Una persona con ISEE di 22.000 euro, patente B e un lavoro a tempo indeterminato non ha automaticamente diritto all’auto sociale. Dovrà possedere anche gli altri requisiti previsti dal decreto e, soprattutto, dovrà avere un’autovettura fino a Euro 4 da rottamare. Viceversa, chi ha un ISEE di 18.000 euro ma possiede soltanto una Euro 5 non può accedere alla misura, perché manca il requisito della rottamazione.
È obbligatorio rottamare una vecchia auto
La rottamazione della vecchia autovettura posseduta è una delle condizioni fondamentali del programma.
Il richiedente deve rottamare un veicolo di categoria M1, cioè un’autovettura, omologato fino alla classe Euro 4, immatricolato in Italia.
L’auto deve risultare intestata da almeno 12 mesi al richiedente oppure a un suo familiare convivente.
Questo significa che non è necessario che la vecchia automobile sia personalmente intestata a chi presenta la domanda: può essere, ad esempio, quella del coniuge convivente, purché siano rispettate le altre condizioni.
Non è invece sufficiente rottamare una moto, uno scooter o un furgone: il decreto richiede espressamente un veicolo appartenente alla categoria M1.
Al momento della domanda bisognerà indicare la targa dell’auto da rottamare.
Il certificato che dimostra l’avvenuta demolizione dovrà poi essere consegnato ad ACI nei 30 giorni precedenti la prevista consegna della nuova automobile. Se il documento non viene consegnato, si decade dal beneficio e il veicolo viene assegnato a un altro richiedente in graduatoria.
Le spese necessarie per la rottamazione restano a carico dell’utente.
Quali auto si possono ottenere
Non tutte le automobili possono essere inserite nel programma.
Il decreto stabilisce che i veicoli devono essere nuovi di fabbrica, appartenenti alla categoria M1, acquistati e immatricolati in Italia, omologati almeno Euro 6 e con emissioni di CO₂ non superiori a 135 grammi per chilometro.
C’è anche un limite di prezzo: il listino ufficiale della casa automobilistica, optional compresi, non può superare 14.800 euro IVA esclusa.
Questo è un punto importante perché il beneficiario non riceverà un bonus da spendere scegliendo liberamente l’auto presso un concessionario.
Saranno l’ACI e la procedura di gara a individuare il modello o i modelli disponibili.
Non è neppure previsto che il veicolo debba essere necessariamente elettrico: ciò che conta è il rispetto della classe ambientale e della soglia massima di emissioni stabilite dal programma. Anche ACI chiarisce che marca, modello e motorizzazione dipenderanno dall’esito della gara pubblica.
Quanto costa il noleggio sociale
Il decreto stabilisce un canone sociale non superiore a 100 euro al mese, IVA compresa.
Si tratta dunque di una soglia massima: la formulazione normativa non impone necessariamente che il canone sia sempre esattamente di 100 euro.
Il contratto disciplinato dal decreto ha una durata di 36 mesi.
Se si applicasse il canone massimo per l’intero periodo, il costo base sarebbe quindi, di 3.600 euro (100 euro × 36 mesi).
Non è previsto alcun anticipo iniziale. Il pagamento viene effettuato mensilmente in via anticipata tramite SEPA, SDD oppure carta di credito.
Quanti chilometri si possono percorrere
Il contratto prevede un massimo di 12.000 chilometri all’anno, cioè 36.000 chilometri nell’arco dei tre anni.
Superare questo limite non significa necessariamente perdere il beneficio, ma comporta il pagamento di costi extra-canone.
Il loro importo dovrà essere indicato preventivamente nelle tabelle comunicate al momento della sottoscrizione del contratto.
È quindi un aspetto da controllare con attenzione prima della firma, soprattutto per chi utilizza l’automobile ogni giorno per percorrere lunghi tragitti.
Cosa comprende il canone di 100 euro
Uno degli aspetti più interessanti della misura è che il canone non comprende soltanto l’utilizzo dell’automobile.
La Tabella A allegata al decreto include una serie piuttosto ampia di servizi: copertura RCA, furto e incendio, Kasko, atti vandalici, cristalli ed eventi naturali; manutenzione ordinaria e straordinaria; pneumatici All Season alla consegna; soccorso stradale H24; gestione di multe e sinistri; customer service e, nei casi stabiliti dal contratto, auto sostitutiva.
Sono previste franchigie. Ad esempio, per la RCA la franchigia massima è di 250 euro, per la Kasko di 500 euro e per furto e incendio è prevista una franchigia del 10% del danno, comunque non superiore a 1.000 euro.
Restano invece a carico dell’utilizzatore le normali spese legate all’uso dell’auto, come carburante o ricarica, pedaggi e parcheggi, oltre naturalmente alle eventuali multe, franchigie e ai servizi aggiuntivi richiesti.
I dettagli definitivi saranno comunque contenuti nei contratti di noleggio pubblicati prima dell’apertura delle adesioni.
