19 restauri alla Mostra 83


Il cartellone di Venezia Classici 2026 non lavora sul repertorio come deposito immobile. Porta al Lido copie restaurate nell’ultimo anno e le colloca dentro una Mostra che dal 2 al 12 settembre 2026 unisce sala, patrimonio filmico e ricerca sulla copia.

La selezione è chiusa nei suoi nomi: 19 restauri, una preapertura al Lido e una giuria universitaria chiamata ad assegnare il premio di sezione.

Sommario dei contenuti

I numeri fissati dal cartellone

Diciannove restauri entrano nella sezione dell’83ª Mostra. La formula rimane quella nata nel 2012: opere classiche restaurate da cineteche, istituzioni culturali e produzioni di vari Paesi, presentate in anteprima mondiale nel recinto veneziano.


La curatela firmata da Alberto Barbera con Federico Gironi costruisce un arco dal 1942 al 1995. La scelta attraversa film già saldati al canone e titoli tornati in circolazione dopo una vita pubblica meno ampia, con la sala del Lido come primo esame pubblico del restauro appena concluso.

Brass in Sala Darsena il 1 settembre

Col cuore in gola apre la sezione prima della partenza ufficiale della Mostra. La proiezione è fissata per martedì 1 settembre 2026 in Sala Darsena, dentro Venezia Classici, con il film di Tinto Brass ricollocato davanti al pubblico veneziano cinquantanove anni dopo il passaggio fuori concorso del 1967.

La copia annunciata come restauro digitale 4K proviene dal Centro Sperimentale di Cinematografia. Sbircia ha già dedicato alla preapertura una scheda autonoma: Col cuore in gola in 4K alla preapertura. In questo cartellone la posizione del film diventa il varco d’ingresso alla sezione Classici.

Cinque ingressi italiani fuori dal museo

La componente italiana allinea Brass, Daniele Ciprì e Franco Maresco, Roberto Rossellini, Ettore Scola e Florestano Vancini. Il gruppo non segue una sola idea di classicità: Col cuore in gola porta la Londra pop e Guido Crepax dentro il thriller; Lo zio di Brooklyn rientra da una circolazione quasi fantasma; Viaggio in Italia rimette in sala uno snodo rosselliniano poi divenuto riferimento mondiale.

Brutti, sporchi e cattivi riporta Scola nella ferocia sociale del 1976, con una Roma marginale lontana dalla cartolina. La lunga notte del ’43 chiude la quota italiana con l’esordio nel lungometraggio di Vancini, legato a Ferrara e alla frattura civile del fascismo repubblicano.


Hollywood ed Europa centrale nel blocco storico

Il versante statunitense lavora su tre registri lontani. Ernst Lubitsch arriva con To Be or Not to Be, satira antinazista girata nel pieno della guerra. Roger Corman entra con The Wild Angels, titolo motociclistico del 1966 già passato in concorso al Lido. John Cassavetes porta Minnie and Moskowitz, film del 1971 che spinge la commedia sentimentale verso corpi nervosi e dialoghi fuori asse.

Il blocco europeo aggiunge Roman Polanski con Cul-de-sac, Andrzej Wajda con Popiół i diament, Alexander Kluge con Abschied von gestern e Jaromil Jireš con Valerie a týden divů. Qui Venezia Classici intercetta il 1966 come anno di frattura, fra l’isola claustrofobica di Polanski e il nuovo cinema tedesco di Kluge.

Messico, Argentina, Asia e Africa lusofona

La parte extraeuropea allarga il cartellone con aree meno battute dalla circuitazione italiana dei restauri. Luis Buñuel entra con La ilusión viaja en tranvía, girato in Messico nel 1954. Simón Feldman porta l’Argentina di Los de la mesa 10, associata alla generazione cinematografica dei Sessanta.

L’Asia arriva con Dev Benegal, Ann Hui, Ning Ying e Shinji Sōmai. English, August apre il fronte indiano, Woo Yuet dik goo si incrocia Hong Kong e il trauma dei rifugiati vietnamiti, Minjing Gushi passa per la Pechino di Ning Ying e Gyoei no mure rimette in gioco il cinema giapponese degli anni Ottanta. Flora Gomes completa la geografia con Udju Azul di Yonta, titolo della Guinea-Bissau coprodotto con Portogallo, Francia e Regno Unito.

