La guida completa e aggiornata sui metodi di calcolo la tredicesima, e la spiegazione del perché il netto è più basso dello stipendio, con esempi pratici, risposte domande frequenti e casi particolari.
In questo periodo molti lettori ci pongono una domanda ricorrente nel periodo prenatalizio: come si calcola la tredicesima, e perché è più bassa dello stipendio mensile?
Sappiamo che la tredicesima arriva a dicembre, poco prima delle festività, e rappresenta una mensilità aggiuntiva pensata per dare un sostegno alle spese di fine anno. Nonostante si parli comunemente di “una mensilità in più”, molti notano subito che l’importo non coincide quasi mai con lo stipendio normale. E non è un errore: dipende proprio dal meccanismo di calcolo. Vediamo in modo semplice come funziona.
Cos’è la tredicesima e chi ne ha diritto
La tredicesima è una retribuzione aggiuntiva introdotta in Italia negli anni ’60 e oggi prevista in quasi tutti i contratti collettivi.
Ne hanno diritto:
- tutti i lavoratori dipendenti del settore privato;
- i dipendenti pubblici;
- alcune categorie di apprendisti (secondo CCNL).
Non spetta invece ai lavoratori autonomi, salvo accordi particolari.
Come si calcola la tredicesima?
Il principio di base è semplice: la tredicesima matura ogni mese. Quindi di solito si conteggia 1/12 della retribuzione mensile per ogni mese lavorato.
Attenzione, però: il parametro di riferimento è la retribuzione utile. Non si prende tutto lo stipendio, ma solo gli elementi fissi e continuativi, cioè:
- paga base / minimo tabellare,
- scatti di anzianità,
- superminimi,
- indennità fisse (es. indennità di cassa, turni fissi stabiliti nel CCNL).
In genere non rientrano nel calcolo della tredicesima (salvo diversa previsione dei contratti collettivi e degli accordi aziendali) queste voci retributive: straordinari, premi una tantum, indennità variabili, rimborsi, trasferte.
Individuata la retribuzione utile, bisogna calcolare i mesi maturati, tenendo presente che ai fini della tredicesima Il dipendente matura 1/12 per ogni mese lavorato almeno per 15 giorni. Ciò significa che:
- se lavori 15 giorni o più avrai un mese intero maturato;
- se lavori meno di 15 giorni il mese non sarà maturato.
Assenze come maternità obbligatoria, ferie, malattia retribuita, permessi retribuiti contano come lavoro effettivo. Altre assenze “speciali”, invece (malattia lunga, aspettativa non retribuita, congedi senza assegni) non fanno maturare tredicesima. Nel prosieguo ti forniamo un paragrafo specifico dedicato a questi aspetti.
A questo punto, si può applicare la formula pratica per il calcolo, che è:
Tredicesima = Retribuzione utile × (mesi maturati / 12)
Perché la tredicesima è più bassa dello stipendio normale
La tredicesima è leggermente inferiore allo stipendio consueto per questi motivi.
La base di calcolo non comprende tutte le voci presenti in busta paga
Lo stipendio normale include spesso:
- straordinari
- premi variabili
- indennità non fisse
La tredicesima invece si calcola solo sugli elementi fissi, quindi la base di calcolo è più bassa.
Sulla tredicesima non si applicano le detrazioni da lavoro dipendente
Lo stipendio mensile beneficia delle detrazioni fiscali applicabili. La tredicesima invece è tassata senza detrazioni, quindi il netto è più basso: si applicano le aliquote IRPEF intere, senza sconti e sottrazioni.
Non c’è la quota di bonus o agevolazioni
Sulla tredicesima non è riconosciuto nessun trattamento integrativo (come il Bonus 100 euro): quindi viene tassato l’intero importo, in misura “piena”.
Il ruolo centrale dei contratti collettivi (CCNL)
Al di là dei criteri generali che abbiamo esposto, sono i CCNL (Contratti collettivi nazionali di lavoro) applicabili per ogni comparto a stabilire nello specifico:
- quali voci retributive rientrano nel calcolo della tredicesima;
- come si matura la mensilità;
- le eventuali particolarità per determinate qualifiche o settori;
- la data di erogazione.
Ecco perché due lavoratori di settori diversi possono ricevere – anche a parità di stipendio base – importi di tredicesima calcolati con logiche differenti.
