Supplenze GPS (150 preferenze): i tre errori da evitare nella domanda. Il Punto di Giuseppe Semeraro


La compilazione delle 150 preferenze richiede una strategia precisa, soprattutto dopo le novità introdotte quest’anno sul funzionamento dell’algoritmo e sul cosiddetto “ripescaggio”. Nel corso del Question Time di Orizzonte Scuola condotto da Andrea Carlino, Giuseppe Semeraro, esperto di normativa scolastica, ha indicato i tre errori più frequenti che possono compromettere l’assegnazione di una supplenza o portare a un incarico meno favorevole rispetto alle aspettative.

Secondo l’esperto, l’algoritmo esegue esclusivamente le istruzioni inserite dal candidato e non effettua valutazioni sulla convenienza delle scelte espresse.

Inserire gli spezzoni troppo presto può bloccare l’assegnazione

Il primo errore riguarda l’ordine con cui vengono indicate le tipologie di posto nelle preferenze.

Molti aspiranti, fin dalle prime sedi inserite, selezionano contemporaneamente incarichi annuali, supplenze fino al termine delle attività didattiche e spezzoni.

“L’algoritmo si fermerà laddove troverà una disponibilità”, ha spiegato Semeraro.

Ciò significa che, se tra le prime preferenze è disponibile uno spezzone, il sistema può assegnarlo senza proseguire nell’esame delle preferenze successive, anche se più avanti sarebbe stata disponibile una cattedra intera al 31 agosto.

Per questo motivo l’esperto suggerisce di costruire la domanda seguendo una precisa gerarchia tra le diverse tipologie di incarico.

Prima le preferenze ordinarie, poi i nuovi posti orario

La seconda indicazione riguarda una delle novità introdotte quest’anno: i posti orario.

Secondo Semeraro, queste preferenze dovrebbero essere collocate dopo quelle ordinarie dedicate alle cattedre intere e alle cattedre orario esterne.

L’obiettivo è consentire all’algoritmo di verificare prima la disponibilità delle tipologie di incarico considerate più favorevoli e solo successivamente prendere in esame i posti orario costituiti dagli spezzoni aggregati dagli Uffici scolastici.

L’esperto suggerisce inoltre di organizzare le preferenze in modo progressivo, partendo dalle sedi più facilmente raggiungibili e ampliando gradualmente il raggio geografico in funzione delle proprie reali disponibilità.

Non è più necessario indicare tutta la provincia

Il terzo errore riguarda una convinzione diffusa nelle precedenti procedure.

Con il nuovo funzionamento dell’algoritmo non è più indispensabile inserire tutte le scuole della provincia per aumentare le probabilità di ottenere una nomina.

“Mettete solo le preferenze legate a sedi che potete raggiungere”, ha raccomandato Semeraro.

Grazie al meccanismo del ripescaggio, infatti, il sistema torna a riesaminare le preferenze nei turni successivi di nomina, riducendo la necessità di estendere la domanda a sedi che il candidato non sarebbe disposto ad accettare.

Attenzione alle conseguenze di una scelta eccessivamente ampia

Secondo l’esperto, indicare sedi irraggiungibili soltanto per aumentare le possibilità di ottenere una supplenza può rivelarsi controproducente.

Se l’algoritmo assegna una sede inserita volontariamente nella domanda e il docente rinuncia all’incarico, trovano applicazione le sanzioni previste dalla normativa, con l’impossibilità di ottenere ulteriori supplenze da GPS al 30 giugno o al 31 agosto per il periodo stabilito.

Per questo motivo Semeraro invita a compilare la domanda privilegiando esclusivamente le scuole e i territori nei quali si è realmente disponibili a prendere servizio, sfruttando la maggiore flessibilità garantita dal nuovo sistema di ripescaggio.


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