Architettura, design, arte, fotografia, moda, cinema, teatro e musica, una Triennale che diventa “infrastruttura culturale” per connettere linguaggi e pratiche. È questo il nuovo corso della Triennale di Milano sotto la presidente di Vincenzo Trione, insediatosi lo scorso 4 giugno, e presentato oggi durante una conferenza stampa presso l’istituzione milanese.
Una nuova dimensione per connettere “linguaggi e pratiche”, un’interdisciplinarietà che permette di creare qualcosa che prima non c’era. La scelta di Maria Porro, presidente del Salone del Mobile, a vicepresidente traccia la rotta di una Triennale che vede Milano come sfondo globale: “Milano – afferma Trione – ha come tratto caratteristco l’aprirsi a quello che succede fuori”. Il futuro di Triennale Milano è quello “di una istituzione che si offre come spazio del pensiero critico, senza dimenticare il ruolo decisivo dell’istituzione che non va pensato come gabbia chiusa, ma come opera-mondo; come infrastruttura culturale nella quale le culture, i saperi, le pratiche e i media della contemporaneità si confrontano e si ibridano”.
La programmazione culturale per il quadriennio 2026-2030 sarà guidata da un tema decisivo per la contemporaneità in forma di domanda, individuato ogni anno e le mostre, il public program, le pubblicazioni e le iniziative di ricerca saranno pensate come forme di possibili risposte: “Abbiamo deciso di partire da una grande domanda decisiva del nostro tempo – spiega Trione -. Da questa domanda deriveranno le mostre, il public program e le iniziative. Ci saranno anche tante attività corsare, ma la domanda farà da cornice” sarà definita nella prima riunione del comitato scientifico prevista per oggi. “In autunno annunceremo un programma, abbiamo tempi stretti, dobbiamo farcela” aggiunge.
Durante la conferenza stampa è stato inoltre presentato il nuovo comitato scientifico, che vede Michele De Lucchi, nel ruolo di curatore design e direttore del Museo del Design Italiano, Manuela Lucà-Dazio, come curatrice architettura, e Andrea Viliani, come curatore per l’arte contemporanea. Al comitato si aggiungono alcuni consulenti scientifici per le aree disciplinari specifiche. Per rafforzare la presenza del cinema in Triennale, è stato coinvolto Paolo Mereghetti; confermati Carlo Antonelli per la musica e Luca Stoppini per la moda. Chiara Spangaro si occuperà del coordinamento scientifico dell’Archivio di Triennale. Umberto Angelini è il direttore artistico del teatro di Triennale, Damiano Gullì sarà il curatore del public program e delle attività editoriali, Marco Sammicheli sarà il Design Week Exhibition program lead. Luca Cipelletti è il direttore architettonico del Palazzo dell’Arte.
“Vorrei trasformare Triennale in un laboratorio di vitalità – sottolinea De Lucchi. Il progetto non è un atto statico, oggi più che mai è l’ideazione di uno scenario positivo, capace di guidarci attraverso le grandi contraddizioni: tra passato e futuro, tra concreto e virtuale, tra umano e digitale, tra discipline e visioni divergenti. Ho in mente un percorso che ci porti a costruire e a vivere il concetto di ‘sostenibilità dell’immaginario comune’”.
Le esposizioni comprenderanno mostre tematiche e monografiche sui protagonisti dell’arte, dell’architettura, del design e della moda, sempre riconducibili ai contenuti e alle prospettive del framework individuato. Riprendendo la tradizione delle Triennali storiche, verranno realizzati degli interventi di arte pubblica nello spazio antistante Triennale, che saranno affidati a designer architetti e artisti internazionali. La collezione permanente di design di Triennale, esposta nel Museo del Design Italiano, verrà ampliata attraverso una politica di acquisizioni per arrivare a coprire anche gli anni più recenti. Il Museo, oltre a presentare oggetti e prodotti, si occuperà anche di raccogliere la storia delle idee che hanno fatto grande il design italiano individuando le matrici generative dei più grandi successi, indagando i contesti culturali sociali e le metodologie progettuali.
Altre novità riguardano il public program, che includerà le Lezioni milanesi, un ciclo di lectures che coinvolgerà ogni anno una figura centrale del dibattito culturale contemporaneo italiano e internazionale, la rassegna Work in progress di avvicinamento alla 25ª Esposizione Internazionale con protagonisti del mondo delle arti, del cinema e della letteratura, e incontri e seminari sul ruolo delle istituzioni culturali oggi. Asma Mhalla, specialista di politica e geopolitica della tecnologia franco-tunisina, sarà tra i nomi coinvolti per il ciclo Work in progress.
Per quanto riguarda Teatro e Voce, la proposta performativa e quella musicale verranno sviluppate in modo sempre più integrato con la programmazione di Triennale. Grande rilievo verrà data all’attività del Centro studi di Triennale. Fondato nel 1935, attivo fino al 1990 e riattivato nel 2024, il Centro studi avrà il compito di individuare sia il tema dell’Esposizione Internazionale, la cui prossima edizione sarà nel 2028, che i temi interdisciplinari annuali, di definire le attività di ricerca e le pubblicazioni scientifiche. Coordinerà inoltre un hub, un programma di incubazione di idee e progettualità rivolto a figure emergenti del mondo del design, dell’architettura e della creatività che abiterà periodicamente gli spazi di Triennale.
Il Centro studi lavorerà insieme a un Advisory Board, che avrà il compito di offrire prospettive di riflessione originali e trasversali e sarà composto dalla scrittrice Melania Mazzucco, dal geografo Franco Farinelli, dalla sociologa Nathalie Heinich, dal fisico Carlo Rovelli, dal teologo e filosofo Padre Benanti e dal saggista e autore Giuliano da Empoli. Il lavoro sugli archivi verrà intensificato attraverso iniziative di ricerca e divulgazione e collaborazioni con altre istituzioni. L’archivio di Triennale sarà oggetto di progetti espositivi e di nuove strategie di comunicazione digitale, con l’obiettivo di rendere sempre più accessibili documenti e materiali.
Sempre all’interno di Cuore confluiranno le attività di alta formazione, realizzate in collaborazione con università e centri di ricerca nazionali e internazionali. Verrà avviato un percorso specialistico di livello avanzato dedicato alla curatela, agli allestimenti, alla comunicazione culturale e alla relazione con i pubblici. Sarà attivato il Triennale phd Program per nuovi dottorati di ricerca su temi centrali per l’istituzione e programmi di Fellowship per studiosi, curatori, architetti, artisti, designer, promossi attraverso bandi internazionali.
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