Può guidare l’auto anche un familiare?
Sì. Al momento della stipula del contratto il beneficiario può indicare un secondo guidatore, purché sia un familiare convivente.
È invece espressamente vietato il subnoleggio dell’automobile ad altre persone.
Come si presenta la domanda
La procedura sarà telematica.
ACI utilizzerà un apposito sistema informatico per la prenotazione dei veicoli. L’apertura dello sportello sarà annunciata con un avviso pubblicato sul sito del MIMIT e comunicata anche attraverso i canali istituzionali di ACI.
Non è prevista una graduatoria che privilegi automaticamente chi possiede l’ISEE più basso. Le automobili saranno infatti assegnate, dopo la verifica dei requisiti, seguendo l’ordine cronologico di presentazione delle domande, fino all’esaurimento della flotta disponibile.
La rapidità nella presentazione della richiesta potrebbe quindi diventare decisiva.
Al momento, però, non è ancora possibile inviare la domanda. ACI conferma che lo sportello telematico è ancora in fase di definizione e che non è stata comunicata una data ufficiale di apertura.
Conviene quindi diffidare da siti o soggetti che promettono già oggi di “prenotare” l’auto sociale: l’apertura ufficiale sarà comunicata dal MIMIT e da ACI.
Quante auto saranno disponibili
Per l’avvio del programma il decreto stanzia 50 milioni di euro, destinati all’acquisto delle vetture, alle coperture assicurative e ai servizi connessi.
Secondo le indicazioni diffuse da ACI, nella prima fase la disponibilità dovrebbe essere di circa 3.000 automobili.
È quindi prevedibile che le richieste possano essere molto superiori alle auto effettivamente disponibili. Proprio per questo il criterio cronologico assume particolare importanza.
Cosa succede dopo i 36 mesi
Alla fine del contratto il beneficiario non è obbligato ad acquistare l’automobile.
Ha però un diritto preferenziale all’acquisto.
Se vuole tenere il mezzo, deve manifestare il proprio interesse ad ACI entro 90 giorni dalla scadenza del contratto.
Il prezzo di vendita dovrà essere scontato di almeno il 10% rispetto alle quotazioni medie di mercato dell’auto in quel momento.
Quindi lo sconto del 10% non viene applicato al prezzo che l’automobile aveva da nuova, ma al suo valore di mercato residuo dopo il periodo di utilizzo.
Se al termine dei tre anni il valore medio di mercato dell’auto fosse di 9.000 euro, lo sconto minimo del 10% sarebbe di 900 euro. Il prezzo massimo per il beneficiario sarebbe quindi di 8.100 euro.
Se invece l’utente non vuole acquistare il mezzo, ACI potrà venderlo secondo le altre modalità previste dal decreto.
Quando si perde il diritto al noleggio sociale
Il beneficio non è definitivamente acquisito al momento dell’assegnazione dell’auto: alcuni requisiti devono continuare a essere rispettati durante il rapporto.
Il decreto prevede la decadenza, tra l’altro, se vengono meno i requisiti di ammissibilità oppure se il beneficiario non paga due mensilità, anche non consecutive.
La perdita del diritto scatta anche in caso di mancato pagamento di multe, franchigie o altri oneri addebitabili, di subnoleggio del veicolo e in alcune ipotesi di furto, incendio o perdita totale dell’automobile.
Chi perde uno dei requisiti deve comunicarlo immediatamente ad ACI, che può recuperare il veicolo.
Ancora più pesanti sono le conseguenze per chi ottiene l’agevolazione senza averne diritto. Se ACI accerta, anche attraverso controlli a campione, un accesso indebito al programma, recupera l’automobile e richiede la restituzione del beneficio, quantificato dal decreto in 300 euro per ogni mese di noleggio indebitamente fruito, ferme restando eventuali ulteriori responsabilità civili, amministrative o penali.
In sintesi: a chi conviene il noleggio sociale e perché non tutti potranno averlo
Il nuovo noleggio sociale può rappresentare un’opportunità soprattutto per chi possiede un’automobile molto vecchia, ha un reddito familiare contenuto e avrebbe difficoltà a sostenere il costo di acquisto o di finanziamento di una vettura nuova.
Il vantaggio non sta soltanto nel canone massimo di 100 euro al mese, ma anche nel fatto che nel prezzo sono compresi numerosi costi tipici del possesso di un’auto, a partire da assicurazione e manutenzione.
La platea, però, è più ristretta di quanto possa apparire. Non basta avere un ISEE sotto 30.000 euro: bisogna rispettare tutti gli altri requisiti previsti dal decreto, possedere una vecchia autovettura fino a Euro 4 da rottamare e riuscire a presentare la domanda in tempo utile prima dell’esaurimento delle auto disponibili.
Il primo appuntamento da tenere sotto controllo sarà quindi l’apertura dello sportello telematico MIMIT-ACI. Solo da quel momento sarà possibile prenotare effettivamente il veicolo.
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Paolo Remer
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