Assenze che fanno maturare o non maturare la tredicesima
Il criterio principale per stabilire quali assenze rientrano nel computo della tredicesima e quali restano escluse è la “rilevanza sociale” dell’assenza e la sua copertura economica.
Assenze che fanno maturare la tredicesima
In quanto previste dalla legge ed economicamente tutelate, fanno maturare la tredicesima:
- malattia retribuita;
- infortunio sul lavoro;
- maternità obbligatoria;
- ferie;
- permessi retribuiti;
- cassa integrazione con contribuzione figurativa.
Assenze che NON fanno maturare la tredicesima
Poiché non retribuite, o derivanti da scelta personale del lavoratore, queste voci non contribuiscono alla tredicesima:
- aspettativa non retribuita;
- congedi facoltativi non indennizzati;
- assenze ingiustificate;
- periodi senza integrazione del datore di lavoro.
Casi particolari
Se hai iniziato a lavorare a metà anno
La tredicesima si riduce proporzionalmente ai mesi maturati, tenendo conto del criterio, sopra illustrato, dei 15 giorni lavorativi da raggiungere per far maturare ciascun mese non intero.
La tredicesima nei contratti part-time
Il calcolo è identico al full-time, applicato però alla retribuzione part-time. Si fa, quindi, la consueta proporzione per parametrare l’importo all’orario di lavoro stabilito (minore rispetto al tempo pieno).
La tredicesima in caso di dimissioni o licenziamento
Il diritto a percepire la tredicesima non si perde affatto se il rapporto di lavoro si risolve definitivamente: la quota maturata viene liquidata nelle competenze finali.
Cassa integrazione guadagni (CIG)
La CIG è coperta da contribuzione figurativa, quindi la tredicesima matura regolarmente.
Lavoro intermittente
La tredicesima matura solo sulle giornate effettivamente lavorate, a meno che il lavoratore percepisca l’indennità di disponibilità.
Lavoro a domicilio
Il diritto alla tredicesima è pieno, e l’importo viene calcolato in proporzione ai compensi percepiti.
Tassazione della tredicesima e contributi
Bisogna tenere presente che la tredicesima è, a tutti gli effetti, imponibile contributivo. Ciò significa che l’importo lordo:
- è soggetto ai contributi INPS;
- è soggetto ai premi INAIL.
Questo è un dettaglio spesso ignorato dai lavoratori.
Sotto il profilo fiscale, va evidenziato che la tassazione della tredicesima avviene con scaglioni mensili separati. Quindi:
- la tredicesima non si cumula allo stipendio per determinare l’aliquota IRPEF;
- si applicano gli scaglioni IRPEF del mese di erogazione;
- non è tassazione separata, ma tassazione ordinaria con regole particolari.
Per motivi fiscali e operativi, viene spesso emesso un cedolino a parte.
Perché il bonus da 100 euro non spetta sulla tredicesima
Il trattamento integrativo (ex bonus Renzi) si calcola solo sulle giornate che danno diritto alle detrazioni da lavoro dipendente.
Poiché la tredicesima non produce detrazioni, non produce nemmeno bonus. In pratica: a dicembre il lavoratore riceve il bonus relativo al mese di lavoro ordinario, ma non sulla tredicesima.
La tredicesima è utile anche ai fini del TFR
Anche se viene pagata una sola volta l’anno, la tredicesima rientra nella retribuzione annua utile ai fini del TFR (art. 2120 c.c.) e contribuisce, quindi, ad aumentare il trattamento di fine rapporto.
Esempi pratici di calcolo della tredicesima
Tredicesima ridotta per assenze non retribuite
- Retribuzione utile mensile: 1.500 €
- Assenze: 2 mesi di aspettativa non retribuita (non maturano tredicesima)
Calcolo:
- Mesi maturati: 10/12
- Tredicesima lorda: 1.500 × 10/12 = 1.250 €
Il dipendente riceve 250 euro in meno rispetto alla mensilità piena.
Straordinari elevati durante l’anno
- Stipendio normale: 1.500 € + 300 € medi di straordinari
- Tredicesima: si calcola solo sui 1.500 €, non sugli straordinari
Calcolo:
- Mesi maturati: 12/12
- Tredicesima lorda: 1.500 €
Il lavoratore percepisce una tredicesima più bassa di oltre 300 € rispetto al normale stipendio netto.
