La qualifica del Red Bull Ring si decide in meno di quattro decimi fra Russell, Leclerc, Hamilton, Antonelli, Verstappen, Norris e Piastri. Il circuito da 4,326 km comprime gli scarti e premia chi riesce a chiudere l’ultimo settore senza perdere gomma sui cordoli. Russell ci riesce nel momento più scomodo del sabato, con una Red Bull ferma contro le barriere e una Ferrari convinta di aver già messo due macchine davanti.
Avviso di gara: l’articolo fotografa la griglia prima del GP, senza includere l’esito della corsa.
Sommario dei contenuti
La griglia alle 14:58 prima del via
La partenza assegna la prima casella a George Russell e la seconda a Charles Leclerc. Alle loro spalle si sistemano Lewis Hamilton e Kimi Antonelli, poi Max Verstappen conserva la quinta posizione grazie al tempo ottenuto nel primo giro buono della Q3. Lando Norris e Oscar Piastri occupano la sesta e la settima casella con una McLaren raccolta in nove millesimi, dettaglio cronometrico che rende la loro gara dipendente dal traffico nel primo stint.
La zona alta dice molto più della sola pole. Ferrari ha due vetture davanti ad Antonelli, Mercedes ha il poleman ma non la prima fila piena e Red Bull parte da una quinta casella che pesa per il circuito di casa. Nel traffico immediato entrano anche Isack Hadjar, Liam Lawson e Arvid Lindblad, tre monoposto motorizzate Red Bull Ford nelle prime dieci righe del documento FIA.
Il cronometro che ha diviso Mercedes e Ferrari
Il 1:06.113 di Russell vale una media ufficiale di 235,560 km/h. Su una pista così corta, 0.236 diventano una distanza ampia: Leclerc è secondo in 1:06.349, Hamilton terzo in 1:06.408, Antonelli quarto in 1:06.414. Fra la Ferrari numero 44 e la Mercedes numero 12 passano appena sei millesimi, un margine che racconta quanto la seconda fila sia stata risolta da un solo rilascio di freno o da una corda presa con pochi centimetri di differenza.
La Q3 aveva già dato un indizio nel primo tentativo: Antonelli era salito a 1:06.414, Russell aveva risposto con 1:06.457 e Verstappen teneva un 1:06.475. L’ultimo run ha ribaltato il vertice con tre tempi consecutivi di peso, Hamilton, Leclerc e Russell. Il britannico ha tolto 0.344 al proprio riferimento precedente, la variazione più pesante tra i piloti della prima fila virtuale.
La bandiera gialla che ha lasciato in piedi la pole
Il giro di Russell non viene cancellato perché il suo 1:06.113 non compare tra i tempi segnati nel documento FIA dedicato alla doppia bandiera gialla. Quel foglio elimina soltanto i passaggi in rientro ai box avvenuti dopo l’incidente di Verstappen a curva 9: tra quei transiti figurano Hadjar, Hamilton, Lawson, Leclerc, Norris, Piastri, Lindblad, Antonelli e Russell, tutti indicati con lap time PIT.
La distinzione regolamentare è il centro della vicenda. Il tempo pole di Russell è registrato alle 17:00:46, mentre il suo transito cancellato in regime di doppia gialla è delle 17:02:04. Il britannico passa nel tratto critico durante il giro lanciato con la gialla singola già esposta, alza il piede e conserva abbastanza velocità per chiudere davanti alle Ferrari. I commissari, nello stesso blocco documentale del sabato, prendono anche decisione di no further action sui casi di tempo superiore a 1:12.0 fra le Safety Car line.
Curva 9: l’uscita di Verstappen e il finale congelato
Verstappen stava forzando il secondo settore quando la Red Bull ha perso aderenza in curva 9. La vettura è scivolata verso la ghiaia e ha colpito le barriere, chiudendo il suo sabato senza danni fisici per il pilota. Il 1:06.475 del primo tentativo lo tiene quinto davanti alle due McLaren ma la posizione in pista cambia il profilo del suo GP: da lì deve superare almeno due Ferrari e una Mercedes prima di rivedere Russell.
La curva 9, in pieno carico e con margine esterno ridotto, non perdona una correzione tardiva. Lì Verstappen cercava la rotazione che gli avrebbe aperto l’ultima curva; l’uscita ha invece bloccato i giri di chi arrivava dietro e ha tolto ad Antonelli il tentativo finale. La qualifica di Red Bull si condensa in questa immagine: velocità sufficiente per stare nella lotta alta e una casella di partenza che la costringe subito all’attacco.
Ferrari mette due auto davanti al leader del Mondiale
Leclerc e Hamilton portano Ferrari in una posizione che venerdì sembrava lontana. La SF-26 aveva lasciato il primo turno a Dino Beganovic sulla vettura del monegasco e nel pomeriggio non aveva avvicinato il tempo di Antonelli. La qualifica cambia il peso del weekend: Leclerc chiude davanti a entrambe le Mercedes tranne Russell, Hamilton si ferma sei millesimi davanti ad Antonelli e Maranello ottiene la migliore base di partenza possibile senza pole.
