Ca’ Foscari 2025, la ripartizione dei 160 milioni


Tra i 160 milioni annunciati e l’addizione delle quattro voci rimane uno scarto di 700 mila euro, pari allo 0,44%. L’arrotondamento separato degli importi produce questa distanza minima.

Cifre in euro. Le percentuali sono ricavate dagli importi pubblicati per le singole poste.

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La cifra tonda riunisce spese e margini

Nel comunicato la parola investimenti comprende retribuzioni, interventi per gli studenti, lavori sugli immobili e disponibilità assegnate alle articolazioni accademiche. Nel bilancio universitario appartengono a famiglie contabili diverse. Le retribuzioni confluiscono nei costi del personale. Gli immobili entrano nel budget degli investimenti e negli ammortamenti. Borse e altri sostegni hanno capitoli dedicati. I 12,8 milioni indicano somme rimaste a Dipartimenti e Centri. Il volume lordo dei progetti finanziati segue una misura più alta.


Il voto riguarda denaro già impiegato

Il bilancio di esercizio chiude l’attività al 31 dicembre 2025. Il preventivo 2026-2028 appartiene a un documento separato e autorizza le spese del triennio seguente. L’approvazione di luglio certifica costi e proventi dell’anno concluso insieme allo stato patrimoniale e al risultato maturato. I 160 milioni non costituiscono un nuovo plafond aperto dopo il voto.

Oltre sei euro su dieci vanno alle retribuzioni

Sul totale aritmetico, le retribuzioni valgono il 62,2%. Gli interventi per gli studenti coprono il 16,8%. Gli immobili assorbono il 13,1% e le somme lasciate alle strutture accademiche l’8,0%. La prima posta equivale a 3,7 volte quella studentesca e a 7,8 volte la dotazione di Dipartimenti e Centri.

I 99,9 milioni descrivono la componente retributiva

La posta comunicata per il 2025 riguarda le retribuzioni. Il preventivo dello stesso anno collocava l’intera spesa per il personale intorno a 108 milioni e teneva l’IRAP, circa 6,7 milioni, in una riga distinta. Il consuntivo 2024 registrava 117,02 milioni includendo altre componenti. Un raffronto immediato tra 99,9 e 117,02 milioni mescolerebbe perimetri contabili diversi.

Scatti e tenure aumentano la spesa anche senza assunzioni

La previsione triennale stimava la retribuzione fissa di docenti e ricercatori in 60,9 milioni nel 2025 e 66,3 milioni nel 2027. L’incremento di 5,5 milioni comprende 2,7 milioni collegati agli scatti e alle tenure del personale già in servizio, al netto delle cessazioni certe. L’indicatore ministeriale delle spese di personale era atteso al 76,2% nel 2025 e al 79,5% nel 2027, mezzo punto sotto il limite dell’80%.

I 27 milioni nascono da due capitoli

Nel preventivo 2025, il sostegno agli studenti valeva 13.252.338 euro. Il diritto allo studio ne aggiungeva 13.865.288. L’insieme arrivava a 27.117.626 euro. L’arrotondamento al milione restituisce la cifra comunicata dopo la chiusura.


Quasi 4,6 milioni arrivavano dai fondi dell’Ateneo

La previsione che ha preceduto il consuntivo attribuiva 4.604.899 euro a risorse interne e 22.512.727 euro a finanziamenti esterni per i due capitoli studenteschi. La quota dell’Università raggiungeva il 17,0%. I trasferimenti esterni coprivano il restante 83,0%.

Un milione dell’Università completava le borse regionali

La composizione prevista comprendeva circa 5,04 milioni di euro statali e 5,38 milioni regionali. Il PNRR aggiungeva circa 2,45 milioni. Il totale esterno iscritto era pari a 12.865.288 euro. Con il milione dell’Ateneo, la copertura raggiungeva 13.865.288 euro, lo stesso importo della spesa registrata.

Nel 2026 termina la quota PNRR per le borse

Il preventivo seguente porta i proventi per le borse regionali a 9,5 milioni, con una contrazione di 3.365.288 euro. La cessazione dei 2.453.061 euro PNRR spiega il 72,9% della diminuzione. L’eventuale distanza tra borse dovute e trasferimenti statali o regionali torna così a gravare sui fondi interni.

Il budget annuale delle immobilizzazioni aveva un perimetro diverso

Il budget annuale 2025 delle immobilizzazioni autorizzava 18.893.888 euro e comprendeva poste materiali e immateriali. I 21 milioni diffusi a consuntivo riguardano edilizia e spazi, anche su cantieri avviati in esercizi precedenti. Lo scarto aritmetico di 2.106.112 euro nasce dal raffronto fra perimetri e tempi diversi. Un eventuale superamento degli stanziamenti richiederebbe l’esame dei singoli progetti.

Tesa 4 aggiunge 1.100 posti aula a San Basilio

Con l’ingresso a regime della Tesa 4, l’investimento avviato negli anni precedenti entra nell’uso quotidiano. Il polo di San Basilio dispone di 11 aule e 1.100 posti. Dopo l’apertura, alle spese di costruzione subentrano utenze, pulizie, portierato, vigilanza, manutenzione e quote di ammortamento.


