Greggio, WTI a 77,54 e Brent a 80,57 il 19 giugno


Il numero pubblicato al mattino descriveva una fase ancora aperta della contrattazione. Il regolamento di fine seduta ha consolidato il rialzo e ha riportato il Brent agosto sopra 80 dollari. La distanza fra i due contratti richiede però una correzione metodologica: il WTI citato appartiene a luglio e il Brent appartiene ad agosto.

Contratti citati: WTI luglio 2026 sul mercato statunitense e Brent agosto 2026 sul mercato europeo. Le cifre dei future non coincidono con il prezzo finale di benzina o gasolio.

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Dalle 08:01 al prezzo di regolamento

Le percentuali del mattino derivavano dalle chiusure di giovedì 18 giugno: 76,60 dollari per il WTI luglio e 79,85 dollari per il Brent agosto. Il calcolo porta esattamente ai progressi dello 0,97% e dello 0,24% indicati alle 08:01. Non sono percentuali riferite all’apertura europea e non vanno sommate ai guadagni successivi.

Fra la quota delle 08:01 e il regolamento il WTI ha guadagnato altri 0,20 dollari pari allo 0,26%. Il Brent ha guadagnato 0,53 dollari pari allo 0,66%. La seconda parte della seduta ha inciso più sul contratto europeo pur lasciando al WTI l’aumento giornaliero percentuale maggiore.

Le 08:01 non segnano l’apertura

I future sul petrolio attraversano la notte asiatica e la mattina europea prima dell’avvio di Wall Street. La quota delle 08:01 italiane era perciò un prezzo già formato da diverse ore di scambi elettronici. Chiamarla apertura altera il confronto perché sostituisce il precedente regolamento con un istante scelto nel corso della sessione.

La base percentuale rimaneva la chiusura del 18 giugno. Il successivo movimento di 20 centesimi sul WTI e 53 sul Brent descrive soltanto il tratto compreso fra il lancio mattutino e il regolamento. Questa separazione impedisce di sommare variazioni che partono dalla stessa base e di gonfiare artificialmente il rialzo giornaliero.

Luglio contro agosto altera il differenziale

I 3,03 dollari fra i prezzi finali non equivalgono al consueto differenziale Brent-WTI calcolato sullo stesso mese. Il confronto accosta un barile americano da consegnare a luglio a un barile europeo da consegnare ad agosto. Tempo residuo, costi di stoccaggio, disponibilità fisica e premi di consegna entrano in misura diversa nelle due quotazioni.

Un raffronto omogeneo usa contratti con identico mese di consegna. Questa correzione evita di attribuire interamente alla qualità del greggio o alla geografia una distanza che include anche il calendario. Nel caso del 19 giugno il calendario pesa molto perché il WTI luglio era ormai prossimo al termine delle negoziazioni.

Usando agosto per entrambi i riferimenti il calcolo cambia. Il Brent agosto a 80,57 dollari confrontato con il WTI agosto a 76,54 produce 4,03 dollari. Il raffronto fra mesi disallineati è inferiore di un dollaro. Lo scarto coincide con il premio che il WTI luglio mostrava sul proprio contratto agosto.

Il WTI luglio arriva al termine il 22 giugno

Il contratto WTI luglio scade lunedì 22 giugno 2026. Il premio di un dollaro fra luglio e agosto configura backwardation sulle prime due scadenze: il barile immediato costava più del barile del mese seguente.

La vicinanza alla scadenza concentra sul contratto luglio le operazioni di chiusura e rinnovo delle posizioni. Il prezzo della prima scadenza può divergere dal mese successivo anche quando la valutazione sul greggio americano non subisce uno spostamento equivalente. Per aziende e investitori che rinnovano la copertura la differenza di un dollaro entra nell’onere del passaggio da luglio ad agosto.

