Montagna Grande brucia ancora, Canadair in azione all’alba


La giornata del 14 giugno si apre con un dato operativo chiaro: Montagna Grande non è ancora chiusa dall’emergenza. Dopo una notte di presidio sul territorio, i mezzi aerei sono tornati a lavorare sul fronte del fuoco. La priorità è contenere l’avanzata nelle aree più vicine ai fabbricati rurali e impedire nuove spinte dentro la vegetazione demaniale.

Avviso ai residenti: chi nota fumo o fiamme deve usare i canali di emergenza e seguire soltanto le indicazioni delle autorità presenti sul posto. L’origine dell’innesco non è attribuita al momento della pubblicazione.

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Alle 9:55 intervento ancora aperto

L’aggiornamento del mattino porta l’attenzione sulla ripresa dei lanci dall’alto. Alle prime luci del 14 giugno risultano impegnati due elicotteri del Corpo Forestale regionale, identificati come Falco 1 e Falco 7, insieme a due Canadair provenienti da Lamezia. La continuità dell’intervento aereo indica che il perimetro del rogo richiede ancora contenimento attivo.

Il presidio a terra rimane decisivo nelle aree esposte di Ardigna. Qui il rischio nasce dalla vicinanza tra fabbricati rurali e vegetazione continua. In una situazione di vento anche moderato, questa vicinanza obbliga le squadre a proteggere prima i punti abitati e poi a lavorare sul consolidamento del fronte interno.

L’allarme delle 15 e il primo dispositivo a terra

La sequenza operativa comincia sabato 13 giugno, poco dopo le 15, con la segnalazione arrivata dal sistema di avvistamento del Corpo forestale. Il dispositivo iniziale ha coinvolto personale antincendio boschivo e operatori forestali. Il Comando provinciale dei Vigili del fuoco di Trapani ha aggiunto tre squadre, indirizzate soprattutto verso le zone in cui il fuoco minacciava strutture rurali.

La sigla AIB indica l’antincendio boschivo, cioè l’insieme di attività dedicate al contrasto dei roghi in aree vegetate. In casi come Montagna Grande, la parte a terra legge accessi, linee di taglio naturali, direzione del vento e presenza di fabbricati. I mezzi aerei arrivano sopra questo lavoro, non lo sostituiscono.

Ardigna, la fascia da proteggere subito

Ardigna è il nome che pesa di più nella gestione immediata dell’emergenza. La località è stata indicata come area di protezione per abitazioni e ricoveri per animali. Nei roghi boschivi di interfaccia, la criticità nasce proprio dove il fuoco esce dal solo perimetro vegetale e arriva vicino a manufatti, recinzioni, strade poderali o punti di ricovero.

La scelta di concentrare le squadre in quella zona dice molto sulla priorità delle operazioni. In presenza di un fronte ampio, l’obiettivo iniziale non coincide con lo spegnimento uniforme di ogni tratto. Prima si bloccano le minacce verso persone e strutture, poi si lavora sulla parte più interna del rogo con l’appoggio degli sganci d’acqua.

La diga Rubino dentro la strategia dei lanci

I velivoli hanno effettuato rifornimenti d’acqua dalla diga Rubino. La scelta dell’invaso ha una logica concreta: meno distanza tra punto di carico e fronte significa più tempo utile sul fuoco rispetto a rotazioni più lunghe. In un incendio ancora mobile, anche pochi minuti recuperati su ogni ciclo incidono sul ritmo dei lanci.

Il dato del fronte, indicato intorno ai due chilometri, spiega la necessità di usare insieme squadre a terra e velivoli. Un fronte di questa estensione non si governa con un solo asse di intervento. Occorre raffreddare le aree più attive dall’alto e creare condizioni di lavoro più sicure per chi si muove sul terreno.

Mezzi aerei, numeri da leggere con l’orario

I numeri dei velivoli hanno senso solo se collegati all’ora dell’aggiornamento. Sabato pomeriggio sono stati indicati Canadair ed elicotteri della Forestale regionale provenienti dalle basi di Valderice, Palermo e Sambuca di Sicilia. In seguito è entrato nella rotazione un secondo Canadair, con cambi e rifornimenti legati alla durata delle operazioni.

All’alba del 14 giugno l’assetto dei mezzi è diverso: sono stati segnalati due elicotteri regionali e due Canadair. La variazione indica la normale evoluzione di un intervento prolungato, nel quale equipaggi, basi di partenza e cicli di rifornimento mutano con la luce disponibile e con le condizioni del fronte.

Bollettino regionale: Trapani in pericolosità media

Per domenica 14 giugno 2026, l’avviso del Dipartimento della Protezione Civile della Regione Siciliana colloca la provincia di Trapani in pericolosità media per incendi con livello di preallerta. Il documento è valido dalle 0.00 del 14 giugno per le successive 48 ore.

Lo stesso avviso indica precipitazioni assenti o non rilevanti sul territorio siciliano. I venti sono descritti da deboli a moderati, tendenti dai quadranti meridionali, con umidità minima nei bassi strati tra 20% e 40%. Sono valori che aiutano a comprendere la sensibilità della vegetazione al fuoco nella Sicilia centro-occidentale.

La campagna AIB regionale risulta avviata in Sicilia il 15 maggio 2026. Dentro questa cornice, la preallerta comporta contatti fra sindaco, strutture operative locali, Prefettura, Provincia e Regione quando sul territorio comunale è in corso un incendio. È il livello che trasforma la vigilanza in coordinamento continuo.

Cause e danni, solo dati attribuibili

Al momento della pubblicazione non c’è un’attribuzione ufficiale dell’innesco. La prudenza è necessaria: vento, caldo e vegetazione secca descrivono condizioni favorevoli alla propagazione senza identificare la causa. La causa richiede accertamenti dedicati e non rientra nei dati già pubblicabili.

Le fiamme hanno interessato vegetazione secca, macchia mediterranea e porzioni dell’area boschiva demaniale. Non c’è una stima consolidata degli ettari percorsi dal rogo attuale. Per questo il bilancio ambientale va aggiornato solo quando saranno disponibili dati chiusi dagli enti competenti.

Indicazioni utili per chi vive o passa in zona

Chi si trova nei pressi di Montagna Grande deve evitare l’avvicinamento al fronte e lasciare liberi gli accessi utilizzati dai soccorritori. In caso di fumo sulla strada, la condotta più sicura è allontanarsi senza fermarsi a fotografare e chiamare i numeri di emergenza soltanto per segnalazioni effettive.

La presenza di mezzi aerei richiede attenzione anche a distanza. Le aree di rifornimento, i corridoi di volo e le strade di servizio non sono punti di osservazione. Ogni intralcio ai mezzi a terra rallenta l’intervento e aumenta l’esposizione di chi lavora sul rogo.


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 Junior Cristarella

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