(Adnkronos) – Non si pente di nulla per quanto riguarda il legame con gli Usa, non ha intenzione di cambiare strategia e non intende tornare sull’ultimo post del presidente Trump. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nella conferenza stampa conclusiva del summit Nato di Ankara. “Un breve ma intenso vertice, che assume però particolare rilevanza in un momento nel quale lo scenario di sicurezza globale muta con una rapidità estrema”, ha sottolineato.
“Il vertice è chiaramente un’occasione per confrontarci con i colleghi, tanto sul lavoro che abbiamo fatto fin qui quanto su come rendere l’Alleanza Atlantica, che nasce come alleanza di difesa e di deterrenza, ancora più forte, ancora più solida, maggiormente capace di rispondere alle sfide complesse del nostro tempo. Credo che, in fondo, sia questo il messaggio più importante del vertice di Ankara: la Nato è un’alleanza unita, consapevole delle sfide che ha di fronte, determinata a rafforzarsi”, ha affermato.
“Ad Ankara l’Italia siede al tavolo con una sola bussola, che è la difesa del suo interesse nazionale. Per noi significa anche difesa del nostro sistema di alleanze a livello internazionale, più sicurezza concreta per gli italiani, più lavoro per le nostre imprese, rispetto per una nazione sovrana che continua a fare la sua parte a 360 gradi per la solidità dell’Alleanza, per l’unità dell’Occidente, con le sue priorità, con i suoi tempi, con la difesa dei suoi interessi, ma anche con dignità e a testa alta”, ha detto Meloni.
“Oggi parlare di sicurezza non significa solamente parlare di difesa nel senso tradizionale del termine, che pure è importante, ovviamente. Significa anche parlare di protezione delle infrastrutture critiche, della sicurezza energetica, della cybersicurezza e quindi della sicurezza dei dati, delle famiglie, delle imprese e delle pubbliche amministrazioni. Guardate il tema dei sabotaggi delle ferrovie, della protezione dei confini, della resilienza delle catene di approvvigionamento, della capacità di rispondere alle emergenze: tutti aspetti che incidono direttamente sulla libertà, sulla prosperità, sulla crescita, sulla qualità della vita dei cittadini e delle nostre comunità”, ha affermato Meloni.
“Quello che noi mettiamo a disposizione della Nato è molto di più: fa dell’Italia un fornitore di sicurezza e un alleato credibile. Lo dimostrano i quasi 3.000 militari italiani impegnati nei principali teatri dell’Alleanza. Noi siamo la nazione della Nato che offre il maggior numero di uomini e di donne nelle missioni in cui la Nato è impegnata. Non c’è una nazione che metta a disposizione più uomini dei nostri”, ha sottolineato ricordando che “come ho ribadito in Parlamento, l’Italia si è presentata a questo vertice con una percentuale del 2,8% del proprio prodotto interno lordo investito in difesa e sicurezza, registrando un aumento dello 0,71% rispetto all’anno precedente. Un aumento che riflette questa concezione più ampia della sicurezza nazionale e della resilienza strategica, perché vogliamo chiaramente rispettare gli impegni, lo faremo, ma lo vogliamo anche fare in modo sostenibile, cioè stabilendo noi i tempi, stabilendo i modi, stabilendo le priorità, in base al contesto e in base alle nostre possibilità”.
“È tempo che l’Europa garantisca la propria sicurezza da sola, e non per fare un favore a qualcuno, ma per non dipendere da nessuno. È quindi una questione di sovranità, ancora prima che di difesa”, ha aggiunto.
“Io ho una strategia in testa e quella strategia è figlia di quello che, secondo me, è nell’interesse nazionale italiano. E secondo me, nell’interesse nazionale italiano ed europeo, c’è l’unità e il rafforzamento dell’unità occidentale. Noi pagheremmo più di chiunque altro, noi dell’Europa, nel momento in cui, ancora oggi, abbiamo numerose vulnerabilità, una strategia diametralmente opposta. Quindi faccio quello che io ho sempre fatto, quello che ritenevo fondamentale per l’interesse nazionale italiano, e non ho cambiato idea su questo, indipendentemente da come possano oscillare i miei rapporti personali”, ha sottolineato la premier rispondendo a una domanda sul suo rapporto con Trump. “La mia strategia – ha ribadito – è sempre stata quella e rimarrà quella, semplicemente perché è una strategia dettata dalla convinzione e non dalla convenienza, che voi potete considerare elettorale. E, ripeto, mi siete testimoni, perché non è qualcosa che ci siamo inventati con l’arrivo di Donald Trump. Quindi no, non mi pento assolutamente di nulla di quello che ho fatto”, ha rimarcato la premier.
Quanto al ‘meme’ di Trump: “Per quello che riguarda il post, ho detto che non sarei tornata su questo argomento e non tornerò su questo argomento”. Per quello che riguarda l’investimento politico sul legame con la Casa Bianca “io non mi pento di nulla di quello che ho fatto. Ho fatto un investimento politico per convinzione sull’unità dell’Occidente. L’ho rivendicato a 360 gradi. Non è una strategia che ho messo in campo con l’arrivo di Donald Trump. L’ho fatto con tutti gli interlocutori che ho trovato di fronte. Chiaramente con Donald Trump c’erano e ci sono delle affinità su alcuni temi, dalla politica dell’immigrazione alla cultura woke, per cui ritenevo che potesse essere più semplice. Le cose stanno andando come abbiamo visto, ma non cambio idea su quale sia l’interesse italiano, perché le scelte che io faccio non sono scelte dettate dal piccolo cabotaggio”, sottolinea Meloni.
“Credo che l’Italia proseguirà” con gli aiuti all’Ucraina, “penso che il ministro Crosetto stia facendo una valutazione in questo senso”, ha affermato ancora la premier. “Stiamo facendo una valutazione complessiva su quelli che sono gli strumenti, ovvero i vari modi che ci sono per sostenere l’Ucraina e, all’esito di quella valutazione, ne scegliamo uno. Stiamo andando avanti nel nostro sostegno”, ha aggiunto.
“Non perdo la speranza sulla possibilità di un negoziato in Iran. Credo che finora l’opzione militare, in questo caso, non abbia portato dei risultati così concreti e penso che bisogna insistere sulla capacità e sulla possibilità di un negoziato. L’Italia ovviamente sarà impegnata in questo senso”, ha detto ancora Meloni. Per quanto riguarda lo Stretto di Hormuz, “abbiamo già detto che siamo disposti a dare una mano, a fare la nostra parte, pur nella cornice che abbiamo più volte ribadito e fatti salvi gli eventuali necessari passaggi parlamentari, anche alla luce delle ultime pessime notizie sulla crisi in Iran”.
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