Il secondo posto di Leclerc vale anche per la traiettoria del via. A Spielberg la prima curva arriva presto, poi la salita verso curva 3 offre la frenata più lunga del primo giro. Ferrari ha due auto in scia al poleman e una in piena posizione di pressione sul leader iridato. L’ordine dei primi metri conterà quanto il passo gara, perché il traffico in aria calda rende più difficile proteggere gomma e temperatura power unit.
Antonelli, il giro abortito e i 41 punti su Hamilton
Antonelli resta quarto dopo aver rinunciato al proprio ultimo giro nella confusione delle bandiere. Il riferimento di 1:06.414, ottenuto nel primo tentativo della Q3, gli evita una seconda fila più arretrata ma lo mette dietro alle due Ferrari proprio nella gara in cui difende il margine iridato. Il pilota Mercedes arriva al via con 156 punti, Hamilton lo segue a 115 e Russell è a 106.
Il conto del Mondiale dà alla griglia austriaca un taglio netto: Hamilton parte davanti al leader e Russell ha l’occasione di accorciare da una pole costruita nel momento più esposto del sabato. Leclerc, a quota 75, cerca il risultato che serve alla classifica Costruttori. Mercedes aveva iniziato il weekend con 262 punti contro i 190 della Ferrari; il piazzamento delle due Rosse apre una gara in cui il bottino di squadra pesa più del duello individuale fra Russell e Leclerc.
Il via: curva 1, salita verso curva 3 e gomme
Il Red Bull Ring concentra subito la gara fra lo scatto, la piega di curva 1 e la frenata in salita di curva 3. La pole protegge Russell nel primo tratto ma Leclerc ha abbastanza rettilineo per agganciarsi prima della salita. Hamilton parte alle spalle del compagno Ferrari e Antonelli deve evitare di restare chiuso fra la rossa numero 44 e Verstappen.
La mescola Soft usata in qualifica non racconta il degrado della domenica, perché il caldo e il serbatoio pieno cambiano il carico sulla spalla posteriore. Il primo giro resta la finestra con meno aria sporca per chi attacca: dal secondo passaggio in avanti freni caldi e protezione batteria pesano sui tentativi di sorpasso. Ferrari ha due opportunità diverse, una sulla partenza di Leclerc e una sulla pressione che Hamilton esercita su Antonelli.
Caldo federale e scelta del gilet
La gara parte alle 15:00 CEST su 71 giri dentro un weekend dichiarato in regime Heat Hazard. La regola impone alle squadre la predisposizione del Driver Cooling System; il gilet refrigerante resta scelta del pilota. Chi rinuncia al capo porta 0,5 kg di zavorra nel cockpit, mentre il pacchetto caldo inserisce nel regolamento una massa aggiuntiva di 5 kg.
A Spielberg il caldo non riguarda solo il fisico del pilota. Le carrozzerie più aperte aiutano a smaltire temperatura ma costano efficienza sui tratti in salita; le coperture posteriori subiscono ripartenze ravvicinate e poca distanza per raffreddarsi fra una trazione e l’altra. Una Ferrari che parte seconda e terza deve scegliere fra pressione iniziale e protezione degli pneumatici, con Mercedes costretta a difendere senza sprecare batteria nella prima metà di gara.
Le caselle dalla sesta alla ventiduesima
Norris e Piastri occupano la terza fila piena McLaren con 1:06.502 e 1:06.511. Hadjar parte ottavo, Lawson nono e Lindblad decimo. Tre piloti legati all’area Red Bull entrano fra le prime dieci caselle ma nessuno ha spazio libero davanti a sé. Gasly è undicesimo con Alpine davanti a Bortoleto, Bearman, Hulkenberg, Ocon e Colapinto.
Il fondo della griglia porta due segnali netti. Williams scatta diciassettesima e diciottesima con Sainz e Albon, Cadillac segue in diciannovesima e ventesima con Perez e Bottas, Aston Martin chiude con Alonso ventunesimo e Stroll ventiduesimo. Sainz resta il primo degli esclusi dalla Q2, Alonso e Stroll pagano un distacco oltre i tre secondi e mezzo dalla pole in una sessione in cui il Red Bull Ring avrebbe dovuto comprimere le differenze.
Riscontri dopo il verdetto dei commissari
La sequenza è identica nei documenti FIA e nella griglia pubblicata da Formula1.com: Russell, Leclerc, Hamilton, Antonelli e Verstappen occupano le prime cinque caselle. ANSA, Reuters, Sky Sport, Autosport e The Race collocano nello stesso ordine il finale di Q3, con l’uscita di Verstappen a curva 9 e il giro di Russell lasciato in classifica dopo il passaggio sotto bandiera gialla singola.
La parte che aveva creato confusione si chiude sui documenti dei commissari. La doppia gialla cancella i passaggi di rientro ai box, non il giro pole. Il tempo da 1:06.113 resta così la base della gara e non un provvisorio da correggere: la prima fila rimane Russell-Leclerc, con Hamilton pronto a entrare nella frenata di curva 3 senza dover superare il compagno in partenza.
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
Junior Cristarella
Source link