Le nuove sedi aumentano spese ricorrenti e ammortamenti

Nel preventivo 2026, le utenze dell’intero patrimonio edilizio valgono 6.629.203 euro. Le pulizie assorbono 2.040.865 euro. Il portierato pesa 2.373.250 euro e i canoni di concessione altri 337.050 euro. Le quattro righe sommano 11.380.368 euro. Manutenzioni e servizi ulteriori seguono capitoli distinti.

Gli ammortamenti passano dai 10.896.322 euro iscritti per il 2025 ai 12.560.876 euro attesi nel 2028. La crescita è di 1.664.554 euro, pari al 15,3%. Ogni immobile completato entra così nel conto economico per tutta la propria vita contabile.

Rio Nuovo e gli altri cantieri incidono sugli anni seguenti

Il documento 2026-2028 collega gli anni successivi a Palazzo Rio Nuovo, Palazzo Moro, all’edificio polifunzionale del Campus scientifico di Mestre, a Turazza a Treviso, alla residenza studentesca del Lido e a San Tomà. L’ingresso progressivo degli immobili amplia la superficie gestita e aggiunge canoni e servizi di sede. Gli ammortamenti crescono nello stesso arco temporale.

I 12,8 milioni sono margini lasciati alle strutture

Il confronto annuale porta un aumento di 1,5 milioni, pari al 13,3%, calcolato sugli 11,3 milioni del 2024. La cifra indica somme che Dipartimenti e Centri destinano a programmi successivi. Nel 2024, l’Ateneo aveva acquisito 37,2 milioni da bandi competitivi. Circa 17 milioni erano legati al PNRR. Margine trattenuto e finanziamento lordo acquisito appartengono a grandezze distinte.

I 6,46 milioni riguardano una categoria MUR più larga

Nel passaggio dal budget 2024 a quello 2025, la riga Contributi MUR e altre Amministrazioni centrali scendeva da 116.442.082 a 109.982.159 euro. La differenza ammontava a 6.459.923 euro. Dentro quella categoria figurano voci ulteriori oltre al Fondo di Finanziamento Ordinario.


La quota base e quella premiale, integrate dalla perequazione, passavano invece dai 76.206.985 euro effettivi del 2024 ai 75.875.779 euro previsti per il 2025. Lo scarto era di 331.206 euro. Attribuire l’intera contrazione da 6,46 milioni al solo FFO confonderebbe il contenitore con una delle sue componenti.

Il patrimonio libero scende da 94,22 a circa 90 milioni

Al 31 dicembre 2024, il patrimonio netto non vincolato ammontava a 94.220.873 euro. La cifra tonda comunicata per il 2025 colloca la diminuzione nominale vicino a 4.220.873 euro, circa il 4,5%. L’esatto movimento richiede lo stato patrimoniale integrale perché l’importo finale è stato pubblicato senza le unità e le migliaia di euro.

Patrimonio libero e cassa seguono conti separati

Nel consuntivo 2024, la cassa netta superava il patrimonio libero di 6.557.098 euro. La prima misura denaro liquido e movimenti di tesoreria. La seconda nasce dalla differenza tra attività e passività dopo destinazioni obbligate e avanzi accumulati. Il comunicato 2025 pubblica soltanto la consistenza patrimoniale. Trattare i 90 milioni come saldo bancario porterebbe a una cifra priva di base contabile.

La chiusura supera la stima formulata a fine 2025

Durante la stesura del bilancio 2026-2028, l’Ateneo stimava 85.865.415 euro di patrimonio libero al 31 dicembre 2025 dopo lo svincolo di 12 milioni collegato alla residenza Pepe. Una seconda ipotesi, comprensiva di recuperi successivi, arrivava a 88.244.188 euro. L’importo finale arrotondato a 90 milioni supera la prima stima di circa 4,13 milioni e la seconda di circa 1,76 milioni. La comunicazione non scompone la distanza fra risultato d’esercizio e movimenti patrimoniali.

Il disavanzo previsto non coincide con l’esito finale

Il preventivo 2025 autorizzava un risultato negativo presunto di 13.919.059 euro, coperto per lo stesso importo mediante riserve. Di quella copertura, 11.098.172 euro provenivano da nuovo patrimonio non vincolato. La comunicazione di luglio espone il patrimonio residuo e non indica l’esito economico in cifra. Il disavanzo programmato rimane una previsione e non va trasformato nel consuntivo effettivo.


La VQR incide sulla quota premiale del FFO

L’ultima valutazione ha esaminato 1.753 prodotti di ricerca dell’Ateneo. Ca’ Foscari ha ottenuto il punteggio più alto fra le università venete e si è collocata nel gruppo di testa nazionale. Nell’assegnazione FFO 2024, la quota premiale valeva circa il 30% del fondo complessivo. L’80% di quella porzione dipendeva dagli esiti VQR 2015-2019. Il nuovo ciclo entra nel calcolo delle future assegnazioni statali, il cui ammontare non era fissato nella comunicazione sul consuntivo.

Il nuovo rettore parte dai conti chiusi da Tiziana Lippiello

Il documento approvato appartiene al mandato di Tiziana Lippiello. Marco Sgarbi entrerà in carica il 1° ottobre 2026 dopo l’elezione con 434 voti contro 303. Il mandato 2026-2032 inizia con il preventivo triennale già deliberato e con la consistenza patrimoniale fissata dalla chiusura 2025. Le obbligazioni legate a personale e immobili sono già incorporate nei primi esercizi della nuova amministrazione.


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 Junior Cristarella

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