A Lomazzo la rassegna per Francesco Somaini il centenario


Da qualche giorno chi attraversa l’area feste di Via Cavour, a Lomazzo (in provincia di Como), incontra una presenza inattesa: una grande scultura nera, sospesa tra il bene e il male, installata a cielo aperto. È il primo segno del calendario di iniziative che la cittadina dedica al proprio scultore più illustre, nato qui esattamente un secolo fa.
Per la sindaca Paola Molteni e la consigliera delegata alle Politiche culturali Mariangela Vitale, la rassegna per Francesco Somaini a cento anni dalla nascita, rappresenta un’occasione per mettere in dialogo memoria e contemporaneità, trasformando il patrimonio culturale in uno strumento di partecipazione e di coinvolgimento della comunità attraverso un programma di performance, laboratori e attività formative.

Fortunia Vincitrice, 1997-2000, resina nera. Courtesy Archivio Francesco Somaini

Francesco Somaini, lo scultore di Lomazzo tra i protagonisti del Novecento

Francesco Somaini (Lomazzo, 1926 – Como, 2005) si forma a Brera con Giacomo Manzù, dopo un periodo in Svizzera dove il Surrealismo di Meret Oppenheim segna la sua formazione. Esordisce alla Quadriennale di Roma e alla Biennale di Venezia, poi abbandona la figura per una scultura astratta vicina al Concretismo. Nel 1959 la Biennale di San Paolo del Brasile gli assegna il primo premio internazionale per la scultura, aprendogli il mercato statunitense. Dagli Anni Settanta il suo lavoro si concentra sul rapporto tra scultura, architettura e città. Alcune opere sono oggi conservate al MoMA di New York, al Centre Pompidou di Parigi e alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, con interventi monumentali anche negli Stati Uniti e in Giappone.

A Lomazzo la rassegna per il centenario della nascita

Da domenica 12 luglio e fino a ottobre, Lomazzo ospita Un’eredità viva a Lomazzo. Francesco Somaini 1926-2005, rassegna promossa dal Comune e dalla Fondazione Somaini con associazioni del territorio. Il programma ruota attorno a tre nuclei, un’installazione scultorea in via Cavour, una mostra fotografica di scatti inediti dell’artista al lavoro e un cortometraggio documentario, affiancati da laboratori, danza e teatro per tutte le età. Dietro alle iniziative in programma emerge però un legame più intimo, quello tra lo scultore e il paese che lo ha visto nascere e lavorare per tutta la vita. Lo racconta bene Luisa Somaini, figlia dello scultore e presidente della Fondazione, citando una lettera che il padre scrisse nel 1952 all’amica Simone Frigerio: “Qui vivo in campagna fra moltissimi libri e riviste e la mutevole forma delle foglie, delle piante, della vita animale: un clima che molto giova al mio ricercare e al mio carattere“.

Fortunia vincitrice, il simbolo dell’installazione a cielo aperto

Al centro della rassegna la famiglia Somaini ha collocato un esemplare in resina nera di Fortunia vincitrice (1997-2000), versione da studio della grande opera in bronzo conservata negli uffici Bennet di Montano Lucino. La scultura appartiene al ciclo delle Fortunie, ispirato al mito, e mette in scena il conflitto tra bene e male in una composizione dinamica, dove superfici tese e forze contrapposte restano in equilibrio instabile. Curata da Luisa Somaini, l’opera occupa un’area tra l’ex cotonificio di famiglia, oggi sede di ComoNExT, la ferrovia e Villa Somaini, e dialoga con le altre sculture dell’artista già presenti in paese. Stimola inoltre una riflessione sul ruolo dell’arte nei luoghi della quotidianità e sulla sua capacità di stare in relazione con il contesto in cui viene inserita. Visitabile fino a fine settembre, diventa scenografia per le azioni performative del programma.

Gli appuntamenti da agosto a settembre della rassegna per Francesco Somaini

Dopo l’apertura di domenica 12 luglio 2026, con un laboratorio partecipativo e una performance di danza intorno alla scultura, la rassegna prosegue venerdì 14 agosto con la proiezione del cortometraggio Il mondo nuovo, nato dalla collaborazione tra la Fondazione Somaini e la Cineteca Milano, che nel 2025 ha ricevuto un archivio di filmati sul lavoro dello scultore. Sabato 26 settembre l’area feste ospita un’azione teatrale della compagnia Kepler-452, che reinventa per Lomazzo lo spettacolo Lapsus urbano il primo giorno possibile. Domenica 27 settembre due performance, Unveiled – Beneath the stone e Orizzonti prossimi, chiudono il ciclo estivo. In autunno segue una mostra fotografica curata da Luisa Somaini, con scatti di Sergio Palazzi. Gli appuntamenti sono a partecipazione libera e gratuita.

Il pensiero di Somaini, la scultura come dialogo con l’architettura

A Lomazzo si celebra soprattutto un’idea che ha attraversato tutta la parabola dello scultore: la convinzione che la scultura potesse farsi strumento di riqualificazione del tessuto urbano e interlocutrice dell’architettura. Somaini la formalizza nel 1972 nel libro Urgenza nella città, scritto con Enrico Crispolti, e la mette in pratica collaborando con architetti come Luigi Caccia Dominioni nel segno della sintesi delle arti. È questa idea, applicata oggi a uno spazio pubblico del paese, a rendere la sua eredità ancora attiva: non un monumento da contemplare a distanza, ma un’opera che rimette in relazione persone, luoghi e memoria condivisa.

Luisa Gaiardoni

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