Hormuz riapre sotto autorizzazione preventiva

La riapertura dello Stretto ha rimesso in movimento carichi dal Golfo e ha alleggerito il premio legato a un blocco prolungato. L’accesso non è tornato libero secondo le consuetudini precedenti alla crisi. Le navi devono presentare la richiesta di transito con almeno 48 ore di anticipo e coordinare rotta e orario con l’autorità iraniana.

Le tariffe annunciate per sicurezza, assistenza alla navigazione, servizi ambientali e copertura assicurativa sono sospese durante il periodo negoziale di 60 giorni. L’autorizzazione preventiva mantiene una componente politica dentro il prezzo. Il rinvio dei colloqui previsti in Svizzera ha riportato prudenza proprio mentre i primi transiti segnalavano una maggiore disponibilità di greggio.

Juneteenth ha accorciato gli scambi

Venerdì 19 giugno era festività federale negli Stati Uniti. I contratti energetici statunitensi hanno terminato le negoziazioni alle 12:00 di Chicago pari alle 19:00 italiane. Il Brent ha chiuso alle 18:30 di Londra pari alle 19:30 italiane. L’orario ridotto ha concentrato ordini e regolamenti in una finestra più breve.

La seduta ha registrato meno scambi del consueto. Il rialzo finanziario non descrive da solo tutto il mercato fisico. I prezzi finali restano quelli usati per margini e regolamenti contrattuali. La quantità di scambi ridotta rende però più sensibile la quotazione a ordini di dimensione elevata e alle notizie arrivate durante la finestra europea.

Un centesimo vale 10 dollari per contratto

WTI e Brent hanno una dimensione standard di 1.000 barili. Il minimo scatto di prezzo è un centesimo per barile e corrisponde a 10 dollari sul contratto. Il rialzo giornaliero di 0,94 dollari del WTI equivale a 940 dollari di variazione lorda per posizione standard. Sul Brent l’aumento di 0,72 dollari equivale a 720 dollari.

Queste somme misurano la variazione del contratto e non il guadagno netto di chi opera. Direzione della posizione, prezzo d’ingresso, margini richiesti e commissioni decidono il risultato effettivo. Il calcolo serve a mostrare quanto una variazione inferiore a un dollaro per barile muova già centinaia di dollari su una sola posizione.

Il Brent sale venerdì e perde quasi l’8% nella settimana

Il Brent agosto era a 87,33 dollari venerdì 12 giugno. Sette giorni dopo ha terminato a 80,57. La riduzione è di 6,76 dollari pari al 7,74%. Il rialzo del 19 giugno appartiene a una settimana dominata dal ridimensionamento del premio di interruzione nello Stretto.

La sequenza separa due movimenti. L’accordo provvisorio e il ritorno delle navi hanno abbassato la probabilità di una carenza immediata. Le condizioni iraniane sul transito hanno impedito che quel premio venisse eliminato del tutto. Il prezzo finale poco sopra 80 dollari riflette proprio questa convivenza fra maggiore offerta disponibile e controllo politico della rotta.

Dal future al distributore italiano

Il future sul greggio entra nella filiera prima dei prezzi all’ingrosso di benzina e gasolio. Il cambio euro-dollaro e il margine di raffinazione ampliano oppure assorbono una parte del movimento. Scorte già acquistate e tempi logistici rinviano la trasmissione rispetto alla seduta finanziaria.

Accise e IVA formano una componente distinta dalla componente industriale. Un rialzo dell’1,23% sul WTI non produce un aumento identico alla pompa e nello stesso giorno. Per misurare la ricaduta italiana servono le quotazioni dei prodotti raffinati espresse in euro e la successiva rilevazione della rete distributiva.

Un barile contiene circa 158,99 litri. Il guadagno giornaliero di 0,94 dollari sul WTI equivale a circa 0,59 centesimi di dollaro per litro nella sola materia prima. Su 50 litri il corrispondente aritmetico è poco meno di 30 centesimi di dollaro prima di cambio, resa della raffineria, distribuzione e componente fiscale. La cifra mostra perché il movimento del future non va trasferito uno a uno sul cartello stradale.


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 Junior Cristarella

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