Sono a capo di progetti che vanno dall’agricoltura multifunzionale all’artigianato artistico, dal turismo lento ai servizi per le comunità, dalla valorizzazione del patrimonio naturale alla cultura, accomunati dalla volontà di creare modelli economici sostenibili e radicati nei territori e in particolare nelle aree interne.
Hanno idee che raccontano una nuova generazione di imprenditori che sceglie le aree interne come luoghi di innovazione, sperimentazione e costruzione di nuove opportunità.
Sono sette, vengono da Liguria, Piemonte, Abruzzo, Emilia Romagna, Toscana, Umbria e Molise, e sono gli aspiranti imprenditori scelti per l’edizione 2026 di Progetto Appennino, il programma promosso da Fondazione Edoardo Garrone per accompagnare la nascita di nuove imprese, sostenere quelle esistenti e rafforzare le reti territoriali nelle aree interne.
Il Campus Restartapp
Centrale in Progetto Appennino è il Campus Restartapp, percorso gratuito di formazione, incubazione e accelerazione dedicato alle giovani imprese dei territori montani italiani. Proprio qui, a Castel del Giudice, ha preso il via il percorso di questa edizione.
Accanto al Campus Restartapp prendono il via anche gli altri due percorsi di Progetto Appennino 2026: Vitamine in azienda e Imprese in rete, dedicati al rafforzamento delle imprese locali e alla costruzione di nuove collaborazioni tra operatori del territorio.

Un percorso di due anni
In particolare, la nuova edizione di Progetto Appennino inaugura per la prima volta un percorso biennale dedicato allo stesso territorio, con l’obiettivo di consolidare i risultati raggiunti e sperimentare un modello di accompagnamento più continuativo per lo sviluppo dell’Appennino molisano.
«L’edizione 2026», spiega Francesca Campora, direttore generale della Fondazione Edoardo Garrone, «segna un passaggio importante per Progetto Appennino, che per la prima volta accompagna uno stesso territorio in un percorso biennale di sviluppo, pensato per supportare in modo continuativo la nascita di nuove imprese, la crescita delle realtà già attive e la costruzione di reti territoriali capaci di generare valore nel tempo».
Per Campora «le idee dei giovani partecipanti a Restartapp, ma anche le aziende che affianchiamo nei percorsi di coaching, confermano la capacità delle nuove generazioni di guardare alle aree interne come luoghi di innovazione e opportunità per costruire nuovi modelli economici, sociali e ambientali».


Attività in presenza e formazione online
Il campus Restartapp accoglie i partecipanti con una formula che combina attività in presenza nella località molisana, formazione online e sessioni di mentoring.
Il percorso, di 10 settimane, accompagnerà i giovani imprenditori nella definizione e nello sviluppo dei propri modelli di impresa attraverso formazione, laboratori, testimonianze e confronto diretto con il territorio.
Al termine del Campus, Fondazione Edoardo Garrone assegnerà tre premi startup per un valore complessivo di 60mila euro ai migliori progetti, oltre a un servizio di consulenza gratuita post Campus di un anno per i più meritevoli.
I sette progetti del Campus Restartapp
Umbria. Il progetto di Valentina Daniele si chiama Syntrophia e si propone di integrare agricoltura rigenerativa, valorizzazione del territorio e ospitalità sostenibile attraverso la coltivazione di zafferano e aglio nero, attività esperienziali e percorsi dedicati al benessere e all’educazione ambientale.
Liguria. Josephine Ebner propone Panificio libero, un panificio artigianale in forma cooperativa nell’entroterra savonese, fondato sulla produzione con lievito madre, sull’utilizzo di materie prime locali e sulla costruzione di una filiera partecipata.
Piemonte. Francesca Mangini sviluppa Casa spirale, azienda agricola multifunzionale dedicata alla coltivazione e trasformazione di piante officinali nella Riserva naturale del Neirone, con attività agricole, didattiche ed esperienziali.
Abruzzo. Radici in movimento, hub di comunità ideato da Milena Molozzu vuole creare un sistema integrato di turismo outdoor, mobilità sostenibile e innovazione sociale nel territorio del Parco regionale Sirente Velino.
Emilia Romagna. Residente a Faenza, Antonia Montesano, propone l’idea di una bottega di artigianato artistico contemporaneo specializzata nella ceramica, con produzioni uniche e personalizzate attente alla qualità e alla sostenibilità dei processi.
Molise. Michelle Ucci presenta Appennino visivo, laboratorio culturale dedicato alla fotografia come strumento di valorizzazione territoriale, ricerca culturale e sensibilizzazione ambientale.
Toscana. Cantine Fosciandora, progetto di Davide Vendemiati in Garfagnana integra viticoltura, olivicoltura, allevamento al pascolo e trasformazione artigianale in un modello agricolo multifunzionale.


