La vicenda si apre con il numero che compare nel decreto regionale: 118.430,87 euro. È la somma che la Regione Siciliana autorizza per il Comune di Gela sul capitolo 642175, con codice Siope U.2.03.01.002.003, nell’esercizio finanziario 2026.
La tensione istituzionale nasce dalla destinazione della risorsa. L’atto liquida la parte legata alle spese di investimento. La quota collegata alla spesa corrente, dello stesso importo, non viene pagata con questo provvedimento. È qui che la partita amministrativa diventa politica: Di Stefano sostiene che né la legge finanziaria regionale né gli accordi maturati con Palermo prevedessero un dimezzamento.
Nota editoriale: in questo articolo i dati numerici sono ricavati dagli atti regionali e dalle documentazioni societarie disponibili. Le dichiarazioni pubbliche del sindaco sono trattate separatamente dai valori contabili.
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Il D.D.G. n. 1150 fissa il pagamento a 118.430,87 euro
Il decreto dell’11 giugno 2026 porta una dicitura molto circoscritta: impegno e liquidazione della quota 50% royalties per il Comune di Gela. La formula chiarisce il perimetro del pagamento già nell’oggetto dell’atto. L’amministrazione regionale liquida la parte ritenuta imputabile agli investimenti e lascia senza pagamento la quota collegata alla spesa corrente.
La somma destinata a Gela compare due volte negli articoli del provvedimento: prima come importo impegnato e poi come liquidazione autorizzata. Questo doppio richiamo rende il pagamento eseguibile sul piano contabile. Il decreto indica inoltre il conto di tesoreria unica per l’emissione, passaggio che separa la decisione politica dal trasferimento amministrativo vero e proprio.
Il calcolo che porta alla quota di Gela
Il punto di partenza contabile è l’importo complessivo delle royalties 2024 versate alla Regione per Argo Cassiopea: 1.815.032,59 euro. Nel decreto la cifra nasce dalla somma di due accertamenti formalizzati il 9 ottobre 2025: 1.089.019,59 euro da Eni Mediterranea Idrocarburi e 726.013,00 euro da Energean Italy. Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica ha confermato alla Regione l’attribuzione del 55% delle royalties dovute per l’anno 2024.
La quota territoriale riconosciuta ai Comuni costieri è il 30% dell’aliquota regionale prevista per le produzioni avviate dal 2024. Applicando questa percentuale ai versamenti indicati nell’atto si arriva a 544.509,78 euro. Su quella base opera la ripartizione concordata tra i Comuni: 43,5% a Gela, 43,5% a Licata e 13% a Butera. Per Gela il valore intero è 236.861,75 euro, diviso in due quote uguali da 118.430,87 euro.
Investimenti sì, spesa corrente no: qui nasce la frizione
La legge regionale di stabilità 2024 ha previsto che le risorse destinate ai Comuni costieri vengano impiegate in misura non inferiore al 50% per spese di investimento. Il decreto interpreta questa soglia come base per pagare subito solo metà della quota spettante a ciascun ente. Sul piano aritmetico la scelta è lineare: da 236.861,75 euro si passa a 118.430,87 euro.
La contestazione del sindaco nasce da un altro livello: la norma parla di una quota minima da destinare agli investimenti, non di un taglio automatico della parte utilizzabile per la gestione corrente. Da qui la protesta del Comune, che considera la liquidazione parziale una modifica degli impegni assunti nel percorso negoziale con la Regione.
I versamenti di EniMed ed Energean indicano l’assetto industriale
I due importi indicati nel decreto non sono casuali. La proporzione tra il versamento di Eni Mediterranea Idrocarburi e quello di Energean Italy è coerente con l’assetto industriale di Argo Cassiopea, dove la quota Eni indicata nella documentazione annuale è pari al 60%. Il residuo, sul piano dei versamenti 2024 richiamati dalla Regione, è rappresentato dal pagamento di Energean.
Questo dato aiuta a leggere la natura del provvedimento. La Regione distribuisce una porzione calcolata su incassi minerari già entrati nel bilancio regionale. Il credito è documentato negli accertamenti; la frizione riguarda la sua destinazione finale nel bilancio del Comune.
