La manifestazione parigina ha riunito allestimenti su basi civili e progetti nati per la mobilità protetta. La distanza fra le due famiglie emerge dal telaio, dal carico elettrico richiesto durante la sosta, dal grado di protezione e dalla catena dei ricambi.
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La batteria diventa riserva di missione
Il veicolo tattico del 2026 assorbe energia anche da fermo. Radio cifrate, computer di bordo, sensori e caricatori per droni lavorano durante la sorveglianza. Un diesel al minimo consuma carburante e mantiene attive le firme acustica e termica. L’accumulo elettrico alimenta la cosiddetta silent watch, cioè la permanenza in sorveglianza con il motore termico spento.
Fra i mezzi esposti figurava un UTV interamente elettrico destinato al trasporto di persone e materiali in spazi stretti, ricaricabile da sorgenti portatili. La scheda di RMA Group conferma questa configurazione. L’elettrico puro resta adatto a compiti con percorrenze delimitate e accesso frequente a una sorgente energetica.
Scania ha portato un 4×4 ibrido con capacità di erogare corrente agli apparati. Nel settore dei cingolati pesanti Rolls-Royce ha presentato una catena cinetica ibrida. SFC Energy ha mostrato una pila a combustibile ausiliaria su PANDUR per alimentare i carichi di bordo senza tenere acceso il propulsore principale. Le esposizioni escludono una ritirata totale dall’elettrificazione. Ne delimitano l’impiego secondo massa, durata della missione, carico elettrico e disponibilità del rifornimento.
La batteria assume così una funzione diversa da quella dell’auto stradale. Nei 4×4 tattici funge da serbatoio di energia elettrica per i sistemi di missione. Il motore termico conserva la percorrenza e la rapidità del rifornimento. La configurazione ibrida collega i due fabbisogni senza dipendere da una rete di ricarica avanzata vicino all’area d’impiego.
Hilux e Land Cruiser diventano la base del GLV
Il General Logistics Vehicle nasce sulle architetture Toyota Hilux e Land Cruiser. Babcock International colloca le modifiche militari nel West Midlands e presenta il GLV come famiglia destinata a sostituire veicoli logistici leggeri ormai anziani. A Parigi è comparsa la variante light utility su Hilux, prima esposizione pubblica registrata anche da Shephard Media.
La verniciatura mimetica rappresenta la parte meno impegnativa. L’adeguamento militare riguarda durata sotto carico, impianto elettrico, fissaggi e resistenza durante l’uso fuoristrada. La base di serie concentra il lavoro sulle funzioni militari senza riprogettare da zero motore, trasmissione, impianto frenante e rete diagnostica.
Per una flotta numerosa, la comunanza con veicoli diffusi restringe il magazzino esclusivo alle parti dell’allestimento. Ricambi meccanici, utensili di diagnosi, manuali d’officina e competenze dei tecnici rimangono più vicini al settore automobilistico. Blindatura, apparati radio e allestimenti conservano invece una filiera dedicata. Il risparmio nasce dalla porzione condivisa e non dall’intero veicolo.
Il GLV resta una proposta collegata al programma britannico Light Mobility Vehicle. L’esposizione in fiera certifica l’esistenza della piattaforma e dei partner industriali. Un contratto richiede prove utente e qualifica. Servono anche accettazione tecnica e stanziamento pubblico. La distinzione impedisce di confondere il debutto commerciale con una fornitura già assegnata.
Everest, Ranger, F-550 e UTV nella gamma RMA
L’allestitore presente con Ford Global Fleet Sales ha portato quattro classi. L’Everest Light Utility Vehicle copre i servizi leggeri. Il Ranger Super Duty aumenta capacità di traino e carico. Il telaio F-550 accoglie carrozzerie per comando, logistica o emergenza. L’UTV elettrico entra in spazi incompatibili con un pick-up convenzionale.
Sulle basi Ford l’allestimento comprende modalità oscurata, protezioni inferiori e punti di installazione per apparati. La famiglia passa così da un SUV derivato dalla produzione a un telaio per allestimenti pesanti. La scelta di più masse evita di sovraccaricare un solo veicolo con compiti incompatibili.
L’origine commerciale accorcia la distanza dalla rete di assistenza. L’allestimento militare apre però un secondo inventario. Cablaggi di missione, schermature elettromagnetiche, corazzature e sistemi contro droni richiedono codici ricambio separati. Il beneficio logistico va calcolato sulla parte meccanica comune e sulla reale presenza di officine nei Paesi d’impiego.
Il medesimo schema industriale compare nelle configurazioni Mercedes Classe G e Sprinter per sistemi antidrone già trattate da Sbircia la Notizia Magazine. Il costruttore automobilistico mette a disposizione il veicolo. L’integratore installa sensori, comunicazioni e apparati di missione.
