La Val Vigezzo, incastonata tra le Alpi piemontesi e la Svizzera, sorprende per la sua natura scenografica e per un patrimonio culturale che le ha valso il nome di “Valle dei Pittori”. Negli ultimi anni è tornata al centro dell’attenzione grazie alla Ferrovia Vigezzina – Centovalli e a un’offerta outdoor accessibile in ogni stagione. Qui si concentra una guida essenziale e pratica per scegliere quando andare, come muoversi e quali tappe non perdere, con idee concrete per un soggiorno da uno a tre giorni.
Dove si trova e perché sorprende
Un altopiano alpino tra Lago Maggiore e Toce, con i paesi allineati e le cime sullo sfondo. La Val Vigezzo si apre nell’Ossola, tra la parte alta del Lago Maggiore e il corso del Toce. A distinguerla è una morfologia inusuale per l’arco alpino: non esiste un unico corso d’acqua centrale, ma due torrenti – Melezzo e Melezza – che scorrono in direzioni opposte creando un ampio altopiano.
Sui suoi margini si dispongono i principali centri abitati: Craveggia, Druogno, Malesco, Santa Maria Maggiore, Re, Toceno e Villette. Sullo sfondo, la catena del Monte Rosa e cime come la Pioda di Crana e il Pizzo la Scheggia chiudono un orizzonte che cambia colore a ogni stagione.
Quando andare: stagioni e scenari
Colori d’autunno, neve e mercatini d’inverno, trekking e bike tra primavera ed estate. La scelta del periodo incide molto sull’esperienza. In autunno i boschi virano su gialli e rossi intensi e il viaggio sul trenino panoramico diventa particolarmente fotogenico. L’inverno porta sci e ciaspole alla Piana di Vigezzo, oltre ai mercatini natalizi. Tra primavera ed estate dominano giornate lunghe, sentieri accessibili e un calendario fitto di eventi all’aperto: condizioni ideali per alternare musei, borghi e natura, mantenendo spostamenti contenuti.
Come arrivare e muoversi tra i paesi
Il riferimento è Domodossola, raggiungibile in auto dall’asse Milano-Gravellona Toce e, da lì, con la SS337 che entra in valle toccando uno dopo l’altro i centri principali. Da Torino il percorso converge sullo stesso nodo di Gravellona Toce e prosegue verso Domodossola. Senza auto si può contare sulla Ferrovia Vigezzina – Centovalli, che collega Domodossola a Locarno con fermate utili in valle (tra cui Druogno, Santa Maria Maggiore, Malesco, Re).
Borghi d’arte: tappe chiave della “Valle dei Pittori”
Chiese affrescate, scuole d’arte e musei diffusi: il patrimonio si incontra camminando. La definizione storica di “Valle dei Pittori” riflette secoli di committenze sacre e di artisti attivi tra Piemonte, Lombardia e Svizzera. Molto è raccolto nella Scuola di Belle Arti Rossetti Valentini a Santa Maria Maggiore, ma l’arte sacra vive soprattutto nelle chiese dei paesi, spesso a pochi passi da botteghe e case in pietra.
Santa Maria Maggiore
Centro più vivace della valle, si presta a una visita a piedi tra vicoli lastricati e palazzi signorili. Qui si incontrano il Museo dello Spazzacamino, che ricostruisce la storia dura di chi emigrava giovanissimo verso il Nord Europa, la Casa del Profumo Feminis-Farina, dedicata all’origine dell’Acqua di Colonia, e la Scuola di Belle Arti Rossetti Valentini, con opere di Giuseppe Mattia Borgnis, Lorenzo Peretti, Enrico Cavalli, Giovanni Battista Ciolina, Carlo Fornara e Maurizio Borgnis. Da vedere anche la parrocchiale di Santa Maria Assunta, con interni ricchi di affreschi.
Re
Il profilo del Santuario della Madonna del Sangue domina il borgo. Il culto nasce nel 1494 da un affresco mariano che, secondo la tradizione, avrebbe sanguinato dopo essere stato colpito da un sasso. L’attuale edificio, consacrato nel Novecento, custodisce l’immagine originaria ed è meta di pellegrinaggi regolari, oltre che tappa scenografica anche per chi viaggia senza finalità devozionali.
Craveggia
Raccolto e raffinato, colpisce per i tetti in pietra scura, i camini slanciati e le facciate decorate, spesso frutto delle rimesse degli emigranti di ritorno. Nella chiesa dei Santi Giacomo e Cristoforo si conserva il Tesoro di Craveggia, un insieme di arredi sacri di rilievo storico e artistico.
