Il rispetto delle basiche regole di convivenza è di fondamentale importanza nei contesti abitativi condivisi, eppure non sempre i residenti vi si adeguano. Al fine di stimolare una partecipazione più attiva e rispettosa da parte di tutti, spesso si ricorre a indicazioni visive o testuali per ricordare i doveri che derivano dal vivere nel medesimo palazzo. Ma quali caratteristiche deve avere un cartello per chiudere la porta in condominio? In linea generale, le richieste devono essere riportate in modo chiaro e garbato, nel rispetto dei limiti da regolamento condominiale e dalle norme applicabili del Codice Civile.
Cosa significa il cartello “Tenere la porta chiusa”
Per quanto di primo acchito le indicazioni dei cartelli appesi in condominio possano sembrare banali, in realtà spesso sottendono necessità profonde dello stabile. Ad esempio, quale significato può avere una richiesta apparentemente scontata come “tenere la porta chiusa”?
Nella sua semplicità, la richiesta di non lasciare socchiuse porte e portoni risponde all’obiettivo di preservare l’integrità del patrimonio comune e, fatto non meno importante, la sicurezza dei residenti. Dal punto di vista funzionale e pratico, l’indicazione ha infatti lo scopo di:
- prevenire accessi illeciti e reati, perché un’entrata non perfettamente chiusa agevola l’ingresso da parte di malintenzionati o personale non autorizzato, che potrebbe causare danni sia alle parti comuni che alle unità private del condominio;
- garantire l’efficienza energetica delle parti comuni, evitando che spifferi e correnti d’aria determinino una dispersione termica che, giocoforza, si rifletterà con un aumento dei consumi per tutti;
- tutelare le condizioni igienico-sanitarie e il decoro dello stabile, limitando l’ingresso in condominio di animali e insetti, così come il trasporto involontario di detriti o fogliame.
Cosa significa il cartello “Si prega di accompagnare la porta”
In modo del tutto simile, anche l’indicazione di accompagnare la porta si basa su motivazioni profonde per il condominio. Innanzitutto, la corretta movimentazione dell’infisso è indispensabile per garantirne la durata nel tempo, evitando così costose spese di riparazione ai condomini.
Dopodiché, il cartello per chiudere piano le porte rappresenta una richiesta anche funzionale:
- alla tutela della quiete dello stabile, evitando colpi repentini e rumori improvvisi che potrebbero disturbare il riposo dei residenti;
- alla preservazione degli impianti, soprattutto se le porte sono dotate di serratura elettrica, che potrebbe danneggiarsi a causa di sollecitazioni violente;
- alla sicurezza fisica degli stessi condomini che, sbattendo le porte, potrebbero ferirsi o danneggiare altri proprietari.
Quali frasi si possono scrivere sul cartello per la porta
Al fine di garantire la massima comprensione per i condomini, ed evitare malcontento e controversie, il cartello per chiudere le porte dovrebbe sempre presentare un tono garbato e cordiale, preferendo un taglio collaborativo e responsabilizzante. A questo scopo, si utilizzano spesso delle formule equilibrate ma efficaci, quali ad esempio:
- “Si prega di chiudere il portone accompagnandolo”;
- “Si invita a verificare la corretta chiusura del portone dopo ogni passaggio”;
- “Invitiamo ad accertarvi che la serratura sia scattata prima di allontanarvi”;
- “Si prega di non lasciare l’accesso principale aperto, al fine di garantire la tranquillità di tutti”;
- “Attenzione: si prega di chiudere con delicatezza la porta per non arrecare disturbo ai condomini”;
- “Al fine di evitare danni al portone, si raccomanda di guidare l’anta fino alla completa chiusura”.
Per evitare fraintendimenti e incomprensioni, si dovrebbe evitare di scrivere le indicazioni a mano: a questo scopo, online si possono trovare diversi modelli di cartello per chiudere la porta in condominio da stampare gratis.
Quando sono legali i cartelli in condominio
Oltre alle questioni pratiche, prima di affiggere comunicazioni è sempre utile anche valutarne l’applicabilità a livello legale. In linea generale, la legittimità di un cartello per la chiusura del portone del condominio è strettamente legata alla sua attinenza con la conservazione del bene, evitando toni autoritari o vessatori.
Sebbene non vi sia una norma specificatamente pensata per cartelli in condominio, il contesto di riferimento è quello dell’articolo 1102 del Codice Civile, che consente a ciascun partecipante di servirsi delle parti comuni – inclusi i muri dell’androne, dove verrà appesa la comunicazione – purché non ne alteri la destinazione e non impedisca ad altri di farne parimenti uso.