Schede dei 19 restauri

Nel blocco italiano figurano Col cuore in gola di Tinto Brass, Italia, 1967, 105 minuti, colore, restauro Centro Sperimentale di Cinematografia; Lo zio di Brooklyn di Daniele Ciprì e Franco Maresco, Italia, 1995, 98 minuti, bianco e nero, restauro Fondazione Cineteca di Bologna con Filmauro; Viaggio in Italia di Roberto Rossellini, Italia e Francia, 1953, 97 minuti, bianco e nero, restauro Cinecittà S.p.A.; Brutti, sporchi e cattivi di Ettore Scola, Italia, 1976, 115 minuti, colore, restauro Surf Film SRL, Centro Sperimentale di Cinematografia e Cineteca di Bologna; La lunga notte del ’43 di Florestano Vancini, Italia, 1960, 105 minuti, bianco e nero, restauro Fondazione Cineteca di Bologna con Compass Film.


Nel blocco europeo e statunitense entrano Minnie and Moskowitz, titolo italiano Minnie e Moskowitz, di John Cassavetes, USA, 1971, 116 minuti, colore, restauro Universal Pictures; The Wild Angels, titolo italiano I selvaggi, di Roger Corman, USA, 1966, 86 minuti, colore, restauro Amazon MGM Studios; To Be or Not to Be, titolo italiano Vogliamo vivere!, di Ernst Lubitsch, USA, 1942, 99 minuti, bianco e nero, restauro Studiocanal; Cul-de-sac, titolo italiano Cul de sac, di Roman Polanski, Regno Unito, 1966, 112 minuti, bianco e nero, restauro Fixafilm; Abschied von gestern, titolo italiano La ragazza senza storia, di Alexander Kluge, Germania, 1966, 88 minuti, bianco e nero, restauro Kairos-Film; Valerie a týden divů, titolo italiano Fantasie di una tredicenne, di Jaromil Jireš, Repubblica Ceca, 1970, 77 minuti, colore, restauro Národní filmový archiv; Popiół i diament, titolo italiano Cenere e diamanti, di Andrzej Wajda, Polonia, 1958, 104 minuti, bianco e nero, restauro Di Factory.

Nel blocco extraeuropeo arrivano English, August di Dev Benegal, India, 1994, 118 minuti, colore, restauro Film Heritage Foundation; La ilusión viaja en tranvía, titolo italiano L’illusione viaggia in tranvai, di Luis Buñuel, Messico, 1954, 83 minuti, bianco e nero, restauro Museo Nazionale del Cinema di Torino, Fundación Televisa e Cineteca Nacional México; Los de la mesa 10, titolo italiano Quelli del tavolo 10, di Simón Feldman, Argentina, 1960, 83 minuti, bianco e nero, restauro Asociación Amigos Museo del Cine de Buenos Aires; Udju Azul di Yonta, titolo italiano Gli occhi azzurri di Yonta, di Flora Gomes, Guinea-Bissau, Portogallo, Francia e Regno Unito, 1992, 98 minuti, colore, restauro Cinemateca Portuguesa, Museu do Cinema; Woo Yuet dik goo si, titolo internazionale The Story of Woo Viet, di Ann Hui, Hong Kong, 1981, 92 minuti, colore, restauro M Plus Museum Limited; Minjing Gushi, titolo italiano Poliziotto di quartiere, di Ning Ying, Cina, 1995, 101 minuti, colore, restauro China Film Archive; Gyoei no mure, titolo internazionale The Catch, di Shinji Sōmai, Giappone, 1983, 140 minuti, colore, restauro Shochiku MediaWorX Inc..

Vicari guida la giuria degli studenti

Daniele Vicari presiede la giuria incaricata del Premio Venezia Classici per il miglior film restaurato. Il collegio è formato da 24 studenti di cinema, indicati dai docenti dei corsi universitari italiani, dai DAMS e dalla veneziana Ca’ Foscari.

La scelta di Vicari inserisce nel giudizio un autore che ha attraversato documentario, finzione e didattica cinematografica. La sezione affida il premio a una generazione di spettatori già formata sulla storia del mezzo, non al voto di un pubblico occasionale.

Decenni coperti e filiere di recupero

La forbice temporale va dal 1942 di Lubitsch al 1995 di Ciprì e Maresco e Ning Ying. Nel mezzo si concentrano il 1960 di Feldman e Vancini, il 1966 di Corman, Kluge e Polanski, il 1967 di Brass, il 1970 di Jireš e il 1971 di Cassavetes.


La catena dei restauri racconta una seconda geografia: Cinecittà, Centro Sperimentale di Cinematografia, Cineteca di Bologna, Film Heritage Foundation, China Film Archive, Národní filmový archiv e altre strutture entrano nel cartellone come soggetti che lavorano sulla sopravvivenza materiale delle copie.


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 Junior Cristarella

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