L’8 per mille è una delle scelte che i contribuenti possono effettuare quando compilano il modello 730, ma il suo funzionamento non è sempre chiaro. Molti si domandano qual è la differenza tra il 5 per mille e l’8 per mille, chi può beneficiare di queste somme e cosa accade se non viene espressa alcuna preferenza.
L’8 per mille nel 730 permette di decidere a chi destinare una quota delle imposte, pari allo 0,8% dell’IRPEF, scegliendo tra lo Stato e alcune confessioni religiose. Non si paga nulla in più, visto che si ha semplicemente la possibilità di indicare come utilizzare una parte delle tasse che già versi.
Qual è la differenza tra il 5 per mille e l’8 per mille?
Ogni anno, al momento della dichiarazione dei redditi, milioni di contribuenti italiani si trovano davanti a una scelta importante: destinare una quota delle proprie imposte attraverso l’8 per mille e il 5 per mille. Si tratta di due strumenti molto conosciuti che seguono però meccanismi differenti, hanno finalità diverse e destinatari ben definiti. Sicuramente è utile conoscere la differenza tra 8, 5 e 2 per mille nella dichiarazione dei redditi.
In primis è importante sottolineare che le due scelte sono indipendenti tra loro e quindi un contribuente può optare per entrambe, visto che una non esclude l’altra. La principale differenza tra il 5 per mille e l’8 per mille riguarda proprio la destinazione delle somme e i soggetti beneficiari. Ecco nel dettaglio in cosa si differenziano:
- 8 per mille: è una quota dell’IRPEF che il contribuente può destinare allo Stato oppure a una delle confessioni religiose che hanno stipulato specifiche intese con lo Stato italiano. Le risorse raccolte vengono utilizzate per attività sociali, assistenziali, culturali, umanitarie e religiose;
- 5 per mille: quota dell’IRPEF che si può assegnare a enti che svolgono attività di interesse sociale, come organizzazioni del Terzo Settore, associazioni di volontariato, enti di ricerca scientifica e sanitaria, università e associazioni sportive dilettantistiche riconosciute.
Chi può ricevere l’8×1000
Prima di vedere quali sono i potenziali destinatari, è utile rispondere a un interrogativo alquanto frequente: a quanto ammonta l’8 per mille? Corrisponde allo 0,8% del gettito complessivo dell’IRPEF, l’imposta sul reddito delle persone fisiche, tenendo presente che non si tratta di una somma aggiuntiva da versare, ma di una quota delle imposte che il contribuente è già tenuto a pagare.
La scelta dei beneficiari dell’8 per mille spetta esclusivamente al contribuente che, in sede di dichiarazione dei redditi, può esprimere la sua preferenza. La destinazione dell’8 per mille nel 730 prevede una platea meno ampia rispetto a quella a disposizione per il 5 per mille. Nel dettaglio tre sono le opzioni possibili.
Stato italiano
Quando si decide di destinare l’8 per mille nel 730 allo Stato, quest’ultimo impiega le somme raccolte per finanziare interventi in diversi ambiti, come:
- tutela dei beni culturali;
- assistenza ai rifugiati;
- interventi umanitari;
- recupero delle aree colpite da calamità naturali;
- contrasto alla fame nel mondo;
- edilizia scolastica e altri progetti di interesse pubblico.
Istituzioni religiose
Tra i beneficiari dell’8 per mille ci sono le confessioni religiose presenti sul territorio nazionale, che utilizzano i fondi ricevuti per sostenere attività di culto, opere caritative, interventi sociali, assistenza alle persone fragili e progetti umanitari. Nell’elenco dell’8 per mille ci sono le seguenti istituzioni beneficiarie:
- la Chiesa Cattolica;
- l’Unione italiana delle Chiese Cristiane Avventiste del 7° giorno;
- le Assemblee di Dio in Italia;
- la Chiesa Evangelica Valdese (Unione delle Chiese metodiste e Valdesi;
- la Chiesa Evangelica Luterana in Italia;
- l’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane;
- la Sacra Arcidiocesi ortodossa d’Italia ed Esarcato per l’Europa Meridionale;
- la Chiesa apostolica in Italia;
- l’Unione Cristiana Evangelica Battista d’Italia;
- l’Unione Buddhista Italiana;
- l’Unione Induista Italiana;
- l’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai (IBISG);
- l’Associazione “Chiesa d’Inghilterra”.
Mancata scelta
Il contribuente può anche decidere di non effettuare alcuna scelta in merito alla donazione dell’8 per mille nel 730, non indicando quindi nessun destinatario preferito.
Cosa succede se non scelgo l’8×1000?
Chi vuole decidere direttamente a chi destinare la propria quota di IRPEF dovrebbe sempre esprimere una preferenza. C’è da dire però, che l’8 per mille nel 730 non è obbligatorio, il che significa che il contribuente può anche non esprimersi in merito alla destinazione dello stesso.
In caso di nessuna scelta dell’8 per mille nel 730, non sono previsti né costi aggiuntivi né sanzioni, ma questo non significa che la quota resti nelle casse dello Stato senza essere distribuita. La legge prevede, infatti, che le quote relative ai contribuenti che non esprimono alcuna preferenza, vengano ripartite proporzionalmente in base alle scelte effettuate da chi ha espresso una destinazione.
Dove si trova l’8×1000 nel modello 730
Chi presenta la dichiarazione dei redditi tramite modello 730 trova facilmente la sezione dedicata all’8 per mille nelle ultime pagine, dove sono presenti diversi riquadri, ciascuno corrispondente a uno dei soggetti che possono ricevere il contributo. Per effettuare correttamente la scelta è sufficiente apporre la propria firma nel riquadro relativo al destinatario desiderato, tenendo presente che la firma rappresenta l’unico elemento necessario per esprimere la preferenza, senza necessità di indicare importi o altri dati.
Dove inserire l’8 per mille nel 730 precompilato
Per chi utilizza il 730 precompilato, la procedura per indicare la destinazione dell’8 per mille è particolarmente semplice. Dopo aver effettuato l’accesso all’area riservata tramite le credenziali abilitate, è possibile visualizzare il modello precompilato e accedere alla sezione dedicata alle scelte di destinazione dell’IRPEF.
Per inserire l’8 per mille nel 730 precompilato è sufficiente selezionare il destinatario prescelto tra quelli disponibili, indicando la preferenza per ciascuna scelta, oppure selezionando l’apposita voce “Nessuna scelta” e dopo aver confermato e completato la dichiarazione, il sistema registrerà automaticamente la preferenza.
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Davide Pantaleo
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