Inoltre, l’articolo 1130 del Codice Civile attribuisce all’amministratore il compito di disciplinare l’uso delle parti comuni e dei servizi correlati, garantendo quindi implicitamente la possibilità di affiggere avvisi. In linea generale, è utile sottolineare che il cartello deve:
- rispondere a una necessità reale, come accessi non autorizzati documentati, furti tentati o ripetuta negligenza da parte dei residenti;
- essere collocato in punti visibili, ma non invasivi o tali da alterare l’uso della parte comune.
Quali limiti deve rispettare un cartello in condominio
Per contro, l’esposizione di avvisi deve rispettare precisi confini, sia a tutela del decoro dello stabile che dei diritti inviolabili dei singoli condomini. In particolare, ogni comunicazione:
- deve garantire la privacy dei condomini, ai sensi del Regolamento (UE) 2016/679 e del D.Lgs. 196/2003, evitando di indicare nominativi, numeri di interno, targhe di autoveicoli o altri dettagli idonei a identificare pubblicamente i condomini che hanno trasgredito alle regole;
- non può contenere ritorsioni o multe arbitrarie non approvate dall’assemblea ed espressamente inserite in regolamento, ai sensi dell’articolo 70 delle Disposizioni di Attuazione del Codice Civile;
- deve tutelare il decoro architettonico dello stabile, senza deturpare materiali quali marmi e pareti comuni, ad esempio con nastri adesivi o colle permanenti;
- deve essere proporzionale alle esigenze da tutelare, senza generare allarmi ingiustificati sulla sicurezza dello stabile.
Chi può appendere cartelli per ricordare di chiudere la porta
Per quanto gli androni rientrino a pieno titolo nelle parti comuni dello stabile, di solito la facoltà di appendere cartelli non è lasciata all’iniziativa dei singoli condomini. Rientra infatti nelle generali competenze organizzative in capo all’assemblea condominiale e all’amministratore di condominio.
È infatti utile sapere che, secondo prassi ben consolidate:
- l’assemblea può deliberare la collocazione di cartellonistica fissa e standardizzata, con quorum autorizzativi in prima convocazione pari alla maggioranza degli intervenuti, purché rappresentino i 500 millesimi dello stabile, come previsto dall’articolo 1136 del Codice Civile;
- l’amministratore può affiggere avvisi nell’ambito del proprio mandato, per garantire il buon uso delle parti comuni e la conservazione dello stabile, all’interno delle funzioni previste dall’articolo 1130 del Codice Civile.
Il regolamento può limitare l’uso di cartellonistica?
È inoltre utile sapere che il regolamento condominiale può fissare specifici limiti per il ricorso alla cartellonistica in condominio, anche esplicitando dei divieti. In particolare:
- il regolamento assembleare, ovvero approvato a maggioranza, può fissare criteri di standardizzazione visiva – ad esempio, dimensioni, colori e font – oppure identificare quali spazi siano idonei all’affissione;
- il regolamento contrattuale, di solito predisposto dal costruttore e accettato dai condomini contestualmente all’atto d’acquisto, può imporre divieti assoluti di affissione o riservare la facoltà di comunicazione esclusivamente all’amministratore.
Cosa fare se un condomino lascia sempre il portone aperto
Infine, cosa fare se la predisposizione degli avvisi non sortisce gli effetti sperati, tanto che uno o più condomini si rifiutano di rispettare le norme comuni? Lo stabile ha a disposizione degli strumenti di tutela:
- la segnalazione formale all’amministratore, affinché possa inoltrare un richiamo o una lettera di diffida ai colpevoli, da parte dei condomini eventualmente lesi o di sua spontanea iniziativa;
- l’irrogazione di sanzioni pecuniarie, se approvate dall’assemblea ed esplicitate nel regolamento condominiale, ai sensi dell’articolo 70 delle Disposizioni di Attuazione del Codice Civile. In questo caso, è possibile comminare multe fino a 200 euro per la singola infrazione e fino a 800 euro per le violazioni ripetute.
In alternativa, l’assemblea può valutare soluzioni decisamente più pratiche, come l’installazione di un chiudiporta idraulico automatico o di una serratura elettromeccanica a scatto immediato, affinché la porta venga bloccata a ogni passaggio, nonostante la negligenza dei singoli condomini.
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Marco Grigis
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