4 TROOP usa il V2L per radio e droni
4 TROOP è un prototipo VCMR 4×4 con trazione ibrida e architettura elettronica destinata alle forze terrestri. Renault Group ha unito la propria base veicolo alle comunicazioni protette di Thales. Il mezzo coordina UAV e UGV. Ospita sensori e usa la Combat Digital Platform come posto comando mobile.
La funzione Vehicle-to-Load preleva energia dalla catena di trazione e la eroga agli apparecchi collegati. In una missione di sorveglianza alimenta radio cifrate, elaboratori, sensori e interfacce per droni. Il veicolo diventa una sorgente mobile senza ricorrere per ogni carico a un generatore separato.
La catena ibrida abbina percorrenza su motore termico e marcia a firma acustica più bassa per tratti delimitati. Il guadagno militare nasce soprattutto dall’energia disponibile durante la sosta. La riduzione del carburante resta legata al profilo di impiego e al tempo trascorso con il propulsore spento. Incide anche la potenza richiesta dagli apparati.
La natura prototipale e il debutto parigino coincidono con la cronaca Reuters. La presenza del veicolo dimostra che una base automobilistica moderna ospita comunicazioni da combattimento e gestione di sistemi senza pilota. Ordini, quantità e configurazione definitiva restano separati dalla dimostrazione fieristica.
eJLTV accumula energia senza perdere la protezione
La eJLTV applica l’ibrido elettrico a una piattaforma nata per mobilità protetta. Oshkosh Defense associa alla variante energia esportabile, maggiore efficienza nel consumo, marcia a bassa firma acustica e generazione a bordo. Protezione e prestazioni fuoristrada restano quelle dichiarate per la JLTV di base.
L’accumulo si ricarica durante l’uso e non dipende soltanto da una colonnina. Il motore termico conserva il rifornimento tradizionale. La batteria sostiene la silent watch e alimenta radio, radar o apparati contro droni quando il veicolo è fermo. Il mezzo protetto diventa anche un nodo energetico per la squadra.
La firma termica resta presente. Batterie, elettronica di potenza, freni e pneumatici producono calore. Il beneficio deriva dal minor tempo del motore acceso e dall’assenza dello scarico durante le fasi elettriche. La firma acustica cala nello stesso intervallo. La valutazione seria deve misurare durata e potenza della modalità elettrica invece di attribuire invisibilità al veicolo.
La eJLTV esposta conserva lo status di dimostratore tecnologico. Mostra compatibilità fra protezione, trazione ibrida ed erogazione di corrente. L’adozione in una flotta richiede qualifica militare, addestramento, dottrina di manutenzione delle batterie e ricambi per l’elettronica ad alta tensione.
HVO: compatibilità EN 15940 prima del rifornimento
L’HVO è un diesel paraffinico ottenuto mediante idrogenazione di oli e grassi. La norma EN 15940 disciplina le caratteristiche del carburante. Lo standard del combustibile non sostituisce l’autorizzazione del motore. Manuale del veicolo e documentazione del costruttore devono ammetterne l’uso.
Il Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti classifica il renewable diesel come combustibile chimicamente simile al gasolio petrolifero e utilizzabile puro o in miscela dove approvato. L’HVO mantiene serbatoi, depositi, autocisterne e procedure di rifornimento già note. Questa continuità interessa le flotte che operano lontano da infrastrutture di ricarica.
Il bilancio climatico dipende dalla materia prima, dall’idrogeno usato nel processo, dall’energia di raffineria e dal trasporto. Il Joint Research Centre della Commissione europea documenta variazioni ampie fra le diverse filiere. Allo scarico la combustione produce comunque CO2. Il confronto corretto riguarda l’intero ciclo e non una percentuale unica applicata a ogni fornitura.
JP-8/F-34 e HVO appartengono a filiere differenti. Il primo è un combustibile di tipo cherosene impiegato in ambito militare. Il secondo è un diesel paraffinico. Una scheda che cita compatibilità JP-8 non certifica da sola l’impiego di HVO. L’errore porterebbe a rifornire mezzi senza l’assenso del costruttore.
MK1 e JLTV A2 presidiano la mobilità protetta
Il MK1 ha debuttato a Eurosatory come 4×4 protetto con scocca modulare su base di mobilità Celeris. Il sito SCATA ne pubblica architettura e specifiche. Janes documenta l’uso di un telaio su licenza KNDS Mobility e la disponibilità commerciale annunciata a Parigi.
Una piattaforma protetta nasce attorno a requisiti diversi da quelli di un pick-up convertito. Scocca, sedili, assali, freni e fissaggi devono lavorare insieme sotto massa elevata. La qualifica comprende resistenza balistica, esplosioni sotto scafo, mobilità fuoristrada e compatibilità con gli apparati installati. La modularità ha senso solo quando ogni configurazione conserva margini di peso e stabilità .
