C’è una fotografia che racconta più delle parole quello che sta accadendo sotto le Mura di Tramontana di Trapani.
A Porta Botteghelle, sulla spiaggia, la posidonia ha formato un vero e proprio “lago”.
Che non è un lago, naturalmente: è l’acqua rimasta intrappolata tra gli accumuli della pianta marina e le depressioni dell’arenile e, spostando gli accumuli, si sono create questi ristagni, ha spiegato il Dirigente ai Lavori Pubblici, Orazio Amenta.
Ma l’immagine rende bene la dimensione del problema.
La spiaggia continua infatti a essere invasa dalla posidonia. Non soltanto sulla battigia: anche nello specchio d’acqua antistante si è formata una fascia scura, visibile dal lungomare, che scoraggia chi vorrebbe fare il bagno. In piena estate, con il centro storico affollato di residenti e turisti, la questione è diventata inevitabilmente anche un problema di fruizione.
E così, Trapani si trova a fare i conti con una domanda apparentemente semplice: come rendere frequentabile una spiaggia senza combattere contro il suo stesso ecosistema?
La posidonia non è un rifiuto
La premessa è doverosa: la Posidonia oceanica non è un rifiuto. È una pianta marina endemica del Mediterraneo e le sue praterie costituiscono uno degli ecosistemi più importanti del “mare nostrum”. Le foglie che si staccano naturalmente vengono trasportate dal moto ondoso e dalle correnti fino alla costa, dove possono formare le cosiddette banquettes, accumuli anche molto consistenti.
Queste strutture svolgono una funzione importante: trattengono sedimenti, attenuano l’azione delle onde e contribuiscono a proteggere la spiaggia dall’erosione.
È quindi possibile che, quello che per il bagnante appare come un problema, rappresenti per l’arenile una vera e propria barriera naturale.
Per questo la gestione della posidonia spiaggiata non significa semplicemente “pulire”. In determinate condizioni è possibile anche spostare gli accumuli all’interno dello stesso arenile, come sta avvenendo a Trapani.
I lavori sono partiti, ma il mare può riportarla
I lavori proseguiranno fino a mercoledì, tempo e mare permettendo. I cumuli sono enormi e possono essere utilizzati soltanto piccoli mezzi gommati, proprio per evitare di danneggiare la spiaggia.
Le banquettes vengono spostate alle due estremità dell’area, verso Porta Ossuna e piazza ex Mercato del Pesce, in modo da liberare i tratti maggiormente frequentati.
Ma non è una rimozione definitiva. E qui entra in gioco il mare.
Il vento di grecale e le correnti da nord-est potrebbero infatti alimentare nuovamente gli accumuli. La posidonia potrebbe tornare sulla battigia, oppure distribuirsi diversamente lungo la costa.
In un modo o nell’altro, comanda il mare.
Lo raccontano anche i residenti più anziani del centro storico, abituati alle grandi ondate di maestrale che portano normalmente molta posidonia a riva. Per chi è cresciuto qui, in fondo, la regola è sempre stata semplice: ci sono le alghe, ci si sposta e si fa il bagno dove il mare è libero.
Diverso il punto di vista di chi lavora con le strutture ricettive affacciate sulle Mura. Gli accumuli, soprattutto quando marciscono, producono odori forti e rendono più difficile la fruizione dell’arenile, oltre a diventare ricettacolo di insetti.
Sono due percezioni diverse dello stesso fenomeno. Ed entrambe meritano attenzione.
La soffolta cambierà anche la posidonia?
La domanda, a questo punto, sorge spontanea. Da mesi, infatti, sono in corso i lavori per la realizzazione della soffolta lungo il litorale nord, anche davanti alle Mura di Tramontana.
La scogliera sommersa è stata progettata per attenuare l’energia del moto ondoso, favorire l’accumulo della sabbia e contrastare l’erosione costiera.
L’intervento interessa circa un chilometro di litorale e punta anche alla protezione delle antiche Mura e alla stabilizzazione dell’arenile.
Ma una barriera che modifica il moto ondoso potrebbe modificare anche la distribuzione della posidonia?
Il condizionale è d’obbligo: potrebbe ridurre in alcuni punti il flusso verso la spiaggia, ma non è detto che la posidonia scompaia. Potrebbe semplicemente cambiare percorso, concentrandosi in altre zone della baia oppure modificando forma e dimensione degli accumuli.
