Il rientro del municipio nella sede storica riguarda la vita quotidiana di un borgo che dal 2016 ha convissuto con l’inagibilità del suo palazzo pubblico più riconoscibile. Gli uffici avevano continuato a garantire i servizi in un edificio vicino; ora Consiglio, Giunta e funzioni amministrative tornano nel complesso che affaccia su via Roma e dialoga con la torre civica.
Da sapere: il rientro avviene nella stessa giornata in cui si insedia la nuova amministrazione. L’edificio rientra con un uso immediato: ospita di nuovo uffici, sale istituzionali e spazi di servizio per il Comune.
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Il rientro nella sede storica
La riapertura del municipio riporta l’attività amministrativa nel punto in cui Montelparo riconosce da generazioni la propria casa comunale. Dopo l’inagibilità provocata dal terremoto, gli uffici erano stati trasferiti in un immobile adiacente; il ritorno nel palazzo storico consente di ricomporre rappresentanza istituzionale e accesso ai servizi nello stesso luogo.
La scelta di svolgere qui il primo Consiglio comunale imprime alla giornata un significato molto concreto. Il palazzo viene usato subito per l’atto che apre il mandato: il giuramento del sindaco e l’insediamento dell’assemblea eletta. La cerimonia entra così nella normale vita istituzionale dell’ente.
Murature, solai e torre civica: cosa ha riguardato il cantiere
Il progetto esecutivo approvato nel 2024 ha affrontato i danni con lavorazioni mirate sulle strutture. Le porzioni murarie lesionate sono state trattate con scuci-cuci, una tecnica che rimuove le parti compromesse e ricostituisce la continuità della muratura con materiali compatibili.
Sui solai il lavoro ha previsto il consolidamento delle strutture in legno e laterizio. Dove gli atti indicavano solai in latero-cemento, la soluzione prevista è stata la demolizione con rifacimento in legno; nella torre civica la scala è stata demolita e ricostruita con struttura portante lignea.
Gli spazi interni dopo il restauro
Il piano di accesso accoglie la bussola d’ingresso, gli uffici ragioneria e anagrafe, l’ufficio tecnico, la sala d’attesa e la sala riunioni. La piattaforma elevatrice rappresenta l’elemento che incide più direttamente sulla fruibilità dell’edificio, perché rende più accessibile il percorso interno tra i livelli.
Al primo piano sono previsti la sala consiliare e la sala Giunta, con segreteria e archivio oltre all’ufficio del sindaco. La distribuzione interna ricolloca in un solo edificio la gestione ordinaria dell’ente e le sedi delle decisioni politiche, riducendo la distanza fisica tra cittadini e amministrazione.
La nuova amministrazione entra nel palazzo recuperato
Fabio Antolini arriva alla guida del Comune dopo il voto del 24 e 25 maggio 2026. La lista Montelparo Radici e Futuro ha ottenuto 250 voti, pari al 50,51%; Marino Screpanti, sindaco uscente sostenuto da Continuità e Futuro per Montelparo, si è fermato a 245 voti e al 49,49%.
La distanza di cinque preferenze rende il primo Consiglio comunale un avvio politico ad alta attenzione. La sede scelta, però, porta il racconto oltre il dato elettorale: inaugurare il municipio prima della seduta significa collocare il nuovo mandato dentro un edificio che appartiene all’intera comunità.
Il cantiere partito con l’amministrazione uscente
Il calendario dell’inaugurazione riconosce anche la continuità del percorso amministrativo. Il cantiere era stato avviato sotto la precedente amministrazione guidata da Marino Screpanti, dopo anni di attesa legati alla progettazione e alle autorizzazioni. L’apertura dei lavori, documentata nel febbraio 2025, aveva già riportato l’edificio al centro dell’agenda comunale.
La conclusione del recupero consegna ora il palazzo alla nuova amministrazione, senza cancellare il lavoro preparatorio svolto prima del cambio di guida. È un aspetto rilevante perché le opere pubbliche post sisma attraversano spesso più mandati e chiedono continuità istituzionale anche quando cambia la composizione politica del Comune.
Il libro del 1702 e l’iscrizione del 1713
Nel municipio rientra anche un elemento d’archivio: il libro mastro del 1702 collegato alla costruzione dell’edificio. La sua presenza lega l’uso amministrativo contemporaneo a una storia documentaria che precede di secoli il cantiere post sisma.
Sul primo pianerottolo della scala interna è indicato anche l’endecasillabo del 1713: “Lasciate ogni rancor o voi che entrate”. La frase, incisa nello spazio di governo locale, richiama l’imparzialità come dovere concreto di chi esercita funzioni pubbliche.
Gli altri immobili nel percorso post sisma del Comune
Il municipio rappresenta il rientro più visibile; nel territorio comunale sono stati richiamati anche altri immobili segnati dal sisma. Nel dibattito locale figurano il complesso di Sant’Agostino, con chiesa e ostello oltre al cantinone. Nello stesso percorso rientra l’ex scuola elementare destinata a edificio polifunzionale.
Per Sant’Agostino era stato indicato un finanziamento da 4 milioni di euro in fase progettuale. Per l’ex scuola elementare il progetto citato dalle cronache locali vale 1,5 milioni e riguarda spazi per protezione civile, farmacia, ambulatorio medico e mezzi comunali. Il municipio riaperto diventa quindi il primo segnale pienamente visibile dentro una mappa più ampia di edifici da recuperare.
Montelparo nel recupero dei borghi del cratere marchigiano
Il caso Montelparo mostra che il recupero degli edifici pubblici nei borghi riguarda anche funzioni civiche e continuità dei servizi. Un municipio che torna agibile permette all’ente di rioccupare la propria sede storica dopo quasi dieci anni di frattura amministrativa.
Nel Fermano, come in altre aree marchigiane colpite dalla sequenza sismica 2016/2017, gli edifici pubblici hanno un ruolo che supera la gestione degli uffici. Sono luoghi di accesso ai servizi, custodia degli atti comunali e riconoscimento istituzionale. Per questo il rientro di Montelparo incide nella vita reale del paese.
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Junior Cristarella
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