Quanto vale il lavoro di un educatore? Lo raccontano 569 famiglie


Cinquecentosessantanove famiglie, ovvero l’80% di quelle iscritte nella primavera 2025 ai 14 nidi d’infanzia gestiti in Lombardia dalla cooperativa sociale Koinè. È il campione a cui fa riferimento una valutazione di impatto sociale che analizza i cambiamenti generati dai servizi educativi nella vita quotidiana di bambini, famiglie e comunità.

Sede a Novate Milanese, 400 lavoratrici e lavoratori e 30 anni di esperienza alle spalle, la cooperativa è la stessa che qualche mese fa ha lanciato a Milano una campagna di comunicazione che ha generato dibattito. Raffigurava in gigantografia alcune specie in via di estinzione con i volti di operatori sociali. «Dopo quel percorso che puntava a riportare il lavoro sociale al centro dell’attenzione pubblica, ci siamo posti una domanda molto concreta: come rendere visibile il valore del lavoro educativo?», spiega la presidente Alessia Minuz. «La risposta che ci siamo dati è nella scelta di misurare l’impatto dei nostri nidi d’infanzia. Non per ridurre tutto a numeri, ma per dare valore a ciò che spesso resta invisibile».

Fiducia, dialogo, corresponsabilità

Il primissimo dato restituito dall’analisi ha a che fare con la partecipazione, ampia, da parte delle famiglie: «Rappresenta già di per sé un segnale di fiducia, corresponsabilità e disponibilità al confronto», riflette Sonia Auzzani, responsabile dei servizi educativi della cooperativa Koinè. «Raramente indagini di questo tipo riescono a raggiungere livelli di adesione così elevati. Per noi non rappresenta soltanto un successo metodologico: è il segnale di una comunità educante che sceglie di esprimersi e di contribuire alla crescita dei servizi. Dimostra che le famiglie si sentono parte del servizio nido, ma anche di un progetto più ampio. Percepiscono che la loro opinione viene ascoltata e considerata importante, tanto da dedicare tempo e cura nella compilazione dei questionari. Per noi il loro punto di vista rappresenta un contributo concreto al miglioramento della proposta educativa».

Sonia Auzzani, responsabile dei servizi educativi della cooperativa Koinè.

E poi ci sono i numeri. «Se devo sceglierne solo uno, direi che ci ha colpito particolarmente il fatto che oltre il 95% delle famiglie esprima una valutazione molto positiva del rapporto con le educatrici e gli educatori», riflette Auzzani. «È un dato che parla della qualità delle relazioni e del lavoro educativo quotidiano. I nidi attraversano un momento molto delicato della vita delle famiglie. Sapere che una così ampia maggioranza di genitori si sente ascoltata, sostenuta e coinvolta ci conferma che il cuore del nostro lavoro non è soltanto l’organizzazione del servizio, ma la capacità delle professioniste e dei professionisti dell’educazione di costruire relazioni significative».

Un’infrastruttura sociale

Il nido emerge non solo come servizio di conciliazione, ma come infrastruttura sociale: un luogo in cui si costruiscono autonomia, competenze e benessere collettivo. Il 92% delle famiglie esprime valutazioni positive sulle competenze motorie e sull’autonomia, l’88% sulla crescita comunicativa e linguistica dei propri figli e l’86% sulla gestione delle emozioni e delle relazioni. «I bambini che frequentano i nidi vengono descritti come sereni, curiosi e competenti e le famiglie si sentono accolte, ascoltate e sostenute», aggiunge. «Il nido non fa crescere soltanto i bambini, ma anche gli adulti. Molti genitori dichiarano di aver acquisito maggiore fiducia nelle proprie competenze educative e di comprendere meglio i bisogni dei figli».

Raccontare le professioni del sociale non è un atto di cronaca, ma un atto culturale e politico. È la scelta di portare finalmente sotto i riflettori chi lavora nell’ombra, chi svolge un mestiere che la società finge di rispettare e che invece tratta con noncuranza. Lo facciamo su VITA magazine di maggio.
SOCIAL WORKER, SENZA DI LORO PERDIAMO TUTTI

Accanto ai punti di forza, la valutazione evidenzia anche ambiti di miglioramento, in particolare la possibilità di rafforzare ulteriormente le occasioni di incontro tra famiglie e la conoscenza delle opportunità presenti sul territorio. «Per Koinè, misurare l’impatto significa anche assumersi la responsabilità di ascoltare ciò che funziona e ciò che può essere migliorato. Sono indicazioni preziose perché ci aiutano a progettare servizi sempre più capaci di generare comunità».

«Un lavoro fatto con amore e dedizione»

La valutazione è stata presentata nelle scorse settimane anche in occasione delle feste di fine anno dei nidi, come restituzione alle famiglie e come occasione per condividere il senso di un percorso che guarda alla qualità dei servizi non come risultato statico, ma come processo continuo di cura, ascolto e miglioramento. «Molti genitori raccontano di essersi sentiti ascoltati nei momenti di dubbio, sostenuti durante le fasi più delicate della crescita e più sicuri nel proprio ruolo educativo grazie al confronto quotidiano con il personale del nido», continua la responsabile dei servizi educativi. «Il fatto che oltre il 95% delle famiglie dichiari fiducia nelle educatrici restituisce bene questo valore».

Molto significativo, secondo Auzzani, è anche il riscontro delle amministrazioni locali. Per il sindaco di Cologno Monzese Stefano Zanelli, «i nidi d’infanzia non rispondono soltanto ai bisogni di conciliazione delle famiglie, ma svolgono un ruolo fondamentale nella crescita dei bambini e nel rafforzamento del tessuto sociale».

Quanto vale il lavoro di un educatore professionale? Forse la risposta sta nei messaggi che i genitori dei bambini che l’anno successivo passeranno all’infanzia lasciano per quelli che entreranno a settembre. Un papà ha scritto: «È un lavoro fatto con amore, dedizione, disponibilità, educazione e costante voglia di migliorarsi». Per una mamma, l’asilo nido è «un supporto per noi che va oltre il lasciare il bambino in un posto sicuro quando siamo al lavoro».

I dettagli della ricerca sono disponibili qui

Le fotografie sono della cooperativa sociale Koinè

Vuoi fare un regalo?

Abbiamo creato apposta le gift card! Regala l’abbonamento a VITA, regala 1 anno di contenuti e informazione. Scegli il tipo di abbonamento, ottieni il codice e giralo a una persona a cui tieni.




#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
 Daria Capitani

Source link

Di