La stessa progettazione dell’intervento prevede monitoraggi della dinamica del litorale e della Posidonia. Solo con il tempo sarà quindi possibile capire quali effetti produrrà realmente la nuova opera.
Del resto, le grandi “montagne” di posidonia rappresentano una sorta di protezione naturale per le Mura di Tramontana.
Dopo i lavori di riqualificazione realizzati nel 2005, anche con la rimozione delle banquettes è riemersa la spiaggia, diventata rapidamente uno dei luoghi più amati dai trapanesi.
Quella spiaggia oggi è nel cuore della città e proprio per questo il problema non può essere ignorato.
Una spiaggia da attrezzare, ma fino al 31 ottobre
C’è poi un’altra partita che si intreccia con quella della posidonia.
Il Comune di Trapani ha finalmente il progetto esecutivo per dotare di servizi il waterfront delle Mura di Tramontana. La Giunta ha approvato un intervento da 96.840 euro, finanziato dalla Regione Siciliana, che riguarda Porta Ossuna, ex Mercato del Pesce, Bastione Conca e via Sant’Anna.
Sono previsti quattro punti di accesso al mare. Porta Ossuna e l’ex Mercato del Pesce saranno i due poli principali, con bagni pubblici, docce, sedute, passerelle e segnaletica. Più leggero l’allestimento alle Mura e in via Sant’Anna.
Le strutture saranno amovibili e completamente reversibili, come richiesto dalla Soprintendenza. I servizi igienici saranno ospitati in moduli prefabbricati, mentre pedane e passerelle saranno semplicemente poggiate sulla sabbia.
Un progetto pensato per rendere più facile vivere il mare del centro storico senza trasformare stabilmente l’arenile.
Ma c’è una data che pesa: 31 ottobre. Entro quella data tutto dovrà essere smontato.
E allora emerge una piccola contraddizione: mentre si lavora per rendere più accessibile la spiaggia, alcuni tratti, soprattutto a Porta Botteghelle, sono ancora occupati dalle banquettes e la stagione balneare è già nel pieno.
Non una guerra alla posidonia
Per questa estate, probabilmente, la soluzione più ragionevole è quella della convivenza.
Non si può pensare di eliminare la posidonia per trasformare Porta Botteghelle in una spiaggia qualsiasi. Ma nemmeno si può lasciare l’arenile senza accessi e servizi, soprattutto in un luogo che attira residenti e turisti proprio perché consente di fare il bagno a pochi passi dal centro storico.
Si potrebbe quindi intervenire nei tratti meno interessati dagli accumuli, creando corridoi di accesso al mare e utilizzando le passerelle previste dal progetto, sul modello di altre esperienze siciliane, per consentire ai bagnanti di superare la fascia di posidonia e raggiungere l’acqua qualche metro più avanti.
Ma forse c’è anche un’altra strada: spiegare.
Raccontare ai bagnanti cos’è una banquette, perché si forma e quale funzione svolge. Potrebbe spiegare che la Posidonia contribuisce alla protezione delle spiagge, alla biodiversità marina, alla qualità dell’acqua e alla capacità degli ecosistemi costieri di assorbire carbonio.
Cambiare la percezione, insomma, senza negare il problema.
Perché il disagio dei bagnanti è reale, così come è reale il valore ambientale della posidonia.
E sotto le Mura di Tramontana questa convivenza è forse la vera sfida.
La soffolta proverà a modificare le dinamiche del litorale, i lavori in corso cercano, nell’immediato, di liberare la spiaggia ed il nuovo progetto punta a renderla più accessibile.
Ma il risultato finale non è ancora scritto.
Il mare non legge i progetti, non guarda i cronoprogrammi e non rispetta le stagioni balneari.
Sposta sabbia, porta posidonia, modifica le correnti e costruisce nuovi equilibri.
Per capire cosa succederà davvero bisognerà aspettare la fine dei lavori e, soprattutto, il tempo necessario perché la costa trovi il suo nuovo equilibrio.
Nel frattempo, però, una domanda resta sul tavolo: si può fare il bagno sotto le Mura senza dover scegliere tra la spiaggia e la natura?
Forse sì. Ma bisognerà imparare a vivere entrambe.
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redazione@tp24.it (Valentina Colli)
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