Restare, ritornare, arrivare. Sono i capitoli del focus book che contiene le storie di chi vive in montagna, nelle piccole isole o tra i campi coltivati dell’entroterra. Nato come spin off del numero di VITA “Aree interne, l’Italia da scoprire”, racchiude un pezzo di racconto sui luoghi cosiddetti marginali che spesso non ha voce. Con i contributi di Luca Mercalli, Federica Fabrizio e Fredo Valla
LE AREE INTERNE IN PRIMA PERSONA
Progetto Appennino, le realtà di Vitamine in azienda
Accanto al Campus Restartapp, Progetto Appennino ha lanciato anche Vitamine in azienda, iniziativa che coinvolgerà 12 imprese del territorio: 7 già partecipanti al percorso 2025, che proseguiranno il lavoro avviato per consolidare o perfezionare gli obiettivi e i risultati previsti, e 5 di nuovo inserimento nell’ambito di Progetto Appennino.
Le 12 imprese
Parliamo di realtà diverse per storia, settore e attività, accomunate dalla volontà di qualificare, innovare e diversificare la propria offerta e il proprio modello di sviluppo.
Sono: Artemisia cooperativa di comunità di Castel del Giudice, Casa Frezza aps di Castel del Giudice, Caseificio Di Nucci di Agnone, Museo Marinelli di Agnone, Società Agricola Melise di Castel del Giudice, Teatro Italo Argentino associazione culturale di Agnone, Cooperativa di comunità terramea di Carovilli, Fondazione di partecipazione – Enzima ets di Castel del Giudice, Masseria Monte Pizzi di Carovilli, Pandimambro di Vanafro, Locanda la campana di Agnone, Borgotufi di Castel del Giudice.
Progetto Appennino, i percorsi di Imprese in rete
Imprese in rete prevede la prosecuzione dei due percorsi avviati nel 2025: una rete turistica che, nel 2026, estenderà la propria azione oltre i confini di Castel del Giudice, coinvolgendo nuove realtà territoriali, e una rete dedicata al welfare culturale, che consoliderà e svilupperà il lavoro già avviato. Sarà inoltre avviata una terza rete finalizzata alla valorizzazione della filiera lattiero-casearia.
160 giovani e 60 imprese sostenute in 15 edizioni
Progetto Appennino è un’iniziativa che si avvale della collaborazione con Legambiente e di un partenariato territoriale guidato dal Comune di Castel del Giudice e composto, tra gli altri, da Gal Alto Molise, Provincia di Isernia, Confcooperative Molise, Legacoop Molise, Cia – Agricoltori Italiani Molise.
Dal 2014, in 15 edizioni, gli incubatori Restartapp e Restartalp realizzati da Fondazione Edoardo Garrone hanno accompagnato oltre 160 giovani imprenditori e sostenuto l’avvio di più di 60 imprese sui territori montani italiani.
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In apertura e nel testo foto da Ufficio Stampa Fondazione Edoardo Garrone
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Alessio Nisi
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