Il JLTV A2 rappresenta la revisione della famiglia americana. AM General dichiara oltre mille modifiche al pacchetto tecnico rispetto all’A1, con interventi su produzione, affidabilità , manutenzione e capacità d’impiego. La versione a quattro posti esposta portava la torretta leggera Hornet Lite.
Al 20 giugno 2026 lo stato pubblico dell’A2 è la consegna al governo statunitense per prove e valutazione. L’ingresso nelle dotazioni dell’US Army richiede il completamento di quel passaggio e gli atti di accettazione. La precisazione separa un veicolo fisicamente consegnato per test da un mezzo già distribuito ai reparti.
Il KISRAK 4×4 di Koluman ha effettuato a Parigi il debutto internazionale. È un autocarro ad alta mobilità più capiente di un pick-up e meno ingombrante di un 8×8 logistico. La configurazione pianale porta materiali su fondi sconnessi dove massa e raggio di sterzata penalizzano i camion pesanti.
La famiglia comprende impieghi per logistica, ambulanza, cisterna e soccorso dopo calamità . TurDef ha documentato sia il debutto sia la presenza della versione cisterna. La varietà degli allestimenti indica che il veicolo lavora come portatore di moduli e non come mezzo legato a una sola missione.
La fascia intermedia risolve un problema ricorrente. Il pick-up raggiunge terreni difficili ma offre volume limitato. L’autocarro pesante porta molto carico ma richiede spazio e fondi adeguati. Un 4×4 medio estende la logistica verso il tratto finale della distribuzione senza obbligare ogni convoglio a impiegare un mezzo protetto.
KISRAK conserva una propulsione convenzionale. La presenza accanto agli ibridi dimostra che il rinnovo energetico procede per compiti. Trasporto di carburante e logistica richiedono capacità di carico elevata. Recupero e soccorso privilegiano autonomia e rifornimento rapido quando la missione si svolge lontano da una rete elettrica.
Le parti non condivise alzano la spesa di flotta
Il prezzo d’acquisto copre soltanto l’ingresso del veicolo. Una flotta paga adeguamenti, prove, addestramento, ricambi, software, batterie e gestione delle configurazioni. Le basi commerciali comprimono alcune voci meccaniche. I mezzi protetti assorbono una quota maggiore nella qualifica della scocca e nell’integrazione degli apparati.
L’ibrido introduce componenti che il parco diesel tradizionale non possiede. Servono procedure per alta tensione, isolamento dopo un urto, trasporto degli accumulatori e gestione termica. L’officina deve distinguere il guasto meccanico da quello elettronico. La disponibilità del mezzo dipende anche da moduli di potenza e software diagnostico.
Per un veicolo tattico, il chilometro non descrive l’intero consumo. La misura deve conteggiare ore di sorveglianza, energia erogata agli apparati, tempo del motore al minimo, durata della marcia elettrica e carburante richiesto per missione. La parola green copre fenomeni diversi e rischia di confondere emissioni di ciclo con firma acustica sul campo.
Il capitolato deve stabilire il responsabile degli aggiornamenti software e della certificazione delle batterie sostitutive. La fornitura dei ricambi dopo la modifica della base civile deve avere un titolare contrattuale. Una piattaforma diffusa perde parte del beneficio logistico quando l’allestimento usa componenti proprietari non disponibili nei depositi militari. La spesa reale emerge dalla percentuale di parti condivise lungo gli anni di servizio.
Fiera, prototipo, prova e ordine restano passaggi distinti
Eurosatory espone veicoli con maturità industriale diversa. Il GLV è una proposta per un programma britannico. 4 TROOP e eJLTV restano dimostratori. JLTV A2 è nelle prove governative. MK1 è stato dichiarato ordinabile dopo la presentazione parigina. Gli allestimenti Ford e KISRAK mostrano famiglie già configurate per clienti istituzionali.
La presenza sullo stand dimostra che il veicolo esiste e che i sottosistemi sono stati assemblati. La qualifica militare richiede campagne su durata, frenata, compatibilità elettromagnetica, protezione e trasportabilità . L’ordine arriva con un contratto e un bilancio. La distribuzione ai reparti segue accettazione e addestramento. Servono anche scorte iniziali e manuali.
La distinzione protegge il lettore da due errori. Un prototipo funzionante non equivale a una flotta disponibile. Un veicolo in test governativo non coincide con l’adozione definitiva. Le specifiche pubbliche al 20 giugno 2026 collocano ogni progetto in una tappa diversa e impediscono di sommare annunci come fossero consegne.
L’edizione si è svolta dal 15 al 19 giugno a Paris Nord Villepinte, calendario confermato anche dal portale Eurosatory. Gli stand hanno mostrato capacità fisiche ancora sottoposte alla domanda dei governi. Il passaggio a un programma dipende da prove concluse e atti di acquisto.
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 Junior Cristarella
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