Il precedente di febbraio e la ripartizione tra i Comuni
Il 19 febbraio 2026 la Regione Siciliana aveva annunciato la ripartizione delle royalties 2024 tra Gela, Licata e Butera. In quell’occasione venne indicata una quota complessiva territoriale di 545 mila euro, pari al 30% del totale regionale, con percentuali definite dagli stessi sindaci. Il decreto di giugno traduce quella cornice in un pagamento effettivo limitato alla metà destinata agli investimenti.
Il passaggio di febbraio era arrivato dopo un lungo stallo. La Regione aveva richiamato il superamento del meccanismo originario basato su versamenti triennali, tempi che i Comuni non avevano accettato. La liquidazione di giugno chiude un pezzo del percorso e ne apre un altro, perché il Comune di Gela ora chiede coerenza tra la ripartizione annunciata e la somma realmente trasferita.
Argo Cassiopea, il peso del progetto sul territorio
Argo Cassiopea è uno dei principali progetti nazionali sul gas degli ultimi anni. Eni ha comunicato l’avvio della produzione nell’agosto 2024 e ha stimato riserve per circa 10 miliardi di metri cubi, con produzione annua di picco attesa a 1,5 miliardi di metri cubi. Il gas viene trasportato tramite condotta sottomarina fino all’impianto di trattamento di Gela e poi immesso nella rete nazionale.
Nel report locale 2024 di Eni su Gela il progetto viene descritto con 4 pozzi sottomarini, condotte di collegamento a mare e impianto di trattamento onshore inserito nel perimetro industriale esistente. Gli investimenti previsti nell’area per Cassiopea sono indicati in circa 950 milioni di euro. Questo spiega la sensibilità della città: le royalties rappresentano il ritorno territoriale di una produzione che utilizza infrastrutture e autorizzazioni locali.
La posizione di Di Stefano e la leva sulle autorizzazioni
Il sindaco Terenziano Di Stefano contesta la liquidazione dimezzata e la considera un segnale negativo per Gela. La sua obiezione riguarda soprattutto il rapporto tra la mole produttiva del progetto e la somma riconosciuta al Comune. La cifra, anche nella versione intera, è molto lontana dalle attese politiche maturate durante la trattativa sulle royalties.
La reazione non si ferma alla protesta verbale. Di Stefano ha avvertito che eventuali nuove richieste autorizzative per estrazioni in mare lungo la costa di Gela non avranno un percorso automatico sul suo tavolo. ANSA e Quotidiano di Gela coincidono sul contenuto delle dichiarazioni pubbliche: il sindaco lega la gestione delle nuove istanze alla risposta della Regione sul pagamento della quota contestata.
Per il bilancio comunale cambia la destinazione della spesa
Per un Comune, investimento e spesa corrente seguono regole diverse. La prima categoria finanzia opere e manutenzioni straordinarie. La seconda sostiene servizi, gestione ordinaria e fabbisogni amministrativi. Se la risorsa entra solo come quota per investimenti, l’ente non la usa liberamente per coprire costi di funzionamento o servizi immediati.
Questa distinzione incide in modo diretto sulla programmazione. Gela riceve un importo spendibile su una traccia vincolata e non incassa la parte che avrebbe dato margine alla gestione ordinaria. La controversia riguarda il totale nominale e la capacità del Comune di usare le royalties come compensazione territoriale effettiva.
Il percorso amministrativo ora passa dagli atti regionali
Il decreto n. 1150 è un atto esecutivo, non una semplice comunicazione. Per modificare il risultato contabile servirebbe un nuovo provvedimento o un chiarimento formale capace di indicare il destino della quota non pagata. Il Comune ha già manifestato contrarietà e il confronto con la Regione entra su un terreno documentale, perché ogni eventuale soluzione dovrà passare da capitoli di bilancio e titoli di spesa compatibili.
La prossima verifica riguarda la parte non liquidata della quota 2024. Se Palermo adotterà un secondo atto, il conflitto rientrerà nel perimetro amministrativo. Se invece la Regione confermerà l’impostazione attuale, Gela avrà davanti una scelta politica più dura: contestare formalmente l’interpretazione oppure usare la leva autorizzativa sui futuri progetti in mare.
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Junior Cristarella
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