Un nuovo intervento strategico da 800 milioni di euro a sostegno delle imprese italiane colpite dagli effetti della crisi nell’area del Golfo Persico e dal perdurare delle tensioni sui costi energetici. Lo ha lanciato Simest, la società per l’internazionalizzazione delle imprese del Gruppo CDP. In un contesto internazionale segnato da instabilità geopolitica, volatilità dei mercati e pressioni sulle catene di approvvigionamento, l’iniziativa si inserisce nel più ampio impegno del Sistema Italia, guidato dal Ministero per gli Affari Esteri e la Cooperazione Internazionale, a sostegno della competitività del tessuto produttivo nazionale, accompagnandone la proiezione sui mercati globali.
Le risorse – che provengono dal Fondo 394/81, gestito da Simest in convenzione con la Farnesina – sono destinate alle imprese esportatrici e a quelle fornitrici dirette di aziende italiane che esportano. Cuore del pacchetto, attivato nell’ambito dello strumento “Transizione Digitale ed Ecologica”, è la nuova linea “Energia per la Competitività Internazionale”, concepita per offrire una risposta mirata alle imprese che hanno subito un impatto diretto sui costi energetici e/o fatturato per effetto della crisi nel Golfo, sostenendone la solidità finanziaria e la capacità di continuare a investire all’estero.
«Con questa misura vogliamo dare una risposta concreta e tempestiva alle imprese che stanno affrontando gli effetti di un quadro internazionale sempre più instabile, segnato dalle tensioni geopolitiche e dal forte aumento dei costi energetici, che rischiano di incidere sulla competitività del nostro sistema produttivo» dice l’amministratore delegato di Simest, Regina Corradini D’Arienzo. «L’obiettivo è sostenere non solo le aziende esportatrici, ma anche tutte le filiere strategiche del Made in Italy, rafforzandone la capacità di continuare a investire e crescere sui mercati internazionali. È un intervento che si inserisce pienamente nell’azione del Sistema Italia, guidato dalla Farnesina, insieme a Cdp, Simest, Sace, Ice, per accompagnare le imprese in questa fase complessa e renderle sempre meno sole di fronte agli shock globali».
La misura è destinata alle imprese che abbiano registrato un incremento dei costi energetici o una riduzione del fatturato pari ad almeno il 10% a seguito del conflitto e prevede un contributo a fondo perduto fino al 30% per le PMI (20% per le altre imprese); finanziamenti fino al 90% per il rafforzamento patrimoniale; la possibilità di destinare fino a 1,5 milioni di euro a incrementi di capitale e supporto alle società controllate; un anticipo fino al 50%; una durata dei finanziamenti fino a 8 anni. Parallelamente, viene ulteriormente rafforzata la misura dedicata alle imprese energivore, pilastro dell’intervento a favore dei comparti più esposti al caro energia, con condizioni migliorative volte a sostenere la continuità operativa e la capacità di investimento: un contributo a fondo perduto fino al 20%; l’esenzione dalla prestazione delle garanzie; finanziamenti fino al 90% per il rafforzamento patrimoniale; l’incremento fino a 1,5 milioni di euro della quota destinabile alla capitalizzazione delle controllate; un anticipo elevato fino al 50%; un’estensione della durata dei finanziamenti fino a 8 anni. Le domande potranno essere presentate dal 25 maggio fino al 31 dicembre 2026.
Il nuovo intervento si inserisce nel mosaico di iniziative di Simest a sostegno delle imprese. A marzo dell’anno scorso sono state varate nuove misure da oltre un miliardo di euro per la competitività internazionale delle imprese italiane. Tra queste il pacchetto da 500 milioni per gli investimenti e la crescita dell’export in America Latina, con il nuovo Plafond di finanza agevolata da 200 milioni di euro per la “Competitività delle filiere e delle imprese italiane in America centrale o meridionale”; e il plafond dedicato da 300 milioni di euro a sostegno della competitività delle commesse export delle imprese italiane nell’area.
Ancora, con la Misura Africa sono state ammesse nuove spese finanziabili nell’ambito dello strumento incluso nel Piano Mattei, con accesso esteso anche alle imprese italiane non esportatrici che intendano investire in Africa. Attraverso il finanziamento, che già prevedeva la possibilità di investire nel rafforzamento patrimoniale – anche in Italia – l’impresa potrà inoltre realizzare incrementi di capitale sociale e finanziamenti soci alle proprie società controllate. Nell’ambito delle spese di formazione, sarà possibile finanziare le spese per contratti di lavoro destinati all’inserimento in azienda del personale locale. “Misura Africa” ha una dotazione iniziale di 200 milioni di euro con una riserva del 10% per le imprese giovanili e femminili e PMI e start up innovative.
A settembre 2025 è stato annunciato l’avvio della piena operatività del “Pacchetto India”, un programma da complessivi 500 milioni di euro a supporto dell’export e degli investimenti delle imprese italiane nel mercato indiano, con risorse destinate sia alle imprese già esportatrici sia a quelle che non hanno ancora avviato attività di export, per sostenere progetti di investimento, esportazione e importazione con l’India. La misura prevede un contributo a fondo perduto fino al 20% per PMI, startup innovative e imprese con sede nel Mezzogiorno, e pari al 10% per tutte le altre imprese.
Last but not least, a gennaio di quest’anno è partita la Misura Stati Uniti, un’offerta integrata da 300 milioni di euro dedicata al sostegno degli investimenti diretti e la crescita del tessuto produttivo nazionale nel mercato statunitense, attraverso risorse proprie e pubbliche del Fondo 394, gestito da Simest in convenzione con la Farnesina. Un’iniziativa che risponde all’esigenza di rafforzare la presenza delle imprese italiane nel secondo mercato di esportazione per le imprese italiane, primo mercato in ambito extra UE. Attraverso la Misura, Simest può effettuare interventi diretti di partecipazione nel capitale di controllate statunitensi di imprese italiane, finalizzati a sostenere l’insediamento negli USA o lo sviluppo di joint venture con partner locali, anche attraverso soluzioni tailor-made in funzione delle caratteristiche dell’impresa e delle esigenze di consolidamento sul mercato statunitense dell’impresa, con 100 milioni a disposizione di tale operatività. In aggiunta, sono disponibili ulteriori fondi a valere su risorse del Fondo 394 destinati ad interventi nell’equity di start-up e PMI innovative che intendono svilupparsi negli Stati Uniti.
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