Dipendente assunto durante l’anno
- Assunzione: 1° aprile
- Retribuzione utile: 1.600 €
Mesi maturati da aprile a dicembre = 9
Calcolo:
- Tredicesima: 1.600 × 9/12 = 1.200 €
Il lavoratore non riceverà la mensilità piena, ma solo la quota proporzionale ai mesi lavorati.
Lavoratore part-time verticale
- Orario: lavora solo 3 giorni a settimana
- Retribuzione utile: 900 €
- Mesi maturati: 12
Calcolo:
- Tredicesima lorda: 900 €
Il part-time verticale percepisce una tredicesima proporzionata alla sua retribuzione e non ai giorni effettivamente lavorati.
Confronto netto stipendio vs. netto tredicesima
- Stipendio lordo mensile: 1.800 €
- Stipendio netto: 1.330 € (grazie a detrazioni e bonus)
- Tredicesima lorda: 1.800 €
- Tredicesima netta (senza detrazioni): 1.160 €
Differenza evidente: la tredicesima è più bassa di circa 170 € pur partendo dallo stesso lordo.
Tredicesima a chi termina il rapporto a metà dicembre
Un lavoratore si dimette il 16 dicembre.
- Retribuzione utile: 1.400 €
- Mesi maturati: 12 (perché dicembre conta: ha superato i 15 giorni)
Calcolo:
Anche se non lavora l’intero mese di dicembre, gli spettano tutti i 12 dodicesimi.
FAQ — Le domande più frequenti sulla tredicesima
La tredicesima è obbligatoria?
Sì. È prevista dalla quasi totalità dei contratti collettivi nazionali e deve essere corrisposta a tutti i lavoratori dipendenti, sia del settore privato che pubblico. Non è un “bonus”, ma un diritto.
Quando viene pagata la tredicesima?
Di solito viene corrisposta entro il 24 dicembre, ma la data precisa dipende dal CCNL o dagli accordi aziendali.
In alcuni comparti pubblici viene pagata già a inizio dicembre.
La tredicesima vale come una mensilità normale?
No. Anche se si parla di “tredicesima mensilità”, l’importo:
- non include straordinari o indennità variabili,
- non beneficia delle detrazioni fiscali,
- viene tassato separatamente.
Per questo il netto è più basso.
Maturano tredicesima le ferie, la malattia o la maternità?
Sì: ferie, permessi retribuiti, malattia retribuita e maternità obbligatoria fanno maturare tredicesima.
Non maturano invece: aspettativa non retribuita, congedi facoltativi senza indennità, assenze ingiustificate.
La tredicesima spetta anche ai lavoratori part-time?
Assolutamente sì. Il calcolo è identico al full-time, ma applicato alla retribuzione part-time.
Come si calcola la tredicesima se inizio o termino il lavoro durante l’anno?
Si sommano i mesi maturati (1/12 per ogni mese con almeno 15 giorni di servizio).
La tredicesima viene quindi erogata proporzionalmente.
Sulla tredicesima devo pagare contributi e tasse?
Sì:
- si pagano i contributi INPS,
- si paga l’IRPEF,
- non spettano le detrazioni da lavoro dipendente.
Questo rende il netto più leggero.
La tredicesima può essere pignorata?
Sì, perché è considerata retribuzione a tutti gli effetti.
Vale quindi la regola generale: pignorabile fino a un quinto, salvo crediti alimentari.
La tredicesima rientra nel TFR?
No. La tredicesima è una retribuzione corrente e non confluisce nel TFR, anche se i mesi dell’anno in cui matura contribuiscono indirettamente alla misura del TFR.
Perché la tredicesima netta è più bassa anche se il lordo è identico allo stipendio?
Perché viene tassata “piena”: senza detrazioni, senza bonus, senza agevolazioni. Risultato: l’imposta effettiva è più alta e dunque il netto cala.
La tredicesima può essere rateizzata o anticipata dal datore di lavoro?
Di norma no: va pagata in un’unica soluzione a dicembre.
Alcuni contratti di lavoro consentono anticipi parziali, ma solo se previsti da accordi aziendali.
La tredicesima è uguale alla quattordicesima?
No, sono due istituti diversi.
La tredicesima spetta a (quasi) tutti i dipendenti;
La quattordicesima spetta solo ad alcuni lavoratori (es. CCNL Commercio e Turismo) e viene pagata a luglio. Per saperne di più, leggi quali categorie hanno diritto alla quattordicesima.
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Paolo Remer
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