Area marina protetta di Ustica, 40 anni dal decreto


La festa porta nel porto la nave scuola Palinuro e distribuisce le attività tra mare, fondali, luoghi dell’isola e incontri pubblici. Il calendario di giugno celebra un atto ministeriale datato 1986, ancora applicato attraverso un perimetro definito e una zonazione graduata.

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Tre giorni tra porto, fondali, isola e incontri

La nave scuola Palinuro ha portato a Ustica Carmen Parisio di Penta, cofondatrice e direttrice di Marevivo. L’arrivo ha aperto il programma del quarantennale.

Il calendario affianca escursioni sull’isola, uscite a vela, immersioni e visite guidate. Le aree marine protette siciliane entrano nei percorsi virtuali curati da ARPA Sicilia. La parte pubblica comprende convegni, tavole rotonde, incontri al Centro Studi e Documentazione Isola di Ustica e visite a luoghi storici, siti archeologici, aree naturalistiche e aziende agricole locali.

La Lega Navale Italiana partecipa alle uscite in mare. La presenza della Palinuro e di Parisio di Penta compare anche nelle cronache di ANSA e RaiNews, che collocano la festa nelle medesime giornate.

Giugno per la festa, novembre per il decreto

La Regione Siciliana registra l’istituzione con decreto del 12 novembre 1986. La festa pubblica ha un calendario autonomo e si concentra a giugno. Un riferimento identifica l’atto giuridico. L’altro indica le giornate dedicate alla comunità.

Il quarantesimo anno si compie formalmente il 12 novembre 2026. Le iniziative di giugno anticipano quella data e includono le attività in mare previste dagli organizzatori.

Ustica e Miramare, una nascita nello stesso giorno

Ustica condivide il primato nazionale con Miramare. Entrambe furono istituite il 12 novembre 1986. La formula che attribuisce a Ustica un’esclusiva assoluta sul primo posto semplifica un’origine avvenuta in parallelo.

Le schede del MASE e della Guardia Costiera presentano Ustica e Miramare come le prime aree marine protette italiane. RaiPlay presenta entrambe come le prime due. La dicitura aderente agli atti è “prima insieme a Miramare”.

L’isola appartiene al nucleo iniziale della protezione marina nazionale. La contemporaneità dei due decreti conserva intatta l’anzianità istituzionale di Ustica e corregge l’idea di un avvio affidato a un’unica riserva.

15.951 ettari e tre gradi di protezione

Il perimetro marino misura 15.951 ettari. Il numero riguarda il mare attorno all’isola. Parks.it e ISPRA riportano la stessa estensione nelle rispettive schede dedicate all’area.

La zona A corrisponde alla riserva integrale. La zona B è la riserva generale. La zona C indica la riserva parziale. Le lettere incidono sulle attività ammesse e sulle restrizioni applicabili nel tratto interessato.

La zonazione impedisce di trattare tutti i 15.951 ettari come un blocco uniforme. Chi naviga o si immerge deve conoscere la propria posizione entro i confini indicati nelle carte dell’area protetta. L’informazione geografica appartiene all’osservanza delle regole.

Il Comune di Ustica amministra l’area protetta

L’ente gestore è il Comune di Ustica. Il decreto nasce in sede statale e l’amministrazione dell’area è comunale. La scheda pubblica di inPA usa la stessa attribuzione negli atti amministrativi del 2026.

La gestione comunale collega il regime dell’area alle attività svolte attorno all’isola. Il quarantesimo anno misura anche la continuità di questo incarico, mantenuto in un luogo dove il perimetro protetto coincide con spazi quotidiani di navigazione e lavoro.

La durata dell’istituzione dipende anche dalla leggibilità delle sue regole. Cartografia e condotte ammesse devono corrispondere sul mare, perché una zonazione conosciuta soltanto negli uffici perde capacità applicativa.

Il programma porta la zonazione fuori dagli uffici

Le uscite a vela mettono il perimetro davanti ai partecipanti. Le immersioni avvicinano ai fondali. I tour virtuali aprono una visita digitale alle aree marine protette siciliane anche a chi rimane a terra. Gli incontri pubblici riportano l’attenzione sulle decisioni che regolano l’area.

Il disegno del programma presenta la riserva come spazio usato e governato. La celebrazione entra nei luoghi dove le norme operano. Le carte dell’area acquistano un riferimento visibile durante la navigazione e l’immersione.

La combinazione fra attività in mare e accesso digitale allarga la platea del quarantennale. Chi non partecipa a un’uscita può osservare i fondali attraverso gli strumenti predisposti per l’evento. Chi sale a bordo incontra il perimetro tutelato sul posto.

Chi frequenta Ustica deve leggere il mare per zone

La sigla AMP indica un perimetro con regole graduate. Per chi entra in acqua contano due informazioni: la zona e il regime applicabile.

Il quarantennale richiama questa competenza di base. La storia del 1986 vive nel presente quando la zonazione è riconoscibile e chi usa il mare sa leggere A, B e C. La ricorrenza possiede una dimensione amministrativa accanto a quella celebrativa.

La protezione marina non coincide con un divieto uniforme esteso a tutta l’area. Il sistema graduato assegna discipline differenti ai settori. La conoscenza del confine diventa parte del comportamento richiesto a chi frequenta le acque di Ustica.

Un anniversario locale con portata nazionale

Il decreto riguarda l’isola e l’anniversario appartiene alla storia italiana delle aree marine protette. La contemporaneità con Miramare colloca il 12 novembre 1986 all’origine del sistema nazionale.

Il programma del 2026 rende visibile questa scala attraverso la Marina Militare, le strutture scientifiche, l’associazionismo nautico e gli enti pubblici presenti. Il 40° anno misura la durata e la capacità del decreto di continuare a produrre regole applicate sul mare.

La festa termina il 20 giugno. Il lavoro amministrativo prosegue oltre il calendario dell’evento, dentro le carte, i confini e le decisioni quotidiane dell’ente gestore.


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 Junior Cristarella

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