Malesco
Porta naturale al Parco Nazionale della Val Grande, propone l’Ecomuseo regionale della Pietra Ollare e degli Scalpellini, articolato tra lavatoi, un mulino storico e un museo archeologico. Il profilo del paese è segnato dalle chiese dei Santi Pietro e Paolo e del Gabbio, quest’ultima legata a un voto successivo alla peste del Cinquecento.
Villette
Circondata da castagneti e prati, è nota come “Paese delle Meridiane” per le numerose meridiane dipinte su case e chiesa. Merita una sosta la Ca’ di Feman da la Piazza, casa-museo che restituisce ambienti e oggetti della vita contadina vigezzina.
Druogno e Toceno
Due centri più defilati ma autentici, segnati da chiese riccamente decorate e una vita associativa ancora viva. A Druogno il polo “UniversiCà” valorizza memoria e tradizioni locali; da Toceno si accede a sentieri verso Arvogno e l’alta valle.
Trenino Vigezzina – Centovalli: l’esperienza panoramica
Da Domodossola a Locarno tra boschi, gole e piccoli nuclei di case sospesi sui ponti. La linea panoramica taglia la Val Vigezzo con fermate strategiche, poi scende in Svizzera tra valloni e viadotti fino al Lago Maggiore. È un viaggio che vale da solo una giornata, specie in autunno quando i colori esaltano il paesaggio.
Natura e outdoor: Piana di Vigezzo e Val Grande
Altopiani panoramici in quota e il più grande territorio “wilderness” d’Italia a due passi. Con la cabinovia da Prestinone (Craveggia) si raggiunge la Piana di Vigezzo, a circa 1.725 metri: in inverno piste da sci e ciaspolate, in estate escursioni e bike tra alpeggi e malghe con viste che abbracciano il Monte Rosa.
A poca distanza si entra nel Parco Nazionale della Val Grande, istituito negli anni Novanta, circa 15.000 ettari privi di centri abitati dove hanno trovato spazio camosci, cervi e rapaci come l’aquila reale. Prima di addentrarsi nei percorsi più interni è essenziale informarsi su difficoltà e meteo tramite il sito del parco o guide locali.
Escursioni facili e panoramiche
Per chi preferisce camminate senza eccessivi dislivelli, la valle offre molte opzioni segnalate. Il Monte di Dissimo dal borgo omonimo (comune di Re) segue il tracciato M41 tra prati, boschi e aree di sosta con vista sui paesi di Re, Folsogno e Olgia. Dalla Piana di Vigezzo è molto frequentato l’itinerario alla Bocchetta di Moino e ai laghetti di Moino e Ruggia, piccoli specchi d’acqua incastonati tra erba e roccia. Chi cerca qualcosa di più lungo può salire da Arvogno all’Alpe Motti e al Lago Panelatte lungo il sentiero M21, ai piedi del Pizzo del Corno: salita regolare, ambiente silenzioso e ampi panorami ripagano l’impegno.
Sapori e tradizioni da assaggiare
Nelle trattorie e nei rifugi si trovano piatti che raccontano il territorio con pochi ingredienti e sapori netti, spesso tramandati nei quaderni di famiglia. Conviene mettere in agenda alcune specialità simbolo e costruire intorno a esse le soste gastronomiche del viaggio.
- Polenta vigezzina, servita con formaggi fusi, uova, funghi o sughi di selvaggina; in alcune versioni è arrostita in padella.
- Gnocchi al cucchiaio “Gnoch ad la Chigiàa”, morbidi e irregolari, con burro d’alpe e formaggi locali, talvolta arricchiti da erbe di prato.
- Stinchéet, sottili sfoglie acqua e farina cotte su piastre roventi e condite con burro fuso: uno street food alpino essenziale e gustoso.
- Salumi tipici come mortadella di fegato, salamini di capra e prosciutto crudo vigezzino, affumicato con bacche di ginepro, da abbinare a toma vigezzina e caprini.
- Pane nero di Coimo, a base di segale, ottimo con burro e confetture di piccoli frutti; tra i dolci, “pan e lac” e “fiacia”, ricette di tradizione contadina.
Eventi da segnare in agenda
Alcune ricorrenze sono diventate veri richiami, capaci di trasformare i borghi in palcoscenici a cielo aperto e di coinvolgere residenti e visitatori con un clima partecipato.
- Settembre: Raduno Internazionale dello Spazzacamino a Santa Maria Maggiore, con sfilate e incontri che omaggiano un mestiere simbolo dell’emigrazione vigezzina.
- Ottobre: “Fuori di Zucca”, tra decorazioni, piatti a tema e mercatini nel centro storico di Santa Maria Maggiore.
- Dicembre (Immacolata): mercatini di Natale a Santa Maria Maggiore, tra luci, profumi e artigianato diffuso.
Articolo visto su (travel.thewom.it) In Piemonte c’è una valle magica che sembra un quadro: è il paradiso tra borghi d’arte e trenini panoramici
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