La parola «archiviazione» riassume il risultato in forma giornalistica. La sequenza processuale tedesca è più stretta: la Procura aveva aperto un Prüfverfahren, cioè un esame preliminare sulla soglia minima degli indizi. Nessun Ermittlungsverfahren era ancora iniziato. Il 9 luglio l’ufficio ha deciso di non avviarlo.
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Un Prüfverfahren concluso prima dell’indagine formale
Il paragrafo 152 della Strafprozessordnung impone al pubblico ministero di agire quando emergono indizi di fatto sufficienti. Il portale federale Gesetze im Internet pubblica la stessa formula richiamata dal portavoce della Procura. Nel caso UniCredit-Commerzbank quella soglia non è stata raggiunta.
La decisione riguarda soltanto l’apertura dell’indagine penale. Le questioni societarie e di vigilanza seguono atti differenti. La Dpa ha diffuso il testo dell’ufficio e Deutsche Börse lo ha riprodotto conservando la separazione tra Prüfverfahren ed Ermittlungsverfahren. L’ufficio ha omesso altri particolari poiché l’operazione è ancora aperta e nuove indicazioni potrebbero influenzare le quotazioni.
L’esposto nasce dalle adesioni arrivate durante lo sconto
L’esposto era stato presentato dal Gesamtbetriebsrat, l’organo centrale dei rappresentanti dei lavoratori, contro ignoti. Il sospetto nasceva dal ritmo delle adesioni: per settimane il corrispettivo implicito dell’Ops aveva trattato sotto il prezzo di Commerzbank e alcune azioni risultavano ugualmente conferite con anticipo. Il presidente Sascha Uebel ha comunicato il contenuto trasmesso dalla Procura.
Il consiglio dei lavoratori riteneva che quel flusso offrisse al mercato una rappresentazione alterata del sostegno all’operazione. UniCredit ha respinto l’accusa e ha rivendicato la conformità delle proprie comunicazioni alla disciplina tedesca. Handelsblatt ha pubblicato la formula della Procura. Süddeutsche Zeitung ha ricondotto l’esposto alle adesioni arrivate durante il periodo in cui il rapporto di scambio risultava inferiore alla quotazione del titolo tedesco.
Il 17,60% e il dato sotto il 2% misurano platee diverse
Il 17,60% indica tutte le azioni consegnate all’Ops entro la fine del periodo aggiuntivo del 3 luglio. Il dato sotto il 2% isola la porzione che Commerzbank attribuisce a investitori istituzionali e retail sulla base delle informazioni ricevute dalle banche depositarie.
La distanza tra le due percentuali nasce dal perimetro usato dalla banca tedesca. Commerzbank colloca la parte residua soprattutto presso banche e soggetti collegati a UniCredit. Reuters ha riportato entrambe le cifre nello stesso servizio attribuendole ai rispettivi emittenti. Il Financial Times ha documentato la parte svolta dalle controparti in derivati nel meccanismo delle adesioni.
Dentro il 47,59% convivono quote con titoli diversi
Il 47,59% annunciato da UniCredit è una somma societaria composta da posizioni con natura giuridica diversa. Il 26,77% corrisponde ad azioni già in portafoglio. Il 17,60% riguarda titoli conferiti all’offerta e ancora soggetti al regolamento. Il 3,22% deriva da strumenti che attribuiscono il diritto alla consegna fisica.
Commerzbank separa la proprietà già registrata dalle azioni in attesa di trasferimento. I diritti contrattuali alla consegna formano una categoria ulteriore. Tagesschau ha seguito la progressione delle adesioni durante l’offerta. Il Sole 24 Ore Radiocor ha riportato il conto finale con il medesimo totale.
Il 49,65% dei voti dipende dalle azioni proprie
La differenza tra 47,59% del capitale e 49,65% dei diritti di voto deriva dalle azioni proprie di Commerzbank. Tali titoli entrano nel capitale sociale e non votano. Il denominatore assembleare risulta più piccolo di quello usato per la percentuale sul capitale.
La distanza è pari a 2,06 punti percentuali. Il rapporto tra i due numeri implica, per arrotondamento, un capitale votante pari a circa il 95,85% del totale. La quota residua del 4,15% coincide con azioni proprie prive di voto. Nessun acquisto aggiuntivo di UniCredit interviene in questo scarto.
Procura e BaFin hanno competenze separate
Il canale penale e quello di BaFin rispondono a domande diverse. La Procura cercava la base minima per ipotizzare un reato. L’autorità finanziaria tedesca esamina le comunicazioni al mercato e il rispetto delle regole dell’offerta.
Il provvedimento del 9 luglio si limita al versante penale. Le segnalazioni inviate a BaFin conservano autonomia amministrativa. UniCredit aveva chiesto alla vigilanza di esaminare le dichiarazioni di Commerzbank. La banca tedesca aveva a sua volta contestato le comunicazioni sulle adesioni. La chiusura del Prüfverfahren esaurisce l’iniziativa penale nata a giugno. Le regole di conteggio societario continuano a dividere le due banche.
Le autorizzazioni precedono il trasferimento dei voti
Commerzbank precisa che il passaggio delle azioni conferite e dei relativi diritti di voto è subordinato alle autorizzazioni richieste. UniCredit parla di processi regolamentari e di vigilanza ancora da completare in relazione al proprio investimento.
Alla data del 10 luglio il 47,59% descrive la posizione aggregata annunciata dall’offerente. La disponibilità immediata dei voti ha un perimetro più ristretto. Il numero vicino al 50% accresce il peso di UniCredit nelle future assemblee. Il governo societario resta affidato agli organi di Commerzbank finché gli atti previsti non producono il trasferimento.
Il pacchetto tedesco conserva il suo peso
Il governo federale detiene il 12% di Commerzbank attraverso il veicolo pubblico legato al salvataggio. Quel pacchetto non è stato conferito all’Ops e Berlino ha ribadito l’opposizione all’operazione.
La cogestione tedesca assegna metà dei seggi del consiglio di sorveglianza ai rappresentanti dei dipendenti. La chiusura del fronte penale non modifica questa architettura né la posizione azionaria dello Stato. La maggioranza dei voti resta sotto il 50% nel conto dichiarato. Il controllo di fatto richiede gli atti societari e prudenziali collegati al regolamento.
Dal pezzo del 15 giugno al provvedimento del 9 luglio
L’articolo del 15 giugno, UniCredit-Commerzbank, esposti a BaFin sulle adesioni Ops, si fermava al confronto sulle comunicazioni e agli esposti rivolti alla vigilanza. Il giorno seguente la Procura rese noto il Prüfverfahren. Il 9 luglio ha respinto l’apertura dell’Ermittlungsverfahren.
Il pezzo del 17 giugno sul no di Berlino registrava una quota in azioni del 39,18% prima del periodo aggiuntivo. Il risultato dell’8 luglio porta le adesioni al 17,60% e la posizione aggregata al 47,59%.
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Junior Cristarella
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